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26.07.2007 -
Riflessioni azzurre - di Lorenzo Dallari
E sette! Mentre l’Italia si lecca le ferite per la World League più deludente della sua storia, il Brasile festeggia l’ennesimo titolo. Conquistato con merito e con la consapevolezza di essere la squadra più forte del momento, senza dubbio alcuno: 3-1 alla Russia nella finale di Katowice, e via andare. Complimenti a Bernardinho e ai suoi fantastici ragazzi, oggi come ieri dominatori incontrastati delle scene pallavolistiche internazionali. Mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando a vincere – sempre – era l’Italia. Vabbe’, i tempi cambiano. E io spero di tornare a riassaporare quei momenti un dì…
RIFLESSIONI INEVITABILI. Credo che sia opportuno che Montali e gli azzurri meditino approfonditamente su quanto è successo in questa travagliata estate, per evitare gli errori commessi. Del resto "errare humanum est, perseverare…” con quanto segue. E io sono convinto che ai prossimi Europei abbiamo la potenzialità di fare bene salendo sul podio. Anzi, di lottare per l’oro, Russia permettendo. Speriamo che la fortuna assista un poco l’Italia non falcidiandola con gli infortuni che hanno caratterizzato questi ultimi tempi, e il risultato di rilievo può arrivare. No, deve arrivare, soprattutto in prospettiva olimpica (intendo in chiave qualificazione per il torneo a Cinque cerchi, tanto per intenderci). In questa ottica è vietato fare altri passi falsi.
AZZURRINI QUARTI. L’Italia di Gigi Schiavon ha solo sfiorato ma non assaporato la medaglia ai Mondiali juniores, vinti a Casablanca dal Brasile (ma và...), capace di piegare il finale la sorpresa Marocco per 3-1. Gli azzurrini hanno perso la finale per il bronzo 3-1 con l’Iran, forza emergente della pallavolo maschile. Un vero peccato nonchè l’ennesimo campanello d’allarme sul futuro del nostro volley: se le fanciulle abbinano la quantità alla qualità, per i fanciulli non si può certo dire altrettanto. Senza dimenticare che incombe un preoccupante vuoto generazionale che presto creerà grattacapi a go-go. Intanto godiamoci i premi andati a Matteo Martino quale miglior attaccante e realizzatore, e a Davide Saitta quale miglior palleggiatore.
I 20 ANNI DELLA LEGA MASCHILE. Giovedì mattina all'Arena del Sole di Bologna ci sarà la festa organizzata dalla Lega maschile per rievocare i suoi primi 20 anni di vita: un momento di rara intensità per rievocare i momenti più significativi insieme a tanti amici che hanno scritto le pagine più significative dello sport più bello del mondo. Sono molto felice dell’onore che mi è stato riservato, presentare questo evento così importante, e sono anche contento di poterlo fare insieme a Jacopo Volpi, con il quale mi sono scontrato a lungo per motivi di carattere televisivo. Una bella rimpatriata, cui avrebbe dovuto prender parte anche il presidentissimo della Fivb: Ruben Acosta però non ci sarà, bloccato a Losanna dal processo con l’ex dg Seppey. Un vero peccato.
SCOPPI ROMANI DI MERCATO. Leo Marshall è finalmente coronato il suo sogno, quello di trasferirsi a Roma. Tutti contenti: il presidente capitolino Massimo Mezzaroma che ha regalato un fuoriclasse al suo pubblico, il presidente piacnetino Guido Molinaroli che ha incassato un bell’assegnino, e il martello caraibico, cui è stato promesso di riabbracciare presto il papà. Una storia a lieto fine, insomma. Diversa la situazione relativa a Ivan Miljkovic, anche se la conclusione è stata la medesima: l’opposto serbo per oltre un mese non ha dato segni di vita alla Lube, e alla fine ha risolto il contratto con Macerata andando alla corte di Serniotti (che nella prossima stagione avrà a disposzione una squadra a dir poco fantastica!). E Fefè De Giorgi? Utilizzerà il neo acquisto Igor Omrcen da opposto in linea con Valerio Vermiglio: niente male davvero....
Buona pallavolo a tutti!
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16.07.2007 -
Lollo, semplicemente grazie - di Lorenzo Dallari
LOLLO, SEMPLICEMENTE GRAZIE
Queste righe sono dedicate a un amico che mi ha sorpreso chiudendo una carriera che non si può che definire formidabile, senza rischiare di sconfinare nel campo della banalità. E’ un amico che conosco da più di vent’anni, da quando lavoravo nella tv modenese Antenna 1 e lui arrivò da Padova con un carico di belle speranze: me lo presentarono come il palleggiatore della nazionale del futuro, è diventato il più forte schiacciatore del mondo, meritandosi semplicemente il riconoscimento quale miglior giocatore del secolo scorso. Mica brustoline, insomma. Sto parlando di Lorenzo Bernardi, fisico statuario, grande tecnica e capacità di interpretare tutti i fondamentali come da manuale, vincitore di tutto quanto era possibile con la nazionale e con i club di cui ha onorato i colori, Olimpiade esclusa. Questa però è un’altra storia. Quella che vi voglia riassumere è quella di un ragazzo che è diventato uomo bruciando le tappe e conquistando allori, affinandosi con la mania del perfezionista e dimostrando “killer instinct” come raramente ho visto su un campo di pallavolo nella mia vita. Un tipo tosto senza ombra di dubbio, che ha saputo esaltarsi nei momenti di difficoltà e ha trovato energie insospettabili pure contro il pubblico che di volta si è divertito a beccarlo, uscendo però alla fine scornato da giocate magistrali e dai tanti punti decisivi che tante delusioni hanno regalato agli avversari. Non dimenticherò mai il suo primo scudetto da titolare – giovanissimo – con la maglia della Panini Modena, né la sua corsa sul seggiolone dell’arbitro al Mondiale di Rio de Janeiro, dopo l’ultimo punto messo a segno nella finale iridata contro Cuba. Così come del resto non dimenticherò mai i tanti momenti vissuti insieme anche se in ruoli ovviamente diversi, con la certezza di avere di fronte una persona vera, che non ha mai avuto paura a esternare quello che pensava. Proprio come piace a me, nonostante questo possa creare qualche problema. Credevo avrebbe resistito un’altra stagione tra i grandi del volley, per cercare di essere ancora “primus inter pares”, e non solo perché aveva un altro anno di contratto con Montichiari. Ne avevamo anche parlato di recente, mi aveva manifestato le sue perplessità, il suo desiderio di stringere ancora i denti, pur pensando al momento dell’addio (che gli ho promesso saprò testimoniare come merita un campione di questo calibro, e lo faccio adesso pubblicamente con piacere). Invece mi ha stupito, come diverse altre volte ha fatto in passato, con dichiarazioni e prese di posizione che tanto hanno fatto discutere (alcune clamorose come quella che ne comportò l’esclusione dalla rosa Sisley durante la finale scudetto poi persa con Modena nel 2002, oppure la causa intentata alla Federazione dopo l'infortunio olimpico): ha deciso di chiudere con la serie A1, anche se giocherà ancora, in serie B, nella sua Trento. Devo dirvi che Lollo mi mancherà e non poco. E mi viene un po’ il magone se penso che ha quasi 40 anni e che si chiude un’altra parentesi importante della nostra esistenza… Devo dirvi che Lollo ci mancherà, a tutti noi che amiamo questo sport meraviglioso, che Mister Secolo ha saputo interpretare come pochi nella storia. E voi tutti – fedeli frequentatori di queste pagine on line - sapete che non sto esagerando. Mi spiace pensare di non potere più commentare le sue giocate magiche, ve lo dico dal profondo del cuore, e sono certo che mancherà a tutti i tifosi italiani e a tutti gli appasionati di Sky Sport. Sempre che non decida di cambiare ruolo: la porta per i miei amici è sempre aperta, e Lollo è tra questi. Sono tanti anni che faccio questo lavoro, ho visto migliaia di giocatori all’opera, in Italia, in Europa, nel Mondo, ma Lorenzo Bernardi è uno di quelli che più di tutti mi ha fatto emozionare ed entusiasmare. Diciamo che è nella top five, e che gli altri quattro sono dei fuoriclasse assoluti. Lollo, basta. E grazie, davvero, per tutto quello che hai saputo regalare a me a quelli cui hai elargito con ontinuità pallavolo d’autore in vent’anni indimenticabili. Sei stato un mito, e te lo dico guardandoti negli occhi.
