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11.05.2007 -
Tempo di finali - di Lorenzo Dallari
Piacenza ha eliminato Cuneo in quattro partite di semifinale e pertanto conosciamo il nome delle finaliste del campionato numero 62 della storia: sono Copra Berni e Sisley Treviso le due avversarie che si contenderanno il titolo 26 da quando esistono i play off. E’ la seconda volta dopo il 2004, anche se in quella circostanza si parlava dello strano ibrido CoprAsystel, che finì in pratica sul nascere.
TRIO INARRESTABILE. La squadra di Pupo Dall’Olio, alla prima finale della carriera da allenatore, ha imposto la sua legge in virtù della inarrestabile forza d’urto del trio Marshall-Simeonov-Zlatanov, perfettamente coinvolti da un ispiratissimo Nikola Grbic. Con il morale alle stelle, gli emiliani hanno sopperito anche alle assenze importanti degli infortunati Bovolenta (che dovrebbe recuperare per la serie finale) e Sergio, brillantemente sostituito da un bravissimo Manià (complimenti al club biancorosso per aver tesserato due liberi). Se Piacenza saprà aggredire Treviso avrà possibilità di scudetto, se subirà il gioco della squadra di Daniele Bagnoli non avrà tante vie di scampo.
I SOLITI NOTI. La Sisley è alla tredicesima finale negli ultimi quattordici anni, la settima nelle ultime otto stagioni: credo non servano tanti commenti per ribadire la forza del gruppo e la lungimiranza della società. Adesso gli orogranata - rei di aver ammazzato il campionato in quanto a interesse - hanno recuperato appieno Valerio Vermiglio e attendono anche il miglior Cisolla, peraltro ben sostituito finora dallo slovacco Novotny e dall’olandese Horstink. Treviso è la squadra da battere, non ci sono dubbi. Anche perché Bagnoli vuole chiudere un ciclo fantastico prima di trasferirsi alla Dinamo Mosca (con questo scudetto raggiungerebbe il prof. Anderlini a quota 8, entrando nella storia).
IL VALZER DELLE PANCHINE. Intanto si è già iniziato a danzare, anche perché quest’anno ci sono vuote panchine prestigiose, a partire da quella di Treviso. Bruno Da Re sta valutando tante opportunità e sta sentendo un mucchio di gente (tra quelli che vorrebbe lui e quelli che si offrono a lui…), ma il gruppo si sta riducendo: Renan ha problemi (personali e di soldi, a Florianopolis ne prende tanti), Gulinelli è interessante (a Latina spero di tenerlo insieme ai bomber brasiliani), Moculescu – fresco campione d’Europa – è oggi in cima alla lista. Intanto Prandi resta Cuneo, Serniotti e Roma, De Giorgi a Macerata, Ricci a Milano, Zanini probabilmente a Perugia, Velasco probabilmente a Montichiari (cullando il sogno Treviso: del resto chi non vorrebbe trasferirsi nella Marca?), Giani è andato a Modena, Di Pinto potrebbe lasciare Taranto (per l’Olimpiakos Atene?), Padova deve scegliere tra Valdo e Giuliani, Trento ha chiuso il rapporto con Radamès e sta sondando il terreno per Dall’Olio, che potrebbe anche lasciare Piacenza: dipende da dove andrà il bulgaro Kaziyski, legato a filo doppio al tecnico Stoychev, oggi alla Dinamo Mosca (sono gestiti entrambi da Seferinov, boss del Levsky Sofia).
CUNEO DELUSA. Intanto stanno intensificandosi le manovre di mercato. Molte squadre si sono mosse da tempo, altre lo faranno da adesso, come ad esempio Cuneo, che deve ancora smaltire le delusione dell’eliminazione dai play off prima di metabolizzare l’addio di Giba: il brasiliano, sotto tono nella semifinale scudetto con Piacenza, ha già ufficializzato il suo passaggio all’Iskra Odistonovo, guidata il prossimo anno da Gaijc, attratto da un contratto faraonico (più 600.000 euro a stagione). Del resto ve lo avevo anticipato da tempo. Così come vi avevo detto che Omrcen sta per chiudere con Macerata, che ha praticamente definito lo scambio Lebl-Sintini con Perugia e sta cercando di convincere Meoni a tornare nelle Marche (questa obiettivamente ha dell’incredibile, visto il recente passato…). In Piemonte dovrebbe arrivare Stefan Huebner (sempre che non vada a Treviso al posto di Tencati, e stanno interrogandosi sull’opposto, dopo il rendimento tutt’altro che esaltante di Lasko. E Vermiglio? La destinazione più probabile è Mosca sponda Dinamo, con il giovane talento francese Pujol al suo posto.
RIGHI A BOLOGNA. Ve lo avevo già detto e lo ribadisco: Massimo Righi non lascia la città delle due torri. Niente Losanna, secondo me. L’alternativa alla Lega Volley maschile è la Lega Basket, dove stanno cercando un direttore generale (ma oggi in pole position c’è Michele Uva, g.m. della Lottomatica ed ex presidente della Lega Volley femminile). Alla fine Righi resterà dove è, e farà ancora il bene del nostro movimento, ne sono certo.
BRAVO BELTRAMI. Chiudo con una nota di merito dedicata a Roberto Beltrami, che non aveva mai assaporato il tricolore in Italia dopo tanti anni alla femminile e oggi ha vinto il titolo maschile romeno con il Costanza. Bissando il trionfo anche nella Coppa di Romania, dove ha battuto in finale Bucarest per 3-2. Sono sinceramente contento per lui, che in Italia oggi non può forse vantare tanti amici (io però lo sono), ma che comunque la pallavolo la conosce eccome.
Buona pallavolo a tutti!
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05.05.2007 -
Profumo di scudetto - di Lorenzo Dallari
Il profumo della finale dei play off sta aumentando di intensità… Conosciamo il nome di una delle protagoniste, Treviso (ma va, chi l’avrebbe mai detto?), e stiamo per conoscere anche la sua avversaria, che inizierà a sfidarla da giovedì prossimo 10 maggio.
MAGICA SISLEY. La squadra di Daniele Bagnoli ha regolato la pratica semifinali chiudendo il conto con Roma in sole tre partite. Complimenti agli orogranata, forti di un gruppo fantastico, e complimenti anche alla formazione di Roberto Serniotti, capace di centrare al primo anno di A1 la finale della Coppa Italia e la semifinale tricolore infiammando un’intera città. Se il buongiorno si vede dal mattino… Cosa succederà il prossimo anno nella Capitale, considerato pure il non trascurabile fatto che la famiglia Mezzaroma è letteralmente impazzita per il volley? Intanto Treviso ci riprova (è alla tredicesima finale nelle ultime quattordici stagioni, a dir poco fantastico!), utilizzando ormai stabilmente di banda lo slovacco Novotny al posto di Cisolla. “Per scelta tecnica, visto che adesso sto bene” ha detto martedì il Ciso in diretta su Sky Sport 2 al microfono di Luisa Gamberini. Alla quale Flavio Gulinelli ha poi ammesso di avere contatti con la dirigenza veneta per sedere sulla panchina della Sisley il prossimo anno (ma il favorito resta il brasiliano Renan Dal Zotto). Intanto Daniele Bagnoli sogna il suo ottavo scudetto, che gli consentirebbe di raggiungere un maestro come il professor Anderlini, prima di trasferirsi alla Dinamo Mosca. Sempre martedì lo staff tecnico trevigiano ha chiesto a Marco Nosotti se nella capitale di tutte le Russie si vede Sky Sport: necessitano altre conferme?
