|
 |
novità volley, nazionale italiana volley, tornei beach volley, risultati pallavolo, analisi schemi volley, volley Italia, pallavolo italiana |
 |
|
| EDITORIALE |
 |
 |

 |
| Articoli trovati: 26 | - Pag. 2 di 3 | « 1 2 3 » |
|
 |
 |
 |
15.09.2008 -
Bravissime le azzurrine campionesse d'Europa juniores - di Lorenzo Dallari
Eccoci di nuovo qui, per festeggiare – finalmente – un titolo azzurro. Quello europeo conquistato dalla Nazionale juniores femminile, capace di giocare una grandissima pallavolo e di battere in finale con il netto punteggio di 3-0 nientepopodimeno che la Russia. Bene, anzi, benissimo, con tanto di complimenti strameritati per le azzurrine del bravissimo Marco Mencarelli, riuscite a far tornare il sorriso sul volto di chi ama la pallavolo dopo un’estate tutt’altro che esaltante. Sia per quanto riguarda le Nazionali maggiori, poco soddisfacenti a Pechino, che per quanto concerne gli azzurrini, solo quinti all’ultima rassegna continentale vinta dalla Francia, squadra che - per bocca del mio amico Luca Cantagalli, vice di Gigi Schiavon sulla panchina dell’Italia - è ben dotata fisicamente e soprattutto… gioca molto bene a pallavolo. Particolare non irrilevante, anche se spesso trascurato…
RAGAZZE D’ORO. Che il movimento rosa vivesse da tempo un buon momento lo sapevamo, e a Foligno è arrivata puntuale la conferma. Possiamo dormire sonni tranquilli in vista del futuro, e possiamo nel contempo considerare il passo falso olimpico un semplice incidente di percorso (devo però ancora capire se è da imputarsi semplicemente all’assenza della Del Core che ha rotto gli equilibri oppure c’è dell’altro che bolle in pentola come ho sentito sussurrare…). Il Club Italia continua a sfornare elementi interessanti, le ragazze continuano a darsi appuntamento sotto rete in massa in ogni angolo d'Italia, il livello tecnico resta sempre altissimo. Sono obiettivamente tranquillo, anche in prospettiva Mondiale 2014 che verrà organizzato proprio nel nostro Bel Paese (quello maschile è stato invece assegnato alla Polonia).
MONDIALE 2010. Qui stiamo però proiettandoci forse troppo nel futuro. Prima sarebbe meglio concentrarci sul Mondiale maschile che andrà in scena in Italia tra due anni esatti. Forse non tutti lo sanno ancora, ma vi posso assicurare che sarà proprio così, e che nelle città designate si dovrà lavorare intensamente per preparare tutto in maniera perfetta. Vabbè che siamo il Paese delle Meraviglie e dei Miracoli, ma forse stiamo un po’ esagerando… Chi ha notizia della rassegna iridata del 2010 batta un colpo, please. E nel contempo si cerchi di convincere Fei e Cisolla a non lasciare la banda di Anastasi, altrimenti finisce che devo rinunciare a uno dei fenomeni che abbiamo a Sky Sport (il Nano prenda chi vuole tra Vullo, Bertoli, Zorzi, Cantagalli e il nuovo arrivato che debutterà sabato...).
Continua in allegato con le Elezioni Federali, la bega Molten-Mikasa, Via i veli, Invasione lecita, Sky e donne binomio vincente, Fabris Presidente, Storie diverse: Francesca Mari e Sandra Vitez, Campionissimi Paolo Nicolai e Francesco Giontella.
