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OPINIONI


20.01.2007 - Buon anno a tutti. - di Lorenzo Dallari

IL PENSIERINO DELLA SETTIMANA - BUON ANNO A TUTTI  di Lorenzo Dallari
 
Innanzi tutto buon anno a tutti. Sottorete, ovviamente. Nella speranza che il 2007 vi porti tanta letizia e ci regali tanti successi pallavolistici, con un po’ più di serenità. Sì, perché mi pare veramente giunto il tempo di smetterla con i veleni che stanno tormentando il nostro microcosmo, di archiviare le polemiche personali, di piantarla con le stilettate sui giornali che non fanno che screditare le persone e il movimento. Credo che abbiamo toccato il fondo, anche a livello interpersonale, e pertanto sia giunto il momento delle riflessioni e delle proposte finalizzate ad un’ulteriore crescita della nostra pallavolo.

GIOVANI. Inizio da un argomento che nel cuore mi sta, la linfa per il futuro. Che in Italia ci sia un vuoto generazionale è un dato di fatto, soprattutto a livello maschile, e pertanto a breve la nostra nazionale maggiore ne risentirà (mi fate per cortesia un altro nome di interesse vero oltre a Matteo Martino?). Il perché è da identificarsi in maniera piuttosto articolata, come del resto ho letto in questi giorni sui giornali. Innanzi tutto ci sono meno ragazzi che si avvicinano al nostro beneamato sport (che sta tingendosi sempre più di rosa…), manca da più parti la cultura del reclutamento (e anche la Federazione non è che abbia fatto molto in tal senso…), mancano gli investimenti adeguati nel settore giovanile (a parte qualche rara eccezione come Treviso e Cuneo, che peraltro sta pagando assai generando giocatori che spaziano dalla A1 alla B), mancano bravi tecnici che decidano di dedicarsi ai giovani per insegnare loro i fondamentali e la gestione delle risorse mentali (il migliore oggi è senza dubbio l’ex azzurro Liano Petrelli, ma non ne vedo in verità tanti altri in giro), manca un CQN che sappia programmare e perfezionare, mancano modelli veri da imitare, campioni cui ispirarsi (possibile che i vari Zorzi, Bertoli, Vullo e Cantagalli possano essere utili lavorando solo a Sky? Io ne sono fiero, è chiaro, ma nessuno si è mai posto l’interrogativo di perché nessuno ha proposto loro in maniera seria incarichi dirigenziali e/o tecnici?). Può bastare? No, aggiungo che siamo incredibilmente senza l’allenatore della nazionale juniores, dopo che Angelo Lorenzetti ha lasciato l’incarico per allenare Verona (per la successione sono in lizza Schiavon, Petrelli e Burattini, in questo ordine). E allora sapere cosa vi dico? Che se non ci diamo una mossa in fretta perderemo altre posizioni, altro che Polonia e Bulgaria che ci hanno bruciato all’ultimo Mondiale. Perché se l’Italia ha vinto per 15 anni, lo ha fatto grazie a un ricambio generazionale che adesso non vedo all’orizzonte. E - come dice un mio amico molto bravo ad allenare - con degli asini non si vincono le corse contro i purosangue…

RENAN. Intanto Renan Dal Zotto, indimenticato campione brasiliano che ha deliziato a lungo il pubblico di Parma (e per poco anche di Ravenna), è stato convocato a Roma dal presidente federale Carlo Magri: lunedì e martedì hanno parlato, insieme a Libenzio Conti e Marco Bracci, della situazione che sta vivendo il nostro settore squadre nazionali. Per Renan si prospetta un ritorno in Italia per guidare un gruppo azzurro, o come ct della nazionale A o come responsabile di un progetto giovani. Ve lo avevo anticipato dopo il Mondiale in Giappone, e sapete che vi riservo sempre delle chicche appetitose (leggere news del 13 dicembre per avere conferma). O' Fenomeno è legato per un altro al Cimed, squadra che ha guidato alla conquista del titolo in Brasile, ma mi ha confermato che è disponibile a liberarsi...

SCOMMESSA VINTA. Intanto c’è da registrare l’ennesimo successo di pubblico registrato in occasione delle partite disputate durante il periodo natalizio: benissimo sia a Santo Stefano, che nell’ultimo week end del 2006 che in quello dell’Epifania. Me ne rallegro, perché il tutto esaurito registrato in quasi tutti i campi sta a confermare la bontà della scelta per la quale ha optato la Lega maschile, sposata immediatamente dalla tv per la quale mi onoro di lavorare da qualche annetto. Il grande pubblico ha confermato di amare il nostro campionato, patrimonio che deve assolutamente essere salvaguardato: se qualcuno aveva avuto dubbi al riguardo, lo invito a quale opportuna riflessione…