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09.07.2007 -
Volley che piange e volley che ride - di Lorenzo Dallari
Innanzi tutto vi chiedo scusa per aver interrotto da un po’ il dialogo con voi. Sto però vivendo un periodo di rara intensità a Sky Sport, e non ho neanche il tempo di respirare (lancio della Formula 1 e riassetto della programmazione futura, tra cui ovviamente il volley). Non mi sono comunque dimenticato di voi: pertanto, eccomi qui.
ITALVOLLEY CHE PIANGE. Gli azzurri sono andati male, ed è quasi un eufemismo, nella World League. Anzi, dovrei dire: sono andati male ancora una volta nella World League. Era già successo sia lo scorso anno che due anni fa, con il fallimento dell’obiettivo final four (salvato 12 mesi addietro dalla wild card della Fivb). Ok, ci sono stati – more solito – tanti infortuni (Mastrangelo, Fei, Cernic, Semenzato). Ok, sono stai lanciati alcuni giovani (Mattera in regia). Però non è ammissibile una sequenza tale di sconfitte, contro avversarie tutt’altro che irresistibili, come il Giappone. E’ obbligatorio meditare su quanto è accaduto fino ad oggi, perché avanti così la nazionale non può andare, mi sembra evidente. A settembre ci saranno gli Europei in Russia (difficili assai), ma non bisogna dimenticare che si deve già lavorare in proiezione Pechino: verrà recuperato Valerio Vermiglio, eloquente nel lanciare messaggi non criptati al ct Montali come ha fatto del resto anche Giacomo Sintini? Staremo a vedere. Ma proseguendo in questa direzione non credo si andrà tanto lontano.
ITALVOLLEY CHE SORRIDE. Le azzurre hanno appena iniziato il collegiale ad Alassio in vista del Grand Prix, ma intanto il ct Barbolini ha già centrato il primo successo dell’estate: Tai Aguero, la fuoriclasse cubana da diversi anni protagonista del nostro campionato, ha accettato di vestire la maglia dell’Italia e rinforzerà non poco la nostra selezione. Non mi stupisce e mi riempie di gioia. In attesa di vedere d’azzurro vestito anche Leo Marshall, visto che mi ha confessato di essere pronto per il grande salto: cosa stiamo aspettando?
MARTINO SI’, MARTINO NO. Il giovane talento piemontese, neo-acquisto di Roma, ha saltato l’ultimo test pre-mondiale degli azzurrini per giocare in Campania con la nazionale maggiore. Mi dicono che Gigi Schiavon e Luca Cantagalli avrebbero preferito averlo con loro, e credo che questa ipotesi sia veritiera. Forse forse, visto anche come è andata a Napoli e ad Avellino contro gli Stati Uniti, sarebbe anche stato meglio… Comunque, in bocca al lupo all’Italia di oggi e di domani, visto che il nostro futuro non lo vedo proprio luminosissimo a livello maschile.
LA FESTA DELLA LEGA MASCHILE. Giovedì 19 luglio la Lega maschile festeggerà a Bologna i suoi 20 anni di vita. Sarà un serata piena di ricordi, di emozioni e di sorrisi, che consentirà a tanti amici di ritrovarsi e di riabbracciarsi. Ringrazio pubblicamente il presidente Diego Mosna e l’amministratore delegato Massimo Righi per avermi riservato l’onore di condurre una serata che sono certo mi riempirà il cuore e la mente di sensazioni uniche.
I NUMERI DELLA LEGA FEMMINILE. Si è conclusa la stagione delle donne che ha regalato risultati altisonanti in quanto a pubblico, gradimenti e visite internet. Lo ha sottolineato il presidente Mauro Fabris insieme al direttore generale Massimo Morelli, proiettando il movimento alla prossima stagione (cosa farà la tv, si chiedono tutti? Io la risposta non ve la do…). Attenzione però agli attacchi degli altri paesi, più ricchi ed aggressivi (Russia, Turchia, Spagna) che ci stanno portando via un mucchio di campionesse, impoverendo il nostro campionato di punta: occorre non solo vigilare, ma passare al contrattacco con maggiori risorse in termini economici nonché umani, facendo crescere le nostre giovani.
MERCATO PAZZERELLO. Volley-mercato di rara intensità, soprattutto al capitolo palleggiatori. All’appello manca solo Sottile, in attesa di adeguata sistemazione. A questo punto giunti i principali punti interrogativi riguardano due giocatori che ruotano intorno a Roma: Leo Marshall e Ivan Miljkovic. Il funambolico martello caraibico andrebbe volentieri nella capitale anche perché la società della capitale gli ha promesso che lo farà raggiungere dal padre (e anche il presidente piacentino Guido Molinaroli non disdegna l’idea visto che incasserebbe un bel milioncino di eurini), il super opposto serbo non ha accettato il prolungamento del contratto offertogli dalla Lube e ha già manifestato il desiderio di lasciare Macerata: è all’ultimo anno di contratto, e se la società biancorossa non lo accontenta adesso, rischia di perderlo nella prossima stagione a parametro zero. Un bel problema, non c’è che dire.