CANTIERE APERTO. Tutto ancora possibile tra Piacenza e Cuneo, anche se obiettivamente adesso il pallino ce l’ha in mano la Copra, dopo l’impresa di martedì in gara 3. Bravo davvero Pupo Dall’Olio nel dare serenità ai suoi, privi di due pilastri importanti quali Bovolenta e Sergio. Adesso il professor Prandi deve cogliere il classico coniglio dal cilindro, nella speranza di trovare l’assetto giusto: Michal Lasko – non al top – fatica a graffiare con continuità, e il brasiliano Oro fatica a essere decisivo come ha fatto contro Trento. Quello dell’opposto è un ruolo fondamentale nella pallavolo moderna, non lo scopro certo io, e senza il bombardiere principe che massacra muri e difese avversarie è obiettivamente arduo vincere. Stiamo però a vedere: gli emiliani vogliono chiudere venerdì sera centrando la loro seconda finale dopo quella del 2004 (ricordate la CoprAsystel?), mentre i piemontesi vogliono tornare lunedì prossimo davanti ai loro tifosi (mancano la finale dal campionato 1997-98).
GRANDE PUBBLICO. A proposito di pubblico, che bella cornice si è vista con continuità in questi play off: martedì passare da Roma a Cuneo è stata un’autentica goduria, con oltre 9.000 spettatori in totale. Uno spettacolo nello spettacolo, perfettamente documentato dalle telecamere di Sky Sport 2. E qui permettetemi di esprimervi una piccola soddisfazione personale: ho visto – da telespettatore interessato – un prodotto di primissimo livello, con telecronisti, commentatori e bordocampisti bravissimi. Roberto Prini, Marco Nosotti, Andrea Zorzi, Fabio Vullo, Franco Bertoli, Luca Cantagalli, Luisa Gamberini, Pietro Colnago, con Eleonora Cottarelli e Andrea Anastasi nello studio di Cologno Monzese e la supervisione di Francesco Pierantozzi, Elena Pero e Luca Corsolini. Sono orgoglioso di aver dato vita a una squadra che tutti ci invidiano, per qualità tecniche e spessore umano. Grazie di esistere….
VICENZA CHIAMA IMOLA. Esistono anche stranezze sottorete, come conferma la vicenda di Vicenza donne. La squadra del vulcanico presidente Gianni Coviello ha perso la propria casa proprio alla vigilia dei play off scudetto femminili: incredibile, ma vero. E la squadra andrà a giocare a Imola, dove c’è cultura pallavolistica e dove per tanti anni hanno applaudito una squadra di A1. Esistono i presupposti affinché la squadra resti in futuro nel cuore della Romagna, ma resta pure l’incredulità per l’ottusità di certi amministratori e l’amarezza che deriva dalla consapevolezza che non sempre basta lavorare bene.
Buona pallavolo a tutti!
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02.05.2007 -
Migrazione verso Losanna - di Lorenzo Dallari
MIGRAZIONE ITALIANA VERSO LOSANNA di Lorenzo Dallari
Piccola premessa: sono contento del fatto che queste righe hanno incredibile riscontro sugli addetti ai lavori. Viste le tante telefonate che ricevo dopo ogni commento, positivo o negativo che sia… Bene, un bello stimolo per fare sempre meglio!
SEMIFINALI DA BRIVIDO. Apertura d’obbligo per le due sfide che promuoveranno le migliori due all’epilogo tricolore. Cuneo e Treviso hanno vinto gara 1 battendo rispettivamente Piacenza per 3-1 davanti al proprio pubblico e Roma per 3-2 al Palasport di Viale Tiziano (sotto gli occhi del sindaco Valter Veltroni e del presidente del Coni, Gianni Petrucci). Regna l’equilibrio, come era facilmente immaginabile. E azzardare pronostici non credo sia semplice, pur nella consapevolezza che la squadra di Serniotti potrebbe pagare i ritmi infernali dei play off e che gli emiliani di Pupo Dall’Olio potrebbero pagare a caro prezzo le precarie condizioni di Bovolenta e Sergio. In questi momenti sono però tanti i fattori condizionanti, e può succedere tutto e il contrario di tutto. L’importante è checontinui a regnare il bel gioco come si è visto finora. E che il grande pubblico continui a gremire i palasport.
NERVI DISTESI. Clima più tranquillo nelle prime due partite di semifinale rispetto ai quarti, dove evidentemente la tensione è ai massimi livelli. Vuoi perché si gioca due su tre e sbagliare può essere fatale, vuoi perché uscire di scena così presto significa chiudere in malo modo la stagione. Ci vuole però la forza e l’intelligenza di capire che si tratta pur sempre di un gioco, pur nella consapevolezza dei tanti interessi in ballo, e non solo economici. Non lo dimentichino per cortesia i dirigenti, gli allenatori e il pubblico. Sì, perchè i giocatori mi paiono abbastanza tranquilli, almeno stando a quanto visto finora.
FIVB ITALIANA. Intanto, mentre i play off sono entrati nel vivo, continua la migrazione verso Losanna, sede della Federazione Internazionale. Dopo Fabrizio Rossini, nuovo Direttore della Comunicazione, sta per arrivare anche un ex azzurro, cui sarà affidata la gestione degli eventi. E sta per arrivare anche Alessandra Agrestini al marketing del beach volley, dove l’ormai immenso Angelone Squeo domina da anni. Complimenti a Francesco Franchi per la sapiente regia... La poltrona più ambita è però quella di direttore generale: il posto, vacante dopo il siluramento di Jean-Pierre Seppey, potrebbe essere occupato da Massimo Righi, attuale amministratore delegato della Lega maschile. Condizionale d’obbligo però, perché non sono ancora così certo che il mio amico sia convinto di fare una così radicale scelta di vita. La Svizzera non è Bologna, sconfino nel capo della banalità… La posizione è però molto interessante, e potrebbe essere fondamentale per il futuro della nostra pallavolo e del nostro campionato. Facciamo fin da ora il tifo per la truppa di emigranti che di certo terrà alto l’onore del nostro volley.
DENNIS AZZURRO. Quest’estate vedremo un cubano con la maglia della nazionale italiana: si tratta di Angel Dennis, schiacciatore mancino di Macerata peraltro ormai cittadino italiano a tutti gli effetti dopo il matrimonio con l’azzurra Simona Rinieri. Sono sinceramente felice per questa scelta, perché so quanto Angel ci tenesse. E adesso aspettiamo di vedere d’azzurro vestito anche Leo Marshall: visto che le nostre mamme non fanno più martelli di spessore internazionale, cerchiamo di sfruttare i figli nati oltralpe. Oppure oltreoceano, perché no. Nell’epoca della globalizzazione questo e altro…
GIANGIO GIALLOBLU'. Come previsto, Andrea Giani allenerà Modena. Rinunciando alla nazionale juniores. Una scelta coraggiosa sia per il debuttante Giangio che per la società gialloblù, che lo ha eletto a icona sulla quale edificare il proprio futuro.
