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OPINIONI


26.11.2007 - Azzurre belle e brave - di Lorenzo Dallari

Le azzurre hanno fatto scoppiare la volley-mania in Italia
Brave azzurre, avete realizzato una grande impresa alla Coppa del Mondo, dominandola, e siete entrati nel cuore degli italiani che amano lo sport. Complimenti davvero.

BELLE E BRAVE. Le ragazze dell’Italvolley abbinano grazia a potenza, determinazione a femminilità, intelligenza a bellezza. “Rappresentano la sintesi perfetta del volley odierno” ha detto il presidentissimo della Fivb Ruben Acosta. E all’Italia di Massimo Barbolini sono arrivati anche i complimenti del capo dello Stato Giorgio Napoletano. Sono state semplicemente bravissime, non solo perché hanno vinto – fattore peraltro non trascurabile – ma anche e soprattutto per come hanno vinto: con la voglia di farcela, con la consapevolezza di poter contare su un gruppo fantastico, con la caparbietà di chi sa di poter raggiungere un traguardo tanto difficile quanto prestigioso. La nazionale femminile ha fatto tutto questo e non ha fallito l’obiettivo, concludendo la rassegna giapponese con un percorso netto, inanellando la bellezza di ventun vittorie consecutive. Brave bravissime.

CARRO DEI VINCITORI. Adesso ovviamente si spreca il partito formato da quelli del “noi l’avevamo detto”. Tutti sapevano che l’Italia avrebbe vinto gli Europei e la Coppa del Mondo, tutti sapevano che Simona Gioli sarebbe stata premiata miglior giocatrice nel Paese del Sol Levante, tutti sapevano che Pally, al secolo Paola Cardullo, avrebbe vissuto una seconda vita da campionessa. Facile parlare dopo, difficile sposare la causa delle azzurre quando si interruppe il rapporto – travagliato – con Marco Bonitta e Massimo Barbolini ereditò un fardello pesantissimo. Invece il ct era ed è l’uomo giusto al posto giusto, con esperienza, intelligenza e tranquillità, doti essenziali per gestire da grande allenatore quale egli è una squadra di primo livello, piena di giocatrici di classe e di carattere. Sono sinceramente molto felice per il tecnico modenese (di nascita, anche se ormai è perugino di adozione): si merita i tanti risultati positivi che ha collezionato nei club che lo hanno avuto in panchina ed è stato protagonista dei due trionfi azzurri, Europeo e Coppa del Mondo. Massimo, bravo commentatore del volley femminile su Sky Sport, domenica sarà ospite d’onore di Ilaria D’Amico nel salotto di Sky Calcio Show, in onda su Sky Sport 1 dalle ore 14.00. Si merita il palcoscenico più prestigioso con la Signora della tv italiana.

CLUB ITALIA SI’, CLUB ITALIA NO. La Federazione sta interrogandosi sulla possibilità di continuare il progetto di formazione di atlete nato nel 1998. Una bellissima idea che per il momento ha visto coinvolte 79 atlete (41 delle quali sono ancora under 21) e che ha generato il nucleo portante della nazionale dei miracoli (25 di quelle 79 sono arrivate alla nazionale seniores, un record assoluto!). Se dovessi decidere io continuerei questa esperienza che tanti frutti ha dato e sta dando, ma non sono certo che andrà così perché mi risulta che qualche presidente voglia decentrare l’attività nelle varie regioni. Non entro nel merito di quelle che sono scelte esclusivamente di carattere politico (più che gestionale): l’importante è che si continui a investire sulle giovani, garanzia del futuro di uno sport che ormai parla per il 75% al femminile.

TANTO VOLLEY IN TV. Sulla scia emozionale delle vittorie colte dalla nazionale in Giappone, abbiamo deciso di rimpinguare il palinsesto dedicato al volley femminile su Sky Sport 2. Trasmetteremo ben nove – dicasi nove – partite da domenica prossima 25 novembre a sabato 29 dicembre, passando dal Volley Day del 26 dicembre. Vi faremo gustare tutte le squadre del campionato italiano, per consentire la passerella a tutte le giocatrici: prima sfida quella di domenica su Sky Sport 2 (ore 18.00) tra Jesi e Perugia, riproposizione della Supercoppa Italiana vinta a Milano dalla Despar. Chi ama il volley può ritenersi fortunato, anche perché a dicembre ci saranno pure nove partite di volley maschile. Più di così è sinceramente impossibile fare…

FORZA AZZURRI. A fine mese toccherà agli azzurri iniziare la marcia di avvicinamento all’Olimpiade, dove le azzurre saranno invece certe protagoniste (con l’obiettivo di salire sul podio, ambendo al gradino più alto). Sarà Catania ad ospitare il primo torneo di qualificazione, nel quale la squadra di Anastasi dovrà vincere tutte le partite per accedere all’altro appuntamento programmato per inizio gennaio in Turchia. Ovviamente l’Italia ce le può fare. Anzi, a dire il vero ce la deve fare, per il bene del movimento intero. Intanto Andrea Anastasi ha lasciato a casa Savani e Paparoni, riducendo il gruppo a 14 giocatori (adesso dovrà decidere i 12: forse rinuncerà a Travica e Sala).

BENVENUTO LAPO. Venerdì a Milano verrà presentato ufficialmente Lapo Elkann, nuovo presidente della Sparkling. Nell’epoca della comunicazione essenziale ai fini della crescita, un personaggio che di certo sa far parlare di sé come pochi. Immagino già quanti giornalisti ci saranno, così come immagino le belle parole che il nuovo numero uno del volley meneghino riserverà al nostro sport: bello, creativo, sano, pulito. Concetti che noi conosciamo benissimo, ma che grazie al rampollo della famiglia Agnelli avranno eco su tutti i media, non solo su quelli specializzati nello sport.

Buona pallavolo a tutti!
21.11.2007 - Riflessioni post All Star maschile - di Lorenzo Dallari

Il Presidente della FIVB Ruben Acosta
Doveva essere un bella festa, e una bella festa è stata. Finalmente. La diciassettesima edizione dell'All Star maschile andata in scena al Palafiera di Forlì ha significato il secondo esordio (vincente) di Andrea Anastasi sulla panchina della nazionale, un clima generale caratterizzato da sorrisi e buoni propositi e tanti ragazzini ad esaltarsi per le gesta degli azzurri e le stelle del nostro campionato.

RIFLESSIONE OBBLIGATA. Partiamo proprio da questo. L'immagini che ancora una volta la nostra pallavolo ha dato all'Italia dello sport è stata come sempre di grande livello in quanto a correttezza, simpatia e sportività. Un'immagine che evidentemente stride - e molto - con quello che sta succedendo in altre discipline, calcio in primis. Nella giornata in cui si è pianta l'ennesima vittima di una violenza ormai diffusa in maniera disarmante (e a volte lo sport è solo un pretesto per sfogare i propri istinti animaleschi e le proprie repressioni), il nostro piccolo e caro volley ha dato l'ennesimo segnale di intelligenza. Non trovo nessuna altra parola più adeguata. Se ne accorgerà finalmente qualcuno anche al di fuori del nostro (peraltro fantastico) microcosmo?