ELEZIONI. Intanto, a proposito della Lega maschile di serie A, sta avvicinandosi il tempo delle elezioni che porteranno a metà febbraio al rinnovo del Consiglio Direttivo e alla scelta del Presidente. Intervistato di recente da Sky Sport in quel di Modena, l’attuale numero uno Diego Mosna ha manifestato l’intenzione di passare la mano, non specificando a chi. Io sono invece dell’idea che resterà lui al timone della punta dell’iceberg della nostra pallavolo, con a fianco personaggi di qualità come Walter Lannutti, tanto per fare un nome: del resto servono imprenditori che abbiamo coraggio, moneta e voglia di mettere a disposizione di tutti le loro qualità. Senza mettere in discussione un bravo manager come Massimo Righi, che ultimamente vedo un po’ troppo bistrattato. Io non tiro la volata a nessuno – ci tengo a precisarlo – non voto e non cerco voti, altrimenti avrei fatto il politico (non dello sport) come più volte mi è stato proposto. Io voglio solo il bene della nostra pallavolo, e penso che 25 anni di passione profusa pubblicamente stiano a confermarlo (incredibile, il tempo passa davvero e in fretta…).

GRAZIE. Un particolare ringraziamento a inizio anno vorrei riservarlo a tutti quelli (in progressivo e costante aumento) che ogni giorno navigando consultano questo sito: il vostro attaccamento mi onora e mi sprona a fare sempre meglio. Ne leggerete delle belle, ve lo assicuro.

Buona pallavolo e buon anno a tutti!
11.01.2007 - Auguri a tutti - di Lorenzo Dallari

Per fortuna ci sono società che curano bene il vivavio come il Volleyball San Martino...
Un altro anno sta per andare in archivio, e come sempre è tempo di qualche considerazione finale e degli Auguri in vista del 2007 che sta ormai per accoglierci.

Cosa è andato bene? L'affetto che la gente, tutta, continua a provare per la nostra pallavolo, come confermano i  record di pubblico battuti di continuo nel nostro campionato, declinato sia la maschile che al femminile. Da questo punto di vista è stata una stagione trionfale, che dovrebbe fare riflettere tutti in prospettiva futura. Io credo - tra l'altro - che esistano le condizioni per poter crescere ulteriormente, a condizione che ci sia più chiarezza e si faccia finalmente fronte comune. Il nostro movimento è pulsante e ricco di spunti intessanti, lo avverto ogni volta che ho la fortuna di entrare in un palasport. Con il "plus" significativo della correttezza e dell'intelligenza (virtù rara....) dei nostri tifosi. Vivo in questo mondo da tantissimi anni ormai, ma non dimenticherò facilmente i 15.000 appassionati che hanno gremito il palasport di Pesaro per la finale scudetto tra Macerata e Treviso: un momento meraviglioso che ognuno di noi porterà dentro per sempre.

Cosa è andato male? Facile: il Mondiale, più quello maschile che quelle femminile. Gli azzurri hanno pagato i problemi dell'estate chiudendo con un obiettivamente deludente quinto posto, le azzurre avrebbero potuto salire sul podio ma si sono disunite sul più bello pagando in un battito di ciglio il caos che attanagliava le loro menti. Peccato, e lo dico dal profondo del cuore, anche se credo non sia sia compromesso nulla. L'importante è fare tesoro dei - peraltro tanti - errori commessi quest'anno nella gestione delle selezioni maggiori in vista dell'Olimpiade di Pechino e soprattutto del Mondiale del 2010 che si giocherà in Italia, casomai qualcuno se lo fosse dimenticato. E proprio in questa ottica la mia speranza per il nuovo anno è quella che i dirigenti che governano la punta dell'iceberg la smettano di litigare tra di loro e trovino la strada maestra che consentirà a tutti di far diventare la pallavolo uno sport ancora più grande. Il gioco al massacro non giova a nessuno...

Auguri.
Sarebbero tantissimi, ma mi limiterò a farne qualcuno in ordine sparso, iniziando dai tantissimi che mi seguono ogni giorno su questo sito manifestandomi poi "de visu" un affetto e un'attenzione insospettibili. Vi ringrazio e vi abbraccio idealmente tutti, perchè avete capito che vi voglio bene dicendo quello che penso e rappresentate lo simolo per andare avanti tra i mille altri impegni di carattere professionale che mi costringono a ritmi infernali. Poi auguri al presidente federale Carlo Magri, che vorrei meno tifoso e più programmatore, al presidente della Lega maschile Diego Mosna, che a gennaio dovrebbe essere rieletto, al presidente della Lega femminile Mauro Fabris, con il quale c'è stato feeling a prima vista, al direttore generale della Lega maschile Massimo Righi, uno dei migliori dirigenti del sport italiano in circolazione, al direttore generale della Lega femminile Massimo Morelli, che sta bruciando le tappe innamorandosi giorno dopo giorno dello sport più bello del mondo, ai ct Giampaolo Montali e Massimo Barbolini, con l'augurio che si scelgano presto pure gli staff per il settore giovanile (fondamentale per il futuro). E auguri a tutti i presidenti regionali della Fipav, che sono poi quelli che comandano davvero in Italia, ai presidenti delle società di serie A e di serie B maschili e femminili, che sono poi quelli che tirano fuori i soldi veri, al presidentissimo della Fivb Ruben Acosta, che è poi quello che comanda il mondo da oltre vent'anni e resterà al suo posto fin quando vorrà. Ma un fiume di auguri soprattutto a quei dirigenti che hanno fatto della pallavolo la propria ragione di vita e a tutti quelli che lo fanno da volontari ma con la volontà e la passione dei professionisti, perchè senza di loro non esisterebbe il volley nel nostro meraviglioso Paese. Ho preso ad esempio per tutti un vecchio amico d'infanzia che sta lavondo in maniera fantastica a San Martino in Rio, 7000 anime in provincia di Reggio Emilia, dove ha saputo creare una società modello che porta in palestra oltre 500 ragazzini e ragazzine di tutte le età: a lui va tutta la mia simpatia e anche l'aiuto concreto che ho voluto garantirgli per l'attività di base. Perchè a volte è facile predicare bene e razzolare male, soprattutto di questi tempi. Verissimo Marani - il mio amico si chiama così - non si risparmia mai e con lui tutti i suoi eccellenti collaboratori, come del resto tanti altri che conosco e tantissimi altri che non ho la fortuna di conoscere ma so esistere sparsi per l'Italia. Li ringrazio tutti quanti, nessuno escluso.