CIAO FORLI’. Ultime note per la squadra romagnola, che saluta la A1 donne al termine di un’annata travagliata assai. Arrivederci a presto tra le grandi, tra le quali la capolista solitaria Novara è scivolata a Jesi, sul campo della seconda. In terza posizione appaiate, Bergamo e Pesaro, andate a vincere 3-0 a Chieri e a Santeramo. Anche il campionato femminile promette faville.
Buona pallavolo a tutti!
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26.04.2007 -
Play off troppo nervosi - di Lorenzo Dallari
Ci siamo, alle semifinali dei play off maschili intendo. Conosciamo finalmente il nome delle quattro squadre che continuano a lottare per la conquista dello scudetto: Cuneo-Piacenza e Treviso-Roma.
REPLAY DELLA COPPA ITALIA. Al Forum di Assago si era imposta nettamente la Sisley per 3-0, con uno strepitoso Ahmed. Questa volta sarà più equilibrata, potete starne certi, soprattutto se l’asse Tofoli-Hernandez terrà i ritmi frenetici dei play off. Molto dipenderà anche dal completo recupero di Valerio Vermiglio dopo quello di Alberto Cisolla, molto importanti nell’economia del gioco di Bagnoli. A proposito di Daniele: vuole di certo lasciare un bel ricordo in Ghirada prima di trasferirsi armi e bagagli a Mosca, e pertanto lotterà fino all’ultimo per togliersi l’ennesima soddisfazione italiana.
PRANDI CONTRO DALL’OLIO. Il Professore contro Pupo: bella sfida in panchina tra Bre Banca Lannutti e Copra Berni, assai più equilibrata dell’altra, almeno secondo me. I piemontesi nei quarti ce l’hanno fatta con il fiatone, eliminando Trento solo dopo 15 set in tre partite al cardiopalma, giocate su livelli di rara intensità. Bisogna vedere quanto hanno speso dal punto di vista delle energie sia mentali che fisiche per capire se possono lottare alla pari contro un’avversaria che ha una batteria di attaccanti micidiale e che adesso riceve anche bene. Sarà dura per entrambe, nella consapevolezza che chi perderà il prossimo anno cambierà molto (da Cuneo sono in partenza Omrcen per Macerata - rimpiazzato da Huebner - e Giba per Odistonovo, da Piacenza potrebbero andarsene Simeonov e Grbic: Nikola è in scadenza di contratto, piace a molti e per sostituirlo potrebbe arrivare Meoni).
GIANGIO IN PANCHINA. Intanto sta infiammandosi il mercato, sia dei giocatori (Andrè Nascimento è dato verso Modena, il bulgaro Kazijsky verso Piacenza, potrebbe esserci il valzer dei palleggiatori) che degli allenatori (a Padova panchina vacante, Velasco potrebbe cambiare aria, Di Pinto e De Rocco anche). La novità più clamorosa riguarda però Andrea Giani, che ha chiuso contro Piacenza la sua formidabile carriera di giocatore e sta per iniziare quella di allenatore. Non però quale vice di Gigi Schiavon alla nazionale juniores, bensì alla guida della Cimone Modena, con la quale ha firmato un triennale. Adesso la società gialloblù deve però sistemare la situazione relativa a Bruno Bagnoli, che ha ancora un anno di contratto. E sempre a proposito della società geminiana: è vero che potrebbe arrivare Pasquale Gravina quale nuovo direttore sportivo? E perché tanto nervosismo tra il preparatore atletico De Lellis e un giocatore (Messana) durante l’ultima cena insieme, con tanto di bottiglia rotta e minacce con coccio? Mah…
NERVOSISMO. A proposito di nervi tesi: ribadisco per la seconda volta che stiamo un po’ esagerando in questi play off. Non so cosa stia accadendo alla pallavolo nostrana, ma sarebbe il caso di darsi una bella regolata: dopo le parole pesanti di Bongiovanni e Pistolesi in diretta tv, domenica sera è stata la volta dei tifosi cuneesi e del presidente Lannutti contro Andrea Zorzi e Fabio Vullo, accusati di avercela con la squadra di Prandi. Vorrei sottolineare il fatto che i validissimi opinionisti utilizzati da Sky Sport devono esprimere opinioni - come dice la parola stessa – sgomberando nel contempo il campo dagli equivoci: nessuno ce l’ha con qualcuno, potete starne tranquilli, e nessuno di loro tifa per una squadra in particolare. Mi sa tanto che stiamo “calcizzando” il nostro amato sport, e questo non mi va assolutamente, se devo essere sincero. E’ un pericolo serio, anche per l’atteggiamento preoccupante di qualche pseudo-tifoso a bordo campo in qualche palasport. Attenzione, teniamo alta la guardia: questo è quello che penso, e ci tengo a dirvelo.
COMPLIMENTI. Per chiudere un bravo sincero a Claudio Giovanardi, uomo del mese: prima ha centrato una fantastica promozione in A1 con la squadra maschile di Milano, adesso ha festeggiato la Coppa Italia di A2 femminile con la sua squadra femminile di Sassuolo. Quale delle due è quella buona: è molto bravo o molto fortunato? Forse forse opterei per la prima che ho detto…
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22.04.2007 -
Profumo di semifinali
IL PENSIERINO DELLA SETTIMANA - PROFUMO DI SEMIFINALI di Lorenzo Dallari
Devo ammettere che qualcosa di pallavolo ci capisco ancora. E – permettetemelo – questa volta me lo dico da solo: l’altra sera ero ospite alla trasmissione “Diretta Volley” di Telelibertà a Piacenza, e a domanda precisa “cosa succede in questi quarti di finale dei play off?” ho risposto “tre squadre chiudono il conto in due partite, mentre Cuneo e Trento vanno alla bella”. Vabbè, ci ho preso: una volta tanto che ne azzecco una, permettetemi di scherzarci sopra…
1 GARA 3. I quarti di finale in effetti regalano un solo spareggio, quello tra Bre Banca Lannutti e Itas Diatec per l’appunto, dopo che entrambe le squadre hanno violato il campo avversario al tie break. Bella sfida, avvincente, caratterizzata da buona pallavolo, che adesso – secondo me – vede avvantaggiata la squadra di Silvano Prandi. E non solo perché ha il fattore campo favorevole, ma soprattutto perché i piemontesi si sono ripresi dallo shock di gara 1 e hanno giocato un grande quinto set in Trentino dopo aver perso in maniera sconclusionata il quarto. Se tanto mi da tanto… I miracoli però nei play off sono sempre dietro l’angolo, sono 26 anni che li vedo e almeno questo l’ho imparato.
