 |
 |
novità volley, nazionale italiana volley, tornei beach volley, risultati pallavolo, analisi schemi volley, volley Italia, pallavolo italiana |
 |
|
| MEDICINA E SPORT |
 |
 |
 |
| 10.09.2007 - L'impegno con i giovani atleti per una corretta nutrizione |
 |
L’attività fisica svolta durante l’infanzia e l’adolescenza è fortemente raccomandabile per i vantaggi che determina, nel breve e lungo periodo, sullo sviluppo psicologico, sociologico e fisico dei giovani. Una regolare attività fisica li aiuta a mantenersi sani, a controllare il peso corporeo, ad ottenere una buona funzionalità cardio-respiratoria, a prevenire le malattie metaboliche, l’ansia, la depressione, a tenersi lontani da fumo, alcool e droghe.. Muoversi per sentirsi liberi: l’attività sportiva offre ai giovani la possibilità di imparare ad esprimersi in una lingua diversa, quella del corpo e questa consente, attraverso i gesti tecnici, di comunicare con il mondo e di accedere a maggiori possibilità di realizzare se stessi. Le Società Sportive, a cui è affidato questo elevato e delicato compito educativo, per essere efficaci con i giovani devono essere in grado di conciliare la dimensione economica con quella popolare, educativa, sociale e culturale, promuovendo, specialmente agli inizi, l’aspetto ludico. In questo contesto propongo una considerazione preliminare ma fortemente d’attualità: il mondo dello sport non è un’isola felice! I riflessi del “disagio sociale” ed il peso di ciò che fanno gli atleti adulti possono aprire la strada a seri rischi: si inizia con assumere gli integratori, poi i supplementatori ed il concetto che per fare sport agonistico sia necessario aiutarsi con prodotti/farmaci si è instaurato nella mente dei giovani. A quel punto si corre un duplice rischio: il primo è quello di “medicalizzare” tutto il periodo agonistico dell’atleta, il secondo che il doping non sia più considerato un danno per la salute. Una indagine eseguita nel 2000 in Toscana mette in allarme; in questa si dimostra che oltre 85% dei giovani calciatori (età compresa tra 14 e 16 anni) militanti in squadre professionistiche (900) e dilettanti (3000) ritiene giusto fare integrazione ed il 60% assumeva regolarmente questi prodotti (1). Le Società Sportive devono inoltre tenere presente che esistono problemi su possibili effetti negativi dell’allenamento sulla buona crescita e sulla maturazione psico-fisica. In particolare questo avviene qualora si instauri l’associazione tra allenamento intenso e non ottimale assunzione di energia e nutrienti. La crescita e la maturazione sono due distinti e complessi processi biologici: la prima si riferisce ad un aumento di tutta la massa corporea, mentre la seconda attiene al tempo ed alla cadenza del progredire verso lo stato di maturazione biologica completo. Per ottenere una sintonia con il lettore ed un inquadramento adeguato del problema è opportuno riferirsi ad un consenso ottenuto nel 1995 in cui il bambino ha una età variabile da 5 a 12 anni, mentre l’età dell’adolescente è compresa tra 13 e 18 anni. Non è semplice distinguere l’effetto che hanno l’allenamento e la dieta sul processo di sviluppo, pertanto la crescita e la maturazione devono essere annualmente monitorate raccogliendo le misure antropometriche, il livello di sviluppo della pubertà, l’età ossea, lo stato nutrizionale, eventuali sintomi attribuibili a disordini alimentari. Per queste ragioni il lavoro di un nutrizionista all’interno del team medico è fondamentale; per solito gli atleti sono influenzati nelle scelte alimentari dai compagni di squadra, dai media, dalla pubblicità, da altre figure dello staff tecnico (2). E’ pertanto assai difficile per una singola figura professionale ottenere un consenso generale sul problema; è consigliabile partire dall’assunto che “salute, crescita e buone prestazioni atletiche sono compatibili” e su questo aprire la discussione con tutto lo staff tecnico. Lo scopo è quello di ottenere la più ampia adesione possibile su come garantire un ottimo stato nutrizionale ai giovani. Alla fine di questo percorso spetta al team medico, assieme al nutrizionista consultato, il compito di informare i genitori sui benefici e sui potenziali rischi legati alla partecipazione dei loro figli a programmi che prevedono allenamenti intensi, in particolar modo se combinati ad una dieta a basso valore energetico.
Spesso l’amore per lo sport nasce in giovanissima età; è quindi importante che i bambini siano guidati ad assumere una dieta appropriata rispetto alle necessità della crescita, della maturazione e delle prestazioni sportive. I giovani tendono ad essere metabolicamente meno efficienti degli adulti e lo sono anche meccanicamente nelle attività motorie.; questo significa che qualora i livelli di energia da spendere per i bambini siano estrapolati dalle tabelle per adulti, questi possano risultare sottostimati. (continua)
BIBLIOGRAFIA
1) Ghizzo M. Indagine conoscitiva 2000 2) Benardot D. Working with young athletes: views of a nutritionist on the sports medicine Team. Int J Sport Nutr 1996;6(2):110-20.
|
 |
|
 |
|
 |
 |