|
 |
novità volley, nazionale italiana volley, tornei beach volley, risultati pallavolo, analisi schemi volley, volley Italia, pallavolo italiana |
 |
|
| ANGOLO DELLA TECNICA |
 |
 |

 |
| Articoli: 19 | - Pag. 1 di 2 | 1 2 » |
|
 |
 |
21.03.2012 -
Gli atti del convegno su "La Pallavolo maschile uno sport da promuovere tra le giovani generazioni"
Come promesso siamo a pubblicare gli atti, davvero interessantissimi, del convegno su "LA PALLAVOLO MASCHILE UNO SPORT DA PROMUOVERE TRA LE GIOVANI GENERAZIONI" tenutosi sabato 17 marzo presso la Sala conferenze dell'Università degli Studi di Bergamo, in piazzale S.Agostino, 2. A seguire la condivisione dei risultati della ricerca-azione “Le rappresentazioni della pallavolo maschile: verso nuovi codici, stili di cura educativa e responsabilità sociali del mondo sportivo” promossa dal Comitato Provinciale FIPAV.
Ricerca-azione LE RAPPRESENTAZIONI DELLA PALLAVOLO MASCHILE -Report-prima fase- Progettazione e supervisione scientifica: Prof. Ivo Lizzola, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione Gestione e coordinamento: Giulio Caio Ricercatori: Paola Salvioni, Marco Locatelli, Tirocinante di Scienze dell’Educazione: Alice Carminati
[segue...]
|
|
 |
 |
 |
25.11.2009 -
Alla scoperta dei Giovani Talenti italo-stranieri e liberi della pallavolo in Italia - Prof. Emanuele Zanini, allenatore della nazionale slovacca
GIOVANI ITALO-STRANIERI (possono giocare con tesseramento da ITALIANO) Tanti i giocatori giovani italo-stranieri interessanti e futuribili che giocano nel campionato italiano: Emanuele Zanini ci spiega le caratteristiche tecniche di quelli che considera i migliori, partendo da Kovar, Cuda, Antonov, Baranowicz, Zaytsev, Galabinov e Ainsworth. E ci parla del ruolo del libero, consigliando di seguire il giovane Ciabattini. L'attenzione di Zanini è posta solamente su quelli che hanno avuto per ora maggiori possibilità e spazio in quanto utilizzati nel campionato italiano dai rispettivi allenatori.
[segue...]
|
|
 |
 |
 |
22.10.2009 -
Alla scoperta dei Giovani Talenti italiani della pallavolo in Italia - Prof. Emanuele Zanini, allenatore della nazionale slovacca
Dotati di uno spiccato talento sportivo, animati da grande motivazione, desiderosi di imparare dai compagni più esperti, umili nel seguire le indicazioni dei tecnici, intelligenti nel costruirsi una solida professionalità, coraggiosi nell’affrontare nuove sfide sempre più difficili…ed infine mossi da una grande, anzi grandissima voglia di emergere: queste dovrebbero essere le qualità che vorremmo trovare in tutti i giovani. Sì perché il talento sportivo da solo non basta per affermarsi stabilmente nella nostra serie A o per consacrarsi a livello internazionale, occorrono tantissime qualità e sicuramente quelle mentali non sono secondarie rispetto ai soli cm in altezza o in elevazione. Per i giovani giocatori di pallavolo, trovare spazio stabilmente nel nostro campionato non è mai stato facile, d’altro canto stiamo parlando di sport d’elite che non è per tutti, ma negli ultimi anni sono stati veramente pochi i giovani (under 23) che si sono fatti largo in A1, in particolare pochissimi gli italiani.
[segue...]