[segue...] |
|
04.09.2008 -
Ci siamo rinnovati nella veste e nei contenuti, grazie a tutti - di Lorenzo Dallari
Sono sinceramente commosso, e nel contempo orgoglioso. Da oggi e’ on line la nuova versione di “dallarivolley.com”, il sito ideato qualche anno addietro insieme agli amici di Siglacom, fantastici compagni di viaggio che ancora una volta hanno svolto un lavoro straordinario. Raramente ho trovato tanta unita’ di intenti, tanta sinergia, tanta disponibilita’: con Giordano Mozzi, Isabella Cavicchini, Nicola Pietralunga e tutti gli altri fantastici specialisti della miglior societa’ di web marketing in circolazione si lavora nel migliore dei modi, capiscono le mie esigenze in un nanosecondo. Anzi, spesso le anticipano, dando preziosi consigli e me e a tutti quelli che collaborano a questa creatura, in particolar modo a mio fratello Lanfranco e a Fiorenzo Galbiati, il fotografo che ci fornisce tante, bellissime immagini. Sono felice, devo riconoscerlo, anche e soprattutto per tutti voi che solitamente consultate “dallarivolley.com”: siete tanti, e vi moltiplicate ogni giorno. Anche per questo vi ringrazio di cuore. Come ringrazio di nuovo tutto il fantastico staff di Siglacom. Nella promessa che continueremo a migliorarci e a tenervi aggiornati sul meraviglioso mondo della pallavolo, con aggiornamenti e anticipazioni sul volley italiano e internazionale, maschile e femminile, sul beach volley e sulle coppe europee. Siamo prontissimi a vivere insieme una nuova, appassionante stagione: abbiamo scaldato i motori per andare a 300 all’ora. Voi siete gia’ ai blocchi di partenza?
Buona pallavolo a tutti! |
|
27.08.2008 -
Complimenti agli States, arriva Marshall in azzurro? - di Lorenzo Dallari
Archiviata l’Olimpiade, è tempo di qualche riflessione in tutta serenità. Iniziando dai complimenti sinceri alla nazionale statunitense maschile, che ha vinto un grande oro stupendo il mondo intero. Dopo il trionfo in World League, la squadra di Hugh McCutcheon ha concesso il prestigioso bis con merito, piegando nientepopodimeno che il Brasile campione di tutto ma costretto alla resa dopo sei anni di dominio assoluto.
NIENTE CAMPIONATO. E dire che negli States non c’è un campionato professionistico, anche se esiste un’eccellente attività a livello di college. La Lega Pro invece non riesce proprio a decollare: ci ha provato a più riprese Doug Beal ma non c’è stato nulla da fare, soprattutto per la difficoltà nel trovare una tv che credesse nel progetto investendovi risorse. Nonostante ciò, gli Usa hanno vinto la medaglia più prestigiosa, facendo tris dopo gli ori di Los Angeles 1984 e di Seul 1988 (quelli di Karch Kiraly e Steve Timmons, tanto per intenderci). Hanno vinto grazie a una grande pallavolo, ispirata da quel fenomeno che corrisponde al nome di Lloy Ball e chiusa con frequenza dal formidabile terminale offensivo Clayton Stanley, premiato mvp di Pechino (entrambi hanno vinto la Champions League con la Dinamo Kazan). Intorno a loro un ottimo gruppo, molto motivato (ancor più dal dramma vissuto dal proprio allenatore, che ha visto morire accoltellato lo suocero e ferire gravemente la suocera mentre era a passeggio con sua moglie, l’ex nazionale Elisabeth Bachman), ma non certo fatto di stelle di primissima levatura, con buonissimi giocatori impegnati in Europa: Priddy a Novosibirsk, Lee ad Ankara (a breve a Modena), Millar a Milano, Salmon a Latina, Lambourne a Olsztyn. Tutti bravi nel crederci, confermando che se si trova la giusta alchimia nel volley di oggi è possibile tutto.
GRANDE SLAM. Oltre all’oro della nazionale maschile, il volley stelle e strisce ha vinto l’argento con la nazionale femminile di Jenny Lang Ping e ha fatto la doppietta nel beach volley con Todd Rogers-Phil Dalhausser nel maschile e Misty May-Kerry Walsh nel femminile, queste già oro ad Atene. Non male davvero, con l’obbligo di riflettere da parte di tutti su questa organizzazione che così tante soddisfazioni ha saputo regalarsi.