GRAZIE DI CUORE. Voglio ringraziare i tantissimi appassionati di volley che leggono ogni giorno questo sito, anche i super-frequentatori della Polonia, del Brasile e della Russia. Siete più che raddoppiati nel giro di pochi mesi. Un dato fantastico che inorgoglisce me e le persone che lavorano ogni giorno per rendere sempre più accattivante “dallarivolley.com”.
Buona pallavolo a tutti!
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03.07.2007 -
Pensieri in libertà - di Lorenzo Dallari
PRIMO, LEGA BASKET-SKY SPORT. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno manifestato affetto e amicizia dopo aver letto le mie ultime riflessioni, nelle quali vi ho spiegato i motivi che mi hanno indotto a rifiutare l’opportunità di diventare Direttore Generale della Lega basket e di restare a Sky Sport: se avevo ancora qualche dubbio, ha lasciato il posto alla certezza che ho deciso nel migliore dei modi, perché questo è il mio piccolo-grande mondo. Al quale voglio bene e che, l’ho capito, mi vuole bene.
SECONDO, GIOVANARDI. Senza dubbio il personaggio dell’anno è il vulcanico patron della pallavolo sassolese-milanese. Claudio Giovanardi ha archiviato la stagione con un poker fantastico, festeggiando la Coppa Italia di A2 e la promozione in A1 sia con la Sparkling Milano in campo maschile che con la Kerakoll Sassuolo in campo femminile. Un’impresa formidabile, quasi impossibile da imitare, che conferma la bontà delle tante idee che hanno portato a un doppio, eccellente risultato. Il bello forse viene adesso, con nuove sfide, ma l’impresa merita applausi a scena aperta.
TERZO, NAZIONALE COSI’ COSI’. Gli azzurri continuano ad alternare qualche raro buon risultato a qualche preoccupante battuta d’arresto in World League, come confermano gli stop con il Giappone e gli Stati Uniti (con la sola attenuante di qualche infortunio di troppo, vedi Cernic, Mastrangelo e Farina). Urge una riflessione in tempi rapidi, per evitare di arrivare alla discussa situazione della passata estate. E’ vero, oggi la realtà è assai diversa, ma è sempre meglio prevenire che curare, l’esperienza deve pur insegnare qualcosa… Intanto anche la copertura Rai – mi spiace dirlo – non mi pare sinceramente delle migliori: in tanti mi chiamano invocando un ritorno di Sky al seguito della nazionale maggiore, ma per il momento non se ne parla neanche: il ricordo delle ultime due stagioni, deludenti assai, è ancora troppo vivo. Un giorno, chissà… la vita è fatta di corsi e ricorsi, ma per adesso nisba.
QUARTO, GRANDE PERUGIA. La Despar ha festeggiato il suo terzo scudetto battendo in finale Jesi senza troppi problemi. L’ennesimo capolavoro della società capeggiata dal vecchio saggio Carlo Iacone e del mio vecchio amico Massimo Barbolini, un grande allenatore che conosco fin da quando debuttò giovanissimo al fianco di Julio Velasco sulla panchina di Modena a metà degli Anni 80 (al suo quinto scudetto personale, se aggiungiamo anche i due vinti a Matera). Complimenti sinceri, da parte di tutti quelli che amano questo sport. E complimenti ai dirigenti, che hanno scelto con coraggio di affidare in futuro la guida tecnica della squadra umbra a Emanuele Sbano, vice del ct azzurro. Nel segno della continuità.
QUINTO, BRAVA CUNEO. La Piemonte Volley continua a fare incetta di trofei giovanili: anche domenica ha vinto a Cervia il titolo Under 18 piegando in finale 3-2 Macerata. A Cuneo lavorano bene come pochi con i giovani, virtù sempre più rara, e i risultati si vedono anche nell’attività di vertice: la società presieduta da Valter Lannutti, oltre a Martino, a Parodi e Rosso, ad esempio ha dato i natali pallavolistici a tutti i palleggiatori più futuribili d’Italia, da Coscione (appena andato a Roma) a Sottile e Mattera. Senza ovviamente dimenticare quel Gonzales che il prossimo anno sarà titolare nel sestetto di Silvano Prandi.
SESTO, MARSHALL ROMANO. A proposito di cubani. Domenica sono andato a una rimpatriata tra amici, organizzata a Mantova in occasione del Trofeo Sigla.Com di beach volley. C’erano tanti giocatori caraibici, tra i quali gli ultimi fuggitivi Poey e Portuondo (che si sono trasferiti a Milano, dove lavorano in un negozio in attesa di trovare una sistemazione forse alla Sparkling). C’era Gonzales, c’era Gato (che sta meglio e ha deciso di restare a Verona per un debito di riconoscenza), c’era Salas e c’era Leo Marshall, che ha ammesso di voler andare a Roma. Il motivo? La società capitolina gli ha promesso che farà arrivare in Italia il padre, ex campione che saltava come il figlio ed ex presidente della Federazione del suo Paese. Glielo auguriamo perché ne comprendiamo il dramma. E se lo augura da un certo punto di vista anche il presidente di Piacenza Guido Molinaroli, che incasserebbe un bel milioncino di euri per la sua cessione.
SETTIMO, VIVA LA TALPA. Sperimentata con successo a Volley Land (per l’esattezza alla sfida tra Milano e Isernia), perfezionata ulteriormente e confermatasi affidabile alle finali della Junior League di Sestola, nella prossima stagione vedremo all’opera stabilmente sui campi di serie A la tecnologia messa a punto dall’Università di Bologna che consentirà di comprendere se la palla vicina alle righe è dentro o fuori. La Lega maschile si dice tranquilla della veridicità di questa applicazione, e noi di Sky Sport siamo più che felici di poter contare su uno strumento tecnologico che aiuterà le decisioni arbitrali e la comprensione dei telespettatori.
OTTAVO, GRAZIE A TUTTI VOI. Vi devo sinceramente ringraziare per la simpatia con la quale ci seguite giorno dopo giorno. Ve l’ho manifestata altre volte e mi ripeto. Voglio però abbracciarvi tutti perché siete aumentati a dismisura, anzi raddoppiati dallo scorso mese di giugno. Sono dati che inorgogliscono me e chi mi aiuta a tenere aggiornato questo sito (persone fantastiche, increbidilmente appassionate di pallavolo) e che confermano la bontà della strada intrapresa: tante news, belle foto (grazie soprattutto a Fiorenzo Galbiati), e notizie in anteprima, sia del panorama italiano che internazionale. Un ringraziamento particolare va a quanti apprezzano le mie riflessioni, che ormai sapete sono tanto estemporanee quanto sincere. E una scusa la riservo invece a tutti quelli che vorrebbe scriverci mail ma non trovano l’indirizzo: non esiste, portate pazienza. Un giorno chissà…
Buona pallavolo a tutti!