Vogliatevi bene e abbandonatevi a qualche sorriso in più. Buon Natale, Buon Anno e Buona Pallavolo a Tutti!

Ps A metà gennaio sarà pronta la Guida al Volley 2007, già stampata: siamo arrivando, preparatevi...


08.01.2007 - I quarti di finale della Coppa Italia di A2 maschile

I quarti di finale della TIM CUP A2 si svolgono con gare di sola andata in casa della squadra con migliore posizione in classifica al termine del girone di andata. Le vincenti parteciperanno alla Final Four in programma il 10 e 11 febbraio 2007.

Martedì 9 Gennaio 2007 ore 20.00
Materdomini Volley.it Castellana Grotte - Tiscali Cagliari
Arbitri: Cerquoni - Balboni

Mercoledì 10 gennaio 2007 ore 20.30
Codyeco S. Croce - Framasil Pineto
Arbitri: Montanari – Puletti
Famigliulo Corigliano - Fiorese SpA Bassano
Arbitri: Braico - Genna
Premier Hotels Crema - Sparkling Milano
Arbitri: Puecher - Astengo

25.12.2006 - Aiutatemi a capire - di Lorenzo Dallari

Gli atleti della capolista Cuneo
Cosa sta succedendo alla pallavolo italiana? Mah, sto sinceramente faticando a capirlo. Leggo su Tuttosport in un articolo a firma Adriano Torre un duro sfogo di Massimo Righi, amministratore delegato della Lega maschile di Serie A: “Siamo pronti a fermare il campionato per un anno se la Federazione non cambierà atteggiamento, non diventerà collaborativa e non si farà portavoce presso la Fivb delle esigenze di quello che è il campionato più bello del mondo”. Questo in estrema sintesi il concetto espresso, perché “stiamo assistendo a un’involuzione tecnica preoccupante, i club non possono subire calendari penalizzanti e non riescono a garantire agli investitori una visibilità adeguata”. Molti di questi problemi sono annosi, ne sento parlare da tantissimi anni e non credo che troveranno una soluzione né oggi, né domani, in quanto tutti gli altri campionati non hanno le nostre stesse necessità temporali, né Giappone, né Russia, né Brasile, né Francia, né Grecia (per limitarmi a quelli più interessanti). Un grido d’allarme forte quello di Righi, fattosi portavoce dei club, che deve fare riflettere in vista di una stagione che potrebbe risultare un imbarazzante spezzatino a causa degli impegni della nazionale: l’Italia dovrà giocare la Coppa del Mondo in Giappone a novembre, e se non si qualificherà in questa circostanza per la prossima Olimpiade, si dovrà interrompere di nuovo il campionato a gennaio per il secondo torneo che consentirà di staccare il biglietto per la Cina (eventualità tragica che non voglio nemmeno prendere in esame).
Dobbiamo dunque riflettere bene sul nostro futuro, dando vita a un progetto congiunto che sia frutto del contributo di tutti. Da tempo vado predicando unità di intenti, ma forse sono diventato un predicatore nel deserto… Il dibattito è aperto, manifesto di nuovo la mia preoccupazione per un dialogo che mi pare tra sordi e muti, e continuo a fare il tifo per il volley. Sperando in un miracolo…

FUGA SOLITARIA. Intanto il campionato continua ad applaudire il primo posto solingo di Cuneo (3-0 a Perugia), quattro punti avanti su Piacenza (3-2 su una Verona che si è vista congelare gli stipendi) e cinque su Treviso (che si è aggiudicata a fatica per 3-1 la ripetizione dell’ultima finale scudetto con Macerata). Poi a meno sei c’è Montichiari, che ha battuto Roma confermando la sua forza. Mancano quattro giornate alla conclusione del girone di andata che consentirà di capire quali saranno le protagoniste della prossima Final Eight di Coppa Italia: i valori si stanno delineando, con una situazione tutt’altro che tranquilla per i campioni d’Italia della Lube, che continuano a perdere colpi sia in Italia che in Europa. Cosa sta succedendo alla squadra di Fefè De Giorgi? Iniziamo a preoccuparci sul serio.