ARRIVA LEO? Anche gli azzurri si leccano le ferite, checché se ne dica. Con l’ennesimo ciclo terminato (basta nazionale in futuro per Meoni, Bovolenta e probabilmente Zlatanov). Okay, il ct Anastasi sostiene che gli azzurri hanno fatto il massimo, ma questo massimo non è apparso sufficiente per vincere una medaglia: l’ultima volta era successo nel 1992 in quel di Barcellona, una vita fa. Bisogna riflettere sul futuro, su questo non ci sono dubbi, mixando in fretta giovani e meno giovani per dar vita al gruppo che dovrà regalare gioie nel Mondiale di scena in Italia tra due anni. E chissà che il rinforzo più importante si rappresentato da Leo Marshall, che il prossimo mese di settembre si sposerà con una modella romana. Ci saranno i tempi tecnici per naturalizzarlo in viste dalla rassegna iridata e schierarlo come è stato fatto con Tai Aguero?
[segue...] |
|
24.08.2008 -
Stati Uniti d'oro, azzurri quarti
Come archiviamo l'Olimpiade di Pechino? In maniera tutt'altro che entusiasmante, bisogna essere obiettivi. Se certe cose non ce le diciamo tra di noi, allora non andiamo da nessuna parte. Male le azzurre di Massimo Barbolini, messe fuori dai quarti di finale ad opera degli Stati Uniti, poi secondi alle spalle del Brasile, oro al femminile per la prima volta nella storia (con Ze' Roberto formidabile, unico ad aver vinto la rassegna a Cinque Cerchi anche con la Seleçao maschile nel 1992 a Barcellona). Non entusiasmanti gli azzurri di Andrea Anastasi, esclusi dal podio conseguentemente alla netta sconfitta collezionata nella finale per il bronzo dalla Russia, vincitrice per 3-0. I perche' sono tanti e pochi. L'Italdonne ha pagato un black out totale - quasi inspiegabile - nel momento piu' delicato della sfida con le avversarie a stelle e strisce: avanti 2-1, hanno visto spegnersi la luce, senza piu' riuscire a riaccenderla. Un vero peccato, che ha significato la vanificazione di un sogno alla portata di una squadra molto forte che aveva dominato le scene internazionali lo scorso anno vincendo Europei e Coppa del Mondo (dove aveva chiuso addirittura imbattuta). Il futuro comunque appare roseo, e non e' un gioco di parole, perche' il movimento appare vivo, i ricambi generazionali ci sono, il ct e' eccellente: al campionato, che si sta un po' impoverendo di protagoniste, il compito di mantenere la nostra nazionale ai vertici mondiali. Diverso assai il discorso per l'Italia maschile, per obiettivita' tartassata assai dalla sventura in questa rassegna cinese: gli infortuni hanno messo fuori gioco Fei, Corsano e Mastrangelo, tre big, e il ct ha dovuto ricorrere alle alchimie per risolvere situazioni complicate: nel volley moderno dover rinunciare all'attaccante principe e al libero appare piuttosto difficile (e per fortuna che Paparoni e soprattutto Gavotto, il prossimo anno compagni a Montichiari, se la sono cavata bene). Dopo tre Olimpiadi sempre sul podio, gli azzurri questa volta non ce l'hanno fatta chiudendo quarti. Qualcuno potra' anche dire che fino ad aprile questo poteva apparire un risultato quasi impossibile da raggiungere, ma una volta arrivati in semifinali era doveroso sognare in grande: la realta' e' invece stata diversa, con una semifinale persa - pur giocando bene - con un Brasile forse non irresistibile e un bronzo invece mai nemmeno accarezzato. Peccato davvero. Questo risultato e' pero' forse specchio fedele di un movimento che fatica a rinnovarsi, centellina i talenti del futuro (a parte l'ottimo Matteo Martino), paga una programmazione forse non sufficientemente programmata.
