|
 |
ultime notizie giocatori pallavolo a1 a2, curiosità giocatrici pallavolo serie a, news squadre pallavolo, news partite volley |
 |
|
| OPINIONI |
 |
 |

 |
|
 |
 |
07.12.2008 -
Magri rieletto presidente della Fipav
Carlo Magri è stato eletto per la quinta volta presidente della Federazione Italiana Pallavolo. Nella 40ma Assemblea Nazionale della Fipav ha ricevuto 13309.9 voti su 16546.8 (80,4 percento). E' la quinta volta che il dirigente di Parma viene scelto dalle societá per guidare il movimento pallavolistico italiano. Un incarico importante, per un quadriennio che vedrà l'Italia organizzare nel 2010 il Campionato Mondiale maschile. Il presidente federale Carlo Magri, nell'intervento all'Assemblea Nazionale ha espresso il suo appoggio a Gianni Petrucci, per le prossime elezioni del Presidente del Coni: "Con l'attuale numero uno dello sport italiano c'è sempre stata una grande collaborazione e mi auguro che possa continuare ad essere così anche nel prossimo quadriennio". Insieme a Carlo Magri entrano nel Consiglio Federale (citati in ordine di preferenze ricevute): Luciano Cecchi (Roma) e Francesco Apostoli (Brescia) come vicepresidenti; Pietro Bruno Cattaneo (Milano), Vasco Lolli (Modena), Giorgio Giusfredi (Latina), Eliseo Secci (Cagliari), Gabriele Centelli (Aosta), Bruno Da Re (Treviso), Filippo Callipo (Vibo Valentia), Luigi Dell'Anna (Lecce), Maria Rosa Maistrello (Verona), Guido Pasciari (Nola NA), Agostino Pantani (Pisa), Aldo Rossi (Savona) come consiglieri federali. Francesco Canzoniero (Potenza) e Claudio Scanferlato (Brindisi) come rappresentanti atleti. Sabrina Bertini (Viareggio LU), Marianna Iadarola (Benevento) come rappresentanti atlete. Simonetta Avalle (Roma) e Oreste Emilio Vacondio (Sassuolo MO) come rapprsentanti tecnici .
|
|
 |
 |
 |
03.06.2008 -
Ciao ciao Milano - di Lorenzo Dallari
Eccoci qui di nuovo insieme, dopo un week end pazzesco, passato nella bolgia del paddock di Montecarlo, sede del Gran Premio di Formula 1 più glamour dell’anno: scene pazzesche, vip a go-go, barche da sogno, milioni gettati al vento, feste da fantascienza. Una ventata inebriante, una settimana fuori dalla realtà. Monaco è veramente un mondo a parte, ti proietta in un’altra realtà: basta però stare con i piedi ben piantati per terra e comprendere che la vita è ben diversa da quella riservata ai pochi che lì si mettono in bella evidenza. Mah, il mondo è bello perché è decisamente vario. L’importante è tornare alla nostra, cara pallavolo, con qualche inevitabile riflessione.
CIAO CIAO MILANO. Iniziamo dalla città della Madonnina, che ha definitivamente conosciuto il suo triste destino sotto rete: Milano ha malinconicamente chiuso per la quarta volta in 20 anni. Peccato davvero. Claudio Giovanardi (a proposito, in bocca al lupo per una pronta ripresa visto che non sta ancora benissimo) sta per cedere il titolo per sanare in parte la situazione debitoria e ottenere di riflesso le liberatorie dai giocatori (condizione essenziale per chiudere l'operazione). Nonostante ci fossero diverse società pronte a subentrare (Latina e Verona su tutte) i diritti della serie A1 sono andati a Pineto, che giocherà a Pescara o a Roseto degli Abruzzi. A questo punto occorre presentare tutta la documentazione richiesta per l'iscrizione al campionato e attendere l'okay della Lega maschile entro le ore 12 del 2 giugno. Stessa situazione valida per Mantova e Gioia del Colle, che hanno acquistato i diritti della serie A2 rispettivamente da Oderzo e Terlizzi. E intanto Massimo Mezzaroma sta attentamente valutando l'ipotesi di spostarsi dalla capitale, viste le tante difficoltà logistiche passate e future e le offerte che gli stanno giungendo da più parti: il volley non si sposa davvero con le metropoli, bisogna ammetterlo...
VERONA O FORLI’, CHI VA IN A1? La Marmi Lanza di Alberto Giuliani e la Mare&Volley di Piero Molducci si giocano la promozione nell’ultima sfida senza prova d’appello dopo che i veneti hanno vinto gara 1 per 3-1 e i romagnoli si sono imposti con lo stesso punteggio in gara 2. Bellissimo faccia a faccia, pieno di pathos e di emozioni, che premierà la squadra più coriacea e penalizzerà purtroppo un’altra grande protagonista di un campionato che nel complesso ha regalato buona pallavolo. Appuntamento da non perdere, domenica sera 1 giugno in diretta alle 21.00 su Sky Sport 2 con il commento di Stefano Locatelli, Andrea Zorzi e Fabio Vullo.
FORZA AZZURRI. Mentre ero a Montecarlo, alle prese con Ferrari e McLaren, con la pole di Felipe Massa e la voglia di vittoria di Lewis Hamilton, mi ha chiamato Andrea Anastasi. Due chiacchiere con il ct le faccio sempre volentieri (la prossima volta ti porto con me, Nano, tranquillo…): argomento ovviamente la nazionale, con il prossimo impegno in Giappone, ovvero l’ultimo torneo di qualificazione olimpico che scatterà sabato alle ore 11.00 contro i padroni di casa del Sol Levante (l’Italia verrà trasmessa da Raisport Più). Ti auguro di centrare l’obiettivo, amico mio, come te lo augura tutto il mondo del volley: è un momento troppo importante per l’intero movimento, e non voglio neanche pensare all’eventualità di non andare a Pechino. Anzi, visto che ci siamo, mi sbilancio: non solo andiamo all’Olimpiade (anzi, ci vanno gli azzurri), ma una volta in Cina ci sarà da divertirsi, con il podio dietro l’angolo. Io sono fiducioso, e sono certo che lo sono anche Anastasi e i suoi ragazzi (tra i quali tornano Vermiglio, Meoni e Fei, grandi assenti al torneo di gennaio, convocati insieme a Gavotto, Mastrangelo, Birarelli, Bovolenta, Zlatanov, Cisolla, Martino, Paparoni e Manià, neo papà: una gran bella squadra, consentitemelo).
MERCATO AVANTI TUTTA. Le ultime di mercato in ordine sparso, nel cuore di tante operazioni. Tra le donne Simona Gioli ha lasciato Perugia per accasarsi alla Dinamo Mosca per un super-ingaggio: insieme all’mvp della Champions League giocherà l’eterna Irina Kirillova, che torna così in campo dopo due stagioni trascorse alla guida della nazionale russa insieme a suo marito Gianni Caprara. Antonella Del Core è andata a Bergamo, l’opposto olandese Flier è approdata a Jesi al posto della Togut, che potrebbe finire a Perugia oppure in Francia, nuova destinazione della Fiorin (andata a Cannes). Busto Arsizio ha ufficializzato il libero Borri, Vicenza la Devetag, Sassuolo la Leggeri, Busto Arsizio la Kovacova, Pesaro invece la forte polacca Skowronska. Andrea Simoncelli è il nuovo allenatore della Magic Pack Cremona. Tra gli uomini, Andrea Giani è sempre più ancorato alla panchina di Modena, dove Giuliano Grani è il nuovo proprietario della società gialloblù. Taranto ha confermato Vissotto ma Roma (proprietaria del cartellino e ancora in attesa dell’ok di Glenn Hoag) ha diverse richieste per il forte opposto brasiliano; Savani continua a essere inseguito da Perugia al pari di Granvorka e Bovolenta; Saitta potrebbe palleggiare a Padova; Zlatanov è sempre inseguito da Macerata (Piacenza però non vuole mollarlo, e intanto sta trattando Rinaldi per sostituire Sergio, rientrato in Brasile); i campioni d’Italia di Trento hanno ingaggiato il palleggiatore polacco Lukasz Zygadlo, mentre Treviso continua a essere sulle tracce di un martello (Cernic o Savani). Allenatori: Gulinelli è in pole position per sostituire Travica a Vibo Valentia (dove potrebbe arrivare Parodi), Ricci dovrebbe andare a Pineto, Paolino Guidetti è stato confermato dalla neo-promossa Cavriago; Mario Fangareggi sostituisce Manu Benelli a Vicenza.