SARA' DURA. Ho visto e sentito tutti i ragazzi convocati nelle file della rinnovata Italia (per certi versi. invecchiata, vista l'anagrafe dei vari Bovolenta, Meoni e Zlatanov: ma l'età non conta, conta la voglia di esserci e di dare il massimo). Ho ascoltato interviste piene di speranze in merito ai risultati, cariche di gioia per far parte di questo gruppo. Bene, anzi molto bene. L'impresa, perché di impresa si tratta per la nostra nazionale maschile, non sarà comunque facile: non tanto e non solo a Catania a fine mese, quanto a Smirne a gennaio. L'imperativo è uno solo: vietato perdere, se si vuole andare a Giochi del 2008. E non esserci sarebbe terribile, per tutto il movimento. Facciamo dunque tutti il tifo per gli azzurri, perché Pechino è una tappa troppo importante per il futuro della pallavolo maschile nel nostro Bel Paese.

TRANQUILLITA'. Domenica mi hanno invece rasserenato le parole di Gigi Schiavon e di Luca Cantagalli, la coppia cui è affidata la guida tecnica della nazionale juniores maschile. Intervistati al microfono di Sky Sport, hanno sottolineato a più riprese che la situazione non è così negativa come è stata tratteggiata negli ultimi tempi: c'è un calo di tesserati, questo sì, a beneficio delle ragazze, ma la qualità è comunque buona. Il che lascia presupporre che anche il futuro ci regalerà belle soddisfazioni. Proprio come stanno facendo le ragazze di Barbolini in Giappone.

CINA ARRIVIAMO. E a questo proposito mi devo complimentare davvero con le azzurre, che stanno facendo percorso netto alla Coppa del Mondo: sono arrivate a una striscia di 19 vittorie consecutive, ma l'ultima ottenuta nettamente contro il Brasile ha confermato la forza e la compattezza di un insieme a dir poco formidabile. Bravo Massimo e brave le sue ragazze, con in tasca il biglietto per la rassegna a Cinque Cerchi.

STRANIERI SI', STRANIERI NO. Intanto il numero uno della Fivb Ruben Acosta pare avere intenzione di rinviare di un anno il progetto che porterà a limitare il numero di stranieri: la rivoluzione arriverà, ma probabilmente a partire dalla stagione 2009-10. Il presidentissimo messicano ha giustificato la sua idea, che di certo metterà in pratica, dicendo che i giovani hanno diritto a giocare e non devono essere bloccati dagli stranieri. E' importante mettere in evidenza in fatto che la situazione riguarderà unicamente gli extracomunicatari (massimo 3 tesserati e 2 in campo per ogni club), visto che per i comunitari esistono leggi europee inappellabili. In Italia pochi sono d'accordo: il vero problema, che affiora ogniqualvolta si parla di situazioni internazionali, è che il nostro voto vale come quello dell'Andorra o della Sierra Leone, che nella storia della pallavolo non mi pare abbiano scritto pagine indelebili.

NUOVO PALLONE. In Giappone Acosta ha presentato il nuovo pallone, che verrà utilizzato a partire dalla prossima Olimpiade cinese. La sua caratteristica principale è quella di avere una superficie simile a quella di una pallina da golf, per consentire alla palla un volo più regolare. I colori sono il blu e il giallo, mentre è scomparso il bianco. Le indicazioni al riguardo sono arrivate dai principali network nordamericani, che non hanno ritenuto questo colore idoneo alle riprese televisive. Possiamo essere d'accordo o dissentire, non è questo il problema: mi viene però da sorridere se penso al fatto che Stati Uniti e e Canada trasmetteranno quattro o cinque set a settimana, limitatamente ai campionati universitari. Forse non sarebbe stato meglio chiedere a chi trasmette una partita a settimana e viene copiato in tutto il mondo per il suo standard produttivo? E non parlo solo di Sky Sport, ma anche di qualche (poche oggi, in verità) tv giapponese e/o brasiliana.

Buona pallavolo a tutti!
14.11.2007 - Allarme rosso sui giovani - Lorenzo Dallari

Se i giovani sperano di diventare forti come Matteo Martino non devono bere nč fumare
Questa volta parliamo di giovani. In senso lato, di giovani che praticano l’attività sportiva, non necessariamente ed esclusivamente la pallavolo. I dati che vi riferisco sono stati resi pubblici in occasione di un bel convegno organizzato di recente a Reggio Emilia dal Cedis, il Centro Documentazione e Informazione Sportiva presieduto da Lanfranco Malerba, presidente anche del Comitato Provinciale della Fipav.

QUANTI E PERCHE’ GIOCANO. L’indagine, coordinata da Chiara Calzolari, è stata condotta su un campione di circa 2.000 giovani tra i 14 e i 18 anni in rappresentanza di molti Paesi Europei, dunque non solo italiani, con testimonianze raccolte soprattutto in occasione dell’Olimpiade del Tricolore. Quasi il 70% degli intervistati ha ammesso di dedicarsi alla pratica sportive per divertimento, il 30% per spirito agonistico, il 60% per tenersi in forma, il 10% per… migliorarsi esteticamente. Tenetevi ben impresso nella mente questo punto, perché tornerà di attualità. Il 62,4% dei ragazzi e delle ragazze ha ammesso che ravvede differenze precise tra l’attività fisica e quella sportiva, il 35,9% gioca a calcio, il 21,2% a basket, il 18,3% si dedica al nuoto e il 17,3% alla pallavolo, andando in palestra, su un campo o in piscina più di 2 volte a settimana nel 70% dei casi. Numeri interessanti di certo, che fotografo più o meno la nostra situazione.

ALLARME ROSSO. Il discorso è poi andato ad affrontare due temi scottanti assai. Anzi, devo riconoscere molto più preoccupanti di quanto sinceramente mi fosse dato immaginare: tabagismo e alcolismo. E cosa centrano con i nostri giovani che fanno sport, vi domanderete? C’entra, eccome se c’entra. State attenti: il 19% degli intervistati ha ammesso di fumare, e il 4% ha ammesso di fumare più di 10 sigarette al giorno! A 14, 15, 16 o 17 anni!!! Individuando i sessi, fumano di più i ragazzi (5,1%) delle ragazze (2,8%), ma il fenomeno sta vivendo inversioni al trend. Alla domanda precisa "Credi che il fumo possa incidere sulla tua vita e sulle tue prestazioni?" il 6,3% ha risposto di non individuare nessuna incidenza! Pazzesco. Sogno o son desto? I dati sono supportati con indicazioni analoghe anche da ricerche condotte dal Ministero della Sanità, e pertanto assolutamente attendibili: per noi genitori e per gli allenatori, che sono poi gli educatori, riflettere è quanto meno doveroso.

FIUMI DI ALCOL. Il bello, anzi il brutto, deve però ancora venire. Capitolo alcolici. Il 34,7% beve ogni tanto, il 22,2% beve almeno una volta a settimana o solo nei week end. Però beve, eccome se beve. Con percentuali da brividi se vengono differenziate per sesso: il 24,6% è rappresentato dai ragazzi, il 30,1% dalle ragazze. Avete letto bene, non mi sono sbagliato. Il fenomeno sta diventando "rosa", con un aumento delle ragazze del 103% (!!!!!) dal 1993 al 2000 (risale a questo periodo l’ultima indagine condotta dal Ministero della Sanità, e negli ultimi anni il fenomeno è degenerato ulteriormente, ha assicurato il dottor Enrico Violi, cardiologo e medico sportivo). Non so come reagite voi a questa situazione terrificante, ma io ho i brividi. Ho promesso che mi sarei attivato quantomeno per mettere in evidenza il problema, e lo sto facendo. No ho parlato per tv, durante la telecronaca su Sky Sport di Piacenza-Macerata, e lo torno a fare oggi. Ma il mio impegno continuerà, potete starne certi.