VOLLEYLAND. Il grande circo della pallavolo torna a Milano a inizio marzo, con il popolo degli zainetti che tornerà a riempire il Forum di Assago, Una scelta coraggiosa per la Lega maschile, che consentirà alla punta del movimento di mettersi a contatto con la base pulsante, una ghiotta opportunità per vedere all’opera i grandi campioni e per divertirsi in una due giorni dove il nostro amato sport sarà declinato in mille modi. Sono sinceramente contento perché sono certo che sarà un evento eccezionale, e nel contempo mi spiace un po’ per Forlì, che ha regalato edizioni indimenticabili di Volleyland (con oltre 20.000 persone nel week end, e scusate se è poco…).

FANCIULLE. A Milano andrà in scena anche l’All Star Game femminile, e questo mi riempie di gioia. Sia perché vedremo all’opera le migliori interpreti del campionato rosa, sia perché questa scelta conferma un proficuo rapporto di collaborazione tra la Lega maschile e quella femminile. Complimenti, era ora. E a proposito del campionato rosa: continua la fuga di Novara (a punteggio pieni a quota 12 dopo il 3-0 rifilato al Rivergaro), un punticino davanti alla coppia formata da Pesaro (3-0 al Vicenza) e da Bergamo (3-1 al Padova). La lotta al vertice promette scintille, perché Perugia e Jesi sono lì vicine…

Buona pallavolo a tutti!
19.12.2006 - Crisi di astinenza - di Lorenzo Dallari

Daniele Bagnoli

E' tornato il campionato. Finalmente, non ne potevamo proprio più di non vedere partite di livello, di non entusiasmarci per gesta spettacolari, di non vedere palasport con tanta gente entusiasta. Insomma, eravamo in crsii di astinenza. E' tornato il campionato e ci siamo divertiti molto, registrando qualche sorpresa, come il massacro subito da Treviso al PalaTiziano di Roma: il Mondiale ha lasciato tracce per il momento ancora evidentissime nelle menti e nei volti degli azzurri oggi di nuovo di orogranata vestiti, tanto frastornati da condizionare negativamente anche il pluricampione brasiliano Gustavo. Daniele Bagnoli è atteso da un lungo lavoro: ci siamo incontrati lunedì pomeriggio prima della partita in Piazza di Spagna e l'ho visto un po' preoccupato. Non potrebbe essere altrimenti. E il fatto che lo sia più di quello che credevo, è confermato dal fatto che non fa andare i titolare in Russia per giocare la partita di Champions contro la Dynamo Mosca.

PROMOSSI E BOCCIATI. A proposito di Champions: Macerata ha perso in casa anche contro i polacchi del Belchatow, forti del forte Wlazly, e adesso vede a rischio il passaggio al tunro successivo. Attenzione, adesso ci saranno ritmi forsennati tra campionato e trasferte di Coppa per molte squadre: cambia tutto, ma veramente tutto, nel giro di pochi giorni. Prima due mesi di riposo per dare spazio al Mondiale giapponese, e adesso viaggio continui, cui non sarà facilissimo adeguarsi. Promosse alla ripresa delle ostilità sono invece Vibo Valentia, vincitrice su Latina, e Modena, che accolto tra gli applausi Velasco ma poi lo ha annichilito in un'ora di gioco frastornante.

ROMA. Della capitale mi è piaciuta la passione del pubblico: più di 3.000 spettatori ad appllaudire i propri beniamini (ma anche i giocatori della Sisley, che nel cuore del Lazio poco fa hanno vinto la Champions League), un parterre de roi da far invidia a chiunque e soprattutto 200 ragazzine almeno ad attendere i giocatori sul piazzale esterno per chiedere autografi e cimeli fino alle 23.30. Non mi capitava di vedere scene del genere da diverso tempo dopo una partita di campionato: la febbre del volley sta salendo sensibilmente, e ne sono sinceramente felice.

PACE. La mia speranza è che Federazione e Lega maschile la smettando di litigare pubblicamente, sui giornali e in tv. Basta. Ci si chiuda in una stanza e si litighi quanto si vuole, ma poi si individui la strada maestra da percorrere tutti insieme, con un unico obiettivo comune: il bene della pallavolo italiana, tralasciando gli interessi privati. Il movimento del volley è uno solo, vogliamo capirlo sì o no? E soprattutto mi pare giunto il momento di comprendere che si possono conquistare nuovi, importanti spazi lasciati liberi dal calcio, che continua a pardere sostenitori e consensi. Il momento è importante, non perdiamo una ghiotta occasione per crescere ancora, tutti insieme.