Buona pallavolo a tutti!
P.S. Complimenti a Marco Bonitta, che ha centrato la qualificazione olimpica con la Polonia: l’ex ct continua a tenere alto l’onore del nostro volley all’estero, al pari di alcuni suoi colleghi (Cuccarini, Guidetti, Caprara). Bravi davvero.
2° P.S. Fra un po’ è tempo di dichiarazione dei redditi e di tasse: vi prego di prendere nota della locandina che trovate in questa home page: se sceglierete di destinare il 5 per mille alla Casa della Luce e del Sorriso farete un’opera meritoria. E vi ringrazio di cuore a nome di tutti quelli che – purtroppo – dovranno usufruirne.
|
|
 |
 |
 |
26.05.2008 -
Tempo di volley mercato - di Lorenzo Dallari
Dall’ormai lontano 1989, a.d. della prima vittoria della nazionale maschile (Europei di Stoccolma, battuta in finale la Svezia), è iniziato un fenomeno che non pare dare cenni di cedimento: l’amore sviscerato, in ogni città d’Italia, per la nostra meravigliosa nazionale maschile. Indipendentemente dalla manifestazione che la vede impegnata, indipendentemente dai giocatori che annovera in rosa. Un fenomeno incredibile, che merita opportune riflessioni da parte di tutti noi: l’immagine di questa squadra da oltre tre lustri è formidabile, e pare non venire mai scalfita dai casini che negli anni hanno sempre caratterizzato il nostro piccolo-grande mondo.
IL SOGNO CONTINUA. E’ stato un grande successo anche in occasione delle due amichevoli giocate e vinte con i campioni d'Europa della Spagna: cinquemila tifosi a Modena e quattromila a Cagliari per assistere a due amichevoli, mica alla finale del Mondiale. Incredibile davvero, a conferma dell’attenzione che riescono a catalizzare intorno a sé gli azzurri, nelle cui file ha esordito alla grande Birarelli e pare ormai titolare inamovibile il giovin talento Martino. Sono sinceramente contento di poter commentare le gesta positive dei ragazzi di Andrea Anastasi, attesi a breve dal torneo di qualificazione olimpica, in programma a fine mese in Giappone: nel Paese del Sol Levante sarà vietato sbagliare, per il bene di tutto il movimento. Poi una volta in Cina, ci sarà da divertirsi, potete starne certi…
IL PUNTO SUL MERCATO MASCHILE. Cerchiamo di fare un po’ il punto sulle prime operazioni di un volley-mercato che promette scintille (allora di soldini ce ne sono...). Cuneo, attivissima, ha preso l’opposto Nikolov e il centrale Jeroncic dai campioni d’Italia di Trento, e sta cercando un altro centrale (Mastrangelo? Tencati?). Lasko se ne va invece dal Piemonte (torna a Verona, dove cercano anche Semenzato?). L’Itas cerca tra gli altri i bulgari Yordanov e Stefanov, il tedesco Schops (oggi in Russia) e il serbo Miljkovic (il cui costo è però esorbitante), ma pensa anche di spostare il fenomeno Kazijski nel ruolo di opposto promuovendo Della Lunga martello titolare (Stoytchev deve comunque allungare la panchina per affrontare adeguatamente l’Europa il prossimo anno). Intanto pare abbia fatto un’offerta a Dragan Travica, per lasciarlo in prestito un anno e poi portarlo in Trentino al posto di Nikola Grbic, che cercherà di vincere la Champions League e tre due stagioni potrebbe andare a guadagnare un bel pacco di dollari in Russia. Il giovane palleggiatore figlio d’arte è però al primo posto nella lista di Modena, che sta per definire l'accordo con lui e nel contempo sta per cedere Ricardo a Treviso, dove cercano di trattenere Cisolla (ha un’offerta super dalla Dinamo Mosca), devono piazzare il francese Pujol (a Padova?) e inseguono anche Cernic e Savani, oggetto del desiderio pure di Macerata (obiettivo pure su Zlatanov) e di Perugia. A proposito, anche la Rpa non sta con le mani in mano e dopo aver confermato Sintini, sta inseguendo Goran Maric e lo spagnolo Molto e ha chiuso con il brasiliano Felizardo, già con Di Pinto a Taranto (che, in attesa di sapere dove giocherà il prossimo anno, sta cercando di farsi confermare da Roma il prestito del richiestissimo Vissotto, che però è stato confermato da Taranto insieme a Rak, Castellano e Radames Lattari). Roma attende l’imminente arrivo di Glenn Hoag in panchina, conferma Osvaldo Hernandez e accoglie il ritorno dei giovani Zaytsev e Martino. Mauro Berruto è il nuovo allenatore di Montichiari, dove ritrova i finlandesi Esko (da Padova) e Kunnasi (da Cannes) e vorrebbe Dennis. Piacenza rischia seriamente di perdere Sergio (vorrebbe tornare in Brasile, come ha già fatto Marlon), ma sta pensando a Farina come sostituto del libero verde-oro e all’opposto spagnolo Guillermo Falasca, campione d’Europa (che però è anche nel mirino di Modena). Modena infine si sta interrogando sul futuro di Andrea Giani: Giuliano Grani e Gianpietro Peia, definito in settimana l’acquisto delle quote societarie di Antonio Barone e Catia Pedrini, decideranno se confermare o meno il Giangio (che ha un altro anno di contratto): in caso contrario, peraltro ipotizzabile a questo punto, per la successione si parla di Gulinelli, di Zanini (che due anni fa aveva quasi firmato per guidare i gialloblu) e di Julio Velasco, per il quale si tratterebbe del secondo, clamoroso ritorno sotto la Ghirlandina. Ma non si esclude nemmeno l'ipotesi Moculescu, che l'anno scorso aveva già chiuso con Treviso salvo poi decidere di restare a Friedrichshafen. Per chiudere Milano: in settimana sapremo quale sarà il suo destino, a tutt’oggi piuttosto nebuloso. Intanto Antonio Giacobbe è diventato il nuovo allenatore di Isernia e Luca Monti sta per chiudere con Santa Croce.
IL PUNTO SUL MERCATO FEMMINILE. Bergamo sta per chiudere con Del Core e ha firmato un triennale con la Piccinini e ha perso la Poljak e Gruen, andate in Turchia (dove girano molti soldi e dove è andato ad allenare Giovanni Guidetti, raggiungendo Beppe Cuccarini): potrebbero essere imitate dalla Skowronska. Perugia ha chiuso con la centrale ucraina Dushkyevich; Fernardinha e Campanari sono passate a Busto Arsizio; Pesaro ha rinnovato con la Guiggi; la Soninha alla neo-promossa Castellana Grotte; la Cardullo e la Osmokrovic sono restate a Novara. Jesi ha ufficializzato la panchina a Dragan Nesic (con la moglie Neli Marinova nel ruolo di vice) e punta sulla Flier nel caso in cui la Togut possa andare in Spagna. E Chieri - dopo qualche ripensamento - ha deciso di fare ancora la A1.
Buona pallavolo a tutti!