[segue...] |
|
22.08.2008 -
Azzurri sconfitti da Brasile, il bronzo passa dalla Russia - di Lorenzo Dallari
Bravi lo stesso. Lo dico dal profondo del cuore. Sto parlando ovviamente degli azzurri, che nella terribile semifinale con i terribili brasiliani del grande Bernardinho hanno dato tutto quello che avevano dentro, hanno giocato - molto bene - con il cuore e con la mente, ma non ce l'hanno fatta a battere la Seleçao che ci fa pensare da sei anni. Non sono stati sufficienti un eccellente approccio al match, la voglia di centrare la grande impresa contro-pronostico, la consapevolezza di poter affrontare a viso aperto la piu' forte squadra del mondo, il recupero in extremis di Alessandro Fei, gettato nella mischia nel quarto set. L'Italia alla fine e' stata piu' debole di un formidabile avversario, ma soprattutto e' stata piu' debole della sfortuna che continua a tormentarla: fuori Mirko Corsano all'inizio del primo set, vinto con autorevolezza per 25-19, fuori Gigi Mastrangelo a meta' del terzo set per infortunio alla caviglia sinistra (sostituiti rispettivamente da Paparoni e da Bovolenta). E' finita 3-1 per gli olimpionici in carica, un gruppo fantastico che ha in Gustavo il suo autentico leader, squadra mitica che gioca una pallavolo cosi' bella da lasciare spesso a bocca aperta continuando a stupire dopo tanti anni di dominio internazionale: gli azzurri hanno tenuto il passo, hanno lottato strenuamente, ma alla fine non ce l'hanno fatta meritandosi comunque applausi a scena aperta. Li hanno fatti anche tutti gli amici che con me hanno seguito - palpitando - la semifinale all'interno del motor home di Sky Sport nel bellissimo, nuovo circuito di Valencia, dove stiamo vivendo il GP d'Europa di Formula 1 (motivo per il quale non ho purtroppo potuto seguire il volley in Cina). Adesso bisogna riposare fisico e psiche per cercare di centrare un bronzo importantissimo contro la Russia, che nell'altra sfida e' stata piegata 15-13 al tie break di una sfida palpitante persa con gli Stati Uniti, fantastica realta', capace di esprimersi su livelli di assoluta eccellenza grazie alla regia di un superlativo Lloy Ball. Domenica ci sara' da divertirsi, con due finali da non perdere assolutamente, nella speranza di poter applaudire gli azzurri sul podio, impresa preventivata per le azzurre ma forse irreale alla vigilia per la squadra di Andrea Anastasi. Le prime quattro che si contendono le madaglie a Pechino sono le stesse di Atene, anche se le semifinali di oggi erano invece state le due finali di quattro anni fa in terra ellenica: allora a vincere l'oro era stato il Brasile, alla luce del 3-1 inflitto all'Italia, mentre la Russia aveva avuto la meglio 3-0 sugli Stati Uniti: questa volta la musica e' invece cambiata, nonostante il gotha della pallavolo mondiale veda sempre le medesime forze imporre la propria legge. Ultima nota dedicata a un altro italiano che sabato ha vissuto una giornata indimenticabile: Massimo Menghini e' stato designato ad arbitrare la finale femminile, coronando con merito una bellissima carriera. Sono sinceramente contento per lui, complimentandosi per aver diretto una partita perfetta tra Brasile e Stati Uniti, che - per una coincidenza certo non casuale - ha visto di fronte le stesse nazionali che si contenderanno il successo anche nel torneo maschile.