MONTALI E BARBOLINI. Due parole sui ct. Dopo tanto casino intonro alla nazionale maschile, dopo le polemiche tra Montali e gli azzurri (che a dire il vero non mi paiono ancora state messe nel dimenticatoio, leggendo i giornali quasi ogni giorno...), tutto sta per svanire in una bolla di sapone. Nel senso cheil ct resterà al suo posto, con qualche modifica al suo staff. Probabilmente le novità riguraderanno le convocazioni future, con qualche esclusione importante. E Massimo Barbolini? Io sono convinto che si meriti la riconferma alla guida delle azzurre, perchè ha le qualità tecniche e umane per gestirle almeno fino a Pechino 2008. Questa è la mia idea, poi decida il presidente Magri, come sempre (e i suoi consiglieri?). Ognuno rivesta i ruoli che gli competono. E io di problemi ne ho già abbastanza.

VORTICE. Intanto, a proposito di allenatori, ne sono già cambiati tanti, tra A1 e soprattutto A2 maschile (Bonitta, Benedetti, Chiovini, Lorizio, Polidori, Lorenzetti, Dagioni, ma la lista è destinata a prolungarsi...): cosa sta succedendo? Il caso regna sovrano.

TV. Prendo spunto da un'intervista del numero uno federale in tema di televisione, argomento che tutti sanno nel cuor mi sta. Magri si è detto entusiasta del fatto che la Fipav abbia scelto la Rai per la prossima World League, perchè così tutti potranno vedere questa importante manifestazione (che il suo allenatore peraltro durante l'estate ha detto a più riprese di non sopportare...). Vero è che la Rai trasmetterà la World League (speriamo sulle reti terrestri e non sul satellite, lo dico da amante di questo sport), vero però anche che è stata Sky a mollare questo evento dopo gli ultimi deludenti risultati della nostra nazionale: pertanto non facciamo discorsi che mi ricordano tanto la storia della volpe e l'uva... Aggiungendo che auguro ogni bene alla Rai, emittente che trasmetterà pure il prossimo Mondiale del 2010 (speriamo tutte le partite, non terminando la programmazione prima delle semifinali come ha fatto in Giappone... ma questa è un'altra storia).

DONNE. Due parole per chiudere sul campionato femminile, non l'ho dimenticato: bello, avvincente e ricco di pathos. In vetta alla classifica continuano a veleggiare Novara, Pesaro e Bergamo: l'Asystel è però l'unica a punteggio pieno dopo che la Foppapedretti ha perso un punticino sul campo della temibilie Santeramo e la Scavolini (che pure nell'ultima giornata ha espugnato con autorità il Palatriccoli di Jesi) lo aveva amarrito ad Altamura. Ne vedremo delle belle, potete strane certi, anche se temo che presto il gruppo si spezzerà a metà.

Buona pallavolo a tutti!
13.12.2006 - L'epoca della pallavolo "bum bum" - di Lorenzo Dallari

Savani e Vermiglio
E’ finita come doveva finire, come tutti avevamo immaginato sarebbe finita. E’ finita con il Brasile campione del Mondo, con merito e a dire il vero senza nemmeno troppi problemi. Del resto è giusto così: la squadra di Bernardhino da diversi anni è senza dubbio alcuno la più completa, la più allenata, la più eterogenea, la più volitiva, la più intercambiabile del globo, e i suoi innumerevoli successi non sono certo frutto del caso. Sono il risultato di un gruppo fantastico, fatto di empatia e di splendide individualità, assemblate in maniera egregia da un grandissimo allenatore. Standing ovation dunque per la Seleçao, che non ha vinto la rassegna iridata in Giappone: l’ha stra-vinta, come del resto conferma il risultato della finale contro la pur volitiva e sorprendente Polonia, cui ha inflitto un pesante 3-0 concedendo ai ragazzi di Lozano la miseria di 49 punti. Pazzesco, semplicemente pazzesco. E tanto di cappello a Giba, ancora una volta miglior giocatore in assoluto (come del resto gli era capitato anche all’Olimpiade di Atene, mica la torneo di Bussolengo… Se giocherà così sa anche a Cuneo, la Bre Banca può sognare lo scudetto).

PROMOSSI. Pieni voti anche per la Polonia, che ha lavorato bene negli anni e adesso raccoglie inevitabilmente i frutti: il secondo posto finale è a dir poco eccellente. La scuola del resto è una delle migliori da sempre: adesso che si sono anche talenti fisici (Winiarski e Wlazly su tutti), i risultati sono una semplice conseguenza, con tanto di cappello a Raul Lozano. Ah dimenticavo: questo Mondiale ha confermato che si vince schiacciando forte il pallone, casomai qualcuno se lo fosse dimenticato. Insomma, siamo nell’epoca della pallavolo “bum bum” abbinata alla disciplina, non più delle storielle tecnico-tattiche.
Bene bene anche la Bulgaria, che ha chiuso con una medaglia insperata, quella di bronzo. E proprio la squadra di Stoev ha condannato l’Italia a un torneo tutto in salita. Non sono d’accordo con il nostro ct quando afferma che l’unica partita che gli azzurri hanno sbagliato è stata quella con il Brasile: ci sono state anche quella con la Bulgaria, pesante assai nell’economia del Mondiale, e poi quella con la Francia, pur ininfluente ai del risultato finale.
Abbastanza bene anche la Serbia Montenegro, che nel Paese del Sol Levante credo abbia chiuso un ciclo storico con il quarto posto che potrebbe significare l’addio dei vari Grbic, Geric, Boskan, Vujevic. Interessante notare che in semifinale sono arrivate tre squadre dell’Est Europeo: un ritorno al passato che deve far riflettere.