P.s. Saranno Forlì e Verona a contendersi l'ultimo posto a disposizione per la serie A1: la squadra di Piero Molducci, che ha messo fuori gioco dopo tre partite la coriacea Crema, e quella di Alberto Giuliani daranno di certo vita a una bellissima sfida che verrà giocata a viso aperto e verrà testimoniata in diretta da Sky Sport, come sempre la tv del volley. E un abbraccio forte forte va a Henky Held, olandese olimpionico ad Atlanta nel 1996 (ahinoi...), ormai italianissimo, anzi reggianissimo: splendido esempio di longevità, correttezza e bravura sportiva che domenica ha chiuso la sua bellissima carriera.
|
|
 |
 |
 |
18.05.2008 -
Acosta lascia la Fivb - di Lorenzo Dallari
Devo dirvi la verità, con il cuore in mano. Vivo il magico mondo della pallavolo da più di trent’anni, ho imparato ad apprezzarne qualità uniche di condivisione dei problemi, obiettivi comuni e amore per questo sport, ma mai come adesso lo trovo frastagliato, inviperito, incattivito, alle prese con mille problemi. Mi dispiace davvero tanto. E non mi ci raccapezzo tanto, non condividendo il clima che si è venuto a creare. Un vero peccato. Me ne accorgo ancora di più vivendolo in maniera più distaccata, essendo impegnato moltissimo nella gestione di un “giochino” che si chiama Formula 1, mica brustolini. Vabbè, nella speranza che la situazione migliori a breve, e di tanto, cerchiamo di mettere a fuoco un po’ di casini.
LA SORPRESA ACOSTA. La notizia è stata indiscutibilmente un fulmine a ciel sereno, anche se c’erano state un po’ di avvisaglie: la Federazione Internazionale ha emesso un comunicato nel quale di annuncia che il presidentissimo Ruben Acosta ha manifestato l’intenzione di dimettersi in occasione del Congresso programmato per il 16 e 17 giungo a Dubai. Non si conosce ancora il motivi di questa clamorosa decisione, probabilmente figlia di una sommatoria di problematiche, ma in verità non ci interessa nemmeno troppo: quello che ci interessa è il fatto che potrebbe interrompersi un regno che dura incontrastato dal lontano 1984, 24 anni durante i quali la pallavolo ha assunto livelli incredibili in tutto il mondo. E la decisione desta ancora più scalpore se se pensa che pochi giorni fa è stata inaugurata la nuova sede della Fivb, il faraonico Castello Les Tourelles. Mah, qualcosa bolle in pentola di sicuro, e non solo il problema della limitazione del numero degli stranieri come qualcuno semplicisticamente ha ipotizzato. Staremo a vedere cosa accadrà, e se Acosta manterrà fede a quanto preannunciato (lasciando il posto, pare, al cinese Wei Ji Zhong) oppure se si tratta di una boutade per rinforzare ulteriormente la sua posizione in questo momento tutt’altro che tranquillo. Mah…
TRE STRANIERI. Nel frattempo Acosta, usando parole dure nei confronti dell’Unione Europea (trovandosi peraltro spalleggiato in questa posizione dal presidente della Fifa Blatter) aveva reso nota la sua volontà in merito al numero degli stranieri da utilizzarsi in futuro: nulla di nuovo per la prossima stagione, poi l’inizio della riduzione in base alle decisioni delle singole Federazioni nazionali. Dal terzo anno (2010-2011) si andrà a regime: due soli stranieri in campo, con la possibilità per i campionati più importanti di lasciare il numero a 3, senza distinzioni tra comunitari e non. Cambierà qualcosa adesso, o proseguiranno le liti fratricide? Mah…
MILANO A RISCHIO. Altra nota negativa: dopo una sola stagione di A1, Milano rischia più che seriamente di perdere per la terza volta in due lustri la sua squadra di vertice (era già accaduto la Mediolanum e l’Asystel). La situazione societaria oggi pare disperata, e forse solo un miracolo potrebbe risolverla positivamente. Di certo si è aspettato troppo per cercare una soluzione positivaa, quando ormai c’era ben poco da fare. Un vero peccato, perché questa città è (sarebbe) molto importante per trainare il movimento. Se però la realtà è ben diversa, bisogna che ci rassegniamo: il volley è della sana provincia italiana, salvo qualche rara eccezione (leggasi Roma, almeno fino a quando Massimo Mezzaroma non si romperà le scatole, perché anche nella Capitale abbiamo già visto chiuder i battenti in più di un’occasione, anche recente). Dovesse lasciare Milano (il 28 maggio scade il termine per la cessione dei diritti), ci sono alcune città pronte a subentrare, Catania su tutte. Un ben casino, non c’è che dire. Mah…
INIZIA IL MERCATO. Intanto, qualche nota lieta finalmente, qualcosa si inizia a muovere sul fronte delle operazioni. Tra le donne, la Piccinini ha firmato un triennale con Bergamo (la Poljak e la Gruen invece sono andate in Turchia), Fernardinha è passata a Busto Arsizio, Paola Cardullo ha rinnovato con Novara. Tra gli uomini, Mauro Berruto sarà il nuovo allenatore dell’Acqua Paradiso Montichiari; Silvano Prandi e Radames Lattari restano rispettivamente a Cuneo e a Taranto (o dove giocheranno i pugliesi); Roma ha confermato Osvaldo Hernandez, Martino e potrebbe cedere Savani (Treviso e Macerata in pole position), Mastrangelo e forse anche Miljkovic, affidando la squadra al bravissimo canadese Glenn Hoag, già vincitore di una Champions con Parigi (falliti i contatti con Bernardinho e Daniele Bagnoli). E i campioni d’Italia dell’Itas? Perderanno il forte opposto bulgaro Nikolov (destinazione Cuneo, dove se ne andrà Lasko, nel mirino di Vibo, Perugia e Verona) puntando sul suo connazionale Yordanov o su Miljkovic (costo 1.5 milioni di euro!). Ah, una nota dedicata a quei tifosi che mi risulta essersi lamentati perché nello speciale sul campionato che abbiamo realizzato a Sky Sport c’era in studio per la Scavolini Pesaro la coppia Costagrande-Guiggi e per i trentini… Andrea Zorzi: non è loro venuto in mente che abbiamo ovviamente chiesto ai giocatori e alla società di venire a Milano, ma che nessuno abbia trovato il tempo di farlo essendo impegnati nelle varie feste per lo scudetto? E’ così difficile da capire? Secondo voi non li abbiamo invitati? Mah…
COMPLIMENTI A PAVIA. Chiudo con le felicitazioni alla Riso Scotti Pavia, capace di coronare il sogno della promozione in serie A1 battendo al termine di 5 bellissime partite la Magic Pack Cremona nei play off femminili: una piazza nuova, entusiasta e piena di sogni per il nostro volley rosa (nel 1995 il Villanterio militava in terza categoria!), che quest’anno ha visto approdare tra le elette anche Conegliano e Castellana Grotte. Aria nuova sottorete, ne avevamo bisogno.
Buona pallavolo a tutti!