|
|
 |
 |
 |
03.04.2008 -
Sistemi di difesa. L'importanza del libero - Prof. Andrea Burattini
Cercherò di non creare troppo caos, confondendo le idee chiamando i vari sistemi difensivi con troppi numeri e nomi, limitandomi solamente a descriverli in maniera discorsiva. Innanzitutto bisogna sottolineare il fatto che a questo punto si deve fare riferimento anche al posizionamento del muro e all’attacco avversario, in altre parole, ora vedremo come posizionare i nostri difensori in base a dove proviene l’attacco ed al nostro modo di approntare il muro. Prenderemo in esame come esempio un sistema difensivo che potrebbe andare bene per squadre Under 14 o 16. Partiamo con un attacco di mezza palla al centro; il nostro muro potrebbe raddoppiare o con l’ala destra o con la sinistra, di conseguenza, dalla parte dove c’è il raddoppio, il difensore di seconda linea, andrà a coprire il pallonetto, mentre gli altri due di seconda linea si preoccuperanno della traiettoria in diagonale, mentre il terzo di rete rimarrà a coprire il pallonetto. Nel caso si riesca ad approntare il muro a tre sul centrale avversario, allora entrambe le ali di seconda linea scenderanno a coprire il pallonetto mentre il difensore di posto sei rimarrà lungo per prendere le palle schizzate dal muro. Se l’attacco proviene dall’ala (o da posto 4 o da posto 1 o 2), tenendo conto che andremo a contrapporre all’attacco avversario un muro a due, ci disporremo in difesa o con l’ala dietro al muro che va a coprire il pallonetto e di conseguenza il posto sei si sposterà o a destra o a sinistra a seconda da dove proviene l’attacco difendendo la parallela, mentre l’altra ala si preoccupa della diagonale insieme al terzo di rete che non è coinvolto nell’azione di muro; oppure con tutti e tre i difensori di seconda linea che rimangono a difendere lunghi le varie traiettorie di attacco, mentre il terzo di rete sarà la persona preposta a prendere i pallonetti. Studiando in maniera abbastanza approfondita il gioco delle categorie minori, sono giunto alla conclusione che la zona più colpita dagli attacchi avversari si trova verso il centro del campo (soprattutto palle abbastanza lente), ecco perché ritengo che un modulo difensivo abbastanza buono per le fasce di età under 13 e under 14, preveda il posizionamento dell’uomo di posto sei più avanti rispetto al solito (sui 3 o 4 metri), questo a prescindere dall’impostazione del muro, mentre gli altri due difensori si dovranno preoccupare solamente delle traiettorie lunghe e fuori muro. A proposito proprio di questo ultimo concetto, è basilare che la posizione del difensore debba essere esattamente fuori dal cono d’ombra del muro; tale concetto infatti sta alla base della famosa correlazione muro-difesa.
Continua in allegato con una sezione dedicata al ruolo del libero.
[segue...]
|
|
 |
 |
 |
18.03.2008 -
Allenare la tecnica - Giovanni Guidetti
Approfitto oggi di queste righe per parlare un po’ di pallavolo giocata, o meglio allenata. A Volleyland (devo ammetterlo, è stata la mia prima volta ma è veramente un momento eccezionale e non capisco perché il femminile non l’abbia ancora copiato o meglio ancora non lo abbia fino ad ora mai condiviso!) si è parlato tanto e bene del nostro amatissimo sport e delle sue sfaccettature. Gira e rigira, però, alla fine la frase più detta e ascoltata è stata : “ Perché non si insegna più la tecnica come una volta?”. Premesso che gettate di campioni come la Generazione di Fenomeni non nascono solo con il buon lavoro, ma di gruppi cosi se ne vedono uno ogni secolo…. E premesso che la pallavolo è molto cambiata e il Rally Point System ha portato molte meno ripetizioni in ogni gesto (visto che ovviamente si giocano molti meno punti senza il vecchio cambio palla)….E premesso che il livello medio dei nostri campionati a mio avviso si è alzato eccome, che ne dicano i nostalgici (basti pensare che ora tutti i giocatori hanno 2 o 3 tipi di battuta, 6/8 tipi di palloni attaccati da diverse zone, che tutti i centrali sanno palleggiare bene, che i liberi hanno portato una qualità esagerata alla seconda linea e che si riesce a raddoppiare e a volte triplicare il muro nonostante il pallone viaggi a una velocità stratosferica, e questo vale anche per le abilità di tutti i tipi di bagher!!!)….Premesso tutto questo….. ….E’comunque anche vero che non si allena più la tecnica!
Continua in allegato.