BOCCIATI. La Russia su tutti, decisamente male. Cosa accada alla squadra di Gaijc negli appuntamenti che contano lo sanno solo loro. O forse non lo sanno neanche loro. Hanno un potenziale fisico da spavento ma non sanno ottimizzarlo, sono troppo poco disciplinati e troppo disuniti. Peccato per loro e bene per gli avversari. Alla fine tutt’altro che esaltante il Mondiale di Germania (con l’asse di Padova) e Stati Uniti (che non riescono ad attingere talenti dall’immenso bacino delle Università), mentre alla fine è stata discreta la Francia, penalizzata alla lunga dall’assenza di un opposto di ruolo come Ruette.

E L’ITALIA? La squadra di Montali non ha fatto tutto quello che avrebbe dovuto e potuto, chi afferma il contrario sa di mentire. E la delusione l’ho vista palpabile sul volto degli azzurri. Tra i quali, nonostante le canoniche smentite e/o minacce federali, è riapparso un po’ di malumore, tradito da Valerio Vermiglio nel momento di maggior sconforto, dopo la sconfitta con la Francia a Hiroshima. Che nel gruppo ci siano - diciamo così - diversità di visione pare evidente pure a me che le partite le ho viste dalla tv, obbligato a Milano da più importanti impegni di carattere professionale a Sky. Peccato davvero, perché questa Italia meritava almeno una medaglia e forse anche la finale, se fosse riuscita ad approcciare la rassegna iridata in maniera diversa. L’oro era semplice utopia, visto il valore del Brasile, ma una replica dell’epilogo olimpico avrebbe pure potuto starci. E’ invece andata in maniera ben diversa, perché i se e i ma non hanno mai fatto la storia, nemmeno quella dello sport. I fatti dicono dunque che è stato ripetuto il risultato di quattro anni fa a Buenos Aires, con Andrea Anastasi in panchina: quella volta si gridò al fallimento e il Nano saltò. Cosa accadrà questa volta?

FUTURO Montali continua a sbandierare ai quattro venti (almeno così leggo) che ha un contratto (mi risulta blindato) fino al 2009. Ma tutti sanno che i contratti sono fatti per essere rispettati oppure rescissi, anche questa è storia di tutti i giorni. Il problema è un altro. Il presidente federale Magri crede ancora in lui? I giocatori credono ancora in lui? Perché circola con insistenza il nome di Renan Dal Zotto, altro ex ducale? Da queste tre risposte dipende il domani di una nazionale che deve pensare a due grandi obiettivi: l’Olimpiade di Pechino del 2008 e poi – anzi soprattutto, se me lo concedete – il Mondiale in casa del 2010. Non commettendo il grave errore di credere che non esistano problemi, perché di problemi ce ne sono, generazionali, strutturali, organizzativi, programmatici, di intese del movimento. E chi afferma il contrario racconta grandi bugie. Lo dico, anzi questa volta lo grido proprio perché amo questo sport meraviglioso e la sua essenza principale che è la nazionale, figlia e madre del campionato più bello del mondo. Basta fare come gli struzzi: i problemi sono fatti per essere affrontati e possibilmente risolti, con maturità e con intelligenza, quando serve con il contributo di tutti. Mi auguro di non dover tornare sull’argomento a breve, deluso dal fatto che ognuno avrà pensato al proprio piccolo orticello e nulla sarà cambiato.
E’ giunta l’ora di voltare pagina, serve un progetto comune condiviso da tutti, perché non siamo più i numeri uno, e nemmeno i numeri due, purtroppo. E non mi si venga a dire che la Polonia ha fatto meglio dell’Italia perché ha avuto un mese in più per prepararsi: i problemi sono ben altri, e chi ha buon senso e conosce le faccende del volley lo sa bene. A me – che sono per natura ottimista – il futuro fa un po’ paura, e non mi vergogno ad ammetterlo. Speriamo di ritrovare quell’umiltà che mi pare ormai un lontano ricordo…

Il dibattito è aperto, e questo contenitore è pronto ad accogliere le idee di tutti: credo nella democrazia e nella collaborazione. Chi vuole sa dove trovarmi, e le mie parole lasceranno spazio con piacere alle sue.

Intanto riprende il campionato. Se devo essere sincero… non vedevo l’ora.