P.S. Mi dicono che qualcuno continui a divertirsi a criticare tutti e tutto, anche me e Sky Sport (mi dicono ami farlo sistematicamente). Ognuno è più o meno libero di comportarsi come ritiene opportuno (senza però mai mancare di rispetto) rispondendone ai lettori (o ai telespettatori, ma non è certo il suo caso). Non ho mai sopportato quelli che screditano gli altri approfittandosene del fatto che i più non possono replicare, ci sono mille episodi che possono confermare queste mie parole. E penso pure che avesse ragione Virgilio, quando disse a Dante: “Non ti curar di loro ma guarda e passa”. Certe persone non meritano infatti nemmeno la nostra attenzione. Però non posso sottacere il fatto che abbia definito questo sito (che per me è puro divertimento, peraltro apprezzato dai fedelissimi) “un micro angolo” del volley (mah, manco lui scrivesse sul New York Times…), né il fatto che abbia iniziato a scagliarsi contro di me subito dopo che questo sito ha preso vita: sarà un caso? Forse no (e pensare che prima si professava mio grande estimatore, fin dal giorno in cui mi conobbe di persona - lui nuovo addetto stampa dello Spezzano di Walter Magnani, dicendosi onorato soltanto del fatto di potermi conoscere: mah...). Non tornerò più sull’argomento, sia perché non mi interessa, sia perché il mio tempo preferisco impiegarlo meglio, sia perché non voglio certo fargli pubblicità gratuita. Però non dia lezioni di etica a nessuno (non è certo il caso), né di giornalismo (non mi risulta abbia fatto grandi carriere all’interno di un’azienda editoriale, nonostante lo abbiano sentito dire pubblicamente - anche i miei - di ritenersi uno dei pochi “opionion maker” della pallavolo italiana: mah...), né tantomeno di televisione, di cui non è certo uno dei più grandi conoscitori in circolazione (vorrei ricordargli che intrattenimento non lo si fa con lavagne e con i migliori commentatori che ci sono, non solo in Italia, e che la nostra trentennale conoscenza del mondo del volley non passa sicuramente dai suoi giudizi). Il problema vero è che la critica deve essere costruttiva e soprattutto non offensiva, poi ci si può anche ridere sopra, dipende da come e dal perchè la si fa (Aldo Grasso, che pure sa come affondare la gente, ha la qualità e la credibilità per farlo, altri no: e tra l'altro il critico tv del Corriere della Sera ha scritto più volte di noi di Sky e anche di me in particolare più volte positivamente...). Credo di essere stato chiaro. E soprattutto la pianti di parlare male degli ascolti di Sky Sport, visto che da diverso tempo ci sta screditando (pur affermando adesso il contrario). A volte, dovrebbe capirlo, è anche questione di stile. O di pudore.
Buona pallavolo a tutti!
|
|
 |
 |
 |
14.05.2008 -
Il primo scudetto di Trento - di Lorenzo Dallari
Trento è campione d’Italia, per la prima volta nella storia della pallavolo italiana. E sotto rete si respira aria nuova: dopo il primo tricolore per la Scavolini Pesaro tra le donne, è arrivata anche la gioia tricolore per l’Itas Diatec Trentino, capace di infiammare una società, una squadra, una città, un’intera regione in autentico visibilio. La squadra di Stoytchev (esordiente subito scudettato come il brasiliano Vercesi tra le donne) ha fatto percorso netto nei quarti di finale contro Modena e in semifinale contro Roma, poi nell’epilogo della stagione ha domato in tre elettrizzanti partite una grande avversaria dal cuore immenso come Piacenza, costretta ad issare bandiera bianca solo nella terza e decisiva sfida disputata in una PalaTrento gremito all’inverosimile. Una grande festa per la pallavolo italiana, che ancora una volta ha regalato uno straordinario esempio di correttezza e di intelligenza sportiva. Un autentico spot a questo sport meraviglioso, che dopo trent’anni non finisce mai di stupirmi.
GIOIA IRREFRENABILE PER UN CAPOLAVORO. Per tutti i giocatori trentini si è trattato del primo scudetto personale, ivi compreso un campione navigato come Nikola Grbic, uno che pure nella sua strepitosa carriera ha già assaporato un titolo olimpico, a Sydney nel 2000. “Pensa che ho giocato in tante grandi squadre, Treviso, Cuneo, Milano, Piacenza: e per vincere il mio primo titolo ho dovuto venire a Trento. Chi l’avrebbe mai detto?”. Queste le parole del regista serbo, strafelice sotto la doccia dopo una partita perfetta e l’abbraccio spontaneo e sincero che ha riservato alla fine ai suoi ex compagni in biancorosso. Scene straordinarie che solo il volley sa regalare. Ha vinto Trento, dunque. Con grande merito, dopo una regular season dominata e il solo neo della Coppa Italia. In eccellenti condizioni psico-fisiche, l’Itas Diatec Trentino non ha fallito il secondo match point dopo che in gara 2 un’irrefrenabile Copra era riuscita, con il cuore e con la mente, a impattare la situazione spuntandola al tie break. Ha vinto la squadra obiettivamente più forte di questa intensa stagione, la squadra che ha messo in luce il gioco più concreto e potente, la squadra che ha avuto un elevatissimo rendimento da tutti i suoi campioni nel momento più importante: nessuno ha voluto mancare l’appuntamento con la storia, spinto da motivazioni diverse. Andrea Bari, libero spesso sottovalutato, Emanuele Birarelli, uno che per tre anni era stato costretto a lasciare il volley per problemi fisici, Gregor Jeroncic, uno considerato sempre buono ma non abbastanza per il vertice assoluto, Nikola Gbric, arrivato a 35 anni prima di coronare il suo sogno più grande in Italia 14 anni dopo il suo arrivo a Montichiari, Vladimir Nikolov, mano pesante assai che pure aveva già vinto una Champions League con il Tours ma adesso è entrato nell’Olimpo dei pallavolisti, Michal Winiarski, bello da vedere e oggi anche molto maturato ed essenziale, Matey Kaziyski, miglior giocatore delle finali, un’iraddiddio micidiale che ha confermato di essere oggi il numero uno al mondo. E poi tutta la panchina e lui, Radostin Stoytchev, il tecnico arrivato quatto quatto a Trento dalla Bulgaria via Russia, senza proclami e senza palmares, capace di guidare i suoi in maniera perfetta diventando il secondo allenatore debuttante subito tricolore, impresa riuscita solo a Julio Velasco nel lontano 1986 con la Panini Modena (commoventi le sue lacrime dopo aver dedicato l’impresa alla mamma recentemente scomparsa). Insomma, un grande gruppo, assemblato in toto durante la scorsa estate, a conferma del fatto che a volte cambiare fa bene. Una gioia immensa per tutti a Trento e dintorni, dove la volley-mania ha ormai contagiato tutti quanti centrando il traguardo più ambito dopo soli otto anni di vita in A1. Complimenti sinceri, a partire da quelli riservati al presidente Diego Mosna, che durante la premiazione ha consegnato le medaglie ai suoi sdoppiandosi nel ruolo di numero uno del Trentino Volley e della Lega maschile. E pensare che due anni fa stava quasi per vendere la squadra a Massimo Mezzaroma, prima del ripensamento e del rilancio… Anche questa è una delle piccole-grandi storie del piccolo-grande mondo del volley.
APPLAUSI A PIACENZA. Nel momento dei festeggiamenti non è difficile dimenticarsi degli sconfitti. Non voglio commettere io questo errore, rendendo il doveroso omaggio alla degna co-protagonista di una bellissima finale, come emozioni e gioco: la Copra Nordmeccanica, pur incerottata dopo un’annata stressante e piena di infortuni, ha stretto i denti, ha lottato, ha sofferto e alla fine si è arresa tra gli applausi del pubblico trentino dimostrando di saper onorare tutti gli impegni che contano. “Ha vinto la squadra più forte, bisogna dargliene atto, e io non nulla da rimproverare ai miei ragazzi e al mio allenatore” ha ammesso sportivamente alla fine - pur visibilmente deluso - il presidente emiliano Guido Molinaroli. Alla nona finale della propria recente storia, Piacenza ancora una volta ha chiuso al secondo posto: per la terza volta in campionato, la seconda consecutiva. La vittoria è arrivata solo nella Top Teams Cup del 2006, l’unica volta in cui la squadra ha potuto giocare al gran completo, e questo la dice lunga sulla fortuna che spesso si è dimenticata della Copra. Anche in questo appuntamento con il tricolore sono stati diversi i giocatori condizionati dagli acciacchi, a partire da Vincenzino Simeonov, sicuramente non al top. Non è bastato dunque il cuore immenso di Marco Meoni e e non è stata sufficiente la grinta di un leonino Hristo Zlatanov, l’ultimo ad arrendersi, anche se la sua reazione alla fine del primo set perso 29-27 (dopo 4 palle set a disposizione) ha fatto capire a quelli che capiscono di questo sport che forse forse la partita era finita. Bravo Zlati e bravi tutti i suoi encomiabili e stoici compagni, arrivati ad un passo dal sogno per poi vederlo svanire come era accaduto pure nella finale di Champions League a Lodz. E complimenti sinceri ad Angelo Lorenzetti, nonostante la sconfitta: le ha provate veramente tutte, ma proprio tutte per rovinare la festa all’Itas e per tenere alto il morale dei suoi, anche quando la scudetto stava ormai per sfuggirgli di mano.