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19.06.2007 -
Volley, amore mio - di Lorenzo Dallari
Come vi avevo promesso la volta scorsa in questo dialogo a puntate che condivido piacevolmente con voi, sono qui a spiegarvi i motivi che mi hanno indotto a rifiutare l’opportunità di diventare Direttore Generale della Lega basket e di restare a Sky Sport, dove sto peraltro molto bene. E dove il prossimo anno vivremo insieme un campionato bellissimo, con una programmazione che abbinerà qualità a quantità.
STUPORE. Devo ammettere che la proposta mi ha prima stupito e poi inorgoglito. Per due motivi: il primo è che mi veniva da un ambiente che non è propriamente quello nel quale sono nato e cresciuto, anche se all’inizio della mia carriera ho fatto tante telecronache di basket (le primissime coincisero con la promozione in serie A2 delle Cantine Riunite Reggio Emilia, correva la stagione 1981-1982…) e oggi nella veste di responsabile degli sport non calcistici a Sky Sport mi occupo ovviamente anche della palla a spicchi. Il secondo motivo è più specificamente professionale: non sono stato raccomandato da qualcuno, sono stato selezionato da una autorevole società di “cacciatori di teste”, che ha intervistato più di venti manager italiani, prettamente non di matrice sportiva. Ebbene, nonostante il livello eccelso di molti di questi (amministratori delegati o direttori generali di molte delle società più prestigiose d’Italia, da Natuzzi Divani a Maserati, da Adecco a Adidas, tanto per citarne alcuni) ho superato non solo il primo barrage che ha ridotto il numero a 5, ma pure il secondo che l’ha ulteriormente limato a 3. Devo riconoscere che ne sono fiero…
TESTIMONIANZE D’AFFETTO. Nel frattempo si è sparsa la voce nel mondo dello sport e del volley in particolare, e qualche amico vero mi ha riservato parole toccanti e al limite della commozione, che mi invitavano a non andarmene. Ovviamente non li cito pubblicamente, ma li ringrazio dal profondo del cuore, da dove è venuta la mia decisione. Le loro parole sono state molto importanti, e mi hanno fatto riflettere molto.
TESTIMONIANZE DI STIMA. Contemporaneamente mi sono giunte molte telefonate da persone che contano - e molto - nel mondo dello sport, dell’imprenditoria e della politica. Tutte animate dall’intenzione di farmi accettare l’incarico perché ero la persona giusta. Ringrazio anche loro, nonostante non abbia seguito i loro consigli… La vita però va avanti, e domani ci potrebbero essere nuove occasioni per incrociare le nostre strade.
INCARICO PRESTIGIOSO. Devo riconoscere che il ruolo sarebbe stato molto stimolante, in quando - bisogna ammetterlo - il basket ha ancora una grande potenziale inesploso e io forse qualcosa avrei saputo fare, soprattutto nel campo della comunicazione, della tv e del marketing. Però devo ammettere che - a parte il dovere cambiare la matrice del mio lavoro - mi ha spaventato la situazione di litigiosità che da tempo caratterizza il movimento di vertice della serie A: l’ho detto ai presidenti, consigliando loro di concentrare le forse e le idee per il bene comune e non per mettere in piazza i loro problemi. Mi auguro che ne facciano buon uso (lo stesso vale per i presidenti del volley, sia ben chiaro, ne approfitto per ricordarlo pure a loro…).
LA GRANDE DECISIONE. Due giorni prima della nomina, con la rosa ristretta a due (out il presidente di Adecco Italia, mica uno qualunque!) ho deciso di rinunciare comunicandolo per iscritto e chi di dovere. Ho così spianato la strada a Umberto Pieraccioni, a.d. di Adidas Italia che inizierà a lavorare a breve, e sono restato - con mio sommo gaudio - a Sky, azienda dove sono cresciuto e dove in molti, dai vertici ai colleghi che dividono con me la quotidianità, mi hanno riservato parole e atteggiamenti che mi hanno fatto comprendere la bontà della mia scelta.
NON SOLO SOLDI. Voglio sottolineare che sono sinceramente contento (nonostante ci abbia riflettuto a lungo, devo ammetterlo) e che non ho deciso di certo per i soldi, visto che alla Lega basket avrei guadagnato quanto Giba in Russia… Sì, avete capito bene! Il vil denaro però non è tutto nella vita, sono troppo maturo ormai per non averlo capito: non ho mai fatto scelte per qualche lira in più quando ero decisamente più giovane, figuriamoci se l’avrei fatta oggi. Preferisco la qualità della vita e degli affetti a uno stipendio più corposo, sono fatto così e non cambierò mai.
LA PASSIONE PER IL VOLLEY. E poi come avrei fatto senza la mia amata pallavolo, come avrei fatto senza di voi? No, questo è l’alveo naturale nel quale è sempre scorsa la mia vita e qui è giusto che resti. Con qualche problema, inevitabile, ma anche con tanti amici di vecchia data con i quali per me è troppo importante condividere sensazioni, delusioni e soddisfazioni. Sì, questa è davvero casa mia, sono uno di voi e lo sarò per sempre.
RICONOSCENZA. Io alla pallavolo devo molto, ho avuto molto da questo bellissimo sport e non mi sentivo di tradirlo. Ho puntato sul volley più di vent’anni fa - quando era un fenomeno circoscritto all’Emilia e poco più in là - e oggi posso dire di aver fatto la scelta migliore che potessi fare. Mi sono tolto mille soddisfazioni, non solo professionali: ho fatto più di 1.300 telecronache, ho ideato trasmissioni, ho diretto una rivista per 10 anni, scrivo libri e da due anni ho dato vita a questo sito insieme agli amici di Sigla.com. Imparando sul campo tutto quello che so e cogliendo gli attimi fuggenti per rivestire ruoli di responsabilità nella migliore tv che ci sia a fare sport. Come potevo dimenticare tutto questo? Impossibile. Sono felice e sono certo che nella strada che percorreremo insieme in futuro ci toglieremo ancora tantissime soddisfazioni.
Buona pallavolo a tutti!
