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29.10.2005 -
SECONDO LIBERO SI', SECONDA BATTUTA NO - di Lorenzo Dallari
Scatta un'altra rivoluzione per la pallavolo, voluta dalla Federazione Internazionale: dal 2006 verrà consentito di inserire nei 12 (la rosa non aumenterà) un secondo libero, e fin qui tutto bene. Era nell'aria, già quest'anno durante la World League è stato sperimentato un libero utilizzabile in caso di infortunio del titolare. E' giusto, sono d'accordo, soprattutto in considerazione dell'importanza che questo ruolo esercita oggi nell'economia della pallavolo moderna.
La novità clamorosa riguarda invece la sperimentazione (forse in occasione della World League e del Grand Prix, i laboratori del volley, ma comunque in Paesi e competizioni ancora da definire) della seconda battuta - come nel tennis - quando la prima finisce fuori o in rete. Secondo le previsioni dei soloni che l'hanno ideata, le partite si allungheranno di 2 minuti ogni set. Sarei curioso di sapere come hanno calcolato questi tempi, perchè a mio peraltro modesto modo di vedere i set dureranno invece almeno 4-5 minuti in più. Perchè in tanti forzeranno al massimo il primo servizio, avranno più possibilità di sbagliarlo, e in questo caso si dovrà effettuare il secondo con continue frammentazioni del gioco. Risultato, partite più lunghe di 15-20 minuti. Per me è sinceramente troppo. Se poi aggiungo che mi occupo di televisione, è assolutamente troppo, perchè si andrebbe ad accentuare quello che è il problema endemico del nostro amato sport (ai tempi del cambio palla ho commentato anche partite lunghe 3 ore e mezza...).
Credo sia opportuno riflettere al meglio su questa innovazione. La Fivb del resto ha spesso avuto idee geniali e le ha confermate (su tutte il rally point system, ma anche la battuta dai nove metri di fondo campo, il libero, il tocco di piede, la permissività difensiva, la battuta che può toccare la rete: tutto a beneficio dello spettacolo). Qualche volta ha anche fatto in fretta dietro-front (leggasi ad esempio il giudice di linea posizionato sui tre metri, visto durante la World League del 2005 e non confermato). Ovviamente mi riservo di giudicare i fatti, ma credo che stavolta ci siano pochi pro e tanti contro. Anche se qualcuno mi ha fatto notare che il problema sarebbe più accentuato con gli uomini che con le donne. Staremo un po' a vedere, ma sono molto scettico.
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16.10.2005 -
I miei pronostici sul campionato maschile - di Lorenzo Dallari
E' scattato il campionato maschile numero 61 della storia del nostro meraviglioso sport, e allora è d'uopo abbandonarsi a qualche riflessione.
1 - CHI VINCERA'? La favoritissima è senza dubbio la Sisley Treviso, una macchina da guerra (pallavolistica) che non ha cambiato alcunchè rispetto alla passata stagione e che non ha punti deboli. La squadra di Daniele Bagnoli deve però concentrarsi molto anche sulla Champions League, obiettivo dichiarato della proprietà: basterà per distrarsi? Non credo...
2 - LE ANTAGONISTE - Su tutte - mio modo di vedere - c'è la Copra Berni Piacenza, che ha sì nella ricezione il suo ormai proverbiale tallone d'Achille, ma che possiede pure una serie di martelloni da palla alta da mettere paura. E se arriverà in finale, saranno dolori per tutti. Poi un gruppetto che comprende Brebanca Lannutti Cuneo (mi piace, Prandi è bravo e motivato, gli schiacciatori sono di primissimo livello, bisogna vedere cosa farà Anderson), Cimone Modena (la diagonale Ricardo-Sartoretti è da sogno, è da verificare la batteria dei martelli), Lube Banca Marche Macerata (che però deve superare lo choc post-Golas e deve metabolizzare Paparoni titolare), e Rpa-Caffè Maxim Perugia (che ha allestito davvero un super gruppo, con tante varianti per ogni ruolo, adatto a giocare sia in campionato che in Champions).