GRAZIE SKY. Ringrazio il presidente Mosna, che alla fine delle quattro ore di collegamento dal PalaTrento ha riservato parole di elogio per la tv nella quale mi pregio di lavorare da tanti anni. “Sky Sport è il nostro compagno di viaggio ideale, la tv migliore per veicolare il messaggio pallavolistico: siamo molto felici di questo rapporto, e speriamo di prolungarlo ancora a lungo negli anni”. Grazie Presidente, anche a nome di tutti quelli che lavorano insieme a me per rendere sempre più coinvolgente questo sport in tv, una squadra a dir poco formidabile, perfettamente allineata in tutte le sue componenti (virtù rara): giornalisti, produttori, registi, tecnici, commentatori, fuoriclasse del calibro di Fabio Vullo, Andrea Zorzi, Luca Cantagalli, Franco Bertoli, Andrea Anastasi, mica gente qualunque, che con la loro intelligenza e il loro spirito di gruppo hanno fatto capire a ognuno di noi che per vincere una partita bisogna essere tutti a disposizione di tutti. Li ringrazio di cuore, perché per me è un onore, oltre che un piacere, poter condividere con loro questi momenti.
Buona pallavolo a tutti!
|
|
 |
 |
 |
08.05.2008 -
Una grande finale - di Lorenzo Dallari
Una finale a dir poco fantastica: per emozioni, pathos, intensità agonistica, livello tecnico e tattico, rendimento dei singoli. L’atto conclusivo della finale maschile sta regalando grande, grandissima pallavolo, con due squadra che la stanno interpretando in maniera perfetta: Itas Diatec Trentino e Copra Nordmeccanica Piacenza, perfettamente in parità dopo i primi due atti di una sfida tricolore che mercoledì sera in Pala Trento esaurito all’inverosimile vivrà il suo epilogo (ore 20.30, diretta Sky Sport 2, con 30 minuti di avvicinamento). Dopo che la squadra di Rado Stoytchev ha dominato gara 1 disputando una partita praticamente perfetta, in gara 2 è stata la formazione di Angelo Lorenzetti a spuntarla al termine di cinque, vibranti set: giocati senza esclusione di colpi, con coraggio, cuore e determinazione. E con due superstar del calibro di Kazisky e Zlatanov, 30 punti a testa e botte da orbi dall’inizio alla fine. Semplicemente fantastico, un spot incredibile alla pallavolo, grazie anche alla splendida cornice di pubblico, numeroso, corretto, bello da vedere e da sentire (da entrambe le parti). E di certo sarà così anche per la bella che mercoledì sera assegnerà lo scudetto numero 63 della storia del volley maschile (ottava volta che accade in 27 play off): un momento magico che saprà elettrizzare tutti quelli che amano questo meraviglioso sport. Certo la pressione dei 5.000 (e forse oltre) tifosi che si assieperanno sulle tribune del palasport ubicato nel cuore delle Dolomiti si farà sentire, certo Trento non vorrà farsi sfuggire l’appuntamento con la storia da centrare in casa, certo Piacenza vorrà dimostrare ancora una volta di non essere mai doma, certo Nikola Grbic e Marco Meoni vorranno assaporare il primo tricolore della loro già formidabile carriera, certo le condizioni di Vincenzo Simeonov non sono ancora delle migliori dopo l’infortunio al calcagno destro che ne sta condizionando la postura, certo che senza un opposto di ruolo (pesante) oggi a pallavolo è difficile vincere. E tra tutte queste certezze un posto lo trova di diritto anche il fatto che sarà un faccia a faccia elettrizzante, senza esclusione di colpi dal punto dal punto di vista tattico, con tanti leoni fermamente intenzionati a vendere la pelle a carissimo prezzo. Sono felicissimo di poterlo raccontare a tutti gli amici che ci seguono abitualmente su Sky Sport 2 insieme a un trio di campioni del calibro di Franco Bertoli, Andrea Zorzi e Fabio Vullo: sentirli per me è un vero piacere, perché c’è sempre da imparare qualcosa.
NOTA DI RILIEVO. Per gara 3 a Sky stiamo attrezzandoci per mettere in sovraimpressione la traduzione di qualche peraltro breve citazione (che a volte viene spontanea) in latino. Lingua non più diffusissima, ma importante per la crescita della mente dell’uomo. Se qualcuno non la conosce, questo non dipende certo da me (preoccupato invece perché la studino anche i miei figli, insieme ovviamente a lingue più moderne come l’inglese). Mi riferiscono (non ho tanto tempo libero a disposizione, fatico già molto a scrivere quando posso queste poche righe) che le nostre telecronache siano sviscerate e vivisezionate, e che qualcuno si diverta nel fare rilievi apparentemente simpatici ma forse (o probabilmente) in realtà carichi di fiele: sono problemi loro, non certo miei e di quelli che lavorano con me (tutti super, dal primo all'ultimo, in ogni ruolo). L’augurio che posso fare loro è che un giorno si parli di loro come oggi si parla di noi, perché vorrà dire che qualcosa (comunque) hanno fatto. Almeno professionalmente. Peraltro mi devo complimentare perchè - se è vero quello che mi dicono - il repertorio delle battute e delle frasi ricorrenti lo conoscono bene: significa che da tempo ascoltano con attenzione, e mi auguro che nel tempo abbiano imparato qualcosa. Comunque per gara 3 cambieremo il modo di esprimerci (le frasi che useremo saranno le più significative "BELLA PARTITA", "BELLA DIFESA", "BELL'ATTACCO", "BELLA ALZATA") così li facciamo contenti e le capiscono tutti.
PLAY OFF E DINTORNI. Si conosce la prima semifinale dei play off promozione maschile: si tratta di Forlì-Crema, capaci di eliminare in due partite rispettivamente Santa Croce e Loreto. Taviano, messa fuori gioco Catania, deve invece attendere ancora qualche giorno per conoscere il nome della propria avversaria: o Verona o Isernia, ferme sull’1-1. Anche qui si prospettano grandi sfide. Intanto l’Edilesse Cavriago è tornata in serie A2 sotto la guida tecnica dell’eterno Paolino Guidetti (complimenti sinceri) e Cremona è andata a vincere in quel Pavia il secondo atto della finale dei play off femminili: per conoscere il nome della squadra che completerà la serie A1 nella prossima stagione occorre attendere giovedì sera.
PATERACCHIO. Tanto per cambiare oggi l'Assemblea della Lega femminile ha discusso (e molto animatamente) di tanti punti importanti: l'andamento economico, la struttura operativa, la situazione delle straniere, il planning, il beach volley (o sand volley che dir si voglia), il prossimo contratto tv. Il risultato? Le dimissioni del Consiglio di Amministrazione, con il mandato di eleggerne uno nuovo entro dieci giorni. Con in testa il Presidente, che dovrebbe essere ancora Mauro Fabris (oggi non esente da attacchi violenti da parte dei soliti noti). Non male davvero.