[segue...]
|
|
 |
 |
 |
29.02.2008 -
La difesa - Prof. Andrea Burattini
Forse rischierò quasi di cadere nel banale e nella ripetitività asserendo che il Rally Point System ha portato notevoli cambiamenti nella pallavolo; uno dei fondamentali che hanno assunto maggiore importanza a seguito dell’introduzione del nuovo Sistema di gioco è, senza dubbio, quello della difesa. A seguito della maggiore incisività della battuta (anche questa frutto dell’evoluzione del nostro gioco), diventa sempre più una necessità disporre, in generale, di una difesa efficace e, in particolare, ultimamente è sempre più frequente vedere non solo giocatori “piccoli” adoperarsi in spettacolari interventi difensivi ma anche giocatori di “taglia più grande”, tanto questo fondamentale da essere diventato un elemento qualificante per un giocatore di buon livello. L’obiettivo del difensore è fondamentalmente quello di “prendere la palla”, è quindi una conseguenza logica che la componente volitiva diverrà elemento determinante per un buon difensore. Per tirare su una palla bisogna che la mia motivazione sia grandissima e che altrettanto grande sia la mia convinzione che quella palla verrà difesa. A questo punto viene da chiedersi quale sia la cosa più importante nel fondamentale della difesa, se l’aspetto volitivo o quello prettamente tecnico. Avere un buon supporto tecnico è sicuramente una cosa importantissima, ma penso che la volontà e l’attenzione siano due componenti determinanti. In altre parole è meglio avere dei difensori che magari stilisticamente non siano perfetti, ma che risultino efficaci, piuttosto che il contrario. Altra caratteristica del difensore di buon livello è la capacità di “prevedere” dove cadrà la palla. Con questo non voglio dire che il difensore debba essere un “mago” ma che deve essere in grado, ricordando le caratteristiche dei giocatori avversari, le rotazioni precedenti e le caratteristiche di gestione della squadra da parte del palleggiatore, di posizionarsi in quella parte del campo dove saranno maggiori le possibilità che la palla cada. Un giocatore che aveva particolari capacità in questo, era Karch Kiraly. Alla domanda che spesso gli veniva fatta: “Come mai riesci a prendere tanti palloni in difesa?” Lui rispondeva molto semplicemente: “ Facile, so dove cadrà la palla”.
TECNICA E POSTURA La posizione in difesa deve essere una posizione “comoda”, ovvero il difensore deve assumere una postura nella quale non si faccia alcuna fatica a rimanere per qualche secondo e, soprattutto, dalla quale sia facile uscire, cioè alzarsi per andare a prendere un pallone che sia lontano dalla posizione stessa. Partendo dai piedi diciamo che la divaricata varierà a seconda delle caratteristiche dell’atleta, normalmente i piedi (paralleli) saranno sicuramente più larghi della larghezza delle spalle, logicamente più larga sarà la base di appoggio meglio è.
Continua in allegato.
[segue...]
|
|
 |
 |
 |
17.01.2008 -
La battuta in salto e in salto flot - Prof. Andrea Burattini
Trattando questo argomento andiamo a toccare uno dei tasti più delicati della pallavolo moderna: anche durante l’ultimo torneo di qualificazione olimpica, abbiamo visto come sia sempre più vera l’affermazione secondo la quale, l‘alto livello nella pallavolo sia sempre più caratterizzato dalla battuta in salto. Io mi sento di aggiungere comunque che un altro tipo di servizio che fa la differenza è quello in “salto flot”. Questo per due motivi, in primo luogo per l’efficacia dello stesso, ed inoltre perché negli ultimi anni è calato molto il livello tecnico dei nostri giocatori, in particolar modo nel fondamentale della ricezione. In questa pallavolo sempre più fisica e rapida, si sta cercando sempre più la potenza a discapito della precisione tecnica; questo non sarebbe molto grave se tale problema riguardasse solamente l’alto livello, ma, il “dramma” è che tale filosofia ha toccato pure la sfera di certi settori giovanili, contribuendo alla formazione di giocatori molto dotati dal punto di vista fisico, ma scarsamente abili tecnicamente. Tornando al Servizio, cominciamo con il Jump Flot: Questo tipo di battuta, viene sempre più utilizzata, anche nell’alto livello, e la sua efficacia è notevole. Essa può essere utilizzata anche come servizio tattico, la sua pericolosità nasce non tanto dal fatto che nella sua esecuzione la palla viene colpita da un’altezza maggiore, quanto dal fatto che la velocità di quest’ultima risulta maggiore rispetto ad una battuta piedi a terra, e quindi sarà molto più difficile eseguire una ricezione tecnicamente corretta proprio a causa del fatto che i tempi di esecuzione risulteranno molto più brevi. Normalmente la palla viene infatti colpita circa a 15/ 20 cm più in alto rispetto alla battuta flot con i piedi a terra. Da questo si può facilmente evincere che non sarà questa la causa della sua maggior efficacia, ritengo infatti che questa sia data dalla maggior quantità di moto che viene impressa alla palla nel momento del colpo, infatti bisogna sommare alla forza impressa dal “colpo secco” sulla stessa, anche la spinta impressa dal corpo dell’atleta che, in volo, va verso la palla.
