Anastasi ct polacco si confessa ai microfoni di Top Volley

di Laura Tommasini

04/02/2011

Andrea AnastasiAndrea Anastasi
Andrea Anastasi
A poche ore dall'annuncio che ha ufficializzato il suo arrivo sulla panchina della Polonia, Andrea Anastasi ha parlato ai microfoni di "Top Volley" che lo hanno raggiunto in Brasile dove si trova per un viaggio professionale. "E' un dovere per un allenatore aggiornarsi continuamente, era un impegno programmato da tempo e che arriva in un momento particolare ed intenso della mia carriera. Sono certo che apprenderò tutto quello che mi serve, già questi primi giorni sono stati molto interessanti".
Per quanti anni hai firmato? "L'accordo è fino a Londra 2012, ovvero all'eventuale qualificazione Olimpica. Ovviamente ci terrei molto ad esserci, ma è anche vero che sarà molto difficile. Faremo del nostro meglio per esserci".
Chi porterai del tuo staff in questa nuova avventura? "Ammetto che non siamo ancora entrati nei particolari dell'accordo, ma ho già chiesto ad Andrea Gardini, con il quale sto facendo questo viaggio in Brasile, di seguirmi anche in questa occasione. Lui è molto motivato, la Federazione polacca non credo che abbia nulla da obiettare. Tutto verrà discusso nei prossimi incontri, visto che in Polonia la scelta dell'allenatore avviene in maniera diversa da qui: io sono stato eletto, peraltro con un plebiscito che mi inorgoglisce. Sono venuto in Brasile proprio perchè non c'era la certezza di avere questo incarico. La notizia mi è arrivata poche ore fa, ora lavoreremo per costruire tutto il contorno".
Il tuo addio alla nazionale italiana ha innescato un valzer delle panchine con l'arrivo di Mauro Berruto in azzurro mentre tu prendi il posto di Daniel Castellani approdato proprio in Finlandia alla guida del gruppo lasciato dallo stesso Berruto. Senza dimenticare che Julio Velasco non è più il CT della Spagna, da te portata a grandi risultati internazionali. "Hai detto bene ed è inevitabile che ci si rivolga ad allenatori di esperienza perchè è un momento in cui è molto difficile far quadrare le cose nella maniera migliore e contare su un tecnico già formato aiuta. Sai, contratti troppo lunghi non si riescono più a sviluppare e quindi è giusto avvalersi di chi ha avuto la fortuna e la bravura di sedere su panchine importanti".
Che Polonia trovi? "Si tratta di una squadra molto interessante, ha vinto l'Europeo nel 2009 per poi avere una stagione molto complicata. E' una squadra che ha alle sue spalle una Federazione e un movimento di altissimo livello e grandissimo entusiasmo che vorrebbe sempre far bene ed invece non sempre è facile ottenere risultati positivi".
Sei in Brasile per approfondire i loro metodi di allenamento ed il segreto che porta questa nazionale ad essere tra le prime del mondo. Che realtà hai trovato? "Qui ci si allena tanto e molto intensamente. Sono a San Paolo e la squadra locale nella giornata precedente alla partita di ieri ha lavorato 3 ore alla mattina e 2 ore nel pomeriggio. Stamattina chi non ha giocato ha fatto allenamento per un'ora e mezza e tutti hanno fatto pesi mentre nel pomeriggio tutto il gruppo lavorerà con la palla. Qui il lavoro non manca mai, ci si allena con tanta determinazione e volontà".
Ultima domanda: hai già imparato a pronunciare il nome del presidente della Federazione polacca (Miroslaw Przedpelski, ndr)? "Impossibile! Sul telefono ho messo solo il nome e gli ho giò detto che lo chiamerò esclusivamente Miro!!".
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