Buona pallavolo a tutti!
|
|
 |
 |
 |
05.05.2008 -
Il valzer delle panchine - di Lorenzo Dallari
Semplicemente fantastica: l’Itas Diatec Trentino ha dominato la prima sfida della finale maschile piegando per 3-0 una Copra Piacenza che ha resistito per due set ma poi ha issato bandiera bianca. Davanti a un pubblico a dir poco fantastico, la squadra di Radostin Stoytchev ha confermato il suo momento di forma straordinario giocando una partita praticamente perfetta: eccellente in ricezione, devastante a muro (9-0 alla fine!) e inarrestabile in attacco con il trio delle meraviglie Kaziysky-Nikolov, Winiarski, splendidamente ispirato da un bravissimo Nikola Grbic. Gli emiliani di Angelo Lorenzetti, fin troppo condizionati dalla scarsa incisività dei suoi opposti (prima Simeonov, ancora indietro nel ritmo-partita dopo l’infortunio al calcagno destro, e poi Granvorka), hanno trovato in Marco Meoni il solito punto di riferimento (peraltro condizionato da una ricezione un po' ballerina) e in Zlatanov il solito, micidiale terminale offensivo ma non c’è l’ha fatta ad arginare lo strapotere dei propri avversari. Che in tutti i play off hanno perso un solo set, a Modena. E’ vero che i trentini sono più riposati e hanno potuto lavorare con maggiore serenità rispetto ai propri avversari (niente Coppe Europee, fuori subito dalla Coppa Italia) ed è vero che Piacenza è in emergenza da diversi mesi e sta facendo gli straordinari tattici e fisici; è vero che Trento gioca benissimo fin dall’inizio della stagione e ha perso solo 1 partita in casa e 4 in trasferta (due con Treviso, la sua bestia nera, che l’ha poi messo out anche a Bassano) ed è vero che i biancorossi stanno cambiando spesso l'assetto tattico e non sempre riesce il miracolo; è vero che l’Itas è grande favorita a questo punto e che Piacenza dovrà regalare ai suoi tifosi l’ennesimo colpo di coda per restare in corso per lo scudetto: tutto ciò premesso, la finale numero 27 della storia dei play off sta regalando una bella pallavolo, e domenica al Palabanca promette ancora spettacolo, emozioni, e tantissima gente (in diretta su Sky Sport 2 alle 18.15, con il commento di tre campioni del calibro di Franco Bertoli, Andrea Zorzi e Fabio Vullo). E se la Copra riuscirà ad impattere la situazione, impresa realizzabile pur se ardua, si andrà di nuovo nel cuore delle Dolomiti mercoledì prossimo 7 maggio.
IL VALZER DELLE PANCHINE. Intanto a bordo campo si parla, e tanto di volley mercato. A tener banco per il momento sono soprattutto gli allenatori: confermato Andrea Giani a Modena e confermato Renan Dal Zotto a Treviso (i due potrebbero scambiarsi i palleggiatori, chissà…), non sono ovviamente in discussione nemmeno i due finalisti, Lorenzetti (tre play off giocati e tre finali centrate, le altre due con Modena) e Stoytchev (subito in finale al debutto in A1, in passato c’erano riusciti solo Velasco nel 1986, battendo Bologna, e Bebeto nel 1991, perdendo con Ravenna). Mentre Montichiari pare sempre più vicina a Mauro Berruto e Padova si tiene ben stretto Bruno Bagnoli, gira più inistente la voce di un possibile arrivo di Flavio Gulinelli a Cuneo (dove peraltro Prandi ha ancora un altro anno di contratto e la società piemontese continua in verità a smentire l'ipotesi del cambio). De Giorgi resta a Macerata, Di Pinto ha firmato con Perugia, Radames Lattari aspetta di conoscere il futuro di Taranto e Ricci quello di Milano. Roberto Serniotti ha invece salutato Roma, che sta sognando il ritorno in Italia di Daniele Bagnoli, fresco del titolo russo con la Dinamo Mosca dopo aver piegato 3-1 in finale l’Iskra Odintsovo di Giba. Il bravissimo allenatore mantovano ha un altro anno di contratto con la squadra della capitale della Russia (e chissà che non senta anche presto sentire l’odore della nazionale di quel Paese), ma parrebbe non entusiasta della vita moscovita (come il suo vice Piazza e il suo preparatore atletico Guazzaloca). Se sono rose fioriranno, visto che il presidente Massimo Mezzaroma, fallito il contatto con il formidabile brasiliano Bernardinho, non pare troppo convinto né di Velasco (in uscita da Montichiari dopo aver ridotto il contratto da triennale a biennale), né di Montali (che continua a essere regolarmente pagato dalla Federazione non avendo fatto la transazione dopo l'esonero, e la Fipav vedrebbe di buon occhio la soluzione romana per liberarsi di un contratto pesantuccio).
IL VOLO DELLE COLIBRI’. Dominatrice della regular season e vincitrice della Coppa Cev, la Scavolini ha festeggiato il primo tricolore della sua storia chiudendo i play off imbattuta al termine di una bella sfida con le campionesse d’Europa, sconfitte con un doppio 3-1 in riva all’Adriatico e per 3-2 nel terzo e decisivo atto di un avvincente faccia a faccia. Tra riti segreti e tanti sorrisi, le ragazze del brasiliano Vercesi hanno regalato il quarto scudetto a Valter Scavolini dopo quello del rugby (L’Aquila nel 1982) e i due del basket (Pesaro nel 1988 e nel 1990), confermando la solidità di un gruppo giovane ma oltremodo determinato: un gruppo eccellente con qualche punta di diamante quali la centrale azzurra Guiggi e l’argentina Costagrande, le brasiliane Mari e Sheilla, la tedesca Furst, il libero olandese Wijnhoven e la Ferretti, regista della nostra Nazionale. Complimenti sinceri, strameritati a tutte. E complimenti anche al loro tecnico Vercesi (ora non più semplice figlioccio pallavolistico di Zé Roberto, il suo maestro), intenzionato a festeggiare andando in bicicletta fino al Santuario di Loreto. Complimenti infine alla società e a tutti i suoi appassionati dirigenti, capaci di interrompere il binomio Bergamo-Perugia che durava da sei stagioni, regalando alle Marche il nono scudetto tra basket, volley e softball.
Buona pallavolo a tutti!
|
|
 |
 |
 |
02.05.2008 -
Il volo tricolore delle colibrì - di Lorenzo Dallari
E uno! La pallavolo italiana ha applaudito primo scudetto, quello delle donne, meritatamente conquistato dalla Scavolini Pesaro, capace di chiudere il conto con la Despar Perugia in tre sole partite di finale. Adesso è il turno del campionato maschile, con la prima finale della storia tra l’Itas Diatec Trentino e la Copra Nordmeccanica Piacenza.
IL VOLO DELLE COLIBRI’. Dominatrice della regular season e vincitrice della Coppa Cev, la Scavolini ha festeggiato il primo tricolore della sua storia chiudendo i play off imbattuta al termine di una bella sfida con le campionesse d’Europa, sconfitte con un doppio 3-1 in riva all’Adriatico e per 3-2 nel terzo e decisivo atto di un avvincente faccia a faccia. Tra riti segreti e tanti sorrisi, le ragazze del brasiliano Vercesi hanno regalato il quarto scudetto a Valter Scavolini dopo quello del rugby (L’Aquila nel 1982) e i due del basket (Pesaro nel 1988 e nel 1990), confermando la solidità di un gruppo giovane ma oltremodo determinato: un gruppo eccellente con qualche punta di diamante quali la centrale azzurra Guiggi e l’argentina Costagrande, le brasiliane Mari e Sheilla, la tedesca Furst, il libero olandese Wijnhoven e la Ferretti, regista della nostra Nazionale. Complimenti sinceri, strameritati a tutte. E complimenti anche al loro tecnico Vercesi (ora non più semplice figlioccio pallavolistico di Zé Roberto, il suo maestro), intenzionato a festeggiare andando in bicicletta fino al Santuario di Loreto. Complimenti infine alla società e a tutti i suoi appassionati dirigenti, capaci di interrompere il binomio Bergamo-Perugia che durava da sei stagioni, regalando alle Marche il nono scudetto tra basket, volley e softball.
