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| PARLIAMO DI VOLLEY : Olimpiadi di Londra 2012 |
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| 08.08.2012 - Fosco Pan č tornato per raccontarvi il suo ultimo volo |
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Siamo arrivati quasi alla fine di questo bellissimo torneo olimpico pieno di colpi di scena. Restano da assegnare le medaglie, la cosa più ambita da ogni atleta. La pioggia tanto prevista sin dai primi giorni per fortuna si è fatta viva solo ieri, a giochi quasi fatti, lasciando così che le gare non subissero spostamenti di palinsesto problematici anche per spettatori , telespettatori… e commentatori !! Pensando ora a tutto quello che abbiamo visto, credo, che per quanto riguarda il torneo femminile, siano arrivate in fondo le coppie più forti ed in forma. Quindi vedremo il derby tutto usa tra Walsh-May e Kessy-Ross per l’oro. Dovranno invece accontentarsi della finalina per il bronzo le cinesi zhang Xi-Xue e le campionesse del mondo Juliana-Larissa, quest’ultime uscite molto deluse dalla sconfitta in semifinale, dove hanno perso l’occasione di poter giocare per l’unico titolo che ancora gli manca. Il mio pronostico è tutto a favore di Wlash-May, che hanno dato dimostrazione di forza in lungo tutto il torneo, lasciando per strada un solo set che per altro rimane l’unico set perso dalla coppia statunitense nel corso delle 3 olimpiadi alle quali hanno preso parte. Per quanto concerne il torneo maschile, il discorso è un po’ diverso, ci sono stati molti colpi di scena che hanno fatto si che arrivassero in semifinale ben due coppie europee ovvero gli olandesi n Nummerdor-Schuil e i tedeschi Brink-Reckermann, com’era successo a Sydney 2000 dove arrivarono la Germania di Ahmann-Hager e il Portogallo di Maia-Brenha e ad Atene 2004 dove gli spagnoli Bosma-Herrera e gli svizzeri Kobel-Heuscher giunsero fino alle semifinali. Quindi il quadro delle finali si è composto ieri, mettendo di fronte Alison-Emanuel contro Brink-Reckermann nella sfida per l’oro e le sorprese Plavins-Smedins contro Nummerdor-Schuil per il bronzo. Il mio pronostico vede la coppia tedesca un po’ in vantaggio su quella brasiliana, questo per il gioco espresso dalle due coppie durante il torneo, poi ovviamente l’aspetto emotivo giocherà un ruolo fondamentale per l’assegnazione del titolo olimpico. Volevo ora soffermarmi sull’olimpiade delle nostre coppie azzurre. Le ragazze hanno disputato un ottimo torneo, perdendo solo contro le bi-campionesse olimpiche Walsh-May, ma lasciando ben sperare per il futuro. Conosco Marta e Greta. Non ho mai avuto con loro un rapporto stretto com’era invece capitato, con Perrotta-Gattelli e Bruschini-Solazzi, con le quali ho condiviso momenti bellissimi in giro per il mondo, ma devo ammettere che mi hanno entusiasmato, appassionato e tenuto incollato alla tv, dimostrando a tutti il loro valore anche in una manifestazione importante come l’olimpiade. Quando ero più giovane, c’era un piccolo appassionato che faceva il raccattapalle ai tornei che si svolgevano in Abruzzo, lui era Paolo Nicolai. L’ho praticamente visto crescere fino a trovarmelo contro in più di un’occasione. Ho poi giocato contro di loro più volte, era quindi scontato che le mie emozioni sarebbero state molto forti, ma mai avrei pensato di provarne di simili. Ho avuto il piacere e l’onore di commentare quella che, a detta di molti, finale a parte sarà ricordata come la partita dell’olimpiade. La storia di paolo è la dimostrazione di come si può diventare un campione partendo dall’essere un semplice raccattapalle. Questo è un esempio importante per i giovani di oggi. Con la vittoria sui campioni olimpici, spero si apra un ciclo che porterà i due giovani azzurri alle soddisfazioni che meritano. Sono giovani ed il tempo è dalla loro parte, e hanno dimostrato a tutti quali sono le loro capacità, adesso c’è solo da sperare che il movimento del beach riceva una spinta importante da questi traguardi che le nostre giovani coppie hanno raggiunto. Il beach italiano necessità ora di linfa vitale, che può venire solo da un impegno importante da parte degli organi federali e da tutti coloro i quali hanno la voglia di provare a far crescere il nostro sport. Intendo dire che ci vuole una programmazione che riporti i tornei a un numero importante e, perché no, anche a provare a organizzare un tour invernale di livello, vista ormai la quantità di strutture coperte che stanno nascendo. bisogna tornare com’era qualche anno fa ad avere un circuito all’altezza, e questo è possibile solo se ci sono dei montepremi adeguati agli sforzi, fisici ed economici, che ogni giocatore fa. Concludo dicendo che ora ci sono le basi su cui lavorare per il futuro, saremo in grado di sfruttarle? Alla prossima con Fosco Pan……
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