3 IN SEMIFINALE. Conosciamo invece il nome di tre semifinaliste: Piacenza, Treviso e Roma, che si affronteranno come nella finale della Coppa Italia. La Copra Berni sta attraversando un grande momento di forma, e se continuerà a ricevere bene può davvero sognare in grande: la squadra di Pupo Dall’Olio ha eliminato Modena, che ha chiuso un’annata da dimenticare in fretta e ha salutato Andrea Giani, il gladiatore che ha chiuso la sua formidabile carriera per diventare allenatore della Juniores insieme a Gigi Schiavon (sempre che non rimanga a Modena per allenare la Cimone, ma questo la sapremo la settimana prossima). Giangio, vecchio mio, voglio dirti semplicemente grazie per tutto quello che hai regalato alla pallavolo italiana e a chi ama questo bellissimo sport. Sei stato mitico, e non sto assolutamente esagerando! La Sisley si è sbarazzata anche se a fatica di Perugia pur rinunciando al claudicante Vermiglio: una prova di forza che deve fare riflettere (o forse preoccupare) in vista dello sprint tricolore, pur nella consapevolezza che Roma, eliminata Taranto, ha il morale alle stelle.
MEZZAROMA FELICE. In questo periodo sto sentendo molti dei presidenti al telefono dopo le varie partite, visto che per il momento non riesco ad andare a commentare sul campo per motivi di lavoro (arriverò per le finali scudetto, attenti). Sento ovviamente grida di dolore e lacrime di gioia. Molto simpatico Massimo Mezzaroma: mi ha detto che il complotto ordito contro di lui per farlo ammalare di pallavolite acuta è perfettamente riuscito. Ci credo, così come sono convinto che nessuno avrebbe mai immaginato una stagione del genere per la debuttante. Del resto glielo avevo detto quando ci siamo conosciuti: stai attento, perché se ti ammali, non guarisci più. Il volley è speciale e unico, mica è come gli altri sport…
ARRABBIATURA. Chi invece ho sentito molto incavolato è stato Antonio Bongiovanni, presidente tarantino, pesante assai anche al microfono di Sky Sport con l’amico-collega Leandro De Sanctis, reo di aver esasperato gli animi con il caso Mastrangelo su Corriere dello Sport. Poi mercoledì - sempre su Sky – ho sentito parole al vetriolo del diesse cuneese Marco Pistolesi all’indirizzo dei direttori di gara. Ecco, ci tengo a fare una precisazione: sono uno dei fautori del microfono aperto a tutti, affinché ognuno possa esprimere le proprie opinioni in libertà, senza il pericolo che le parole vengano mal interpretate. Però - e mi rivolgo soprattutto ai dirigenti - vi prego di non esagerare come state facendo. Capisco la tensione che caratterizza i play off, capisco l’importanza della posta in palio, ma capisco pure che quando si parla occorre mantenere equilibrio e self control. Se no poi non ci lamentiamo se gli animi si inaspriscono anche sugli spalti…
PLAY OFF PROMOZIONE. Anche quest’anno su Sky Sport stiamo garantendo una copertura fantastica ai play off. In fretta e furia abbiamo anche deciso di trasmettere in diretta la prima sfida valida per la A1 tra Pineto e Bassano, poi lunedì sera trasmetteremo alle 20.30 l’altro faccia a faccia Crema-Castellana Grotte. Venerdì pomeriggio alle 15.45 Modena-Piacenza e domenica alle 18.00 in diretta Cuneo-Trento. Ne volete ancora? Non è possibile, non c’è più niente di trasmettibile… Spero che tutti gli appassionati – che vedo numerosissimi nei palasport – siano felici. E ne approfitto per ringraziare ancora una volta la Lega maschile, con la quale lavoriamo veramente in perfetta armonia, con reciproca soddisfazione. Fosse sempre così…
COMPLIMENTI. La Fivb sta pensano a un management italiano, a conferma della qualità dei nostri dirigenti. E sta accingendo a pieni mani dalle Leghe: Massimo Righi è il pirncipale candidato al ruolo di General Manager, Fabrizio Rossini ha già accettato l'incarico di Capo Ufficio Stampa (auguri, in questo ruolo ne hanno già triturati 5-6 negli ultimi 15 anni...), poi ce ne sono altri in lista d'arrivo (ivi compreso un ex azzurro che ha lavorato ai Giochi Paralimpici), mentre mancano i nostri federali (a parte uno che farà il Supervisor, in aggiunta ai già presenti Benito Montesi, Libenzio Conti e Francesco Franchi). Il tutto sotto la sapiente regia di Francesco Franchi, vice di Ruben Acosta che sta mettendo le pedine giuste al posto giusto per spianarsi la strada della successione. Grande, facciamo il tifo per lui e abbracciamo tutti i prescelti.
Buona pallavolo e buoni play off a tutti!
P.S. Un grazie grande grande al dottor Alessandro Cristani e al professor Andrea Burattini: le loro rubriche - apprezzatissime - stanno arricchendo in maniera oltremodo significativa questo sito, che anche grazie a loro ha acquisito maggior credibilità spaziando in settori difficilisimi da sviscerare.
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19.04.2007 -
Play off con il botto - di Lorenzo Dallari
Eccoci qui, caso mai qualcuno avesse ancora qualche dubbio. I play off sono il regno dell’imprevedibilità, e fin dal primo turno dei quarti di finale questa strana legge della "sorpresa dietro l’angolo" ha trovato pronte conferme.
CHI L’AVREBBE MAI DETTO? Il primo risultato contro-pronostico lo ha regalato Trento, andata a vincere 22-20 al tie break sul campo di Cuneo, mettendo nei guai non poco la squadra di Silvano Prandi. Una grande prestazione di Marco Meoni – tanto per cambiare – ha condannato una Bre Banca Lannutti peraltro già penalizzata dai tanti errori commessi, ben 43 in totale (9 dei quali nel solo quinto set). Cuneo piange e mercoledì rischia l’eliminazione contro un’Itas che invece comprensibilmente ride, sognando ancora una volta la semifinale scudetto: Radamès Lattari è ovviamente l’uomo della favola dei play off…
RULLATA. Piacenza ha spazzato via Modena nell’unico derby dei play off, ritrovando sicurezza con il recupero di Nikola Grbic e Zlatanov, ricevendo con insolita precisione e trovando in Leo Marshall un micidiale terminale offensivo: per la Cimone sarà dura contrastare la Copra in gara 2 se la squadra di Pupo Dall’Olio continuerà a giocare su questi livelli. A proposito di Pupo: domenica non ha parlato ai microfoni di Sky per solidarietà con il suo presidente Guido Molinaroli. Qualcuno ha male interpretato il comportamento suo e della squadra, costretta al silenzio stampa con i giornali, ma non con radio e tv. Vorrei solo precisare che quella di Pupo è una decisione personale, e che quella del presidente è invece una decisione "aziendale", che non tiene conto dei soldi versati per i diritti dall pay tv (che qualche diritto dovrebbe peraltro garantirlo, lo dice la parola stessa…). Come conferma il fatto che i giocatori hanno parlato senza problemi con tutte le radio e le tv presenti al PalaBanca. E’ buona norma documentarsi bene prima di scrivere e/o parlare: poi ognuno è libero di fare i commenti che vuole, tanto questi sono gratis.