Buona pallavolo a tutti!
04.12.2006 - Italia delusione mondiale - di Lorenzo Dallari

Montali tra gli azzurri
E’ finita come in molti temevano, pur sognando il contrario. E’ finita con l’Italia capace di reggere il ritmo del Brasile fino al 18 pari del primo set. E’ finita con gli azzurri che adesso dovranno consolarsi, sempre che ne siano capaci, con la finali dal quinto all’ottavo posto. Il Mondiale giapponese ha riservato dunque la più amara delle realtà alla squadra di Montali, surclassata sia come qualità di gioco che come atteggiamento da parte dei verdeoro di Bernardinho, capaci di confermare ancora una volta il valore di un gruppo eccezionale (con il quale non vinciamo una partita che conta da ben tre anni). Peccato, davvero, anche perché adesso rischia di chiudersi un ciclo storico, con qualche azzurro che potrebbe anche chiudere con la nazionale (Corsano e Papi di sicuro).

LE SEMIFINALISTE. Promosse a pieni voti sono invece Bulgaria, Brasile, Polonia e Serbia Montenegro: complimenti vivissimi a tutti. La squadra di Stoev e quella di Lozano (addirittura imbattuta!) sono le grandi sorprese della rassegna nipponica, quella di Kolakovic è andata ben oltre le previsioni e i campioni del mondo in carica la conferma al vertice. Resta la delusione di non poter competere con il gotha del volley internazionale pur nella consapevolezza che il nostro movimento è e resta di sicuro interesse.

FUTURO. E’ comunque d’uopo guardare avanti, adesso più che mai, con un progetto serio da realizzare in vista del prossima Mondiale che andrà in scena in Italia nel 2010. Basta improvvisazione, basta beghe di cortile, basta pressappochismo, basta distrazioni. La nazionale è un bene comune, non di pochi, è importante che tutti ce ne rendiamo conto. Perché in passato le vittorie hanno spesso insabbiato i problemi, mentre adesso questa cocente sconfitta (non mi interessa come verrà descritta, è quello che penso io) li metterà in risalto, con l’obbligo di affrontarli con maturità e cercare di risolverli. Senza addossare colpe ai singoli (anche se sento già parlare di Renan Dal Zotto come nuovo ct, ma mi sembra sinceramente un po’ presto…).

DOPPIA DELUSIONE. Azzurri e azzurre accomunati dalla stesso triste destino hanno fallito i loro obiettivi: tutti ambivano almeno ad una medaglia (non importava di quale metallo) e non è arrivato nulla. Pur dopo la rivoluzione attuata (dalle ragazze) e minacce di vario tipo (dei ragazzi). Tra poco verificheremo se questa intensa amarezza si ripeterà sul nostro campionato in termini di appeal e di affluenza di pubblico, anche se da amante autentico di questo sport mi auguro che questo non accada. L’impegno di tutti, a questo punto, deve essere amplificato. Non dimenticandoci di abbandonarci a qualche pausa di riflessione: l’errore più grave sarebbe quello di pensare che non siano stati commessi errori.

Buona pallavolo a tutti!
02.12.2006 - Le quote Totosì sulla finale Mondiale maschile

Brasile -Polonia, la grande sfida
Testa a Testa              Set betting
                         1 2 3-0 3-1 3-2 2-3 1-3 0-3
POLONIA-BRASILE 2,70 1,37 10,00 7,20 5,45 4,55 3,15 2,90
28.11.2006 - Italia, avanti o indietro? - di Lorenzo Dallari

Semenzato e Vermiglio dell'Italia
Italia alla prova del nove. Domani mattina alle 7, avversaria di rango quel Brasile che ha iniziato il Mondiale con i favori del pronostico e che resta indiscutibilmente la squadra da battere. Se andrà bene – come ci auguriamo tutti – si continuerà a sognare una medaglia; in caso contrario sarà veramente dura ambire alle semifinali, anche se l’ultima giornata della seconda fase propone due sfide elettrizzanti e importanti come Brasile-Bulgaria e Italia-Francia. Gli azzurri, che vengono da sei vittorie consecutive in Giappone, non battono la formidabile squadra di Bernardinho dal 2003 in una competizione che conta: che sia finalmente la volta buona? Per la legge dei grandi numeri potrebbe pure essere…
“Vincerà chi sarà più bravo nel mettere a nudo i difetti degli avversari – ha sentenziato Montali alla vigilia della partita più importante della rassegna iridata – e anche la panchina è una risorsa importane a mia disposizione”. Concordo con questa disamina del ct, aggiungendo che di difetti in verità io ne ravviso pochi nei verdoro. Voi?

GRANDI ASCOLTI. Intanto gli azzurri stanno facendo un grande sport alla pallavolo , con ascolti da capogiro. Anche domenica 1.097.000 telespettatori per assistere a Italia-Cuba su RaiTre, con il 15,34 di share. Un motivo in più per sperare che l’Italia vada avanti.