Buona pallavolo e buone Olimpiadi a tutti! |
|
19.08.2008 -
Le azzurre dicono addio a Pechino, adesso forza azzurri! - di Lorenzo Dallari
Peccato, davvero. Il sogno delle azzurre si è infranto contro gli Stati Uniti, bella squadra, ottimamente allenata e motivata da quella grande persona che è Jenny Lang Ping, capace di eliminare l’Italia aggiudicandosi con un netto 15-6 un tie break scriteriato, approcciato malissimo e concluso peggio. Peccato, lo ribadisco. Perché il gruppo di Massimo Barbolini avrebbe meritato di centrare una storica semifinale della rassegna olimpica per la sua forza, la sua classe, la sua capacità di adattarsi alle difficoltà. Invece e’ andata male, molto male. Olimpiade finita ai quarti di finale esattamente come nel 2004 ad Atene, allorquando ad eliminare le azzurre - sempre al tie break - era stata Cuba, l’avversaria che avrebbe atteso l’Italia dopo aver piegato per 3-0 la Serbia, regalando in tal modo una sfida nella sfida, con Tai Aguero contro le sue ex compagne con le quali aveva saputo conquistare nella sua altra vita agonistica due ori a Cinque Cerchi. Adesso invece l’obbligo è quello di riflettere su una sconfitta difficile da prevedere e difficile da metabolizzare, anche se ineccepibile per come è maturata: avanti 2-1, le campionesse d’Europa si sono letteralmente smarrite, hanno perso male il quarto set e in pratica non hanno mai giocato nel quinto. Peccato, davvero. Sperando che adesso non inizino stupidi e inutili processi sommari. Peccato, perché era la volta buona per cercare di vincere il primo oro della storia in una manifestazione che continua a essere stregata, non solo per i nostri ragazzi. “Questa partita non sarà facile da dimenticare” ha commentato alla fine Leo Lo Bianco, mentre Nadia Centoni ha sottolineato “La tristezza in noi è tanta”: credo a entrambe, so che queste loro parole sono venute dal profondo del cuore. A giocarsi le medaglie saranno invece Cuba e Stati Uniti da una parte, Brasile e Cina dall’altra: la formazione di Zé Roberto, trasformata dopo un 2007 da dimenticare, ha eliminato senza patemi il Giappone, le padrone di casa – olimpioniche in carica - hanno messo fuori gioco la Russia di Gianni Caprara campione del Mondo, altra delusione del torneo asiatico (e il tecnico romagnolo ha già detto che lascerà la panchina delle iridate). Tutte le nostre speranze a questo punto sono riposte sugli azzurri, che hanno superato il temibile quarto di finale con la Polonia vice-campione del Mondo, guidata da Raul Lozano (ormai esonerato dalla Federazione polacca): ostacolo bypassato solo 17-15 al termine di un combattutissimo tie break chiuso dalla giovane speranza italica Matteo Martino dopo essersi trovata avanti 2-0. Ottimo Mauro Gavotto (21 punti nel ruolo di opposto titolare al posto dell'infortunato Fei, recuperà in tempo per la semifinale?), bene capitan Cisolla e il navigato Bovolenta, senza dimenticare il prezioso apporto del rientrante Mirko Corsano. L’Italia deve comunque superarsi per centrare la finale, nella quale dovrà vedersela con il Brasile, passato senza tremare dal quarto con la non irresistibile Cina (battuta per 3-0). L’Italvolley ha una grande responsabilità: quella di tenere alto l’onore di tutto lo sport azzurro di squadra, in evidente crisi. Assente dall’Olimpiade le nazionali di basket maschile e femminile, hanno già lasciato Pechino sia il calcio che la pallanuoto, seguite oggi dall’Italvolley rosa. Che qualcosa non funzioni per il meglio mi pare evidente: sia il Coni che le varie Federazioni devono fare un bell’esame di coscienza e cercare rimedi per un futuro che non promette nulla di buono. Indipendentemente dal numero degli stranieri utilizzati in campionato e dai regolamenti.