DETERRENTI. Non ne esistono, pare. Non conta nulla scrivere sui pacchetti di sigarette che "il fumo uccide", non conta nulla mettere limitazioni nell’uso-abuso di alcol nelle discoteche (scusate, e alle feste private chi controlla? Dovremmo essere noi genitori, ma non so se lo facciamo…), passa inosservato il sentire un medico che fumare significa perdere 30 anni (!!!!) di una vita normale. Sapete quale può essere il motivo per limitare queste due autentiche piaghe? Spaventare i giovani in quanto provocano inestetismi, rovinano la pelle e fanno venire i brufoli! Pazzesco, ma vero. E’ quanto mi ha risposto il dottor Alberto Grazioli, psicologo della Lega contro i tumori. Nell’epoca dell’estetismo sfrenato, è proprio su questo che bisogna fare leva. E allora facciamolo, anche se un po’ mi viene da ridere e un po’ mi viene da piangere, se devo essere sincero.

P.S. Un saluto in cielo al mio amico Alfonso Monreale, per tanti anni presidente della Pallavolo ad Agrigento. Ci ha lasciato un grande amante del nostro sport, ma anche un gaudente della vita, autentico signore del Sud, di cui incarnava valori e cultura. L’ultima volta ci siamo visti in occasione della Supercoppa Italiana maschile vinta da Treviso a Favara nel 2001: una mattina ha organizzato a sorpresa una colazione alla siciliana nel cortile di casa sua, con tanto di ricotta e di menestrello. Lo ricordo con grande affetto, al pari di tutti quelli che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene.

Buona pallavolo a tutti!
05.11.2007 - Il nuovo ciclo azzurro - Lorenzo Dallari

Marco Meoni ritorna a vestire la maglia azzurra
Conosciamo finalmente il volto della nuova nazionale maschile, quella ideata da Andrea Anastasi: la lista dei 22 convocati presenta tante conferme ma anche qualche novità, con alcuni, graditi ritorni.

IL TRIO DI PIACENZA. Non possiamo non partire dai tre giocatori della Copra che tornano a vestire l’azzurro, probabilmente per svolgere un ruolo da assoluti protagonisti: Marco Meoni in regia, Vigor Bovolenta al centro e Hristo Zlatanov di banda. L’altra sera li ho visti in occasione della partita vinta con Macerata al tie break e li ho trovati carichi come non mai. Buon segno, per loro e per l’Italia, attesa da un impegno difficile assai: qualificarsi per l’Olimpiade di Pechino. A fine settembre ci sarà il torneo di Catania che promuoverà una sola squadra all’altro torneo di Smirne, in programma a gennaio: e pure in questa circostanza una sola staccherà il biglietto per la Cina. E’ vietato sbagliare, assolutamente, ma il Nano mi pare determinato e con le idee chiare.

I DEBUTTANTI. Leggendo la lista dei 22 (che potete trovare nel sito e che sarà ridotta a breve a 16 giocatori) non può non sorprendere la coppia dei liberi: Loris Manià e Andrea Bari non hanno mai indossato la maglia azzurra, ma il ct crede molto in loro e nella loro fame. L’altra sera Sandro Donato Grosso ha intervistato in diretta Manià, uomo sorpresa del 2007 (fino a qualche mese non aveva mai giocato in A1, poi è stato protagonista dei play off con Piacenza complice l’infortunio occorso a Sergio, è andato a fare il titolare a Montichiari e adesso è arrivata la chiamata in nazionale…): la sua espressione era sufficiente per comprendere il suo stato d’animo. Era felice e nel contempo ancora frastornato e incredulo. Sembrava mio figlio Filippo quando gli ho regalato una scatola intera di Gormiti…

LE RINUNCE. Le più significative sono tre: Mirko Corsano e Alessandro Farina, che hanno di riflesso indotto a convocare Manià e Bari, e Samuele Papi. Tutte caratterizzate dall’onestà intellettuale di questi tre grandi giocatori, che non se la sono sentita di vivere un’estate di ulteriori sacrifici. Se uno è un campione, deve esserlo anche nelle decisioni importanti, e loro lo sono. Corsano e Farina mi hanno stupito un po’, Papi no. Vi racconto un episodio che mi aveva fatto capire come si sarebbe comportato. Domenica 30 settembre, ore 8.00, aeroporto di Roma Fiumicino. Sto attendendo la coincidenza per Bologna proveniente da Lamezia Terme: vengo da Corigliano, dove ho commentato la prima di campionato che ha visto la debuttante Famigliulo battere nettamente i campioni d’Italia della Sisley Treviso. Sono con Andrea Anastasi, da lì a poco nominato ct. Passa Papi (che deve andare a Venezia con la Sisley) e si inizia a parlare delle convocazioni. Io scherzo e gli dico: “Preparati, perché ci saranno tante novità, con qualche ritorno clamoroso”. Lui sfodera qualche nome, azzeccandolo. “Ci manca un martello…” aggiungo. Lui si concentra, ne spara due o tre, ma non cita se stesso. Anzi, neanche ci pensa nonostante qualche ulteriore sollecitazione, e con la sincerità che caratterizza il rapporto anche personale con questi ragazzi che ho visto crescere. Ecco, in quel momento ho capito che “O fenomeno” non aveva neppure nell’anticamera del cervello l’idea di tornare in azzurro, avendo la mente proiettata in altre direzioni, alla famiglia e alla figlia. Lo ringrazio comunque per tutte le emozioni che ci ha regalato, e per le lezioni di tecnica che continua a riservarci ogni volta che scende in campo.

FORZA RAGAZZE. Sulla carta l’impegno delle azzurre appare più semplice, anche se salire sul podio alla Coppa del Mondo non è impresa elementare. Per la squadra di Massimo Barbolini l’occasione comunque è ghiotta assai, e in Giappone non dovrà lasciare nulla di intentato: ne ha la potenzialità e sono fiducioso nell’impresa, nonostante la concorrenza agguerrita. Le prime tre andranno direttamente ai Giochi, il che semplificherebbe e non di poco la gestione del campionato e la preparazione estiva di questo importantissimo appuntamento (che secondo me potrebbe regalare la prima medaglia a Cinque Cerchi alle nostre ragazze).

