After Hours, la SuperLega di notte Truocchio, Beretta, Mazzone, Codarin, Cantagalli, Randazzo e Buti ospiti della settima puntata di After Hours
La continuità ad alto livello di Verona, l’ambizione in vista della Del Monte® Coppa Italia di Padova, la voglia di crescere di Monza. E poi l’obiettivo “salvezza, divertendosi” di Cuneo, la nuova generazione di centrali, la capacità di ascoltare di alcuni giovani palleggiatori che non si cullano sul cognome pesante, l’importanza dei numeri, della lungimiranza e del dialogo per alcuni.
Sono questi alcuni dei temi affrontati nella settima puntata della sesta stagione di After Hours, la SuperLega di notte, live ogni domenica alle 21.30 sui social di Lega Pallavolo Serie A e di DAZN, con Andrea Zorzi e Andrea Brogioni.
Ospiti della settima puntata sono stati Andrea Truocchio (Sonepar Padova), Thomas Beretta (Vero Volley Monza), Daniele Mazzone (Cisterna Volley), Lorenzo Codarin (MA Acqua S.Bernardo Cuneo), Diego Cantagalli (Rinascita Lagonegro), Luigi Randazzo(Emma Villas Codyeco Lupi Siena) e Simone Buti.
LE DICHIARAZIONI
Thomas Beretta (Vero Volley Monza)
Monza come casa – È da diversi anni che sono a Monza: tante squadre diverse, con tanti giocatori. Ma gli ultimi due anni li ricordo benissimo, siamo passati da toccare le stelle a lottare per non retrocedere.
L’atmosfera a Monza – Dopo l’ultima settimana c’è un bel clima, se me l’avessi chiesto prima forse ti avrei risposto: “Come l’anno scorso”. È un percorso, un processo lungo, abbiamo tanti giovani e abbiamo incontrato le big una dopo l’altra; quindi, non è stato proprio un periodo felice. Ma l’abbiamo utilizzato per crescere, prendendo qualcosa di positivo dalle varie partite. Mercoledì con Civitanova abbiamo giocato una bella partita, con l’auspicio di proseguire bene nelle ultime due del girone d’andata.
Applicazione e determinazione – Di sicuro quella con Civitanova è stata la nostra miglior partita sinora, eravamo sincronizzati, funzionava tutto. Non è stata una partita spettacolare, ma prima non avevamo fatto grandi prestazioni. Dobbiamo solo trovare la strada, lavoriamo tanto in settimana fra una partita e l’altra, speriamo di continuare così.
Andrea Truocchio (Sonepar Padova)
Il segreto della Sonepar – Padova è una società che crede nei giovani e crede nella crescita dei giovani che prende. Sono contento che abbia creduto in me e mi abbia fatto lavorare un sacco. È quello che ci serve, lavorare tanto anche a livello tecnico, e alla fine i miglioramenti si vedono. Quando entri in campo vai sempre a sfidare delle big, con giocatori già affermati, e con voglia di migliorarsi e spingere sempre di più per sperare di raggiungerli e ottenere buoni risultati.
L’esperienza a Modena – Modena mi è sempre rimasta nel cuore. Sono stato lì nelle giovanili, ho conosciuto bene la città. Poi ho fatto l’ultimo anno di Serie B in cui davo una mano in SuperLega e poi una stagione proprio in SuperLega, fino all’arrivo del Covid.
Obiettivi personali e di squadra – Mi piacerebbe riuscire a finire bene questo girone d’andata, rientrando nei Quarti della Del Monte® Coppa Italia. A livello personale penso partita dopo partita, cercando di far meglio ogni volta.