LUCI E OMBRE. Roma ha confermato anche in avvio del suo primo sprint tricolore quanto di buono aveva messo in luce durante una regular season vissuta sempre da protagonista: con un super-Molteni ha vinto 3-1 con Taranto, che martedì però vorrà regalare al proprio pubblico la prima vittoria della sua storia nei play off. Ha faticato invece oltre il previsto Treviso, riuscita a spuntarla solo 16-14 al tie break su Perugia. La squadra di Zanini ha perso la sua grande occasione contro un’avversaria che ha perso Farina per infortunio alla caviglia sinistra (ma martedì dovrebbe esserci) e ha recuperato un pur claudicante Vermiglio. Anche nella ripetizione della finale scudetto di anni fa non è finita…
MILANO IN FESTA. Davanti a 3.256 spettatori festanti, la Sparkling ha gioito per la promozione in A1 battendo Crema 3-0. Complimenti a tutti, davvero, dal presidente Giovanardi al tecnico Ricci, dai ragazzi allo staff, dal pubblico alle istituzioni, che adesso devono mantenere le tante promesse fatte per il futuro. Sì, perché il bello viene adesso, con l’obbligo di mantenere la metropoli lombarda nel gotha del volley. Domenica scattano i play off promozione, con le avvincenti sfide Pineto-Bassano e Crema-Castellana Grotte e con un solo posto disponibile: in bocca al lupo a tutti. E un abbraccio a chi invece è retrocesso, Cavriago (del mio amico Luca Cantagalli), Modugno, Bari e Bergamo. Coraggio, c’è sempre un domani, soprattutto nello sport. L’importante è non demoralizzarsi e trovare la forza di ripartire.
FANCIULLE. Intanto il campionato femminile continua ad applaudire dopo 18 partite la leadership di Novara, che pur nell’ultima giornata ha sofferto oltremodo a Santeramo. Tengono il passo sia Jesi (facile vittoria con Altamura) che Bergamo (capace di piegare Perugia nel big match). In coda, ormai retrocessa da tempo Forlì, c’è lotta a due per evitare la A2, campionato nel quale invece Busto Arsizio pare avere decisamente una marcia in più delle avversarie.
AZZURRINE DI BRONZO. A proposito di volley rosa, c’è da applaudire l’ennesima medaglia, questa volta di bronzo, conquistata dalle azzurrine: le ragazze di Galli hanno battuto nella finalina degli Europei Cadette il Belgio per 3-1 a Brno, nella Repubblica Ceca. L’oro è andato alla Germania (3-0 alla Serbia) che dunque conferma il magic moment del volley tedesco dopo il trionfo del Friedrichshafen in Champions League maschile. Male invece agli Europei Cadetti gli azzurrini di Barbiero (solo ottavi), a conferma del fatto che il grido d’allarme che abbiamo lanciato da tempo corrisponde purtroppo al vero: nel settore maschile esiste un pericoloso vuoto generazionale, che presto si rifletterà in maniera preoccupante anche sul vertice del movimento.
Buona pallavolo e buoni play off a tutti!
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16.04.2007 -
Play off all'insegna dell'emozione - di Lorenzo Dallari
Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sulla valenza del nostro campionato, eccolo accontentato. Pathos, emozioni, gioie, lacrime, tutto concentrato in una sola giornata, quella ha decretato sul filo di lana promosse e bocciate.
RETROCESSE. Inizio da chi lascia il massimo palcoscenico nazionale, Verona e Vibo Valentia. Stesso destino, anche se maturato in maniera assai diversa. La Marmi Lanza non avrebbe mai immaginato che questo sarebbe stato l’epilogo della sua stagione, e invece ha chiuso con una grossa delusione un’annata sfortunata e travagliata; la Tonno Callipo ha lottato fino all’ultimo secondo con lo spirito del guerriero consapevole che la sua battaglia sarebbe stata quasi impossibile, e proprio per questo il mio amico Cocco De Rocco e i suoi ragazzi si meritano comunque un grande applauso. Questa volta il cuore non è bastato… E spero che il presidente Pippo Callipo non si faccia prendere dallo sconforto e dai tanti problemi, ripartendo per una nuova avventura. Così come farà la società scaligera, che – mi risulta – abbia già l’okay degli sponsor anche per la prossima stagione. Un raggio di sole nella notte buia.
PADOVA DEI MIRACOLI. Ancora un’impresa al limite dell’inverosimile per Padova, riuscita di nuovo a salvarsi: la squadra di Gigi Schiavon ha lottato ancora una volta con il coltello tra i denti fin dalla prima giornata e solo all’ultimo set dell’ultima partita ce l’ha fatta. Bravi tutti, davvero, iniziando dal presidente Sartorati.
STAGIONE FINITA. Cha va in vacanza anzitempo sono Montichiari, Latina e Macerata. Della Lube abbiamo già parlato fin troppo, ma resta comunque agli annali la sorpresa dei campioni d’Italia in carica esclusi dallo sprint per il tricolore: era successo anche nel 2001 a Roma, è vero, ma quella volta i capitolini erano venuti a mancare i cubani all’ultimo istante (trattenuti in Patria e poi da lì a poco fuggiti dal Belgio alla volta proprio dell’Italia). L’Acqua Paradiso ha iniziato bene e progressivamente si è smarrita, nonostante il rinforzo-Bernardi: erano in pochi ad aspettarsi una conclusione del genere, il presidente Gabana e Julio Velasco in primis. Cosa succederà il prossimo anno in riva al lago di Garda? Mah… Anche la Maggiora ha iniziato alla grande, poi è stata travolta dai purtroppo “soliti” problemi che hanno condizionato il rendimento sul campo: cosa succederà adesso alla società pontina non è dato sapere (ma è vero che Flavio Gulinelli è vicino alla panchina di Modena?), anche se a Torino continuano a lavorare come se l’operazione fosse prossima alla definizione (sabato scorso in diretta su Sky, Mauro Gavotto ha detto il prossimo anno andrà a giocare a Torino dal suo amico Mauro Berruto: devo aggiungere qualcosa?).
A CACCIA DELLO SCUDETTO. Le magnifiche otto partono alla conquista del tricolore, con ambizioni e velleità differenti assai. Già nei quarti di finale potremmo vederne delle belle, visto che qualche sfida appare molto molto equilibrata, Piacenza-Modena su tutte. Attenzione anche al faccia a faccia tra Treviso e Perugia, soprattutto se la Sisley non recupererà qualcuno dei suoi eroi potrebbe avere grattacapi da una Rpa-Luigi Bacchi.it in netta crescita dopo una netta flessione. Più scontate, almeno sulla carta, Cuneo-Trento e Roma-Taranto (per i pugliesi si tratta della prima volta ai play off, 21 anni dopo Ugento, complimenti!), con i favori del pronostico alle reginette della regular season (per i piemontesi è primo posto per la quarta volta nella storia dei play off, complimenti!): sono però troppo vecchio per non aver imparato nei tanti anni che ho vissuto sui campi di tutta Italia che nei play off può succedere tutto e il contrario di tutto. Esprimo però una certezza: questa volta più che mai ci sarà da divertirsi, e pertanto dovete accorrere numerosi nei vari palazzetti. Non rimarrete delusi. E sono molto contento che questa volta siano rappresentate ben 7 regioni: il nostro amato sport può arrivare ovunque per diffondere il verbo nel momento più spettacolare dell’anno.
Buona pallavolo e buoni play off a tutti!