LA PRIMA TRENTO-PIACENZA. Comunque vada sarà un successo, nel senso che il campionato maschile eleggerà una nuova reginetta: Trento vive per la prima volta la magica atmosfera della finale, Piacenza ci prova per la terza volta ma nelle altre due occasioni ha perso con Treviso. Gli ingredienti per regalare una grande finale ci sono tutti: pubblico entusiasta, giocatori in forma, morale alle stelle, società giovani e ambiziose. Ci divertiremo, potete starne certi, assistendo al festival delle super-schiacciate con l’interpretazione del volley più moderno che ci sia, visto che dall’una e dall’altra parte ci sono bombardieri del calibro di Nikolov, Kaziyski, Zlatanov e (se completamente recuperato) Simeonov. Si gioca due su tre, iniziando da giovedì a Trento (ore 21.00, diretta Sky Sport 2), poi gara 2 andrà in scena domenica a Piacenza (ore 18.15, diretta Sky Sport 2) e l’eventuale terza, decisiva partita mercoledì sera ancora nel cuore delle Dolomiti. Lo spettacolo è assicurato, potete starne certi.
UN POSTO PER LA A1. Giovedì scattano anche i play off promozione maschili, con i quarti di finale che vedono opposte Verona e Isernia, Catania e Taviano, Loreto e Crema, Forlì e Santa Croce. Una corsa verso il massimo palcoscenico della pallavolo italiana da vivere tutta d’un fiato. Intanto la Marmi Lanza ha risolto il contratto con Emanuele Zanini scegliendo al suo posto Alberto Giuliani, fino a poco fa sulla panchina di Corigliano (da lui condotto in A1 un anno fa). Una decisione inattesa, anche se avevo sussurrare di un possibile interruzione del rapporto nell’imminente estate, indipendentemente dal fatto che il tecnico mantovano sia diventato ct della Slovacchia. Mi spiace per Emanuele, amico di vecchia data di cui apprezzo personalità e correttezza, e gli auguro ogni bene per la sua carriera.
LE BOTTE DEI PRESIDENTI. Parole dure di Massimo Mezzaroma e di Giorgio Buzzavo nella disamina post-eliminazione dai play off: il presidente della società capitolina non ha risparmiato critiche ad alcuni dei suoi, in particolar modo Milikovic e Mastrangelo, quello della Sisley Treviso a Cisolla (si è imborghesito), al regista Pujol e al libero Farina, che pure ha detto di voler restare nella Marca rispettando il contratto. Resterà anche Renan Dal Zotto in panchina, mente ci sarà di certo un cambio in regia: si parla del ritorno di Giacomo Sintini, ma pare sempre più probabile l’arrivo di Ricardinho da Modena, che nel frattempo ha confermato Giani allenatore e pare aver ricomposto le due compagini societarie (Grani-Peia e Barone-Pedrini). Aria nuova in panchina invece per Roma, dopo che ha chiuso il biennale con Serniotti: arriverà uno tra Montali o Velasco (più probabile)?
IN BOCCA AL LUPO AGLI AZZURRI. La nazionale maschile è in raduno a Modena per iniziare la preparazione in vista del torneo di qualificazione olimpica in programma in Giappone a fine mese: giovedì 15 affronteranno in amichevole la Spagna e giovedì 22 il Portorico. L’intendimento di tutti quelli che amano questo sport è quello di andare a Pechino, cullando il sogno olimpico: poi, una volta in Cina, nessun traguardo sarà precluso agli azzurri. Di questo non ho dubbi. Così come non ho dubbi sulle qualità di Andrea Anastasi e dei suoi ragazzi.
Buona pallavolo a tutti!
|
|
 |
 |
 |
29.04.2008 -
Trento e Piacenza, prima storica finale - di Lorenzo Dallari
Tre riflessioni tre in questi bellissimi (anche se travagliati per faccende legate alla politica sportiva) play off scudetto. Al maschile e al femminile.
TRENTO E PIACENZA, PRIMA STORICA FINALE. Finora Trento ha perso solo 1 set in tutti i play off, contro Modena nei quarti di finale. il resto ha centrato la prima finale della sua storia pallavolistica piegando Roma in due partite, entrambe vinte per 3-0. Con un'eccellente forza del gruppo, un gioco fluido ed efficacie, singoli capaci di svettare in ogni fondamentale: Nikola Grbic in palleggio, Nikolov, Wisniarky e Kazisky a schiacciare, Bari a fare il libero, Birarelli e Jeroncic a fare i centrali. Una squadra ottimamente guidata da Stoychev (condoglianze per la recente perdita dell'amata mamma), che dopo aver dominato la regular season e aver sbagliato i quarti di finale di Coppa Italia contro Treviso sta sognando il suo primo scudetto. Lo sogna la societa' con in testa il suo presidente Diego Mosna, e lo sogna un'intera regione, identificatasi sportivamente nella sua stella del volley: giovedi' sera 1 maggio, per gara 1 di finale, non ci sara' solo il tutto esaurito al Palatrento, ma ci sara' di certo il tutto esaurito anche nella centralissima Piazza Duomo. Fantastico. E congratulazioni vivissime anche alla Copra Piacenza, capace di aggiudicarsi l'altra avvincente semifinale con la BreBanca Lannutti Cuneo (3-1 nella terza e decisiva sfida dei quarti giocatasi sabato sera al palasport piemontese, con uancora una volta super-Zlatanov), centrando l'impresa di approdare alla sua prima finale partendo dal sesto posto della regular season. Sotto rete si respira dunque aria di novita', visto che nessuna delle due contendenti al tricolore ha ancora vinto lo scudetto. Questa e' la pallavolo che piu' mi piace. Anzi, che piu' ci piace: a tutti noi che amiamo visceralmente questo bellissimo sport.
SOGNA LO SCUDETTO. Vincendo sia il primo che il secondo atto della finale scudetto femminile per 3-1 sulla Despar Perugia, la Scavolini Pesaro ha iniziato nel migliori dei modi la sfida di finale che regalera' il tricolore delle fanciulle: le marchigiane, gia' vincitrici della Coppa Cev e dominatrici della regular season (nonostante siano state sconfitte solo sul filo di lana ad opera di Bergamo nella vibrante finale della Coppa Italia) stanno vivendo una stagione a dir poco esaltante. Soprattutto se si pensa alla breve storia tra le grandi della societa' biancorossa. La cigliegina sulla torta sarebbe ovviamente rappresentata dal triangolino tricolore, ma sulla propria strada Pesaro ha un'avversaria tenace e di classe come Perugia, campione d'Europa e campione di caparbieta'. La sfida e' comunque tutt'altro che chiusa e promette ancora pathos ed emozioni, potete starne certi, a partire da gara 3 in programma lunedi' sera al PalaEvangelisti (diretta Sky Sport 2).
CALLIPO IN PARADISO. Sono contento, devo ammetterlo. Per il mio amico Pippo Callipo, per i suoi meravigliosi tifosi e per tutta la Calabria, terra dalle mille difficolta' ma anche dalle mille passioni, pure sportive. Vibo Valentia e' tornata con merito in serie A1 dopo un solo anno di purgatorio, dominando un campionato lungo e difficile. Brava la societa', bravo il tecnico Ljubo Travica (restera' o se ne andra' in Polonia?), bravi i tifosi tutti: un grande applauso collettivo se lo meritano senza dubbio, per l'impresa realizzata e per non essersi demoralizzati dopo aver perso la finale di Coppa Italia contro Verona, la rivale dell'anno. La Calabria riassapora dunque in un nanosecondo il massimo palcoscenico nazionale la recente retrocessione di Corigliano, che spera nel ripescaggio nel caso in cui Milano non ce la faccia ad andare avanti (per poi rivendere il titolo risanando le casse societarie?).
Buona pallavolo a tutti!
P.S. Un grazie di cuore per il bellissimo articolo che mi ha riservato sulla Gazzetta di Modena il mio ventennale amico Fabio Rossi, uno dei piu' grandi conoscitori di pallavolo che conosco (e vi assicuro che sono tanti tanti): parole bellissime che assumono maggior rilievo considerando il fatto che e' uno che da sempre scrive quello che pensa, anche a scapito di compromettere rapporti interpersonali.