3 - OUTSIDERS - Attenzione alla Tonno Callipo Vibo Valentia, ha migliorato non solo il sestetto (con Lasko opporto) ma tutta la formazione (con ottimi centrali e tre martelli del calibro di Pascual, Murilo e Rosalba). Da verificare la Marmi Lanza Verona, che ha mantenuto l'intelaiatura delle sua squadra-sorpresa, ma ha fatto la scommessa su un opposto giovane (Moro), e la Benacquista Latina (che comunque ha il grande merito di aver mantenuto vivo il volley nel Lazio). Potrebbe andare meglio del previsto l'Acqua Paradiso Gabeca Montichiari (se Meszaros manterrà le premess-promesse), e un occhio di riguardo all'Itas Diatec Trentino, che in molti dicono aver perso di competitività, ma che secondo me sarà una mina vagante (con Meoni in regia, Andrè Nascimento - che a me piace - opposto, buoni e centrali più Savani e Morsut di mano).
4 - SALVEZZA - Per restare tra grandi la lotta - sulla carta - pare ristretta alle due neo-promosse Codyeco Santa Croce e Tiscali Cagliari, nonchè alla Giotto Padova (che ha trovato finalmente un'amministrazione comunale sensibile allo sport!). Però, però... attenzione alle sorprese. Il campionato sarà come sempre imprevedibile, e qualcosa di inimmaginabile lo riserverà.
5 - TV/SKY - Tre partite alla settimana (sabato ore 16.15, domenica ore 18.00, lunedì ore 20.30), un sogno, un obiettivo che nessuno avrebbe sinceramente potuto immaginare sarebbe mai stato centrato dalla pallavolo. Ed invece è tutto vero: è questo l'impegno di Sky Sport 2, ogni settimana. E in più una striscia di incontri dal lunedì al venerdì, dalle ore 15.30 alle 17.00 (al lunedì la serie A2) per trasmettere ogni giorno una partita. Il tutto con i commenti doc di Andrea Zorzi, Fabio Vullo, Franco Bertoli e Andrea Anastasi, l'ex ct che si è aggregato al gruppo.
6 - LEGA - La Lega maschile ha fatto grandi sforzi per dare vita ad una grande stagione (non solo il campionato, ma anche gli eventi: Supercoppa Italia a Milano, All Star Game a Firenze, Coppa Italia quasi sicuramente a Forlì). Un plauso Massimo Righi e la sua efficientissima struttura lo meritano davvero. E adesso stiamo un pò a vedere cosa succederà in vista del campionato numero 62, visto che ci sono tanti problemi di date legati al Mondiale programmato in Giappone per novembre. Una sola raccomandazione: non bisogna dimenticare che gli interessi in ballo sono tanti, che ci sono tanti sponsor coinvolti, e che molti contratti (compreso quello con la tv) sono in scadenza.
PS Grazie alla grande opportunità che mi è stata riservata ancora una volta, quella di presentare il campionato al Teatro Romano di Verona. E' stata una serata indimenticabile, che mi ha regalato emozioni uniche. E i presenti hanno potuto capire di cosa è capace la pallavolo...
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24.09.2005 -
Azzurri campioni d'Europa - di Lorenzo Dallari
Missione compiuta, dunque. Gli azzurri hanno conquistato il titolo europeo per la sesta volta nelle ultime nove edizioni della rassegna continentale, e questo risultato eccezionale rappresenta uno dei tanti vanti del nostro movimento. Mi hanno scritto e telefonato in tanti per sapere cosa penso di voi, e allora eccoci qui con i commenti. Con una premessa: ringrazio tutti gli amici della pallavolo, perchè questo sito ha registrato quasi 10.000 visitatori nei tre giorni del tripudio. Un successo nel successo, se si pensa che è andato on-line solo due mesi fa. Sinceramente non lo avrei nè creduto, nè sperato...