Buona pallavolo e buone Olimpiadi a tutti! |
|
17.08.2008 -
Per le azzurre gli Stati Uniti nei quarti di Pechino, per gli azzurri la Polonia - di Lorenzo Dallari
La azzurre trovano dunque gli Stati Uniti sulla propria strada nei quarti di finale della rassegna olimpica. Non è andata male, nel complesso, pur nel rispetto della qualità delle avversarie. La squadra di Massimo Barbolini ha dunque la possibilità concreta di staccare martedì il biglietto per la semifinale, in cui poi incontrerebbe la vincente della sfida tra Cuba e Serbia. Un cammino difficile ma non proibitivo, con la possibilità di riordinare un po’ le idee dopo la batosta subita ad opera del Brasile di Zé Roberto, apparso a Pechino in ottime condizioni: per le sudamericane adesso l’ostacolo – poco difficile – è rappresentato dal Giappone, mentre l’altro quarto è quello sulla carta più equilibrato: le padrone di casa della Cina se la vedono con le campionesse del Mondo della Russia. Siamo arrivati in dirittura d’arrivo di un torneo nel quale l’Italia ha favorevolmente impressionato a lungo prima di incappare nella vena delle verde-oro, molto migliorate rispetto alla passata, deludente, estate: è il momento della verità, nel quale è vietato sbagliare per raggiungere il traguardo più importante e tutt’altro che proibitivo per un gruppo che ha la potenzialità di raggiungerlo. Ne sono convinto e vado ripetendolo, come di certo sta facendo anche il bravissimo ct, che pure – conoscendolo bene da tempo – starà predicando tranquillità e serenità, pensando solo al prossimo impegno: filosofia corretta, soprattutto a questo punto di un torneo che, comunque si concluderà, verrà ricordato per il dramma umano vissuto da Tai Aguero, la fuoriclasse italo-cubana che ha voluto ringraziare tutti quelli che le sono stati vicini nel difficile momento della scomparsa della mamma: Coni, Federvolley e Consolato cubano hanno fatto di tutto per farle riabbracciare per l’ultima volta ma il miracolo non è riuscito. Il sogno di tutti è quello di poter applaudire Tai mentre chiude l’ultimo attacco della finale a Cinque Cerchi, firmando in questo modo il suo terzo trionfo olimpico con una dedica assolutamente speciale.
AZZURRI AVANTI TUTTA. Intanto abbiamo conosciuto quali saranno gli avversari degli azzurri nei quarti di finale, resi noti solo dopo l’ultima sfida del girone di qualificazione contro la Cina; vinta solo 16-14 al tie break. Grazie alla tanto sospirata vittoria sulla Bulgaria, giunta dopo tre anni di digiuno contro i balcanici di Martin Stoev, l’Italia spera adesso di poter ritrovare dalla sua la dea bendata che pare averla dimenticata, visti i tanti infortuni che hanno messo fuori gioco Fei (ancora indisponibile), Corsano (in grado di giocare) e Mastrangelo (visto in campo contro i cinesi). Andrea Anastasi è però oggi tecnico maturo ed esperto e non si è certo fatto demoralizzare né da una situazione piuttosto complicata né da brutto passo falso con gli Stati Uniti (in un autentico momento di grazia pallavolistico dopo il trionfo in World League) e sa perfettamente che il suo gruppo può arrivare molto avanti. Basta lasciarlo tranquillo e dargli la fiducia che merita, esattamente come ha fatto con il giovane Matteo Martino, divenuto ormai titolare fisso in una squadra matura e completa. L’ostacolo dei quarti è rappresentato dalla Polonia vice-campione iridata guidata da Raul Lozano, un brutto cliente insomma. Poi, in caso di auspicata vittoria, l'avversaria in semifinale sarà al 99 per cento il Brasile, che nell'altro quarto se la vede con la non irresistibile Cina. Nulla è però precluso a chi ci crede, e solo chi pensa in grande può centrare grandi imprese. Facciamo pertanto tutti il tifo sia per l’Italia maschile che per quella femminile, nella speranza che le loro imprese possano tra l’altro ridare linfa vitale all’intero movimento. Ne abbiamo decisamente bisogno.