Daniele Mazzone (Cisterna Volley)
L’1-3 con Piacenza – Abbiamo sprecato una bella occasione. A loro mancava Simon, un centrale che cambia molto la distribuzione e il numero di punti. Eravamo riusciti subito a bloccare Bovolenta, ma dal secondo set ci siamo un po’ incastrati su una battuta float come era successo con Verona. Poi abbiamo sprecato alcuni contrattacchi e pagato l’assenza di Currie, che ha avuto un problemino fisico. Bisogna imparare a giocare anche quando si sta male, più si va avanti e più scopre che sono sempre più i momenti non si sta bene fisicamente e stringere i denti può essere utile alla squadra e anche alla propria carriera.
Numeri da top – Probabilmente fino ad ora è la mia stagione migliore delle 13 in SuperLega. Questo dimostra che l’età è un numero, magari si salta di meno e si tira meno forte, ma impari a fare le cose con quello che hai a disposizione.
I margini di Guzzo – Guzzo ha grandi potenzialità, può diventare un grande giocatore se inizia a difendere e a non perdersi in un bicchier d’acqua dopo aver fatto cose importanti e difficili. Deve imparare a diventare più efficiente e capire cosa fare in ogni situazione.
La coesistenza con Barotto – Per adesso va bene. Tutti vogliono giocare, chi sta fuori vuole giocare dall’inizio, chi esce ci sta che “rosichi” ma per adesso è tutto tranquillo.
Fanizza e l’arte di ascoltare – Ha un ottimo gioco di primo tempo, ma la cosa che fa meglio è ascoltare. Gli dici: “Buttamela in contrattacco”, lui te la butta in contrattacco. Gli dici: “È lenta”, lui la palla successiva la spinge. Spesso chi ha un cognome importante vive sugli allori, lui invece no.
Morato, l’uomo dei numeri – Non so cosa lo fa veramente arrabbiare. Una delle prime volte è stato con Piacenza, quando abbiamo sprecato un contrattacco. Lo chiamo “l’uomo dei numeri” perché sciorina tabulati di numeri e di cifre, obiettivi prestativi, come siamo noi, come sono gli altri… Studia, sa dove dobbiamo arrivare. Ad esempio, sulla battuta: il nostro rapporto errori/danni è decisamente da migliorare, stiamo allenando molto quel fattore lì. Poi essendo una squadra giovane abbiamo bisogno di lavorare su molti fattori: alcune cose le abbiamo aggiustate – come l’appoggiare sul muro quando abbiamo la palla alta – mentre su altre ci siamo lavorando.
Lorenzo Codarin (MA Acqua S. Bernardo Cuneo)
Fra volley e social – Fino all’anno scorso non esistevo sui social, perché li vedevo come una perdita di tempo e difficilmente li usavo. Poi, finita la magistrale di Scienze Motorie, ho fatto un anno di digital marketing e hi capito che i social possono essere utili, se guardati da una certa angolazione. E mi son detto: “perché non provarci?” Nel tempo libero faccio qualche partita anche a Fortnite, mi sono detto: “Ho dei contenuti di volley e di gaming, proviamoci”.
Salvezza first – L’obiettivo principale deve essere la salvezza. Giocare ogni partita in SuperLega è divertente e finché non cade l’ultima palla può succedere di tutto. Noi ci proviamo, poi a volte va meglio e a volte no. Finché non saremo salvi avremo un po’ di pressione, ma giochiamo per quell’obiettivo.
Verona dominante – Li ho visti più cupi rispetto al solito e questo ci ha permesso di combattere più del dovuto. Però c’è stata la loro superiorità in attacco, hanno spinto in battuta e abbiamo faticato in ricezione. Noi ci abbiamo provato con la cattiveria agonistica che ti permette di fare qualche punto in più. Hanno fatto parecchie invasioni, ma quando spingevano in battuta ci staccavano di due-tre punti e lì è difficile recuperare. È stata una bella partita, ma hanno dominato in lungo e in largo.
Lo “straordinario” Feral – Oltre a essere un giocatore incredibile, è una persona straordinaria, con la quale è bello passare del tempo. È giovane, crescerà sicuramente e arriverà a giocare in un top club, farà parlare di sé sia in Italia sia a livello internazionale.