GAZZETTA A PROVA DI SKY. Leggo con piacere ogni giorno sulla Rosea i commenti di due grandi giocatori che mi pregio di aver scelto per commentare le partite di volley su Sky Sport. Non è che avessi molti dubbi al riguardo, ma sapere che Andrea Zorzi e adesso anche Fabio Vullo sono gli opinionisti di questo prestigioso quotidiano mi riempie di orgoglio. Confermando che posso contare su una grande squadra, completata da un tris d’assi del calibro di Franco Bertoli-Andrea Anastasi-Luca Cantagalli (che resta al microfono nonostante riprenda a giocare).

CAMPIONATO COL BOTTO. Nel week end ha preso il via il campionato femminile regalando subito due grandi sorprese: Santeramo ha steso le campionesse d’Europa della Despar Perugia (con mamma Gioli già in campo due mesi e mezzo dopo il parto!), mentre Vicenza ha vinto a Chieri. Ci sarà di che divertirsi, potete starne certi, con tante pretendenti al ruolo di protagoniste assolute. In A2 invece c’è una grande favorita alla promozione: si tratta di Sassuolo. Non so davvero che potrà contrastare la marcia della formazione ideata dal patron Giovanardi.

Buona pallavolo a tutti!
27.11.2006 - Azzurri alla prova della verità - di Lorenzo Dallari

I giocatori dell'Italia
Missione compiuta, almeno per il momento. Parlo ovviamente del Mondiale maschile, nel quale l’Italia ha passato il turno alla seconda fase senza troppi problemi, come del resto era facilmente preventivabile. A parte la sconfitta nella giornata inaugurale con la Bulgaria (meno prevedibile), percorso netto per gli azzurri, con qualche set perso qua e là. Adesso arriva il bello, con quattro sfide delicate: nell’ordine Germania, Cuba, Brasile e Francia (che continua a stupire per gioco e risultati). L’accesso alle semifinali è alla portata della squadra di Montali, anzi mi pare d’obbligo: fallirlo significherebbe un brutto passo falso non solo per la nazionale, ma per l’intero volley italiano. I ragazzi possono e devono farcela. Leggo che il ct parla di cuore e di organizzazione di gioco per non fallire l’obiettivo. Io parlerei più che altro di facce che tradiscano la voglia di vincere e di schiacciate al fulmicotone, perché la pallavolo moderna è determinata prevalentemente dalle botte da orbi. Come del resto ha insegnato la Russia nel torneo femminile.

BRAVO CAPRARA. Il buon Gianni si sta godendo, giustamente, il trionfo iridato. Ha messo a tacere i suoi detrattori (in Russia) e ha confermato le sue grandi qualità. E’ stato ricevuto tra mille onori nientepopodimeno che dal presidente Putin, che in quella circostanza lo ha fatto parlare al telefono con Romano Prodi. Quelli che lo avevano messo in discussione sono costretti a rimangiarsi tutto, perché la vittoria giapponese (contro un’avversaria di rango come il Brasile) porta indelebile la sua firma: e adesso – come premio – ha chiesto poche onorificenze ma il diritto di avere il passaporto russo come sua figlia Nika e la sua compagna Irina Kirillova (che la ha aiutato non poco nella gestione del gruppo oltre che nella traduzione dei suoi pensieri). Credo proprio che debba essere accontentato…

VELENI. Il Mondiale femminile ha lasciato qualche strascico polemico. L’ex ct Marco Bonitta non ha perso tempo ed è passato all’attacco delle sue ex giocatrici dopo il quarto posto iridato. Parole dure, anche per il suo vice Mencarelli, che ha risposto pubblicamente. Una serie di botte e risposte che speriamo si sia concluso. Senza sindacare da che parte stia la ragione (occorrebbe aver vissuto la nazionale dal suo interno), ci tengo a precisare che forse sarebbe stato meglio chiarirsi a quattr’occhi invece che sui giornali. Però capisco anche lo stato d’animo di Bonitta, che da monarca incontrastato di tutto il movimento azzurro si è sentito tradito e poi aggredito dal gruppo. O dal branco, se preferite. La vita mi ha purtroppo insegnato che finisce quasi sempre così…

BRAVO GIACOBBE. Chi il suo Mondiale l’ha già vinto è senza dubbio Antonio Giacobbe, che ha guidato la Tunisia a una storica qualificazione alla seconda fase. Sono molto contento per il tecnico toscano, persona per bene e bravo allenatore. Si è pure adeguato alla vita dei suoi giocatori pe capirli meglio, diventando buddista: lo abbraccio forte, per il miracolo compiuto e per il bell’esempio che ha dato ai suoi colleghi più giovani lanciando sei anni fa una sfida importante prima di tutto a se stesso. E la sua vittoria personale di oggi è anche la vittoria del coraggio e della determinazione.

Buona pallavolo a tutti. E speriamo che torni presto il campionato, non ne possiamo più di stare senza… E per fortuna che nel week inizia quello femminile: in bocca al lupo a tutte le protagoniste!
 
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