Buona pallavolo e buone Olimpiadi a tutti! |
|
09.08.2008 -
Il coraggio di osare - di Lorenzo Dallari
Conosco Tai Aguero da tantissimi anni. Prima l'ho ammirata dominare un'infinita' di manifestazioni internazionali, l'ho vista vincere in pratica da sola insieme a Regla Torres l'Olimpiade australiana nel 2000, poi l'ho conosciuta bene una volta che ha deciso di lasciare definitivamente il suo Paese per girare pagina, per vivere una vita nuova, lontano da tutto e da tutti, in primis dagli affetti famigliari. Scelta rispettabile in quanto oltremodo dolorosa, condivisibile da qualcuno e rinnagabile per qualcun altro, ma comunque coraggiosa. Dall'ormai lontando 2001, allorquando lascio' nottetempo il Torneo di Monterux per raggiungere Perugia e la sua nuova esistenza pallavolistica e umana, Tai ha vinto tantissimo con il club umbro, ha ripreso a sorridere, si e' fatta amare, e si e' sposata con un italiano, conosciuto ovviamente grazie alla pallavolo. Forse non avrebbe potuto essere diversamente, e cosi' e' stato. Con la sua dolce meta' se ne e' andata prima a Novara e poi in Turchia, e grazie al matrimonio ha potuto godere di un nuovo status, quella di nostra connazionale. A tutti gli effetti, tanto da meritarsi la convocazione in azzurro dal suo vecchio maestro perugino Massimo Barbolini, quando il ct modenese l'ha chiamata a vestire la maglia della nazionale italiana. Scelta ovviamente molto difficile, ancora una volta, ma ponderata a lungo: alla fine la risposta e' stata affermativa, e grazie anche a quella decisione l'Italia e' diventata per tutti la squadra da battere, la numero uno: prima campione d'Europa e poi - addirittura imbattuta - dominatrice dell'ultima Coppa del Mondo. Con Tai sempre sugli scudi, come del resto e' inevitabile: lei oggi e' la numero uno al mondo, una gigante capace di fare sempre la differenza, una fuoriclasse che sa fare tutto e benissimo, una campionessa nel cuore e nella mente prima che nel corpo da superatleta, che non disdegna pure le sfide con uomini che spesso batte. Il destino, beffardo, questa volta le ha giocato un brutto scherzo.
[segue...] |
|
29.07.2008 -
Olimpiade, arriviamo! - di Lorenzo Dallari
Ancora poche ore e scatta il momento più importante dell’anno, il più atteso, il più prestigioso per uno sportivo: l’Olimpiade. Si giocherà a Pechino, dove ci si augura che i numerosi sogni cullati per tanti anni possano divenire splendida realtà: la pallavolo italiana insegue da troppo tempo l’oro a Cinque Cerchi, e dopo le cocenti e indimenticabili delusioni degli azzurri a Barcellona 92 e ad Atlanta 96 (senza peraltro dimenticare Sydney 2000), questa volta sono le ragazze di Massimo Barbolini ad ambire a ragione al gradino più alto del podio, anche se io insisto nel non sottovalutare i ragazzi di Andrea Anastasi (nonostante un cammino non esaltante nella recente World League vinta a sorpresa dagli Stati Uniti, con il Brasile che ha perso un appuntamento internazionale dopo 6 lunghi anni!).
AZZURRE D’ORO? L’Italdonne può contare su una formazione di primissimo livello, forte sia a livello di individualità che di collettivo, con la mentalità giusta per affrontare il Torneo per eccellenza: dopo il successo all’ultimo Europeo e il cammino trionfale nell’ultima Coppa del Mondo, la squadra di Barbolini parte con i favori del pronostico, inutile nascondersi dietro a un dito, pur nella consapevolezza che le avversarie sono di primissimo livello. Nel panorama internazionale oggi basta un nonnulla per perdere o per vincere, tanto è l’equilibrio che caratterizza le prime del ranking: Italia, Russia, Brasile, Cina, Cuba e Polonia possono vincere ma anche essere protagoniste di un clamoroso flop, dipenderà da tantissimi fattori. Io scommetto che l’Italia si fregerà alla fine di una medaglia, e mi auguro ovviamente possa essere quella del metallo più prestigioso. Il ct ci crede e non ha lasciato nulla di intentato pur di centrare il traguardo più significativo della sua pur eccellente carriera (il prossimo anno tornerà a guidare un club, come vorrebbe?), confermando di essere lungimirante assai portando con sé alla fine due liberi (Cardullo e Croce), garantendosi in tal modo una copertura superlativa in uno dei ruoli più delicati della pallavolo Moderna. L’importante sarà impattare con attenzione il primo girone, che alla prima giornata - sabato 9 agosto - regalerà subito al Capital Indoor Stadium la supersfida con la Russia di Gianni Caprara e Irina Kirillova: vincere al debutto con le campionesse del Mondo significherebbe un abbrivio galvanizzante e benaugurate in vista delle partite tutt’altro che proibitive con Kazakhistan, Algeria e Serbia, prima del gran finale del girone con il temibilissimo Brasile di Zé Roberto, che di recente ha dato alle azzurre una sonora lezione. L’Italia ha comunque un appuntamento con la storia che non vuole e non può lasciarsi sfuggire, un’occasione probabilmente non irripetibile ma di certo ghiottissima. E confermo le mie impressioni nonostante la grande Tai Aguero abbia dovuto lasciare il gruppo prima dell'avventura cinese per accorrere al capezzale della madre morente, rientrando in tal modo a Cuba per la prima volta dopo la fuga che l'aveva portata in Italia (neppure per la morte del padre aveva potuto rientrare nell'isola caraibica): un grande abbraccio alla fuoriclasse dell'Italia, che dovrebbe tornare in tempo per i quarti di finale.