2° P.S. In questi giorni di festa devo esprimervi la mia felicita' per quanto stiamo facendo per la Casa della Luce e del Sorriso di Modena: ho trovato tanta solidarieta' e stiamo contribuendo, noi del volley, a dar vita a un progetto importante. Qualcosa di concreto e di bellissimo, non semplici chiacchiere... In questa home page potete trovare anche il link pr vedere di cosa si tratta nel dettaglio, nonche' le indicazioni per versare il 5 per mille della vostra dichiarazione dei redditi a chi soffre ed e' stato decisamente sfortunato.
3° P.S. Mi ha chiamato Massimo Morelli, a questo punto ex direttore generale della Lega Pallavolo femminile (a proposito, chi prendera' il suo posto? sento gia' alcuni nomi che girano), specificandomi di non aver avuto nessuna richiesta di transazione da parte del presidente Mauro Fabris (come invece avevo scritto nello scorso editoriale). Per correttezza lo scrivo, chiedendo venia per un'informazione che mi era stata data per certa e non avevo verificato con il diretto interessato. Non si e' mai finito di imparare.
|
|
 |
 |
 |
25.04.2008 -
Il casino degli stranieri - di Lorenzo Dallari
Sono 25 lunghi anni che seguo la pallavolo professionalmente, dopo un decennio abbondante passato a giocare innamorandomi di questo sport meraviglioso. Unico in quanto a coinvolgimento, passione, cuore, valori intrinseci e spettacolo espresso. Ebbene, in 25 lunghi anni non ho mai vissuto un periodo così intriso di veleni, di rogne, di rancori, di polemiche, in tutti i protagonisti del volley. Di questo prendo amaramente atto, e nel contempo me ne rammarico. IL CASINO DEGLI STRANIERI. A memoria mi vengono in mente almeno altre duecento scaramucce sportive tra le Federazione e le Leghe, ma quella che ha scatenato il problema degli stranieri non è di certo eguali. Almeno che io la ricordi. Siamo arrivati al punto che la Lega maschile ha dichiarato in pratica la sfiducia del presidente Carlo Magri; non riconoscendolo proprio interlocutore con la Fivb; e siamo arrivati anche alle battute sarcastiche del numero uno della Fipav contro Massimo Righi, ad della Lega maschile ("Mi sembra Padre Mariano, sempre a predicare sugli schermi di Sky", ha detto davanti a tutti i giornalisti nella conferenza stampa di venerdì in cui ha spiegato cosa era successo il giorno prima a Losanna, dove era andato ad incontrare Acosta). Siamo arrivati al gioco al massacro, pubblico e mediatico. E abbiamo superato tutti i limiti, mi pare che questo lo abbiano capito chiunque segua da vicino le vicende di questo sport. Intanto la settimana prossima dovrebbe essere decisiva per sapere quale sarà la proposta che l'Italia formulerà alla Fivb dove essersi ritrovata inevitabilmente al tavolo delle trattative: la soluzione più probabile e logica lascia presupporre che verrà formulata l'ipotesi di spalmare nei prossimi 3-4 anni il ridimensionamento del numero degli stranieri da utilizzarsi nel nostro campionato (ricordo che in un primo momento era stato comunicato dalla Federazione Internazionale che già dalla prossima stagione gli stranieri sarebbero stati solo due, con l'equiparazione dei comunitari agli extracomunitari). La querelle non è certo ancora finita, ma si deve obbligatoriamente arrivare a un compromesso visto che le società devono iniziare a fare il mercato e le regole devono essere chiare e definitive. Mah. MORELLI A CASA. Sempre in tema di veleni, la Lega femminile ha rimosso dall'incarico il suo direttore generale Massimo Morelli, facendo capire (nemmeno tanto velatamente) in un comunicato che abbia commesso qualcosa di illecito durante la sue gestione biennale. Non so ovviamente a cosa si riferisca il cda della Lega, ma ovviamente deve avere delle carte scottanti in mano per scrivere quello che ha scritto. Morelli lascia dunque la Lega con un anno di anticipo rispetto alla conclusione del suo mandato (non ha accettato la transazione del contratto, ci saranno di certo strascichi) e lascia tanti interrogativi in merito al futuro gestionale della Lega donne in un momento in cui sono aperte due faccende scottanti assai: il problema delle straniere e il futuro contratto televisivo, con una corrente che pare volere tornare alla Rai e un gruppo che vuole restare a Sky (esistono però tante altre tv, sempre che siano interessate a trasmettere questo campionato, pagando diritti e produzione). Due belle patatine per il presidente Mauro Fabris. PLAY OFF DONNE. Intanto, incredibile ma vero, si sta continuando a giocare nei play off. Anzi, siamo arrivati ai momenti più caldi della stagione, peraltro annacquati assai da tutte queste faccende che li stanno mettendo in secondo piano. Un vero peccato. Il campionato femminile ha eletto le sue finaliste, quella Scavolini Pesaro che battendo in due partite l'Asystel Novara ha centrato la prima, storica finale della sua storia pallavolistica (un risultato meritatissimo per una squadra ben costruita e ben allenata, che quest'anno ha già assaporato il successo in Coppa Cev) e la Despar Perugia campione d'Europa, che nella terza e decisiva sfida ha superato 15-12 al quinto set la Foppapedretti Bergamo trovando energia trainante dalla solita Francia. Storie di play off, capaci come sempre di regalare emozioni a go-go. PLAY OFF UOMINI. Dopo che Piacenza ha costretto Treviso a salutare i play off nei quarti di finale per la seconda volta in 20 anni (l'altra era stata nel 2000, allorquando era stata la Domino Palermo ad eliminare la Sisley di Nikola Grbic e Milinkovic), si è completato il quadro delle semifinali che di certo non lesineranno pathos e incertezza. La Copra affronta la Bre Banca Lannutti Cuneo nella ripetizione dei quarti di finale della Champions League (che ha visto prevalere la squadra di Angelo Lorenzetti, capace pian piano di recuperare Simeonov), mentre dall'altra parte del tabellone l'Itas Trento (prima in regular seasson) se la vede con Roma (in netta ripresa dopo un periodo di stanca). Due grandi sfide, incerte e appassionanti, che regalano aria nuova sottorete: nessuna delle quattro protagoniste di queste belle semifinali ha infatti mai vinto lo scudetto (la Piaggio Roma tricolore nel 2000 era un'altra società). Proviamo a concentrarci su questo almeno per due settimane. Poi succeda tutta quello che deve succedere. Ah, intanto il primo atto delle semifinali ha promosso Trento (3-0 alla Mezzarona davanti a 4.500 tifosi esaltati) e Cuneo (3-2 alla Copra davanti a oltre 4.000 tifosi multicolor): mercoledì gara 2, nel prossimo week end le eventuali gare 3: c'è ancora tanto da sudare per arrivare al tanto sospirato titolo tricolore... TAY, LA IENA. Ho visto l'altra sera su Italia il bel servizio dedicato a Taymaris Aguero, cui è stata fatta riabbracciare la famiglia grazie alle Iene. Tante emozioni, tanti sorrisi e qualche lacrima inevitabile, con la formidabile giocatrice cubana che almeno con il pensiero ha potuto tornare a casa sua, rivedendo mamma, sorelle, nipoti e cugini: premesso che nel 2008 certe cose non dovrebbero nemmeno succedere (Tai da sette anni non può tornare a casa, non l'ha fatto neanche per il funerale del papà), l'idea è stata da dieci e lode. E tra un pò rivedremo la stella azzurra con la maglia dell'Italia nel Grand Prix, per il quale è stata convocata da Massimo Barbolini insieme a Cardullo, Anzanello, Arrighetti, Croce, Centoni, Fiorin, Guiggi, Barazza, Secolo, Ortolani, Piccinini, Ferretti, Lo Bianco, Del Core, Gioli, Rondon e Bosetti (la giovane schiacciatrice figlia dell'ex ct della nazionale donne). Buona pallavolo a tutti!
|
|
 |
 |
 |
 |
|
|
 |
|
 |
|