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11.06.2007 -
Chi va e chi resta - di Lorenzo Dallari
Estate, tempo di volley mercato e di tante chiacchiere a ruota libera, come sempre. Partiamo dunque…
CHI VA E CHI RESTA. Le prime manovre riguardano i liberi, ruolo sempre più importante nella pallavolo moderna: Rinaldi a Modena, Manià (sorpresa dei play off) a Montichiari, Messana a Latina, Latelli a Taranto, Vicni a Milano. Palleggiatori: Sintini – neo-sposo - è sulla via di ritorno a Perugia, Vermiglio dovrebbe rimpiazzarlo a Macerata. Latina pensa al cubano Gonzales, Treviso al francese Pujol (con Bonifante vice), Montichiari all’egiziano Ahmed, E Meoni? Ha chiuso il suo rapporto con Trento (che prenderà il bulgaro Zhekov o Nikola Grbic) e ha trattative con Roma, Macerata e Piacenza, dove alla fine andrà, secondo me. Opposti: Trento ha acquistato il bulgaro Nokolov, Milano ha preso il promettente Perazzolo, Piacenza il polacco Gromadowski, Modena il brasiliano Andrè Nascimento. Roma sta continuando a tentare Ivan Miljkovic, che ha l'ultimo anno di contartto con la Lube e non vuole prolungare l'accordo in essere. Martelli: Franz Granvorka è andato a Piacenza, Samica a Milano (che ha Andrea Gardini nuovo ds e insegue Priddy e Veres, nel mirino pure di Perugia). Swiderski è vicino a Macerata, Dennis a Modena, Vujevic a Latina. Adesso attendiamo l’ufficializzazione del trasferimento di Leo Marshall a Roma, dove continuano a inseguire Ivan Miljkovic. Senza dimenticare le sirene modenesi che stanno tentando a più non posso Samuele Papi… Per chiudere i centrali: Felizardo è andato a Cuneo, Piscopo a Trento, Huebner a Treviso, Omrcen e Lebl a Macerata, Tencati a Modena, Cavallini a Cavriago, Nemec a Perugia; Cardona interessa a Trento, Riad a Taranto, André Heller a Modena (dove Giuliano Grani è il nuovo presidente al posto di Antonio Barone).
IL QUADRO COMPLETO DELLE PANCHINE. Sei le novità, con due stranieri: Andrea Giani neo-allenatore di Modena, Pupo Dall’Olio di Perugia, Angelo Lorenzetti di Piacenza, Bruno Bagnoli a Padova, il brasiliano Renan Dal Zotto a Treviso (con Totolo vice), il bulgaro Stoychev a Trento. Devo ammettere che queste mosse ve le avevamo anticipate tutte (ma se no, cosa ci stiamo a fare?). Le otto conferme riguardano: Velasco a Montichiari, Ricci a Milano, De Giorgi a Macerata, Di Pinto a Taranto, Giulinelli a Latina, Prandi a Cuneo, Serniotti a Roma, Giuliani alla neo-promossa Corigliano (che farà la serie A1 nonostante le offerte di cedere il titolo giunte da Torino). Tra le donne, Fenoglio ha sostituito Giudetti a Chieri, sostituito a sua volta a Bergamo da Micelli.
TITOLI CHE VANNO E VENGONO. Ostia, appena conquistata la promozione in serie A2, ha ceduto il titolo a Catania, dove allenerà il mitico Hugo Conte. Ok, esiste ancora qualche zona d’ombra sull’interpretazione delle direttive del Coni in tema a questo proposito, ma essendo ancora a livello di “suggerimento alle singole Federazioni” io credo che alla fine si farà tutto senza problemi. La Sicilia ritrova dunque la pallavolo di alto livello: era ora, e non solo perché stiamo parlando di una terra che ha il cuore pulsante per questo bellissimo sport. In campo femminile Padova chiude l’avventura in A1 e Piacenza sta per comprare il titolo: la Lupa Copra, non la Rebecchi, la precisazione è dovuta. E così il presidente Molinaroli sta per fare il bis uomini-donne.
FINALE INEDITA. E sempre in tema di fanciulle, sta per prendere il via la prima sfida scudetto tra Perugia e Jesi: Massimo Barbolini, che ha eliminato Novara, vuole lasciare l’Umbria con l’ennesima soddisfazione personale prima di dedicarsi esclusivamente alla nazionale, Marcello Abbondanza, dopo aver fatto lo scherzetto a Pesaro, sogna di regalare il primo tricolore alla città della scherma.
RIGHI NIENTE FIVB. Alla fine è andata come avevamo previsto: Massimo Righi ha risposto no all’offerta della Federazione Internazionale e resta alla Lega maschile. Sono contento per il nostro movimento, che necessita di una guida intelligente e capace, anche se comprendo il significato di una rinuncia a un’opportunità così importante.
ENTUSIASMO AZZURRO. Ancora una volta la nazionale maschile conferma di rappresentare un fenomeno a se stante: tutto esaurito al Nelson Mandela Forum di Firenze per la prima della World League, quasi 7.000 tifosi a Livorno. Continuo a stupirmi per l’effetto catalizzante che riesce sempre a svolgere l’Italia, indipendentemente da chi ci gioca. Un fenomeno già sviscerato, ma meritevole di nuovi studi sociologici e non solo sportivi…
Buona pallavolo a tutti!
Ps La prossima volta vi spiegherò i motivi che mi hanno indotto a rifiutare la ghiotta opportunità di diventare Direttore Generale della Lega basket e di restare dove sono, a Sky Sport, nonchè - ovviamente - in vostra compagnia.
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04.06.2007 -
I movimenti delle panchine - di Lorenzo Dallari
Archiviato il campionato maschile con il nono scudetto di Treviso, è arrivata anche la conferma dell’arrivo sulla panchina orogranata di Renan Dal Zotto, come da noi peraltro abbondantemente preannunciato. E adesso il volley mercato sta entrando nel vivo, gli azzurri sono pronti per iniziare la loro avventura nella World League e i play off femminili sono alla vigilia della finale scudetto.
PANCHINE ROVENTI. Le due finaliste hanno cambiato allenatore: il brasiliano Renan - stella indimenticabile per chi come me ha avuto la fortuna di vederlo tante volte in campo - ha risolto il contratto con il Cimed Florianopolis (dove è andato Radames Lattari) e ha firmato un triennale con la Sisley sostituendo Daniele Bagnoli, mentre Pupo Dall’Olio ha chiuso un biennale con Perugia. Al suo posto arriverà sulla panchina della Copra Piacenza il marchigiano Angelo Lorenzetti, sostituito a sua volta a Verona da Emanuele Zanini. Il bulgaro Stoychev è approdato a Trento con Busato vice, Bruno Bagnoli ha firmato per Padova e Andrea Giani per Modena (un triennale). Il volto della massima serie sta dunque definendosi, visto che Taranto, Cuneo, Macerata, Roma, Milano, Montichiari e Latina hanno confermato Di Pinto, Prandi, De Giorgi, Serniotti, Ricci, Velasco e Gulinelli (che dopo tanti tentennamenti ha siglato un triennale con la nuova proprietà).