AZZURRI D’ORO? Io credo fermamente anche nella squadra maschile, che quando gioca come sa può competere con chicchessia. Il volley al top è però caratterizzato da un livellamento di valori impressionante, come del resto hanno confermato pure le recenti finali di World League, e pertanto l’Italia dovrà preparare al meglio dettagli tecnico-tattico e soprattutto delicati aspetti di carattere psicologico per evitare brutte sorprese. Il gruppo però è di primissimo livello, completo in ogni reparto, e se la diagonale Vermiglio-Fei renderà come è nelle sue possibilità, nessun traguardo è precluso agli azzurri. Ne è perfettamente consapevole anche Andrea Anastasi, da vecchio volpone qual egli è (gli anni passano per tutti, e anche il Nano ne ha vissute ormai tantissime di esperienze, di belle e di brutte…): sono convinto che farà tesoro anche dell’amarezza olimpica australiana, determinata da una semifinale disgraziata con la Serbia dei fratelli Grbic e di un super Vujevic che ha “relegato” l’Italia alla finale per la medaglia di bronzo.
[segue...] |
|
15.07.2008 -
I voti al campionato maschile - di Lorenzo Dallari
Chiuso un volley-mercato scoppiettante, diamo un po’ i voti di mezza estate al prossimo campionato maschile. Così, tanto per giocare. Poi il campo - come sempre - darà i suoi verdetti inappellabili e forse anche sorprendenti. Sottolineando fin da subito che sono in tanti a sognare lo scudetto, non celando le proprie ambizioni dopo campagne-acquisti altisonanti.
BRAVI, BENE, BIS. Determinata Trento, che dopo il primo scudetto vorrebbe anche la prima Champions League. Allungata inevitabilmente la panchina per i tanti impegni europei, il nucleo dei titolari è rimasto quello portante, con Vissotto al posto di Nikolov e Riad al posto di Jeroncic. Obiettivo: ripetere l’impresa storica. Arrembante Treviso, cha ha cambiato solo il palleggiatore: via Pujol (tornato in Francia, al Cannes) e dentro il funambolico Ricardo, una scommessa che Renan sa di poter vincere. Obiettivo: lo scudetto. Pugnace Cuneo, rinforzatasi con i tricolori Jeroncic e Nikolov, che dovrà garantire punti su punti alla solida squadra di Prandi. Obiettivo: almeno la finale. Solida Macerata, che ha in pratica cambiato solo Paparoni con il giovin talento Martino, migliorando non poco il peso offensivo. Fefè De Giorgi dovrà lavorare su un gruppo che sarà impegnato su più fronti, tra campionato e Champions. Obiettivo: almeno la finale. Spumeggiante Piacenza, che ha messo qualche pedina su un’intelaiatura collaudata: i volti nuovi sono quelli di Falasca, Insalata, Rak, Durante, una scommessa nel ruolo di libero. Non nuovo invece per i tifosi biancorossi Leo Marshall, tornato a casa. Obiettivo: almeno la finale. Volitiva Perugia, attivissima su più fronti: il presidente Sciurpa ha chiuso con Bovolenta, Botti, Felizardo, Kovacevic e Savani, gran colpo. Obiettivo: almeno la finale.
[segue...] |
|
 |
 |
 |
| Articoli trovati: 26 | - Pag. 2 di 3 | « 1 2 3 » |
|
|
 |
|
 |
|