Continua in allegato.
[segue...]
|
|
 |
 |
 |
14.01.2008 -
La mentalitą perduta - Prof. Vincenzo Di Pinto
E’ terminato il torneo preolimpico in Turchia, vinto dalla Serbia. L’Italia, ridisegnata da Anastasi per problemi fisici nonostante uno spirito diverso, gioca e vince bene con l’Olanda, si smonta alle prime difficoltà con la Polonia; perde con la Spagna, complice un infortunio a Cernic e viene per fortuna rimandata a maggio. Premesso che è difficile la gestione di una squadra in difficoltà, con qualche automatismo ancora da perfezionare; l’Italia è sembrata una squadra senza cambi, ferma sulle gambe e senza iniziativa individuale. Dopo ogni disfatta azzurra, puntualmente da alcuni anni, si cerca di trovare una causa o un colpevole: mancanza di fenomeni, i tecnici lavorano male nei club, più tecnici stranieri, mancanza di giocatori italiani, non si lavora con i giovani, e non ci sono giocatori giovani italiani, troppi stranieri, troppi infortuni, ecc. E le altre nazionali hanno tutti questi requisiti? Hanno campionati con potenzialità inferiori al nostro, hanno pochi giocatori di qualità e spesso da noi non considerati perché inadeguati al nostro campionato e poi ci battono. Se consideriamo il numero e la qualità dei giocatori noi dovremmo essere terzi nel ranking mondiale dopo Russia e Brasile. Qualcosa di vero c’è, ma le analisi devono essere approfondite e non di comodo, e poi parlano tutti, meno che i tecnici, (rappresentano l’insegnamento, la mentalità e il progetto di gioco). Negli ultimi anni, si è parlato di tecnici, solo per la rivalità tra Montali e Velasco. Vi ricordate la nazionale di calcio eliminata dagli europei e dal mondiale con Trapattoni, stessi problemi: pochi giocatori di qualità, Totti e Vieri inamovibili, i Club non davano spazio alla nazionale ecc. Poi è arrivato Lippi ha detto: il movimento italiano è buono; i giocatori ci sono e devono essere umili; nessun giocatore è insostituibile, quelli con maggior qualità devono saper rispettare le regole e giocare per la squadra; il campionato italiano è importante perché prepara i giocatori, chi non gioca nel Club per motivi tecnici o di disciplina non sarà convocato; chi entra nel Club azzurro deve dimenticare i problemi della sua società ed ha formato un gruppo squadra molto ampio; ci organizzeremo con lo spazio che il campionato ci lascia, dando serenità al movimento e prendendosi le responsabilità del progetto avallato dalla federazione. In Italia dopo Anderlini, un tecnico, e dopo il progetto tecnico di Pittera con Skiba allenatore e avallato da Briani, è arrivato alla guida della nazionale Velasco, un tecnico che vinceva scudetti in Italia, grande lavoratore oltre che comunicatore che come Lippi disse: i giocatori in Italia hanno grandi potenzialità, ma devono aver fame di lavoro in palestra e di risultati, con il giusto atteggiamento e senza alibi. Ha creato un vero gruppo squadra, dicendo che la squadra migliore può non essere fatta dai giocatori migliori; che l ‘Italia aveva un campionato importante, fondamentale anche per la nazionale. Era il periodo in cui si diceva oltre a quelle già citate, che i Russi, ed i paesi dell’est vincono perché c’è la dittatura, Cuba perché hanno le fibre bianche e lui disse: noi lavoreremo di più in palestra e con i pesi, le sedute di ore 3 per due volte al giorno. Faceva continue riunioni tecniche a vari livelli per migliorare la tecnica di base e i tecnici. Una vera guida per tutto il movimento. Ha dato centralità alla figura dell’allenatore che doveva essere un esempio di professionalità. Il coach doveva coordinare tutta l’attività giovanile e lui stesso lo faceva con Polidori e Lorenzetti, introducendo il piano altezza e la junior league, importante per la crescita dei giovani (altro argomento) e i tecnici di alto livello.
Continua in allegato.
[segue...]
|
|
 |
 |
 |
 |
| Articoli: 19 | - Pag. 1 di 2 | 1 2 » |
|
|
 |
|
 |
|