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Guida al Volley 2009
EDITORIALE


27.08.2008 -  Complimenti agli States, arriva Marshall in azzurro? - di Lorenzo Dallari
Leo Marshall vestirą la maglia azzurra?
Leo Marshall vestirą la maglia azzurra?
Archiviata l’Olimpiade, è tempo di qualche riflessione in tutta serenità. Iniziando dai complimenti sinceri alla nazionale statunitense maschile, che ha vinto un grande oro stupendo il mondo intero. Dopo il trionfo in World League, la squadra di Hugh McCutcheon ha concesso il prestigioso bis con merito, piegando nientepopodimeno che il Brasile campione di tutto ma costretto alla resa dopo sei anni di dominio assoluto.

NIENTE CAMPIONATO. E dire che negli States non c’è un campionato professionistico, anche se esiste un’eccellente attività a livello di college. La Lega Pro invece non riesce proprio a decollare: ci ha provato a più riprese Doug Beal ma non c’è stato nulla da fare, soprattutto per la difficoltà nel trovare una tv che credesse nel progetto investendovi risorse. Nonostante ciò, gli Usa hanno vinto la medaglia più prestigiosa, facendo tris dopo gli ori di Los Angeles 1984 e di Seul 1988 (quelli di Karch Kiraly e Steve Timmons, tanto per intenderci). Hanno vinto grazie a una grande pallavolo, ispirata da quel fenomeno che corrisponde al nome di Lloy Ball e chiusa con frequenza dal formidabile terminale offensivo Clayton Stanley, premiato mvp di Pechino (entrambi hanno vinto la Champions League con la Dinamo Kazan). Intorno a loro un ottimo gruppo, molto motivato (ancor più dal dramma vissuto dal proprio allenatore, che ha visto morire accoltellato lo suocero e ferire gravemente la suocera mentre era a passeggio con sua moglie, l’ex nazionale Elisabeth Bachman), ma non certo fatto di stelle di primissima levatura, con buonissimi giocatori impegnati in Europa: Priddy a Novosibirsk, Lee ad Ankara (a breve a Modena), Millar a Milano, Salmon a Latina, Lambourne a Olsztyn. Tutti bravi nel crederci, confermando che se si trova la giusta alchimia nel volley di oggi è possibile tutto.

GRANDE SLAM. Oltre all’oro della nazionale maschile, il volley stelle e strisce ha vinto l’argento con la nazionale femminile di Jenny Lang Ping e ha fatto la doppietta nel beach volley con Todd Rogers-Phil Dalhausser nel maschile e Misty May-Kerry Walsh nel femminile, queste già oro ad Atene. Non male davvero, con l’obbligo di riflettere da parte di tutti su questa organizzazione che così tante soddisfazioni ha saputo regalarsi.

IL BRASILE PIANGE. Chi deve invece riflettere sugli errori commessi è il Brasile, apparso ben lontano dallo squadrone che tremare il mondo faceva fino a poco fa: la rinuncia di Bernardinho a Ricardo si è fatta sentire più del previsto, perché se è vero che il nuovo regista di Treviso è personaggio difficile da gestire, è altresì acclarato che è un fenomeno e Marcelo invece un giocatore poco più che normale. Nella speranza per la Seleçao trovi in fretta la maturità di Bruno, promettente figlio del ct e di Vera Mossa. Resta però il rimpianto dei verdeoro per il traguardo mancato, ma anche il rammarico per l’Italia di non aver saputo approfittare un avversario vulnerabile in semifinale.

ARRIVA BAGNOLI. Alla fine è finita come ci si aspettava da tempo, e il terzo posto della Russia ha portato alla defenestrazione di Alekno (passato alla Dinamo Kazan) con l'arrivo di Daniele Bagnoli. A questo punto sono guai per tutti, lo dico subito, perché il tecnico mantovano, vincitore del titolo con la Dinamo Mosca, saprà di certo trarre il massimo da una squadra che può contare su un potenziale fisico pazzesco (l’ultimo talento si chiama Maxim Mikhaylov, e tira delle lecche pazzesche). E se troveranno anche un palleggiatore quantomeno decente…

ARRIVA LEO? Anche gli azzurri si leccano le ferite, checché se ne dica. Con l’ennesimo ciclo terminato (basta nazionale in futuro per Meoni, Bovolenta e probabilmente Zlatanov). Okay, il ct Anastasi sostiene che gli azzurri hanno fatto il massimo, ma questo massimo non è apparso sufficiente per vincere una medaglia: l’ultima volta era successo nel 1992 in quel di Barcellona, una vita fa. Bisogna riflettere sul futuro, su questo non ci sono dubbi, mixando in fretta giovani e meno giovani per dar vita al gruppo che dovrà regalare gioie nel Mondiale di scena in Italia tra due anni. E chissà che il rinforzo più importante si rappresentato da Leo Marshall, che il prossimo mese di settembre si sposerà con una modella romana. Ci saranno i tempi tecnici per naturalizzarlo in viste dalla rassegna iridata e schierarlo come è stato fatto con Tai Aguero?

MONDIALI BIS IN ITALIA? A proposito di Mondiali: dopo quello maschile che si svolgerà tra due anni nel nostro Bel Paese (forse sarebbe giunto il momento di promuoverlo a dovere…), la Federazione ha chiesto alla Fivb anche l’organizzazione del Mondiale femminile del 2014. Brillante iniziativa, anche perché per quel giorno il nostro movimento rosa dovrebbe allestire una supersquadra. Nella speranza che si trovino le risorse necessarie e che ci sia dia delle priorità precise: guardare troppo avanti a volte fa dimenticare gli obiettivi più imminenti. La conferma è attesa a breve dal successore di Ruben Acosta, ma le possibilità che questa richiesta trovi concretizzazione sono alte.

GRANDE RAFA. Ultima nota dedicata all’eterno Rafa Pasqual, che a 38 anni ha trovato un nuovo contratto in Bulgaria: schiaccerà per il Cska Sofia, diciottesimo club in otto paesi diversi per lo spagnolo, miglior giocatore al Mondiale del 1998 in Giappone: in passato è stato a Osaka in Giappone, a Poitiers in Francia, alla Dinamo Mosca in Russia, al Panerithraikos in Grecia, al Playeros San Juan in Porto Rico, oltre che ovviamente in Italia, a S.Antioco, Cuneo, Gioia del Colle, Latina, Perugia, Vibo Valentia e Castellana Grotte. Un grande in tutti i sensi, che chi ama questo sport deve guardare con ammirazione.

Buona pallavolo a tutti!  

 
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