STRANIERI SI’, STRANIERI NO. Intanto ne sto sentendo di tutti i colori in merito alla probabile decisione del presidente della Fivb Ruben Acosta di limitare il numero di stranieri a partire dalla stagione 2008-09. Qualche presidente mi ha detto testualmente: “Se accadrà questo venderò la squadra, il livello sarà troppo basso”. Qualcun altro invece: “Il vero rammarico è che adesso qualche giocatore italiano di seconda fascia vorrà essere pagato come Ricardo o Wijsmans, senza esserne all’altezza”. E l’allusione al palleggiatore brasiliano di Modena e al martello belga di Cuneo non deve fare ricondurre a Grani e a Lannutti… Qualcun altro invece è più sereno perché potrà spendere meno soldi. Vivo la pallavolo da troppo tempo per non sapere che se Acosta dice una cosa, praticamente l’ha già decisa. Se rende pubblica una sua idea in anticipo, è solo per farla metabolizzare anche mediaticamente per tempo, poi la realizza. Pertanto prepariamoci tutti, perché la rivoluzione annunciata arriverà come premesso (e forse promesso). Mi stupisce, ma non più di tanto, che sia completamente d’accordo il presidente federale Carlo Magri (che peraltro necessita di appoggi dall’alto che garantiscano serenità in vista del prossimo Mondiale in Italia); non mi stupisce che la Lega sia contraria, visto che deve preservare il livello di spettacolarità del campionato più bello del mondo. Vorrei però tranquillizzarvi come ha fatto l’altra sera con me Massimo Righi, il bravo ad della Lega maschile che ha analizzato meglio di tutti il problema: alla fine non perderemo tantissimi campioni, solo qualche extracomunicatario (soprattutto brasiliano nello specifico, tanto i russi non sono più in Italia), visto che la riduzione non riguarda i comunitari. Ovviamente torneremo sull’argomento che nel cuor ci sta, ma per il momento dormiamo sonni tranquilli.

Ps Chi non dorme invece sonni tranquilli è il nuovo presidente della Lega basket Umberto Pieraccioni, alle prese con mille problemi da quando ha assunto il nuovo incarico (tesseramenti, rapporti con i club e con la Federazione, contratto tv): e allora penso al pericolo che ho scampato, visto che avrei potuto essere al suo posto…

2° Ps Sabato mattina sono stato a moderare un convegno a Reggio Emilia sul tema “Giovani e sport” dal quale sono emerse tante interessanti indicazioni: la più preoccupante è che sta crescendo paurosamente il fenomeno del tabagismo e dell’alcolismo tra i ragazzi della fascia 14-17 anni. Addirittura per le ragazze il problema è aumentato del 103 % (!!!!) negli ultimi 7 anni. Spaventoso. Ritengo sia doverosa un’analisi più approfondita e pure un monito: i nostri allenatori delle giovanili, che poi sono anche gli educatori delle leve del futuro, devono tenere alta la guardia. Senza dimenticare il ruolo di noi genitori, che siamo i principali responsabili di una realtà che non promette nulla di buono.

Buona pallavolo a tutti!
31.10.2007 - Crederci sempre! - di Lorenzo Dallari

Le azzurre, impegnate in Giappone a conquistare un posto per l'Olimpiade
Nel fine settimana sono stato a San Paolo in Brasile nelle vesti di team principal (nella formula 1 si dice così) della squadra di Sky Sport: che al circuito di Interlagos ha emulato la Ferrari vincendo il Mondiale delle tv grazie a un prodotto di grande livello, confortato da numeri di ascolto di livello assoluto. Lo spunto mi viene dunque spontaneo per qualche riflessione. Come sempre.

CREDERCI SEMPRE. La Rossa ha conquistato un titolo con Kimi Raikkonen assolutamente insperato fino a qualche gran premio fa, a conferma del fatto che lo sport (sempre che la formula 1 possa essere considerato uno sport…) nasconde sempre l’imprevedibilità del risultato. Con il fascino e il pathos che ne consegue. La grande lezione che ha regalato a tutti la scuderia di Maranello è stata: bisogna crederci sempre, fino all’ultima curva, fino all’ultima azione. Un po’ come aveva fatto la Nazionale spagnola guidata da Andrea Anastasi all’ultimo Europeo in Russia. Vedere vincere la Ferrari è stata una grande emozione, abbinata alla conferma che quasi sempre si vince per meriti propri e per demeriti altrui: sì, perché dobbiamo pure ammettere che la McLaren e il suo boss Ron Dennis hanno fatto di tutto per rovinarsi la vita, pur avendo da tempo il titolo in mano. Un bell’esempio per tutti.

14 MARZO 2008. E veniamo alle faccende di casa nostra. La data che ho indicato è molto importante per la pallavolo tutta, non solo quella italiana. In quella occasione infatti il Consiglio della Federazione Internazionale deciderà come regolamentare il numero degli stranieri che si possono utilizzare nei vari campionati. Sarebbe più corretto dire che ratificherà quello che avrà già deciso il presidentissimo Ruben Acosta, che a inizio settimana ha sorpreso tutti affermando che la Fivb metterà un tetto di 2 stranieri in campo, 3 in totale per ogni club. Un bel fulmine a ciel sereno, non c’è che dire. La notizia ha scatenato le – ovvie – reazioni della Lega maschile, che per bocca del suo amministratore delegato Massimo Righi ha già detto che il nostro campionato ne uscirebbe fortemente penalizzato in termini di competitività e contenuti tecnici, senza dimenticare i contratti pluriennali in essere. Sì, perché – ha ammesso Acosta – la norma potrebbe divenire operativa dalla stagione 2008-2009, ovvero tra pochi mesi! Mah, non so cosa dire. Ormai il mondo del volley non riesce più a sorprendermi, nel bene e nel male. Acosta ha anche affermato che pure il presidente della Fipav Carlo Magri spinge da tempo in questa direzione: in Italia lo aveva mai detto a qualcuno? Io è la prima volta che sento una cosa del genere in termini così risoluti. E dire che di pallavolo mi interesso abbastanza… Staremo a vedere cosa accadrà, ma di solito quando Acosta fa sparate di questo tipo vuole dire che ha già deciso (ricordate come è finita con il tie break, il rally point system, il libero, la battuta dai 9 metri di fondo campo?). Vorrà dire che il nostro campionato, mal che vada, tornerà come era a inizio degli Anni 90, con le squadre che dovranno scegliere con intelligenza gli stranieri migliori (con i loro ingaggi che, inevitabilmente, saliranno alle stelle: ricordate gli emolumenti dei vari Timmons, Kiraly, Stork, Ctvrtlik, Giovane e compagnia cantante?).

3 DOMANDE 3. La prima che mi viene spontanea, se la norma passerà (ci sono molte proteste al riguardo da più parti nel mondo, per quello che possono contare...) è: dove troveranno le nostre società tutti i giocatori che serviranno per completare gli organici, ridotti come groviera? E soprattutto, dove troveranno buoni giocatori? Okay, qualcuno potrà obiettare che ci sarà più spazio per i giovani: un conto però è programmare per tempo una rivoluzione epocale di questo tipo, un conto è trovarsi costretti ad affrontarla in un battito di ciglio. Vorrei solo ricordare, tanto per dare l’idea di cosa stiamo parlando, che oggi su 182 giocatori nella A1 maschile, ben 81 sono stranieri! La seconda domanda è: quanto perderanno le Federazioni che “esportano” tanti giocatori, come ad esempio il Brasile? Problemi altrui, qualcuno potrà obiettare, probabilmente a ragione. Però il problema resta, almeno per loro. Terza domanda: come ci si comporterà con gli extracomunitari? A tal proposito esistono norme dell’Unione Europea ben precise, e la Federazione Internazionale di qualsivoglia sport non può certo stravolgerle. Insomma, un altro tzunami sta per travolgere la nostra pallavolo, mi pare evidente. Il presidente della Lega maschile Diego Mosna è andato a parlare con Acosta per chiedere di rinviare il problema di qualche anno adducendo valide motivazioni: riuscirà nell'impresa?