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12.04.2007 -
L'Europa del futuro - di Lorenzo Dallari
Venticinque anni: da tanti seguo con passione la pallavolo professionalmente, dopo averla giocata a lungo con altrettanto coinvolgimento. E da venticinque anni non digiunavamo, noi che amiamo questo sport bellissimo, a livello europeo.
EUROPA AMARA. E’ successo invece quest’anno, dopo che nella passata stagione avevamo tutti gioito per un formidabile tris a livello continentale, con le firme di Treviso, Piacenza e Macerata. Questa volta è andata male, anzi a dire il vero molto male: dopo che Modena ha perso in casa la Top Teams Cup con i non irresistibili sloveni del Bled e dopo che Piacenza si è arresa a Novj Urengoy in Coppa Cev, a Mosca è stata Macerata a issare bandiera bianca, chiudendo con un non esaltante quarto posto la Final Four della Champions League. Lecchiamoci dunque le ferite, tutti quanti, e riflettiamo sul futuro. Lo andiamo predicando da tempo, adesso è arrivato il tempo delle decisioni.
TEDESCHI D’ORO. A salire sul gradino più alto del podio è stato – assolutamente contropronostico – il Friedrichshafen, ottimamente allenato da Stelian Moculescu, squadra operaia dal budget ridottissimo che ha realizzato un autentico miracolo: dopo aver eliminato Treviso falcidiata dagli infortuni, i tedeschi in semifinale hanno spento le velleità della Lube recuperando nel tie break dall’11-13 fino ad imporsi 15-13. Poi in finale hanno piegato i francesi del Tours per 3-1, dopo che gli ex campioni d’Europa avevano inaspettatamente messo fuori gioco i favoritissimi padroni di casa della Dinamo Mosca. Pazzesco, a dir poco. La pallavolo si è confermata disciplina dai pronostici impossibili, confermando nel contempo una regola semplice-semplice: chi gioca bene viene sempre premiato. E sia il Friedrichshafen che il Tours giocano bene a pallavolo, con un’ottima organizzazione di gioco, battute al fulmicotone, buona correlazione muro-difesa, poche stelle in squadra e un collettivo da sogno. Hanno vinto dunque le squadre più umili, e questo deve farci pensare, perché questa è stata una bella lezione per le squadre italiane e russe, spesso ubriacate dai nomi altisonanti e da contratti da favola. Ma a volte non bastano.
MERCATO FOLLE. Nella due giorni moscovita, che ho avuto la fortuna di vivere, ho avuto la possibilità di parlare con tanti amici e di sentirne davvero di tutti i colori. Le operazioni di mercato stanno già impazzando e impazzendo, e sta per riversarsi nelle tasche dei giocatori un fiume di denaro, euro o dollari che siano. Nella Russia del nuovo corso politico-economico, esplosa letteralmente e irriconoscibile assolutamente per chi – come me – l’aveva vista qualche anno addietro, parlare di un contratto annuale di 7-800.000 dollari è ormai la norma. Avete letto bene. E’ per questo che in molti ci stanno facendo una riflessione, da Giba a Geric, da Papi a Vermiglio, che potrebbe seguire Daniele Bagnoli proprio a Mosca.
ARIA DI RIVOLUZIONE. In Russia si sono accorti di avere un potenziale umano incredibile di giocatori, ma pure di avere allenatori di scarso profilo, e pertanto vogliono accrescere il livello tecnico. Il primo della lista è Daniele Bagnoli, che già aveva intavolato il discorso per la nazionale, poi andata a Vladimir Alekno (che si sta ancora leccando le ferite per la brutta figura rimediata in questa Final Four con la Dinamo). Questa volta la trattativa andrà a buon fine: Daniele lunedì era nella capitale per definire il suo trasferimento estivo a Mosca, dove andrà insieme al suo fido assistente Roberto Piazza e al bravissimo preparatore atletico Alessandro Guazzaloca. Iniziano i guai per i club europei, ve lo assicuro, perché con Daniele in panchina la Dinamo diventerà forse imbattibile. Sempre che lo lascino lavorare come sa e come deve, visto che là gli stranieri li amano a tempo determinato e non in maniera incondizionata, come confermano anche i recenti casi di Caprara e Gajic.
RIVOLUZIONE BIANCOROSSA. Si parla di rinnovamento totale anche a Macerata, ribadita in presa diretta dal patron Fabio Giulianelli, che a Mosca ha confermato solo Miljkovic e Corsano per il prossimo anno. Chi arriverà? Un palleggiatore (Meoni, che piace anche a Treviso?), un martello (Papi insieme a Nalbert, rientrato di recente in Italia a Modena ma legato al club marchigiano?), e almeno un centrale (Omrcen). A proposito del croato: abbiamo parlato di lui in diretta da Mosca, dove ho commentato piacevolmente insieme a Fabio Vullo, e a Cuneo domenica in 5.000 tifosi gli hanno chiesto di restare. Una precisazione, anzi due: siamo contenti che le nostre parole abbiamo tanta credibilità ma non vogliamo condizionare niente e nessuno. Riferiamo solo quello che ci viene riferito da qualche amico e vale la pena di essere reso pubblico perché verificato e non infondato. Proprio per questo devo anche sottolineare che ho letto le dichiarazioni di Omrcen in cui non nega di andarsene. Il che qualcosa forse significa, unitamente al fatto che la società piemontese si è già mossa sondando il terreno per il tedesco Huebner, altro centrale. A proposito di tedeschi: adesso tutti vorranno l’opposto Schops, miglior giocatore della Campions League, interessante ma forse non ancora pronto per un top team.
CHI VA E CHI RESTA. Veloce giro di mercato: il giovane talento bulgaro Kaziyski lo inseguono Macerata e Treviso (in prima linea), Piacenza (che vanta un’opzione) e Roma (che si rinforzerà di certo) e Trento (che sta perdendo posizione e forse anche qualche giocatore importante). Lo vogliono però anche in Russia, dove ci sono pronti due contratti triennali da 1 milione di dollari a stagione… Mah. Matej Cernic ha avuto un’offerta dal suo club che ha rilanciato su un ricco contratto in essere (mah), Treviso cerca un palleggiatore (giocherà il giovane francese Pujol? Mah. Forse più probabilmente lo statunitense Ball, che in Russia è chiuso da Khamuttskikh, mah…). Macerata e Modena vogliono Papi, Trento il polacco Wlazly. E intanto si parla di Renan Dal Zotto quale allenatore della Sisley del futuro. Mah… Chi ci capisce qualcosa è bravo. Non so quali trattative andranno a buon fine, perché delle mille già avviate (fin dai tempi di VolleyLand) solo alcune si concretizzeranno: so però che questa volta assisteremo al classico valzer dei palleggiatori. Intanto Piacenza ha prolungato per 57 anni a Leo Marshall (scadrà nel 2064…) per non farlo andare a Roma, che insegue anche Miljkovic (ma Giulianelli mi ha detto che non vuole mollare Ivan il terribile per nessuna ragione al mondo).