PUBBLICO. Inizio dai tifosi, visto che ne sono affluiti quasi 100.000 al Palalottomatica nel corso della kermesse continentale. Tanti, corretti, appassionati, fondamentali ai fini della vittoria degli azzurri, perchè la loro spinta in finale è stata determinante. Come sempre il pubblico del volley rappresenta il fiore all'occhiello di tutti noi, e io sono fiero di avere da un ventennio un rapporto speciale con loro. Tutta l'Italia si è accorta di loro, e ancora una volta si è meravigliata. Io no. Sono grandi, e hanno confermao di essere i migliori. E vincere in casa ha un sapore tutto diverso! ORGANIZZATORI. Un plauso immenso a coloro che hanno reso possibile tutto ciò, a tutti quelli che si sono adoperati, curando ogni particolare. Bravo il presidente del Col Giovanni Malagò, consapevole di quanto fosse significativo questo banco di prova per correre alla poltrona di presidente del Coni, bravo il vicepresidente Jacopo Volpi, amico-rivale di mille battaglie in tv che ha confermato di avere la pallavolo che gli scorre e nelle vene e riesce ancora a emozionarsi per gli azzurri, bravo il presidente regionale Luciano Cecchi, che ha veicolato un fiume di persone all'Eur, bravo come sempre David Stucchi, l'anima della Fipav, che so aver perso qualche anno di vita per la causa del volley (e che la pallavolo spero non perda...). AZZURRI. Loro sono stati a dir poco fantastici. Chi l'avrebbe detto che sarebbero saliti sul gradino più alto del podio? Forse nemmeno loro, alla vigilia dell'Europeo. E invece hanno interpretato la manifestazione in maniera pressochè perfetta, hanno regolato d'autorità gli avversari facili, hanno fatto tesoro della sconfitta con la Russia nella fase di qualificazione, hanno stretto i denti contro la Serbia Montenegro in semifinale e si sono a dir poco superato nell'atto conclusivo. Chi li aveva visti durante la World League non avrebbe certo potuto immaginare questo risultato... SASSOLINI. Qualcuno (Montali) ha detto che questa vittoria era pure la risposta alle critiche che l'Italia aveva ricevuto per non essersi qualificata alle finali della World League. Qualcuno (io) risponde che quelle critiche erano giustificate da un risultato negativo e da un gioco assente, anche se giustificato dai tanti infortuni e dal poco tempo a disposizione. Anzi, aggiungo che quelle critiche (fatte con la partecipazione di chi vuol bene a questa nazionale) forse a qualcosa sono anche servite. Ne ho parlato con qualcuno degli azzurri. E adesso vorrei complimentarmi pubblicamente con loro per quello che hanno saputo fare, in tema di risultati e di gioco espresso. MONTALI. Ovviamente in tutto questo c'è lo zampino del ct, un vincente ( il suo palmares parla da solo) che ha dato un'anima a un gruppo fortemente rinnovato. E' bravo, ha una bella immagine pubblica e questo lo reputo il suo capolavoro. Deve solo ricordarsi di chi nel tempo gli è stato vicino e non circoscrivere i giudizi al presente... SINGOLI. Tutti bravi gli azzurri, con tre menzioni speciali: Alberto Cisolla, eletto con merito il migliore in assoluto, diventato il principale punto di riferimento dei suoi; Gigi Mastrangelo, l'unico centrale al mondo insieme a Gustavo che riesce a spostare gli equilibri; Matej Cernic, il pulcino che si è trasformato in leone in finale facendo riflettere i nostri dirigenti che lo hanno fatto emigrare in Grecia. RUSSIA. Un piccolo grazie anche alla Russia, una formula uno (in quanto ad attaccanti) affidati a un pilota di GT (il palleggiatore). Speriamo che non trovino mai un nuovo Zaitzev o un nuovo Losev... Una domanda: e Stas Dineikin dov'era? RAI. Un ottimo lavoro, davvero, con una copertura inimmaginabile. E la scommessa di trasmettere tante partite in prima serata premiata da ascolti da capogiro. Qualcuno grida ancora al miracolo, festante. Io no, ne ero certo. Del resto la storia parla chiaro, e la nazionale ha sempre fatto numeri impressionanti. SKY. Qualcuno, ubriacato da tutto ciò e da promesse che nessuno manterrà mai, adesso parla addirittura di rivedere per il futuro il rapporto con Sky (che ringrazia per il traino eccezionale, visto che da domenica inizia a trasmettere il campionato). Certo che se adesso parlano anche i Cattaneo... POLITICI. Sono ovviamente saliti in tanti sul carro dei vincitori, come sempre accade. Ne ho visti molti a Roma felici per la pallavolo, dichiarandosi innamorati di questo sport (!). La mia speranza è che si ricordino dei 14.000 del Palalottomatica garantendo alla Federazione Italiana il necessario supporto finanziario in vista del Mondiale 2010, che a questo punto si è concretizzato quasi definitivamente: sarà in Italia, state tranquilli. E ci sarà anche la copertura tv, fondamentale per la firma del contratto, Rai o Sky che sia. GRAND CHAMPIONS CUP. Grazie a questa vittoria, l'Italia adesso prenderà parte alla rassegna giapponese di novembre: in palio tanti bei dollaroni e la possibilità di misurarsi con i più forti.