MANO NELLA MANO. In occasione della presentazione ufficiale del nuovo ct della nazionale maschile, Andrea Anastasi si è espresso con parole cordiali, amichevoli, nei confronti della Lega maschile e del suo a.d. Righi, parlando di dialogo, sinergie e finalità del programma. Insomma, un bel cambiamento di rotta rispetto a qualche settimana fa, quando il presidente della stessa Lega Diego Mosna ha chiesto pubblicamente le dimissioni di Gianpaolo Montali (che in un recente passato aveva detto “Righi chi?", parafrasando il cestista Nba Allen Iverson quando gli venne chiesto cosa ne pensasse di Gianmarco Pozzecco prima dell’Olimpiade di Atene). La nazionale e la Lega sono adesso accomunati da buoni propositi, e la prima prova concreta viene dall’All Star Game in programma domenica 11 novembre al PalaFiera di Forlì: l’Italia affronterà prima la Selezione di A2 e poi quella di A1. La pallavolo è una sola, mi fa piacere che ce lo stiamo ricordando.

TIFO. Ovviamente facciamo il tifo per il Nano, che ha ammesso pubblicamente di essere migliorato nei rapporti diplomatici grazie al lavoro di commentatore con Sky Sport (e io sono contento di averlo al mio fianco, e lo ero anche quando non era ct e qualcuno lo evitava come fosse un reietto…). Lunedì farà le convocazioni, poi inizierà la sua nuova avventura sulla panchina azzurra in vista dell’Olimpiade di Pechino: superato l’ostacolo del torneo di Catania, ci sarà quello ben più difficile di Smirne a inizio gennaio. Io sono fiducioso, in Andrea e nei ragazzi che porterà con sé (a cominciare da Meoni e Zlatanov, che torneranno belli carichi!). E facciamo tutti il tifo anche per le azzurre, che alla Coppa del Mondo in Giappone devono staccare subito il biglietto per la Cina. Massimo Barbolini e le sue meravigliose ragazze possono farcela, nella speranza che Tai Aguero non prenda però neanche un raffreddore.

Buona pallavolo a tutti!
25.10.2007 - Nano, in bocca al lupo - di Lorenzo Dallari

Andrea Anastasi
Andrea Anastasi e' il nuovo (o il vecchio, visto che siamo tornati indietro di qualche anno...) della nazionale maschile. E allora mi pare opportuno fare qualche riflessione in chiave futura.

IN BOCCA AL LUPO. Puo' sembrare banale, ma mi viene spontaneo augurare al Nano ogni bene. Per lui e per la nostra pallavolo, attesa a brevissimo da un appuntamento di rara importanza: staccare il biglietto per l'Olimpiade di Pechino. Impresa non proibitiva ma nemmeno troppo semplice, impresa che passa attraverso un doppio torneo di qualificzione: il primo a fine novembre a Catania, il secondo (se tutto andra' bene in Sicilia, ma non voglio nemmeno immaginare il contrario) a Smirne in Turchia a inizio gennaio 2008. Un bel casino, non c'e' che dire. Una situazione nuova per gli azzurri, chiamati a non fallire questo doppio obiettivo.

QUALE SQUADRA. La domanda che tutti si fanno e' con quale nazionale giochera' Anastasi. Io credo un giusto mix tra giovani e veterani, anche perche' c'e' poco tempo per assemblare il gruppo e soprattutto per fare esperimenti. Ipotizzare che rientrera' qualche senatore mi pare banale, azzeccare i nomi piu' arduo. Proviamo a immaginare almeno il sestetto: Marco Meoni in regia, Alessandro Fei opposto (fu proprio il ct a lanciarlo in questo ruolo al Mondiale del 2002, ricordate?), Vigor Bovolenta e Luca Tencati centrali (con Gigi Mastrangelo opzione), Hristo Zlatanov e Samuele Papi (se accettera' di rientrare, altrimenti Matej Cernic) a schiacciare e ricevere. Libero Mirko Corsano. In panchina al fianco di Anastasi siedera' Andrea Gardini, fresco di ingresso nella Hall of Fame, al debutto in questo ruolo (che Marco Bracci ha svolto alla grande con le fanciulle al fianco di Barbolini). E Fabio Vullo? Per lui il futuro potrebbe tingersi d'azzurro, ma i tempi non sembrano ancora maturi.

STRANA LA VITA. Il destino a volte e' beffardo e a volte riserva belle sorprese. Per il Nano vale la seconda che ho detto. Dopo l'avventura in nazionale, terminata con l'interruzione anticipata del contratto dopo il Mondiale 2002 chiuso al quinto posto, e' arrivata la parentesi poco entusiasta di Cuneo, un piccolo periodo di oblio (ingiustificato) e poi la nazionale spagnola, grazie alla quale ha centrato il risultato piu' prestigioso della carriera: il titolo europeo con una squadra sulla carta neppure da final four. E le quotazioni sono lievitate come d'incanto. Siccome quando deve andare male va sempre peggio, ma quando deve andare bene si e' come assistiti dalla buona stella, per Anastasi sono arrivate due possibilita': rinnovare - a ragione - con la Spagna a condizioni assai migliori dal punto di vista economico, oppure allenare l'Italia, visti i problemi vissuti nel contempo da Montali. A volte ci vuole solo un po' di pazienza, e il momento buono torna sempre.

MONTALI POLITICO. E l'ex ct? Ha pagato anche per colpe non sue, e di questo deve rendersi conto in fretta anche il suo predecessore-successore. Ha pagato per qualche risultato negativo dopo il momento felice vissuto fino all'argento olimpico di Atene e per qualche errore di valutazione dopo i primi risultati negativi giunti in World League (glielo avevo anche detto piu' volte). E ha pagato per i rapporti non idilliaci con qualche giocatore. Intanto, in attesa di sapere cosa fara' in campo pallavolistico nel suo futuro immediato, si e' tuffato anima e core nella politica (che questa scelta gli sia costata qualcosa nei rapporti con il presidente federale Carlo Magri, da sempre appassionato di questo argomento?). Era capolista a Parma citta' alla primarie del Partito Democratico e ha stravinto, entrando nel novero degli eletti della lista Veltroni. Che da tempo sia nelle grazie del Sindaco di Roma non e' certo un mistero, che Montali ambisca a ruoli di rilievo nell'organigramma politico-sportivo italiano mi pare scontato, conoscendolo bene da almeno vent'anni. Penso che abbia le possibilita' di farcela, grazie a esperienza, buone relazioni, riconoscibilita', forza comunicazionale. Anche a lui auguro ogni bene se decidera' di fare questo passo, nella speranza che non abbandoni uno sport cui ha dato tanto e dal quale ha avuto almeno altrettanto.

FORZA FANCIULLE. Sempre in tema di nazionale, lunedi' a Milano verranno festeggiate le azzurre recenti campionesse d'Europa nella sede del loro nuovo partner, la Edison. Una bella opportunita' per riapplaudirle dopo la presentazione del campionato femminile, coincidente con l'inizio dell'avventura giapponese alla Coppa del Mondo, dove ci saranno tre posti disponibili per andare in Cina. L'Italia ha tutte le carte in regola per farcela: spetta a Massimo Barbolini e alle sue meravigliose ragazze centrare l'obiettivo, anche per guardare all'Olimpiade con maggiore serenita'.