COPPE DEL FUTURO. A Mosca la Cev ha parlato anche del futuro delle coppe europee, promettendo scintille e alla fine cambiando poco o nulla. Solo il nome di due delle rassegne, visto che la Champions resta tale e quale, come numero di squadre (24, con 3 italiane) e come formula (4 gironi da 6, play off a 12 e a 6 più final four): la Top Teams Cup diventa Cev Cup, la Coppa Cev diventa Challenge Cup. Alla faccia della fantasia, ci avranno pensato sei-sette mesi… Restano le final four, restano tutti i casini conseguenti alla partecipazioni delle nostre squadre visto il calendario fittissimo che ci attende. Come mi faceva notare un amico, la Russia fino a poco fa non prendeva parte alle varie coppe nell’anno pre-olimpico: perché non imitare quella scelta felice, visto che tra l’altro non è che le cose ci vadano benissimo in Europa ultimamente?
DOPPIO LIBERO. Era ora, anche se forse non è ancora l’ora. Mi spiego. La Cev ha deciso, o forse avrebbe deciso, di provare a introdurre il doppio libero per il prossimo Europeo (che sarà a Mosca, ma va… chi l’avrebbe mai detto dopo la finale della World League e della Champions?) portando a 13 il numero dei giocatori a referto. Siamo completamente d’accordo a metà con il mister, come diceva un famoso calciatore poi andato all’Isola dei Famosi. Ne avrò parlato in almeno 4 occasioni con Ruben Acosta, presidentissimo della Fivb, ivi compreso alla finale della Champions di Roma vinta da Treviso, l’ultima volta che ci siamo incontrati. Mi auguro davvero che questa volta si solchi la retta via per una novità che oggi mi pare più che mai necessaria, vista l’importanza di questo ruolo.
BRAVA PERUGIA. Devo complimentarmi per la seconda volta in pochi giorni con Perugia, che dopo aver festeggiato la vittoria in Coppa Cev ha sollevato al cielo la Coppa Italia. Brava la società, bravo il presidente Iacone, brave le ragazze e bravo il tecnico Barbolini, uno che se ne intende davvero e che farà bene assai con la nazionale, soprattutto se riuscirà a convincere a giocarci quel fenomeno di Mirka Francia. Il club umbro ha già vinto 2 scudetti, 1 Champions League, 2 Coppe Cev, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa di Lega e con questa 5 Coppe Italia, con 9 trofei conquistati dal 2003 a oggi. Devo aggiungere qualcosa o può bastare?
Buona pallavolo e Buona Pasqua a tutti!
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04.04.2007 -
Europa sì o no? - di Lorenzo Dallari
Caos in Europa, dove Bergamo continua a sorridere, lotta per la salvezza e solidarietà: da dove iniziamo?
COPPE A RISCHIO. Riunione fiume a Roma tra Fipav (il presidente Carlo Magri e Renato Arena, anche vice presidente della Cev) e Lega maschile (l'ad Massimo Righi e diversi dirigenti) con l’aggiunta di Francesco Franchi (vice presidente della Fivb) per parlare del prossimo campionato, striminzito assai per i tanti impegni della nazionale in vista dell’Olimpiade di Pechino: Coppa del Mondo a novembre, sempre che gli azzurri ci vadano (per il momento ci sarebbero “biglietti” per le finaliste del prossimo Europeo in Russia, ma le regole sono ancora passibili di mutamenti…), e poi a gennaio torneo di qualificazione per il torneo a Cinque Cerchi. Se l’Italia di Montali non dovesse farcela, ultima chance a fine maggio-inizio giugno 2008. Fate un po’ voi: quando si giocherà il campionato, con tutto quello che ne consegue in termini di visibilità e di soddisfazione degli sponsor? Il problema è serio, visti i tanti interessi in gioco, e la soluzione piuttosto difficile. La più semplice parrebbe non prender parte alle Coppe Europee, a dire il vero spesso snobbate dalle nostre società. Decisione pesante e forse impopolare, ma a volte bisogna prendere il toro per le corna. Un’idea potrebbe essere quella di prender parte solo alla Champions League, tralasciando la Cev e la Top Teams Cup (che il prossimo anno cambieranno nome e formula). Non tocca certo a me decidere, però io una certa attenzione al campionato la dedicherei…
FOPPAPEDRETTI REGINA D’EUROPA. Intanto Bergamo ha festeggiato la sua quinta Champions League battendo in finale a Zurigo le russe della Dinamo Mosca: una grande vittoria per un grande club, che ha idee chiare e la forze di metterle in pratica. Cambia gli allenatori, cambia qualche giocatrice (neanche tante, e sempre con intelligenza) ma non cambia il risultato finale: la vittoria. Mi complimento davvero con i dirigenti orobici, conferma concreta del fatto che tanti risultati sono il frutto della solidità della società e della lungimiranza di chi le gestisce. Bravi tutti.
FORZA MACERATA. Dopo le tante delusioni europee per le squadre maschili (fuori anzitempo Treviso e Cuneo dalla Champions League), sconfitta in casa Modena nella finale della Top Teams Cup e battuta Piacenza nella finale della Coppa Cev, facciamo tutti il tifo per la Lube, che nel fine settimana cercherà il bis a Mosca dopo lo storica affermazione datata 2002 a Opole, in Polonia. Per Fefé De Giorgi e i suoi ragazzi un’eccezionale opportunità di raddrizzare una stagione balorda, togliendosi un’altra soddisfazione dopo lo scudetto di Pesaro e la Supercoppa Italiana, forse ormai lontana nel tempo. Gli stimoli di certo non mancano: non proibitivo l’ostacolo della semifinale, i tedeschi del Friedrichshafen, ci auguriamo un epilogo vittorioso contro i padroni di casa della Dinamo Mosca, pericolosi ma non imbattibili. Basta crederci. Vi racconterò tutto in diretta su Sky Sport Extra insieme a Fabio Vullo dalla capitale russa.
CHI RIDE E CHI PIANGE. Intanto il campionato maschile continua a regalare pathos a go-go, sia in vetta che in coda. Cuneo (sconfitta al tie break a Montichiari) è sempre da sola in testa, ma ha Roma alle calcagna (3-0 nel derby laziale a Latina, dove la situazione relativa al futuro non appare troppo chiara). Taranto (più tranquilla), Perugia, Montichiari e Trento lottano per gli ultimi posti disponibili per i play off scudetto, mentre in coda c’è lotta vera tra Verona, Padova e Vibo Valentia: la vittoria nella faccia a faccia per la squadra di Lorenzetti nei confronti di quella di Schiavon ha riaperto tutti i giochi. Mancano ancora tre giornate alla fine, ma saranno tre giornate al cardiopalma, potete starne certi.