Luigi Randazzo (Emma Villas Codyeco Lupi Siena)
Alti e bassi – Abbiamo giocato contro la prima in classifica e s’è visto. Ravenna esprime un’alta pallavolo, molto diversa rispetto alla nostra. Noi andiamo a tratti, siamo durati un set e quando è così è normale che finisca 3-0. Dopo queste nove giornate, per gioco espresso Ravenna mi sembra la squadra più forte. Ma è difficile dare una risposta, il valore percepito degli avversari è condizionato dai nostri alti e bassi.
Il dialogo con Hoff – Con il palleggiatore attuale lavoriamo assieme da un mesetto, dopo aver iniziato con Porro. E quando cambi palleggiatore a stagione iniziata fai fatica a mettere le cose a posto. Trovare sicurezze settimana per settimana è complicato, ma Mikkel ascolta, si sta inserendo e sono sicuro che fra qualche settimana andrà meglio.
Il rapporto con il tecnico Petrella – È una persona che dialoga tantissimo, cui piace il confronto bello e costruttivo. Anche lui guarda i numeri, vede dove siamo adesso e dove vogliamo arrivare, è molto preparato e la squadra va. Gli alti e bassi sono legati alle problematiche che abbiamo avuto in questi quattro mesi e ogni volta si deve andare a capo.
La nuova realtà Siena-Santa Croce – È un club che punta a tornare in SuperLega e che ha messo assieme due realtà che hanno fatto la storia della pallavolo. Per un imprenditore è complicato dover portare tutto avanti da solo, è importante potersi unire per creare qualcosa di grande.
Diego Cantagalli (Rinascita Lagonegro)
La sconfitta contro Pineto – Loro hanno fatto una grande partita, hanno battuto forte e ci hanno messo in grande difficoltà sin dall’inizio, noi non siamo riusciti a reagire in modo corretto, abbiamo subito tutta la partita.
Il rapporto con Kantor – È venuto a Lagonegro da metà stagione scorsa, mi sono subito trovato bene sia a livello umano sia tecnico. Ci dà una grande mano.
Ritorno in A2 – Sono tornato in Serie A2 dopo una grande stagione in A3, ma prima ce n’era stata una un po’ meno bella sempre in A2. Il livello si è alzato notevolmente, voglio far vedere che ci posso stare. È uno stimolo grande.
Ricordi di SuperLega – Nella prima esperienza in un grande club come Civitanova sono stato accolto a braccia aperte, i ragazzi mi hanno sostenuto con grande cuore, non mi è stato mai fatto pesare il fatto di essere il più giovane. E molte volte questo non succede. Il ricordo che mi è rimasto più impresso è stato il Mondiale per Club.
Simone Buti
La fiaccola olimpica – Porterò la fiaccola sul corso di Pontedera (PI), vicino casa mia. La scorsa estate ho conosciuto un ex tedoforo e l’esperienza mi ha affascinato. Poi ho letto la notizia dell’apertura delle candidature, mi sono candidato per partecipare e mi hanno scelto.
Civitanova, non solo mal di trasferta – Capisco lo sfogo di Bottolo, quando sei concentrato sulle cose che non vanno – tecniche, di squadra e di dinamiche – e ti parlano per l’ennesima volta di “trasfertite” capisco lo sfogo.
Le nuove generazioni di centrali – Ce ne sono tanti di centrali giovani, forti e promettenti. Per fortuna ho giocato in un’altra generazione.
Sorprese dell’andata – Senza ombra di dubbio mi ha sorpreso la continuità di Verona, malgrado il cambio di allenatore e la squadra rinnovata non era scontato vederla lì a giocarsi la testa della classifica.
La longevità di Mazzone – Mazzone è sempre uguale da quando giocavamo insieme, non ha un capello bianco, non ha una ruga, non ha ancora la barba. Ha anche ottime statistiche? Allora è come un buon vino!