Buona pallavolo a tutti!
19.10.2007 - I Veterans campioni d'Europa - di Lorenzo Dallari

La formazione dell'Italia categoria Veterans
Cinque giornate sono sufficienti per formulare qualche giudizio sulla A1 maschile? Credo proprio di sì, e allora partiamo.

BRAVA CUNEO. La Bre Banca Lannutti continua la sua marcia di testa solitaria: è l’unica imbattuta, ma soprattutto è la squadra che sta esprimendo la pallavolo migliore, a conferma del fatto che le scelte effettuate durante l’estate (su tutte la fiducia al regista cubano Gonzales) sono state azzeccate. E la mano del grande Silvano Prandi (32 stagioni in serie A!) si vede sempre…

BENE, ANZI BENINO. Roma sta crescendo giornata dopo giornata: ha iniziato balbettando alla Supercoppa Italiana, ma adesso sta esprimendo un buon gioco d’insieme, con ampi margini di miglioramento. Roberto Serniotti può contare su un super Marshall ma anche su tante varianti tattiche e umane di rilievo. Positivo nel complesso pure il cammino di Modena, nonostante la sconfitta al quinto set con Treviso e un rendimento ancora un po’ troppo ondivago: Andrea Giani ha un bel gruppo a disposizione, che potrà sfruttare appieno il suo potenziale e il genio del suo regista Ricardo quando inizierà a ricevere in maniera decente. In crescita Trento, dopo il brutto esordio a Cuneo: la matrice bulgara sta dando un’impronta precisa con attacchi sempre potenti fin dalla battuta. Coriacea Montichiari, un bel mix di sicuro interesse, mai doma Padova (ma questa non è più una novità).

VOTO: DISCRETO. Dopo un avvio sprint Taranto sta un po’ segnando il passo (e il presidente Bongiovanni dopo la sconfitta casalinga con Perugia ha tenuto a rapporto i suoi negli spogliatoi), Macerata deve risolvere in fretta i problemi tecnico-tattici derivanti dal ruolo di Omrcen (anche il patron Giulianelli è intervenuto per spronare i suoi), Perugia ha dato segni di risvegli dopo tre sconfitte consecutive e Corigliano vuole capitalizzare qualche punticino conquistato per centrare l’obiettivo-salvezza.

DA RIVEDERE. Milano ha pescato il jolly contro Macerata, ma per il resto è ancora da rivedere nonostante lo spirito battagliero. Il patron Giovanardi si professa tranquillo, e attende l’arrivo di Lapo Elkann (sarà a breve il nuovo presidente?) pensando anche alla popolarità di Andrea Lucchetta (per affidargli il ruolo di direttore sportivo al posto di Andrea Gardini, per il quale potrebbe esserci un futuro in azzurro). Piacenza sta faticando oltre il previsto nel trovare il ritmo giusto (condizionata peraltro da mille infortuni: domenica è rientrato Granvorka, sarà la panacea di tutti i mali?) e Latina continua a chiudere la classifica da sola palesando qualche ritardo nella chimica.

FUGA A DUE. In serie A2 veleggiano intanto in vetta alla classifica Catania (al rientro nel volley d’elite dopo qualche anno di assenza, complimenti al mio amico Fabio Pagliara, allo staff guidato da Hugo Conte e ai giocatori) e Loreto (ormai una veterana sempre ben gestita dal presidente Serenelli). Dietro Isernia e il poker Verona-Forlì-Castellana-Crema. In fondo invece Taviano, Cagliari e Mantova: ma la stagione è ancora lunga, anzi lunghissima.

TRIS DI FANCIULLE. A guidare la graduatoria della A1 femminile si trovano Bergamo, Novara e Pesaro: guardando la classifica si evince che ancora una volta questo campionato è pressoché spezzato in due. Con note di merito per la cenerentola Busto Arsizio e qualche lacrima per Santeramo, Forlì e Imola, ancora al palo. In seri A2 invece la classifica è capeggiata da Conegliano, Nocera e Cremona: anche qui ne vedremo delle belle.

BRAVI VECCHIETTI. Ultime note per i Veterans, che in Grecia si sono laureati campioni d’Europa battendo in finale la Russia. Quando uno ha il fuoco sacro che arde dentro lo conferma in ogni occasione, quando uno è un campione lo è a qualsiasi età: sono sinceramente felice per Carmelo Pittera e il suoi meravigliosi “ragazzi”, un bell’esempio anche per i tanto giovani di oggi. Hanno vinto tanto (quasi tutto) ma hanno ancora la voglia di misurarsi con se stessi. Complimenti davvero. Sono contento che alcuni di loro (Zorzi, Vullo, Cantagalli) lavorino da tempo con me a Sky Sport: l’augurio è che anche qualcun altro capisca che sono un capitale da sfruttare per tutto il movimento del volley.

Buona pallavolo a tutti!
15.10.2007 - Gardini nella Hall of Fame - di Lorenzo Dallari

Andrea Gardini
Settimana di rara intensità pallavolistica, piena di partite giocate e di eventi di rilievo. Partiamo, dunque.

GARDO NEL MITO. Andrea Gardini, a lungo capitano dell’Italia dei miracoli, è entrato nella Hall of Fame del volley. Uno straordinario riconoscimento per lui e per la squadra che rappresenta, premiata dal presidentissimo della Fivb Ruben Acosta come squadra del secolo. Uno straordinario riconoscimento indiscutibilmente meritato, condiviso con lo statunitense Bob Ctvrtlik (in passato anche a Milano e Brescia), la beacher australiana Kerri Pottharst, la cinese Yuan Wei Min, l’indimenticabile brasiliano Carlos Nuzman (negli anni 80 a Modena, divenuto anche Ministro dello Sport nel suo Paese) e Dimitar Zlatanov, il papà di Hristo, un grandissimo che purtroppo i più giovani non hanno potuto gustarsi quando è stato a Torino. Complimenti a tutti.

SORPRESE DIETRO L’ANGOLO. Il campionato maschile continua a regalare risultati inattesi. In sole quattro giornate ne abbiamo già collezionati un’infinità, portando a una classifica che continua a vedere da sola in vetta la giovin Cuneo dell’eterno Silvano Prandi (alla stagione numero 32 in serie A1, un grande!), davanti al trittisco Modena-Trento-Roma. Bene anche le sorprendenti Padova e Taranto. Tutt’altro che esaltante Macerata (sconfitta nell’ultima partita a Milano), da rivedere Perugia, male invece Piacenza (solo due punticini, l’assenza di Granvorka sta pesando oltre il lecito) e Latina (solitario fanalino di coda con 1 punto, nonostante un ottimo Gilson). I ritmi sono infernali, si gioca ogni tre-quattro giorni e non c’è il tempo di recuperare. Agli errori si potrà riparare durante la pausa di novembre, resa necessaria dalla Coppa del Mondo in Giappone.

LAPO PRESIDENTE? Intanto continua a girare insistente la voce che vorrebbe Lapo Elkan al vertice societario della Sparkling Milano. E’ stato proprio il rampollo della famiglia Agnelli a esternare la teoria in una recente intervista sul settimanale economico “Il Mondo”, facendo rimbalzanre la notizia in ogniddove. Per la pallavolo significherebbe di certo un forte impulso mediatico, vista la caratura pubblica del personaggio. E considerato che si parla di Milano, il risalto sarebbe di certo amplificato.