COMPLIMENTI ALLA CALABRIA. Manca all’appello solo Corigliano, cui va un plauso sincero per la fantastica annata conclusa con la promozione in serie A1. La Famigliulo ha chiuso in due sole partite di finale festeggiando a Santa Croce un risultato tanto insperato quanto meritato. E adesso il presidente Policastri ha lanciato un azionariato popolare per trovare le risorse necessarie per la stagione dei sogni, appellandosi anche all’amicizia con Gennaro Gattuso, il cittadino più famoso di una città letteralmente impazzita per la sua squadra di pallavolo. Qualcuno ipotizzava la cessione del titolo a Torino, anzi le trattative erano già state avviate: poi questa ubriacatura di gioia ha annullato tutto, con la ferma determinazione di tentare l’avventura tra le grandi del volley italiano. La Calabria, che pochi giorni fa ha pianto per la retrocessione in A2 di Vibo Valentia, sorride grazie ai ragazzi di Alberto Giuliani, allenatore dell’anno.
AZZURRI PRONTI AL DEBUTTO. L’Italia sta per tuffarsi nella World League con una squadra ringiovanita e rinnovata, intelaiatura del gruppo che cercherà poi di difendere il titolo europeo alla prossima rassegna di carattere continentale che a settembre andrà in scena a Mosca. In bocca la lupo agli azzurri e al ct Montali, attesi da un’estate ricca di impegni ma anche di stimoli: hanno l’obbligo di far dimenticare i risultati amari del 2006 e soprattutto il clima di tensione che era creato soprattutto nel periodo pre-mondiale. Facendo tesoro degli errori commessi.
JESI PRIMA FINALISTA. La squadra di Abbondanza ha centrato la prima finale scudetto della sua storia eliminando in tre sole partite Pesaro: al sestetto di Zé Roberto non è stato possibile arginare la veemenza delle jesine (che hanno confermato il contratto alla Togut per altri due anni). Il volley rosa volta dunque pagina, in attesa di conoscere il nome della sfidante: Perugia è avanti 2-1 nei confronti di Novara, che sta vendendo cara la pelle e mercoledì sera cercherà di pareggiare la serie.
CUBANI IN FUGA. Chiudo con l’ennesima fuga di giocatori cubani. Questa volta si tratta di Poey e Yasser Portuondo, arrivati in Italia per chiedere asilo politico. La storia è ben nota e si ripete ancora una volta, inducendo a riflessioni fin troppo ovvie: ma perché non li mettono in condizione di restare nella loro meravigliosa terra caraibica? Non sta a noi dare le risposte, ma parlando più volte dell’argomento con i ragazzi che li hanno preceduti in questo viaggio senza ritorno non mi sembrano poi così difficili… Spero che possano trovare in fretta una sistemazione, come in passato l’hanno trovata Osvaldo e Ihosvany Hernandez, Dennis, Marshall, Gato, Romero e poi Gonzales, futuro palleggiatore di Latina. Forse li accoglierà Claudio Giovanardi a Milano, in attesa che possano anche giocare nel nostro campionato. Provo un misto di ammirazione per il coraggio dimostrato e anche di tristezza per quello che sono stati costretti a fare. Li abbraccio forte e do loro il benvenuto in un Paese che continua a dimostrare sensibilità e apertura da additare ad esempio nel mondo.
Buona pallavolo a tutti!
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28.05.2007 -
Treviso nella storia del volley - di Lorenzo Dallari
“Meglio non poteva finire questa avventura, si è vista la miglior Sisley della stagione, una squadra stratosferica. Abbiamo vinto lo scudetto meritandolo e sono pronto a tuffarmi con entusiasmo nella mia nuova esperienza a Mosca”. Queste le parole di un comprensibilmente entusiasta Daniele Bagnoli pochi minuti dopo la conquista dello scudetto numero nove della Sisley Treviso, il suo ottavo titolo tricolore personale che lo ha messo in cima alla lista degli allenatori plurititolati insieme al mitico Franco Anderlini. Complimenti sinceri, a dir poco strameritati, alla squadra forse più bella vista negli ultimi vent'anni.
DOMINIO OROGRANATA. Treviso ha chiuso i play off con un percorso netto, senza mai steccare, confermando la terribile forza d’urto di un gruppo che ha chiuso un ciclo forse irripetibile: 4 scudetti negli ultimi cinque campionati, con un solo ritocco/rinforzo, quel fenomeno di Gustavo chiamato ad affiancare Vermiglio, Fei (sempre più terminale decisivo), Cisolla (7 scudetti personali, non male il pupillo trevigiano!), Papi (6 scudetti per capitano mostre, ormai chirurgico nell’incidenza sul match), Tencati e Farina, premiato giustamente quale miglior giocatore della serie finale: sono molto contento per lui, e non solo perché lo conosco da quando era bambino. Sono contento perché il riconoscimento è andato a un libero, ruolo per me importantissimo ma spesso sottovalutato, e poi perché “Faio” è uno speciale (è il miglior difensore al mondo, e non esagero), cui manca solo la giusta consacrazione in nazionale (arriverà, arriverà presto, stai tranquillo…). La Sisley ha giocato con l’emozione nel cuore e con la determinazione nella mente, anche per cancellare la delusione patita lo scorso anno contro Macerata, e nella prova della verità ha confermato di essere la più forte, festeggiando il trofeo numero 31 della sua storia davanti al suo pubblico in un’atmosfera diversa da tutte le altre, molto più partecipata, molto più vera, con lacrime sincere, anche del presidente Giorgio Buzzavo (di solito glaciale, ma questa volta scioltosi dopo momenti terribili vissuti per le note vicende cestistiche che hanno coinvolto la Benetton).
ECCEZIONALE CO-PROTAGONISTA. Standing-ovation anche per Piacenza, che ha vissuto grandi play off e ha onorato una splendida finale, intesissima in quanto a spettacolarità, coinvolgimento e passioni scatenate. La Copra Berni ha sciupato la grande occasione nel terzo set della prima sfida del Palaverde e nella seconda partita del Palabanca, poi come sempre ho visto da quando seguo la pallavolo (solo 25 anni… tempus fugit) nel terzo atto tricolore non ha tenuto né mentalmente né fisicamente. Applausi comunque anche alla squadra di Pupo Dall’Olio, forte di splendide individualità ma condizionata da soluzioni tattiche troppo limitate: sì, perché la rete occorre sfruttarla per nove metri, per mantenere vivo il proprio attacco e anche per eludere il muro avversario, e questo non sempre Nikola Gbric ha potuto farlo, pagando poi inevitabilmente pegno. Questi comunque sono particolari oggi insignificanti. Quello che conta per Piacenza è che il prossimo anno sarà portacolori della nostra pallavolo in Champions League insieme a Treviso e a Cuneo. Con chi in panchina non è ancora dato sapere, anche se si profila l’addio al mio caro amico Pupo Dall’Olio (che ho avuto il privilegio di avere la mio microfono nel dopo partita e che ringrazio sentitamente per le belle parole che ha riservato alla fantastica squadra di Sky Volley di cui mi onoro di essere l’allenatore!): al suo posto potrebbe arrivare Angelo Lorenzetti. E con lui non è da escludere l’arrivo del talento bulgaro Matey Kazijsky, che ha già comunicato alla Dinamo Mosca di non intendere rispettare il terzo anno di contratto.