VOLEMOSE BENE. Lunedì ha preso vita a Modena l’onlus Volley for World, di cui mi pregio di far parte. Siamo 19 amici che hanno come minimo comune denominatore l’amore per questo sport meraviglioso e il desiderio di fare qualcosa di concreto per chi è più sfortunato. Raccoglieremo fondi per qualche istituzione che a nostro avviso ne sarà meritevole, nella speranza di regalare qualche gioia a chi ne assapora poche. Ci siamo in tanti, garanzia di sensibilità e attenzione per gli altri. “E per la prima volta non saremo testimonial di qualche associazione, ma saremo noi in prima linea, ci abbiamo messo il nostro nome e la nostra credibilità” queste le parole vere di Andrea Giani, uno di noi. Sono molto contento di far parte di questo dream team, perché sono certo che daremo vita a qualcosa di importante, confermando che la il nostro mondo ha veramente una marcia in più degli altri. Lo ha confermato anche la presenza di tanti personaggi alla presentazione dell’iniziativa, compreso Massimo Righi, che ha garantito l’appoggio incondizionato della Lega maschile. Ma a breve riusciremo a coinvolgere con facilità anche la Lega femminile e la Federazione. Potete iscrivervi tutti, e le indicazioni le potete trovare nel sito che potete lineare in questa home page.
Buona pallavolo a tutti!
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27.03.2007 -
Torino sogna il grande volley - di Lorenzo Dallari
A tre quarti della stagione – more solito per il volley – si sta parlando della fisionomia del prossimo campionato maschile: dopo il pazzesco valzer dei diritti della passata stagione, adesso è la volta di Torino, fortemente intenzionata a tornare protagonista sotto rete tra le grandi.
IL PROGETTO DI BERRUTO. Il volano del ritorno del grande volley sotto la Mole è Mauro Berruto, attuale allenatore della nazionale finlandese, già tecnico di Torino, Cuneo, Piacenza, Macerata e Padova. Bravo e competetnte (nonché valente e apprezzato scrittore), è riuscito a catalizzare l’attenzione della città, è riuscito a coinvolgere il sindaco Sergio Chiamparino (che ha confermato l’interesse della città pure al microfono di Sky Sport anche per sfruttare almeno in parte l’impiantistica ereditata dall’Olimpiade invernale), è risucito a coinvolgere Andrea Gardini a far parte del progetto rivestendo il ruolo di direttore sportivo, è risucito anche a trovare uno sponsor importante nella sua città di adozione (Piacenza, si tratta di un gruppo molto importante che ha il nome di un fiore…). Mancano i diritti, soprattutto se si vorranno giocare in A1. Poi si penserà ai giocatori, con Esko e Gavotto in cima alla lista…
E LATINA? Come già qualche mese addietro, si fa un gran parlare della situazione della società pontina, purtroppo ancora una volta in difficoltà. Un vero peccato per una squadra che sa esprimere grande pallavolo e anche per un pubblico che dimostrato negli ultimi tempi di amare questo sport. Pare che i primi abboccamenti ci siano già stati: la storia recente, leggi quello che è successo la scoraa estate nella vicenda con Roma, insegna però che bisogna procedere con i piedi di piombo prima di azzardare le conclusioni.
COPPE ANCORA PIU’ AMARE. L’Europa continua a regalare brutte sorprese alle squadre italiane. Dopo l’esclusione di Treviso dalla Champions League di cui deteneva il trofeo, e dopo la brutta sconfitta di Modena nella finale di Top Teams Cup contro i non irresistibili sloveni del Bled, Piacenza ha perso in malo modo la finale della Coppa Cev contro i russi del Novj Urengoi. La seconda grande amarezza stagionale per la squadra di Pupo Dall’Olio dopo il flop in Coppa Italia, contemporaneamente alla gioia assaporata da Matej Cernic (mvp, bravo!) e dagli ex “italiani” Saveliev, Iakovlev, Olikhver, Ushakov, Klok e Kolchin, l'allenatore. Non ci resta che piangere. O meglio, non ci resta che Macerata, cui sono affidate le residue speranze della nostra pallavolo nel vecchio continente: la Lube affronterà in semfinale i tedeschi del Friedrichshafen, che hanno eliminato Treviso, poi – ci auguriamo – in finale se la vedrà con i padroni di casa della Dynamo Mosca, che non dovrebbero avere troppoi problemi con i francesi del Tours. Condizionale d’obbligo per un evento che potrete seguire tutto in diretta su Sky Sport Extra, la tv del grande volley.
PERUGIA IN FESTA. Chi sorride invece è la squadra del ct Massimo Barbolini, capace di centrare davanti al proprio pubblico il suo quarto trofeo internazionale (1 Champions League, 1 Coppa delle Coppe e con questa 2 Coppe Cev) battendo in finale le russe dello Zarechie Odintsovo. Per l’Italia questo è il trofeo numero 38: meno male che ci sono rimaste le donne…
BONITTA POLACCO. Da un ct all’altro. Marco Bonitta è stato presentato in pompa magna quale nuovo allenatore della nazionale polacca, pericolosa assai soprattutto se giocherà la Glinka. Pare che in conferenza stampa (davanti a tanti giornalisti, in Polonia adesso il volley tira assai) non abbia menzionato la Fipav. Meglio così: se l’avesse fatto, chissà cosa avrebbe potuto esternare dopo quello che è successo. Non credo ci sia rimasto troppo bene per il trattamento ricevuto.
BRAVA NOVARA. Ho letto su Tuttosport a firma dell'amico Adriano Torre del college che stanno realizzando a Novara. Una bellissima idea della società presieduta da Antonio Caserta e diretta da Massimo De Stefano: significa contenimento dei costi e possibilità di gestire con attenzione il settore giovanile, potendo convincere anche i genitori ad affidare a una società seria le proprie figlie laddove debbano decidere di uscire di casa per tentare di giocare ad alto livello. Conosco bene la realtà trevigiana, dove a la Ghirada arrivano da sempre le principali promesse del volley e del basket maschile italiano. Novara ha deciso di intraprendere la medesima strada: complimenti sinceri.
A PROPOSITO DI GIOVANI. Domenica ho visto Ivan Zaytzev giocare un'ottima partita a Treviso, dove ha sostituito alla grande un grande come Paolino Tofoli. Figlio d’arte (papà Viacheslav è stato il miglior palleggiatore della nazionale sovietica, mamma Irina campionessa di nuoto), è ben più di una semplice promessa, e il secondo posto della squadra di Serniotti in campionato (alle spalle della solitaria capolista Cuneo) porta anche la sua firma. Un consiglio: alla fine del match ha detto al microfono di Eleonora Cottarelli di attendere una risposta prima di prendere la decisione importante: giocare per la Russia, lui che è attualmente cittadino russo, oppure per l’Italia, se la Federazione velocizzerà l’iter burocratico. Cosa stiamo ad aspettare?
CAOS CALENDARI. Tra riforme Cev, tornei di qualificazioni olimpiche et similia, il campionato maschile e quello femminile rischiano di soffocare. Sì, perché leggo con insistenza del torneo maschile, ma non è che quello femminile sia tanto meglio, tutt'altro... Il calendario mi pare una groviera, visti i tanti punti di domanda rigurandanti l’Europa, ed esiste anche la concreta possibilità che i nostri club diano forfait. Sì, perché il campionato è più importante, ammettiamolo pure, sia in termini di risalto che di visibilità che di appeal. E pensare a 5-6 mesi si attività sarebbe eccessivamente riduttivo. Forse è il caso di mettersi intorno a un tavolo e di parlarne. Con la consapevolezze che dappertutto non si può prendere e che i tempi stringono. Ci sono risposte da dare, e sono in tanti a fare domande: non solo giocatori e società, ma anche sponsor e tv…
Buona pallavolo a tutti!
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