DOLCI FANCIULLE. In due sole giornate il campionato femminile ha delineato i suoi valori, confermando che esistono due campionati in uno: alla prima fascia - con mire tricolori - appartengono Perugia, Jesi, Novara, Bergamo e Pesaro; alla seconda - con sogni di play off - Chieri, Imola e Altamura ; alla terza Sassuolo, Santeramo, Busto Arsizio e Forlì. E per loro lo scudetto sarebbe rappresentato dalla salvezza (peraltro quest’anno retrocede una sola formazione, visto che il prossimo anno la serie A1 sarà a 14 protagoniste). In corso d'opera lasceremo spazio ad altre considerazioni, se qualcosa cambierà.

FORZA AZZURRE. Ancora una settimana e poi il campionato andrà in letargo per lasciare spazio alle nazionale, che dal 2 al 16 novembre giocherà la World Cup nel Paese del Sol Levante. Per Massimo Barbolini e le sue meravigliose ragazze l’obiettivo è quello di salire sul podio, centrando in tal modo uno dei tre posti disponibili per l’Olimpiade di Pechino. Traguardo alla portata dell’Italia ma non facilissimo, anche se non proibitivo vista la doppia assenza di Russia e Cina.

IL NANO AZZURRO. Tra qualche giorno - probabilmente già lunedì - arriverà l’annuncio della nomina del nuovo allenatore degli azzurri, con il ritorno stra-proclamato di Andrea Anastasi alla guida dell’Italia. Gianpaolo Montali sta già da tempo trattando la risoluzione del contratto, e la situazione dovrebbe sbloccarsi la settimana prossima, terminati i suoi impegni politici (è capolista a Parma città alla primarie del Partito Democratico che si svolgeranno domenica). Il Nano è a posto, ha già detto ufficialmente di no alla Spagna, e il suo procuratore Pasquale Gravina ha definito quasi tutti i dettagli contrattuali con la Federazione: a brevissimo dovrà decidere il suo staff, con vice (Vullo o Gardini?), team manager, preparatore atletico e fisioterapista. Poi arriveranno le convocazioni degli atleti che dovranno vincere il torneo di qualificazione di Catania a fine novembre: ipotizzare il ritorno in azzurro di qualche veterano significa sconfinare nel campo della banalità….

Ps Sky Sport sta regalando una settimana da favola: da mercoledì scorso a martedì prossimo una partita al giorno, tra campionato maschile, campionato femminile e Champions League. Con al microfono tutti i campioni più acclamati del volley italiano e internazionale. Grazie a tutti quelli che mi stanno inviando messaggi di ringraziamenti per questa fantastica abbuffata. I riingraziamenti li condivido con una squadra che continua a restare sul tetto del mondo.

Buona pallavolo a tutti!
12.10.2007 - Italia, torna il Nano - di Lorenzo Dallari

Andrea Anastasi
Prime riflessioni sul campionato maschile e su quello femminile, con una doverosa premessa dedicata alla nazionale.

ARRIVA IL NANO. Manca ancora l’ufficializzazione, mancano ancora alcuni dettagli relativi al contratto (carta libera sullo staff ma soprattutto durata, la richiesta è fino al 2011, dopo il Mondiale in Italia), ma il nuovo ct della nazionale maschile dovrebbe essere – di nuovo – Andrea Anastasi. E’ vero che il Consiglio Federale nell’ultimo week end ha preso tempo, dando vita a una mini-commissione che deve analizzare bene la situazione e risolvere tutti i problemi, ma la nomina del Nano pare imminente. Questione di ore, tanto per capirci. Anche perchè c'è la Spagna che pressa. La scelta dell’allenatore mantovano pare la più logica dopo che la Fipav ha deciso di chiudere con Gianpaolo Montali (il presidente Carlo Magri gli ha comunicato la decisione mercoledì scorso però esiste ancora il rebus del pagamento dei compensi rimanenti) ridando fiducia al predecessore dell’attuale commissario tecnico (destituito dopo il Mondiale del 2002 e rimasto ancora scottato da quel siluramento). Con il ritorno di Anastasi sulla panchina dell’Italia, quasi sicuramente rivedremo qualche senatore in azzurro: del resto gli obiettivi da centrare sono imminenti e importanti, visto che a fine novembre c’è a Catania il torneo di qualificazione per il torneo di qualificazione olimpico in Turchia (giuro che non è un gioco di parole…).

LE SPERANZE DI MASSIMO. L’Italdonne va invece di diritto alla Coppa del Mondo in quanto campione d’Europa: e in Giappone le azzurre possono staccare subito il biglietto per Pechino, nonostante la concorrenza agguerrita ma grazie anche alle assenze di Russia e Cina. L’altro giorno alla presentazione del campionato femminile ho visto le ragazze tranquille e determinate: buon segno. E poi c’è sempre Tai Aguero

SORPRESE A GO-GO. Sono bastate tre giornate per confermare il fatto che quest’anno nel campionato maschile ne vedremo delle belle. In vetta alla classifica c’è da sola l’imbattuta e ringiovanita Cuneo (l'abile mano del professor Prandi si vede sempre), seguita a una sola lunghezza dalla sorprendente Padova (ispirata da un fantastico Esko) e dalla brillante Taranto di Totire (piegata al tie break nel faccia a faccia con l’Antoveneta). Poi la Modena brasiliana, la rinnovata Montichiari e la bulgara Trento. Treviso campione d’Italia ha perso due volte pesantemente prima di assaporare la prima vittoria (3-1 con Perugia), mentre in coda la pur ambiziosa Piacenza sta pagando oltremodo l’assenza di Granvorka, Milano fatica a trovare la chimica giusta nonostante buone individualità e Latina stenta oltre il previsto (la perdita di Vissotto si sta facendo sentire oltremodo). Okay, abbiamo archiviato soli pochi set, i ritmi sono particolari (adesso si gioca con grande intensità, poi ci si fermerà per oltre un mese), ma le prime indicazioni cominciano ad arrivare. E iniziano a suonare anche i primi campanelli d’allarme.

DOVE FINIRA' MONTALI? Questo è l'interrogativo che inizia a girare con una certa insistenza nell'ambiente: quale sarà la squadra che gli verrà affidata nel corso dell'anno? Quale sarà il presidente che lo chiamerà per primo? Ovviamente dovrà essere un top team, su questo non esistono dubbi. Però non è da escludere che l'attuale ct finisca la stagione su una panchina di rilievo lottando per lo scudetto (e la Federazione potrebbe gradire questa soluzione, risparmiando qualche eurino). Sempre che nel frattempo Montali non abbia assunto impegni politici.