Per il momento però godiamoci questa grande vittoria, la vittoria di tutti quelli che amano (davvero) la pallavolo. E un abbraccio (sincero e forte) a tutti questi meravigliosi ragazzi. Sono stati davvero grandi.
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02.09.2005 -
Europei maschili 2005, banco di prova per il futuro - di Lorenzo Dallari
Gli Europei maschili rappresentano un punto di ripartenza importante per tutta la pallavolo italiana, per vari motivi. Innanzi tutto si deve confermare che il movimento è ancora vivo pure in campo maschile, nonostante il 75 per cento abbondante dei tesserati sia donna. E poi si deve dare un'impronta al rinnovo generazionale dell'Italia di Montali, che nella prima parte dell'estate 2005 ha fatto flop condizionata in verità da qualche infortunio eccellente (su tutti Fei e Savani, per fortuna ora recuperati). Ma soprattutto il nostro Paese (e Roma in particolare) deve dimostrare di essere pronta per ospitare un grande manifestazione come i Mondiali del 2010, che la Fivb attende di assegnare entro la fine dell'anno: ecco perchè questo Europeo rappresenta un importante banco di prova. Si parte con la benedizione del Governo, rappresentato in sede di presentazione ufficiale dal sottosegretario Gianni Letta (dettosi addirittura amante del nostro sport...): mi auguro che si arrivi all'ultimo giorno con un succcesso senza precedenti. Amnche sportivo, sia chiaro, perchè non bisogna dimenticare che gli azzurri devono difendere il titolo conquistato due anni fa (contropronostico) a Berlino. Pensando a domenica 11 settembre e non a Pechino 2008. Diciamo, senza tema di smentita, che gli stimoli non mancano, perchè fallire sarebbe molto grave. In bocca al lupo dunque a Montali e ai suoi ragazzi (arrivederci a Semenzato, l'ultimo degli eslcusi) e auguroni pure alla Rai, attesa da un compito non facile: regalare emozioni per divulgare il verbo del volley a tutti. Per chiudere un piccolo consiglio: attenzione alla Polonia. I posti per le semifinali, dice la matematica, sono due: e nel girone dell'Italia c'è anche la Russia...
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25.08.2005 -
Franchi lascia la Lega femminile? - di Lorenzo Dallari
Da diversi mesi sento parlare dell'eventualità che Francesco Franchi lasci la presidenza della Lega femminile, ma soprattutto in qusti ultimi tempi i rumors si stanno intensificando. Siamo dunque in dirittura d'arrivo all'esperienza del dirigente fiorentino alla guida del movimento più importante della pallavolo italiana, visto che il nostro amato sport è sempre più tinto di rosa? Solo lui può dare la risposta, in quanto solo lui può interrompere anticipatamente il suo mandato. Quello che posso dire io è che Francesco (di cui si era parlato in un recente passato anche quale successore di Magri alla Fipav) è un bravo dirigente, assolutamente super partes, con buona conoscenza dell'ambiente e delle sue regole, e con un'eccellente considerazione da parte del gran capo della Fivb Ruben Acosta (anche se i rapporti si sono raffreddati negli ultimi tempi a causa della scelta del pallone utilizzato in campionato). Si parla anche dell'alternativa a Franchi, ovvero Carlo Iacone, presidente della Despar Perugia campione d'Italia, perfettamente integrato nei meccanismi del sistemi ma evidentemente legato a un club. Siamo dunque sinceramente curiosi di vedere cosa succederà prima o dopo gli Europei di Zagabria. Ma pure nell'eventualità che Franchi decida di lasciare, spero comunque che la pallavolo non lo perda come dirigente: sarebbe un grave errore.
