A Modena urlano "Salutate la capolista"

di Adelio Pistelli

16/10/2011

I giocatori di Modena capolista in serie A1I giocatori di Modena capolista in serie A1
I giocatori di Modena capolista in serie A1
E alla fine in crica quattromila cantano: “Salutate la capolista”. La tifoseria di Modena si diverte. Resta in silenzio o quasi per tutta la partita anche perché la differenza tattica, tecnica, agonistica appare evidente dal primo pallone. Modena passeggia, ha continuità, macina gioco: è passerella. Il suo tecnico, Daniele Bagnoli, in tre set non chiama mai time out, fa scelte ‘popolari’ e psicologici e per lunghi tratti resta in panchina a godersi lo spettacolo che i suoi regalano. Tifoseria di casa, dunque in silenzio. E del resto, nel Tempio del volley, sanno bene come e quando alzare la voce per accompagnare gli eroi della palla presa a schiaffi. E’ un pomeriggio dei più semplici: per chi guarda e, per chi gioca.

ESORDIO – Occhi e tanti anche per Matteo Martino, l’indecifrabile. E’ noto a tutti. Chi vive in questo mondo conosce a memoria le ultime vicissitudini dello schiacciatore ieri indoor, poi sulla sabbia poi ancora indoor ma dopo aver rilanciato sentenze al veleno su un mondo che sembrava non appartenergli più. Però, si sa, l’attuale società e su tutti i fronti, cambiare idea è un attimo magari senza guardare a ciò che è stato e pensando (magari poco) e tutto ciò che sarà.
E così Martino torna prepotentemente protagonista (quasi) dopo una estate lontano e… solo. Succede che Modena tenti il grande colpo: rimettere in carreggiata il giocatore. Contro Piacenza, a Martino (che doveva restare fermo per le prime tre giornate per questioni di tesseramento) viene regalato un primo scampolo di gloria emiliana. Bagnoli lo lancia sul 18-12 del primo set poi dopo due palloni lo toglie per rilanciarlo sul 16-9 del secondo parziale (tre ricezioni) quindi ancora panchina sino al 17-13 del terzo gioco. Anche in questo caso, velocissima presenza in un team che ha comandato, appunto, il gioco senza difficoltà alcuna.

LA SQUADRA – La formazione emiliana è decisamente in uno stato di grazia. Ha Esko, regista in salute, Dennis fa il suo compitino, i centrali (c’è anche Yosifov: ma non era infortunato?) non sbagliano un colpo (Sala festeggia al meglio le sue 300 partite in A) e poi le bande: complimenti. L’americano Anderson al 53% diverte e fa divertire. Ma chi merita un plauso a parte è l’olandesino volante Dick Koy. Per lui bastano i numeri: 75% in ricezione per 81 in attacco. E’ l’uomo in più di una formazione in salute, di una squadra che va sottorete senza tante pressioni e forse proprio non avere particolari responsabilità fa aumentare chance, partita dietro l’altra. Adesso sarà interessante seguire da vicino la crescita di una squadra destinata a diventare l’alternativa alle cosi dette grandi.

PIACENZA – E’ arrivata carica di problemi e non solo quelli legati a Zlatanov (ancora bloccato da guai fisici) che per questo team è assolutamente indispensabile. Lorenzetti, coach dalle mille risorse ha provato a mischiare le carte, ha inventato un sestetto (con Sidibè ricevitore), ha cambiato la regia, ha cambiato un attaccante (con il giovanissimo Marretta) ma ha una formazione troppo scollata dove Papi e Nikolov non possono bastare per frenare una sorta di crisi tecnica e psicologica. Poi, se dall’altra parte trovi un avversario senza difetti, diventa tutto più difficile. E la tifoseria modenese alla fine urla “salutate la capolista”. Come darle torto.
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