TEMPI DI ADDII. E’ stata una partita speciale quella che ha chiuso la tredicesima finale vissuta da Treviso nelle ultime quattordici stagioni. E’ stata speciale anche perché oltre all’addio di Bagnoli c’è stato anche quello di Valerio Vermiglio, che ha detto in diretta su Sky di non rientrare nei piani futuri della società e se ne è andato dal Palaverde con la targhetta del suo nome affissa nello spogliatoio (al suo posto Marco Meoni o il francese Pujol): voglio dire pubblicamente quello che gli ho detto ieri sera a quattr’occhi. E’ il miglior palleggiatore italiano, ha giocato una finale al limite della perfezione anche dal punto di vista dell’atteggiamento e di questo mi complimento. Lui sa – come voi – che dico sempre quello che penso. Dove andrà non è ancora dato saperlo: lui sogna Mosca insieme a Bagnoli e al suo staff (Piazza e Guazzaloca), ma potrebbe anche finire a Macerata o a Roma. Già, la capitale, destinazione probabile di Leo Marshall, come lui stesso ha ammesso in diretta tv. Insomma, è stata una serata frizzantina, anche per la faccenda del nuovo allenatore che andrà nella Marca: Stelian Moculescu era andato a Treviso per firmare il contratto quando è stato raggiunto da una telefonata che gli ha comunicato problemi personali che lo hanno indotto a desistere. Adesso il candidato numero uno è Renan Dal Zotto, che però deve risolvere in fretta il contratto con il Cimed Florianopolis. Ah, dimenticavo Luca Tencati: sta per lasciare Treviso per Modena, almeno stando al tam tam di radio volley, sostituto dal tedesco Stefan Hubner. Bruno Da Re sa quello che deve fare, non ha certo bisogno dei miei consigli: sono i fatti a dimostrare che ha dato anima e cuore alla società meglio strutturata e più lungimirante d’Italia. So che non si offenderà nessuno per queste mie parole, perché tutti sanno che è così. E i risultati lo dimostrano: 9 scudetti, 5 Coppe Italia (anche quella di quest’anno, vinta con Ahmed in campo al posto di Vermiglio), 4 Coppe dei Campioni, 4 Coppe Cev, 1 Coppa delle Coppe, 2 Supercoppe Europee, 6 Supercoppe Italiane. Devo aggiungere qualcosa?
RINGRAZIAMENTI. Voglio porgerli al termine della stagione maschile a tutti i protagonisti di un campionati bellissimo, giocatori, allenatori, dirigenti e arbitri (un abbraccio forte forte a Luciano Gaspari, che ha chiuso alla grande una formidabile carriera trentennale fischiando gara 3 davanti alla famiglia e a tanti amici). Poi voglio ringraziare i miei fantastici compagni di viaggio a Sky, grandi giornalisti innamorati di questo sport (Nosotti, Prini, Gamberini, Cottarelli, Colnago, Locatelli, Corsolini, Pierantozzi, Donato Grosso), eccelsi commentatori del calibro di Vullo, Zorzi, Bertoli, Cantagalli e Anastasi, campioni in campo e anche al microfono, registi-mostre come Nello Isola e Carlo Pizzo, produttori, tecnici, tutti di livello superiore, per passione, dedizione e amore per la pallavolo. Li amo perché sono semplicemente i numeri uno, come numero uno è il pubblico del volley, distintosi ancora una volta in questa annata per intelligenza, partecipazione e correttezza, un vanto per tutti quelli che – come me – amano questo sport. E un abbraccio a tutto lo staff della Lega maschile, con il testa il presidente Diego Mosna e il suo ad Massimo Righi (che non va a Losanna ma resta lì, e questo è un bene per tutti), per la collaborazione perfetta di cui mi/ci ha sempre onorato. La premiazione scudetto è stato un cammeo che tutte le altre discipline dovrebbero prendere a modello.
Vi voglio bene. E in particolar modo mi rivolgo ai tantissimi che leggono ogni giorno questo sito. Buona pallavolo a tutti!
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18.05.2007 -
Treviso a un passo dal nono scudetto - di Lorenzo Dallari
Treviso avanti 2-0, e scudetto numero 9 più vicino assai per la Sisley. Questo il responso emesso fino a questo momento da una finale strepitosa in quanto a intensità e spettacolarità. Con grandi giocate e tanto pathos, e con i necessari dubbi in merito al futuro immediato della sfida che assegna il tricolore numero 62 della storia.
ESPERIENZA. Senza dubbio la squadra di Daniele Bagnoli sta mettendo a frutto il fatto di essere maggiormente navigata rispetto a Piacenza in quanto a finali scudetto e appuntamenti che contano. Del resto sta giocandosi il tredicesimo scudetto nelle ultime quattordici stagioni, e questo sicuramente qualcosa (di pesante) conta. In più bisogna riconoscere ai veneti una maggiore tranquillità nei momenti cruciali, fondamentali ai fini del recupero di situazioni spesso complicate: la Copra Berni infatti sta giocando una pallavolo spumeggiante, con grandi attacchi e grandi difese, e spesso dà l’impressione di dominare la situazione. Guardando il tabellone che indica i punti, ci si rende spesso conto che il punteggio è invece di sostanziale equilibrio, frutto della compattezza di una Sisley che sta trovando inerzia da tutti i suoi campioni e vuole regalarsi un’altra soddisfazione prima di chiudere un ciclo di rilievo.
IN PARTENZA. Daniele Bagnoli ha infatti le valige pronte, destinazione Dinamo Mosca (che ha perso lo scudetto con la Dinamo Kazan), e anche Valerio Vermiglio e Luca Tencati, in scadenza di contratto, paiono sul punto di prepararle: il primo per andare forse in Russia con Bagnoli, il secondo per trasferirsi a Modena, sostituito a Treviso dal tedesco Stefan Huebner. Proprio questa situazione particolare potrebbe rappresentare una spinta importante in più per gli orogranata, che stanno facendo tesoro della grande delusione patita lo scorso anno con Macerata e che nella prossima stagione saranno probabilmente guidati da Stelian Moculescu, recente campione d’Europa con il Friedrichshafen (il preparatore fisico dovrebbe essere Christian Verona, nelle ultime stagioni a Trento). Renan Dal Zotto, spettatore interessato a queste finali, pare infatti intenzionato a restare al Cimed Florianopolis, cui è legato contrattualmente per un altro anno, sognando la panchina della nazionale del Brasile dopo l’Olimpiade di Pechino.