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02.08.2005 -
Nazionale o campionato? Il dibattito è aperto - di Lorenzo Dallari
Prendo spunto dalla qualificazione degli azzurri per il prossimo Mondiale, in programma nel 2006 in Giappone. Missione compiuta a Napoli, per fortuna, con però tanti inevitabili problemi per la prossima stagione. Che problemi? I soliti di sempre. Chi vive la pallavolo da tempo li conosce bene, ogniqualvolta arriva un appuntamento importante per la nostra nazionale: quanto tempo dedicare alla preprazione della manifestazione? Quanto tempo di riflesso sottrarre al campionato? Montali ha già iniziato a parlarne, chiedendo due mesi per preparare la kermesse nipponica, il che - traducendo - significherebbe iniziare il campionato 2006-2007 non prima di metà dicembre (la rassegna iridata andrà in scena dal 17 novembre al 3 dicembre). Il ct ha le sue ovvie ragioni e comprensibilmente le difende, come facevano in passato Velasco, Bebeto e Anastasi. Abbiamo i capelli bianchi per aver vissuto quei momenti e ancora buona memoria per ricordarli bene. Che fare allora? Iniziare prima il campionato senza gli azzurri e senza buona parte degli stranieri (impegnati a loro volta nelle rispettive nazionali) oppure giocare qualche giornata con formazioni rimaneggiate, come avvenne nel 1998? E' opportuno giocare prima la Coppa Italia? Occorrerà far slittare tutto, rinunciando inevitabilmente alle Coppe Europee per mancanza di tempo (dovrendo concentrare tutto in soli 5 mesi)? Prevarrà la ragion di Stato pallavolistica? E se sì, come probabilmente vorrà fare la Federazione, come reagirà la Lega maschile? Cosa si racconterà ai tifosi e agli sponsor che tanto investono nel campionato? E alle tv che lo trasmettono e tanto trasmettono per farlo? Il dibattito è aperto, la soluzione del problema - come sempre - molto difficile. Torneremo su questo argomento, inevitabilmente. Buona giornata e buona pallavolo a tutti.
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21.07.2005 -
Il Brasile domina il mondo - di Lorenzo Dallari
Con un fantastico uno-due World League-Grand Prix, il Brasile ha confermato la sua indubbia leadership internazionale. La pallavolo verdeoro sta dominando il mondo, e non si intravede - soprattutto in campo maschile - chi possa contrastare a breve il suo predominio.
E' pur vero che adesso Bernardinho ha due soli martelli di livello, Dante e Giba, e che il ricambio di Mauricio quale secondo palleggiatore non è un giovane di talento ma l'esperto Marcelo, pero' anche a Belgrado si è avuta la conferma che questa squadra oggi non ha eguali a livello internazionale, gioca una bella pallavolo, si diverte (forse un po' meno del solito) e vince (come al solito).
Zé Roberto invece ha già dato vita al ricambio generazionale e la risposta del suo nuovo gruppo è stata eccellente, con il primo posto di Sendai e con la conferma che il movimento continua a generare giocatrici di livello assoluto come Paula, Sheila, Caroline e Renata. E in Giappone non c'erano nè Fernanda nè Fofao!
Zé Roberto, desideroso di tornare in Italia, mi ha detto che il Brasile vince perchè ha organizzato molto bene il lavoro, ma che questo Paese dal punto di vista pallavolistico sta andando in controtendenza rispetto al resto del mondo: sono infatti più i ragazzi rispetto alle ragazze a giocare oggi a pallavolo, e questo potrebbe essere un problema per il futuro.
Un po' dappertutto, e in particolar modo in Italia, il problema è invece contrario. E questo grido d'allarme deve fare riflettere per il futuro: se in effetti la nazionale di Montali non è stata presente per la prima volta alle finali della World League, quella di Bonitta ha confermato nel Paese del Sol Levante di poter guardare con ottimismo al domani, visto che le giovani azzurre di oggi - già forti - possono solo migliorare e mantenere l'Italia ai vertici assoluti.