DONNE SPRINT. Venerdì mi è stato riservato l’onore (e il piacere) di presentare il campionato femminile numero 63. C’era un entusiasmo pazzesco, la sala milanese era stracolma di gente, ho visto tanti sorrisi determinati dalla vittoria europea delle ragazze di Barbolini (che commenta su Sky Sport il campionato insieme a Maurizia Cacciatori e Roberto Beltrami). Difficile strappare qualche pronostico in proiezione scudetto, ma alla fine – guardando le formazioni – qualche giudizio lo si può azzardare. Le favorite per lo scudetto sono Novara (che ha vinto all’esordio senza eccessivi patemi con la Minetti), Pesaro (3-0 alla debuttante Busto Arsizio), Jesi, la solita Bergamo (che ha rinunciato alle Coppe Europee per concentrarsi sull’Italia) e le campionesse d’Italia di Perugia (che hanno iniziato la stagione conquistando d’autorità a Milano la Supercoppa Italiana battendo nettamente Jesi), le out siders Imola, Altamura e Chieri, mentre chi lotta per salvarsi pare essere Busto Arsizio (forte della Ortolani), Sassuolo, Forlì. Ovviamente al campo il verdetto definito, come sempre. Il tutto sotto le telecamere di Sky Sport, che ogni venerdì sera trasmetterà un match alle 21.00. Una scommessa che il volley rosa vincerà di certo.

Buona pallavolo a tutti!  
08.10.2007 - Le vittorie di Massimo Barbolini - di Lorenzo Dallari

L'esultanza delle azzurre!
Italia campione d’Europa per la prima volta nella storia. Dopo due assalti al trono del vecchio continente, nel 2001 a Varna e nel 2005 a Zagabria, questa volta le azzurre hanno conquistato la medaglia d’oro, confermando la forza del proprio collettivo, la classe di Tai Aguero e la bravura di Massimo Barbolini, il ct di poche parole ma di fatti concreti.

IL CORAGGIO DI MAX. Conosco l’allenatore della nostra nazionale da una vita, da quando lui – giovanissimo, a metà degli Anni 80 – apprendeva l’arte della panchina da Julio Velasco guidando l’allora Panini Modena. Lui, modenese doc, aveva deciso che questa sarebbe stata la sua vita. E per coronare i suoi sogni non ha esitato a tirare fuori le palle ben presto, accettando come primo incarico la guida di Agrigento. Correva l’anno 1989, Velasco se ne era andato a guidare gli azzurri (con i quali avrebbe scritto epiche pagine nella pallavolo mondiale) e lui si trasferì in Sicilia. Un anno e poi il ritorno sotto la Ghirlandina, dove ha vinto l’Italian Open. Non certo la Coppa del Mondo, direte voi, ma per la pallavolo geminiana correvano altri tempi, complice lo strapotere dei grandi gruppi (Benetton a Treviso, Mediolanum a Milano, Ferruzzi a Ravenna). Poi un campionato infelice a Spoleto e il grande passo: il passaggio alle donne. Mai decisione è stata più ocultata.

LE GRANDI VITTORIE DI MAX. Prima tappa Matera, e subito titoli a go-go: Supercoppa Europea, Coppa Italia e scudetto al primo anno, poi un altro tricolore, un’altra Coppa Italia e la Coppa dei Campioni nel 1996. Okay, erano gli anni d’oro di Keba Phipps, ma Bartolini in quelle vittorie a ripetizione ci ha sempre messo qualcosa di suo. Persona posata, riflessiva, mai sopra le righe, ha costruito la sua fortuna sull’intelligenza tattica e sulla sagacia nella gestione dei gruppi che di volta in volta gli sono stati affidati. Il segreto della sua apoteosi con la nazionale. Dopo Matera una stagione a Roma (con i festeggiamenti in Coppa Confederale), e poi il lungo ciclo di Perugia, otto anni di sorrisi e di maturazione continua. Tanto da diventare il migliore di tutti.

IL SOGNO AZZURRO. Massimo era un predestinato: nel suo dna c'era la nazionale, era scritto nelle stelle. E non posso certo dire di essere stato un buon profeta quando durante la finale del Grand Prix a Reggio Calabria nel 2004 lo intervistai chiedendogli se ambiva, un giorno, a sostituire Marco Bonitta, allora ct da poco campione del mondo. Uno sguardo d’intesa, un po’ di scaramanzia, la solita dose di umiltà e la risposta che mi aspettavo: “Non lo so, per adesso sono a Perugia e ci sto bene: un giorno chissà…”. Però io avevo letto il suo grande – comprensibile – desiderio. Avveratosi come d’incanto due anni dopo, complice la risaputa insurrezione delle ragazze: via Bonitta e dentro un altro allenatore. Breve consulto e a Carlo Magri devo riconoscere di fatto la scelta migliore (pur con qualche perplessità...), vestendo d’azzurro Massimo Bartolini, che pochi giorni prima avevo chiamato a commentare la finali del Grand Prix al microfono di Sky Sport. Era lui il personaggio giusto per raccogliere la pesante eredità di Bonitta, io non ne ho mai fatto mistero, né in pubblico né in privato. Del resto lo sapete che sono fatto così, dico sempre quello che penso (nel bene e nel male, con quello che ne consegue...). Ovviamente non mi attribuisco meriti di nessun tipo, non ho fatto di nulla: ma sono contento perché avevo visto giusto, e Massimo in poco tempo ha fatto miracoli.

TAI LA MAGICA. Bisogna riconoscere che giocare con o senza Tai Aguero fa una bella differenza: lei è indiscutibilmente la numero uno, semplicemente la migliore di tutte, la superstar in una squadra di campionesse che ha giocato con il cuore e con la mente un gigantesco Europeo, chiuso con percorso netto e due vittorie per 3-0 nelle sfide decisive: alla Russia in semifinale e alla Serbia in finale. Scusate se è poco. Un grandissimo risultato per la nostra pallavolo, a conferma della bontà di un movimento che sta sempre più parlando al femminile. Due le speranze che nascono spontanee: che la Federazione sappia mutuare al maschile quanto di buono ha fatto con le donne a livello di base e che adesso non si nascondano tutti i problemi dietro questo trionfo fantastico.

FELICITA’. Credo di interpretare la gioia di tutti quelli che amano il nostro bellissimo sport affermando che domenica 30 settembre è una giornata indimenticabile per la pallavolo italiana, un’altra tappa miliare per allargare sempre più la base. Un ringraziamento sincero a tutte le ragazze e allo staff tecnico che ha affiancato il mio amico Massimo Barbolini (a cominciare da Marco Bracci), del quale condivido questo momento di rara intensità emotiva. E un grazie di cuore a nome di Sky Sport all’Italia, visto che da giovedì sera le gesta delle ragazze potranno essere gustate in esclusiva ogni venerdì sera alle 21.00: una scommessa in pratica già vinta, che vivrà il succulento prologo giovedì sera in occasione della Supercoppa Italiana tra Perugia e Jesi di scena al Palalido di Milano (diretta Sky Sport 2 dalle ore 20.30, con tantissime novità).

P.S. Sempre in tema di nazionale: in settimana sapremo quale sarà il destino del ct maschile. Le ultimissime danno però in pole position Andrea Anastasi, fresco campione d’Europa con la Spagna, probabile protagonista di un clamoroso ritorno sulla panchina azzurra al posto di Gianpaolo Montali, che lo aveva sostituito dopo il Mondiale del 2002 (e al quale potrebbe essere stato fatale la candidatura alle primarie del Partito Democratico, addizionata ai risultati tutt’altro che esaltanti dell’Europeo in Russia e ai problemi con alcuni degli azzurri). La decisione finale verrà presa a ore, visto che il tempo stringe in vista dei tornei di qualificazione per l’Olimpiade di Pechino (dove l’Italia non può mancare assolutamente).

Buona pallavolo a tutti!
 
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