PIACENZA SPERA. La squadra di Pupo Dall’Olio ha comunque la potenzialità di riaprire la serie tricolore, visto quello che ha saputo fare fino a questo momento. Le è mancata sempre quel “quid” necessario per chiudere, ma ha confermato di possedere una batteria di attaccanti di livello assoluto: Zlatanov sta esprimendosi su livelli d’eccellenza, Simeonov è in forma e picchia come un dannato, Marshall… è il solito Marshall, nel bene e nel male (a me piace da impazzire per quello che riesce a esprimere in tv, è unico al mondo, ma a volte commette ingenuità pazzesche che costano care alla sua squadra). Le mancano però varianti tattiche, e questo la sta condizionando: la sua pallavolo è quella che tutti conoscono, fatta di grandi giocate in zona 2 e in zona 4, e questo sta risultando un limite contro un’avversaria che possiede invece una versatilità tattica unica. La serie, che prosegue con gara 3 in programma giovedì sera al Palaverde di Treviso (ore 20.30, diretta Sky Sport 2), può essere ancora lunga, ovvero potrebbe riservare nuove sorprese.
CIAO CIAO BERGAMO. Intanto i play off femminili hanno fatto la prima vittima con l’eliminazione della Foppapedretti campione d’Europa. Complimenti vivissimi a Massimo Barbolini e al suo Perugia, che stanno confermando di possedere un gruppo coriaceo in maniera encomiabile. Sono già approdate alle semifinali scudetto Jesi e Pesaro, capaci di eliminare in due partite rispettivamente Vicenza/Imola e Chieri: resta da assegnare l’ultimo posto a Novara o Padova, che ha compiuto l’impresa imponendosi al tie break in gara 2. Le emozioni, anche tra le donne, sono tutt’altro che finite.
Buona pallavolo a tutti!
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14.05.2007 -
Treviso avanti tutta? - Lorenzo Dallari
TREVISO AVANTI TUTTA? di Lorenzo Dallari
La finale scudetto numero 62 della storia è iniziata con Treviso che ha imposta la sua legge, alla luce del 3-1 con il quale ha regolato Piacenza. La strada che conduce al tricolore comunque è ancora lunga, a condizione che…
PIACENZA PUO’ SOGNARE? Se la Copra Berni vuole sperare di coronare le proprie speranze, deve giocare con maggiore continuità nell’arco dell’intera partita, altrimenti la Sisley imporrà la terribile forza d’urto mentale e fisica del suo gruppo, che oltretutto vuole centrare l’ultimo grande obiettivo prima di chiudere un ciclo. Daniele Bagnoli sta per andare alla Dinamo Mosca, Valerio Vermiglio potrebbe seguirlo e anche Luca Tencati pare in procinto di dire addio alla maglia orogranata prima di trasferirsi a Modena. Per il momento però i veneti appaiono molto concentrati e determinati, anche se in avvio di partita hanno palesato qualche battuta d’arresto di troppo e Fei ha iniziato a giocare dopo mezz’ora buona. “Prima stavo facendo riscaldamento tirando la palla contro il muro, non avevo ancora capito che la partita era iniziata” mi ha detto simpaticamente alla fine “Fox”, cui bisogna riconoscere il grandissimo merito di possedere un’invidiabile capacità mentale, grazie alla quale riesce a rimuovere quanto di buono e/o di cattivo esegue per poter essere determinante in qualsiasi momento. Pupo Dall’Olio ha trovato grande rendimento dal suo formidabile trio d’attacco Simeonov-Marshall-Zlatanov per due set e mezzo, poi il muro di Tencati e Gustavo ne ha spento le velleità facendo innervosire anche Nikola Grbic. Domenica comunque sarà un’altra storia, e lo scudetto è ben lungi dall’essere assegnato.
GRANDE PUBBLICO. Per domenica sera (ore 20.30, diretta Sky Sport 2) è preannunciato il tutto esaurito, e questo mi riempie di gioia. Così come giovedì sera mi ha sinceramente un po’ intristito vedere il Palaverde con ampi spazi vuoti. Un vero peccato, al di là dell’assuefazione del pubblico trevigiano fin troppo avvezzo ai momenti importanti. Questa finale deve essere una festa per tutta la pallavolo, testimoniando all’Italia intera la vitalità e l’entusiasmo del movimento.
PANCHINE VOLANTI. In occasione di gara 1 abbiamo assistito per la prima volta a una situazione anomala: in tribuna erano presenti sia Stelian Moculescu che Renan Dal Zotto, principali candidati alla successione di Bagnoli sulla panchina della Marca. La Sisley li ha convocati entrambi e li ha mostrati al mondo intero, optando per una comunicazione piuttosto atipica: la mossa mi è piaciuta. Il prescelto dovrebbe essere il tecnico del Friedrichshafen neo-campione d’Europa, e con il lui dovrebbe arrivare a Treviso anche Stefan Huebner (nonostante le offerte di Cuneo). Visti anche Zanini, lasciato libero da Perugia (dove in pole position c’è Flavio Gulinelli), Velasco (che ha confermato di restare a Montichiari), Giani (pronto a iniziare la sua nuova avventura a Modena), Radamès Lattari (alla ricerca di una squadra italiana) e tanti altri. Mancava invece Lorenzetti, che radio volley vorrebbe a Piacenza nel caso in cui Pupo Dall’Olio non dovesse vincere lo scudetto (Pupo piace molto a Trento). E sempre in tema di allenatori, il presidente patavino Sartorati ha smentito l’arrivo sia di Valdo che di Giuliani (in arrivo pare esserci Peter Blangè, che così sarebbe anche sotto osservazione di Treviso…).
CHI IN A1? Lunedì sera scattano i play off promozione, con la bella sfida tra Corigliano e Santa Croce, capaci di eliminare al tie break della terza partita rispettivamente Castellana Grotte e Bassano. Sarà una bella serie (tutta in diretta su Sky Sport), con un interrogativo: cosa farà Corigliano in caso di promozione? E’ vero che potrebbe cedere il titolo, a Torino o a Vibo Valentia?
PLAY OFF DONNE. I quarti di finale hanno regalato subito un risultato scoppiettante: Perugia ha vinto 3-1 a Bergamo, confermando quanto equilibrio regni e quanto imprevedibili siano sempre i play off. Del resto è questo – sulla carta – il faccia a faccia più equilibrato: per il resto Novara non dovrebbe avere troppi problemi con Padova, Pesaro con Chieri e Jesi con Vicenza. O Imola, visto che Gianni Coviello ha trasferito la squadra nel cuore della Romagna. Forse solo per questa partita (cui hanno assistito 2.000 persone!), forse anche per la prossima stagione. Il dubbio, amletico, deve ancora essere risolto.
Buona pallavolo a tutti!
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