Per chiudere un rammarico. Ho ricevuto una mail da Luca Soccol, grande appassionato di pallavolo, presente a Belgrado con alcuni amici: mi scrive che al momento delle premiazioni, alcuni giocatori del Brasile (Giba, Anderson, Gustavo) hanno indirizzato al suo gruppo che sventolava il tricolore epiteti e risa, sottolineando l'assenza degli azzurri a questo appuntamento. Questo episodio mi rattrista alquanto. Peccato. Ogni commento mi pare superfluo.
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16.07.2005 -
Perché l'Italia femminile vince - di Giovanni Guidetti
L`Italia vince. L`Italia batte Giappone, Cina e Cuba perdendo un set in 3 partite. L`Italia gioca bene e attualmente e' la piu' seria candidata alla vittoria del Grand Prix qui a Sendai. E tutto questo ha una sola motivazione: il bellissimo gioco che stano esprimendo Lo Bianco e compagne. Un gioco moderno, fatto di un cambiopalla molto rapido, con palloni velocissimi in posto 4, primi tempi anticipatissimi e seconde linee. E una fase "punto" pressoche` perfetta con la battuta piu' tattica e precisa tra tutte le squadre qui in Giappone e una fase muro-difesa da antologia, con scelte perfette dei centrali, ora Barazza, ora Anzanello, ora Vincenzi. Senza dimenticare una difesa sempre al posto giusto e al momento giusto, e un contrattacco che funziona a meraviglia con Fiorin, Cella e Centoni che mettono a terra l`impossibile.
Brava davvero questa giovane Italia che fara' tremare le "senatrici" rimaste a casa davanti agli schermi di Sky che cosi possono ammirare (e preoccuparsi per il posto) quanto bene stanno facendo le varie Fiorin, Cella, Centoni, Ortolani (tutte queste sconosciute nel panorama della serie A1 giocata) e tutte le altre.
E` il modulo Italia che sta facendo la differenza nel mondo della pallavolo di vertice. Cuba e Cina, tanto per citare due tra le grandi di sempre, non hanno scoutman, raramente preparano le partite e non stiamo neanche a parlare di video tattici, visto che non sanno neanche cosa siano. Le azzurre invece, con uno staff molto piu` numeroso di qualsiasi altra partita, stanno dimostrando che l`organizzazione paga, che lo studio degli avversari e' fondamentale, e che tutto quel lavoro al computer che sta dietro ad ogni gara, serve eccome. Ma serve applicarlo bene. Complimenti dunque a tutte le ragazze che riescono ad eseguire alla lettera tutto cio` che Bonitta & c. vogliono. E i risultati si vedono!
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13.07.2005 -
Viva il Brasile - di Lorenzo Dallari
Vincendo la sua terza World League consecutiva, la quarta nelle ultime cinque edizioni, la nazionale brasiliana di Bernardinho ha confermato una leadership internazionale che con conosce contrasti. I verdeoro, un tempo eccellenti solo in attacco, oggi impressionano per la loro straodinaria organizzazione di gioco, abbinando alla fantasia e a una temibile forza d'urto, un muro fantastico. Oggi e' il Brasile la squadra piu' forte al mondo, e non solo perche' ha vinto anche il Mondiale a Buenos Aires e l'Olimpiade ad Atene, ma perche' il gruppo e' forte e completo in ogni reparto, con tante varianti tattiche e la possibilita' di tenere alto il ritmo, in partita ma anche in allenamento. Dodici giocatori di altissimo livello, ispirati dal genio di Ricardo. Una squadra forte che ha acquisito la consapevolezza dei propri mezzi, e che anche alla finale della World League a Belgrado ha confermato di non conoscere rivali. Pur avendo perso malamente il primo set, ha saputo ritrovarsi in fretta schiacciando una Serbia Montenegro che sta palesando sempre piu' i suoi limiti di organico (cosa succedera' quando smetteranno Goran Vujevic e Nikola Grbic?). L'unico limite per questo gruppo fantastico (che sa esaltare chi ama la pallavolo) potrebbe essere in posto quattro, dove Giba e Dante non paiono avere sostituti degni di loro. Ma la scuola brasiliana e' estremamente prolifica, vicino a Rio de Janeiro la squadra puo' lavorare con serenita' forgiando nuovi campioni e in Brasile esistono cultura e amore per la pallavolo. Il futuro, insomma, pare essere ancora verdeoro.
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