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| OPINIONI |
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| 05.05.2008 - Il valzer delle panchine |
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Semplicemente fantastica: l’Itas Diatec Trentino ha dominato la prima sfida della finale maschile piegando per 3-0 una Copra Piacenza che ha resistito per due set ma poi ha issato bandiera bianca. Davanti a un pubblico a dir poco fantastico, la squadra di Radostin Stoytchev ha confermato il suo momento di forma straordinario giocando una partita praticamente perfetta: eccellente in ricezione, devastante a muro (9-0 alla fine!) e inarrestabile in attacco con il trio delle meraviglie Kaziysky-Nikolov, Winiarski, splendidamente ispirato da un bravissimo Nikola Grbic. Gli emiliani di Angelo Lorenzetti, fin troppo condizionati dalla scarsa incisività dei suoi opposti (prima Simeonov, ancora indietro nel ritmo-partita dopo l’infortunio al calcagno destro, e poi Granvorka), hanno trovato in Marco Meoni il solito punto di riferimento (peraltro condizionato da una ricezione un po' ballerina) e in Zlatanov il solito, micidiale terminale offensivo ma non c’è l’ha fatta ad arginare lo strapotere dei propri avversari. Che in tutti i play off hanno perso un solo set, a Modena. E’ vero che i trentini sono più riposati e hanno potuto lavorare con maggiore serenità rispetto ai propri avversari (niente Coppe Europee, fuori subito dalla Coppa Italia) ed è vero che Piacenza è in emergenza da diversi mesi e sta facendo gli straordinari tattici e fisici; è vero che Trento gioca benissimo fin dall’inizio della stagione e ha perso solo 1 partita in casa e 4 in trasferta (due con Treviso, la sua bestia nera, che l’ha poi messo out anche a Bassano) ed è vero che i biancorossi stanno cambiando spesso l'assetto tattico e non sempre riesce il miracolo; è vero che l’Itas è grande favorita a questo punto e che Piacenza dovrà regalare ai suoi tifosi l’ennesimo colpo di coda per restare in corso per lo scudetto: tutto ciò premesso, la finale numero 27 della storia dei play off sta regalando una bella pallavolo, e domenica al Palabanca promette ancora spettacolo, emozioni, e tantissima gente (in diretta su Sky Sport 2 alle 18.15, con il commento di tre campioni del calibro di Franco Bertoli, Andrea Zorzi e Fabio Vullo). E se la Copra riuscirà ad impattere la situazione, impresa realizzabile pur se ardua, si andrà di nuovo nel cuore delle Dolomiti mercoledì prossimo 7 maggio.
IL VALZER DELLE PANCHINE. Intanto a bordo campo si parla, e tanto di volley mercato. A tener banco per il momento sono soprattutto gli allenatori: confermato Andrea Giani a Modena e confermato Renan Dal Zotto a Treviso (i due potrebbero scambiarsi i palleggiatori, chissà…), non sono ovviamente in discussione nemmeno i due finalisti, Lorenzetti (tre play off giocati e tre finali centrate, le altre due con Modena) e Stoytchev (subito in finale al debutto in A1, in passato c’erano riusciti solo Velasco nel 1986, battendo Bologna, e Bebeto nel 1991, perdendo con Ravenna). Mentre Montichiari pare sempre più vicina a Mauro Berruto e Padova si tiene ben stretto Bruno Bagnoli, gira più inistente la voce di un possibile arrivo di Flavio Gulinelli a Cuneo (dove peraltro Prandi ha ancora un altro anno di contratto e la società piemontese continua in verità a smentire l'ipotesi del cambio). De Giorgi resta a Macerata, Di Pinto ha firmato con Perugia, Radames Lattari aspetta di conoscere il futuro di Taranto e Ricci quello di Milano. Roberto Serniotti ha invece salutato Roma, che sta sognando il ritorno in Italia di Daniele Bagnoli, fresco del titolo russo con la Dinamo Mosca dopo aver piegato 3-1 in finale l’Iskra Odintsovo di Giba. Il bravissimo allenatore mantovano ha un altro anno di contratto con la squadra della capitale della Russia (e chissà che non senta anche presto sentire l’odore della nazionale di quel Paese), ma parrebbe non entusiasta della vita moscovita (come il suo vice Piazza e il suo preparatore atletico Guazzaloca). Se sono rose fioriranno, visto che il presidente Massimo Mezzaroma, fallito il contatto con il formidabile brasiliano Bernardinho, non pare troppo convinto né di Velasco (in uscita da Montichiari dopo aver ridotto il contratto da triennale a biennale), né di Montali (che continua a essere regolarmente pagato dalla Federazione non avendo fatto la transazione dopo l'esonero, e la Fipav vedrebbe di buon occhio la soluzione romana per liberarsi di un contratto pesantuccio).
IL VOLO DELLE COLIBRI’. Dominatrice della regular season e vincitrice della Coppa Cev, la Scavolini ha festeggiato il primo tricolore della sua storia chiudendo i play off imbattuta al termine di una bella sfida con le campionesse d’Europa, sconfitte con un doppio 3-1 in riva all’Adriatico e per 3-2 nel terzo e decisivo atto di un avvincente faccia a faccia. Tra riti segreti e tanti sorrisi, le ragazze del brasiliano Vercesi hanno regalato il quarto scudetto a Valter Scavolini dopo quello del rugby (L’Aquila nel 1982) e i due del basket (Pesaro nel 1988 e nel 1990), confermando la solidità di un gruppo giovane ma oltremodo determinato: un gruppo eccellente con qualche punta di diamante quali la centrale azzurra Guiggi e l’argentina Costagrande, le brasiliane Mari e Sheilla, la tedesca Furst, il libero olandese Wijnhoven e la Ferretti, regista della nostra Nazionale. Complimenti sinceri, strameritati a tutte. E complimenti anche al loro tecnico Vercesi (ora non più semplice figlioccio pallavolistico di Zé Roberto, il suo maestro), intenzionato a festeggiare andando in bicicletta fino al Santuario di Loreto. Complimenti infine alla società e a tutti i suoi appassionati dirigenti, capaci di interrompere il binomio Bergamo-Perugia che durava da sei stagioni, regalando alle Marche il nono scudetto tra basket, volley e softball.
Buona pallavolo a tutti! |
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