Anastasi e la Polonia: il feeling c'è

di Adelio Pistelli

25/08/2011

Andrea Anastasi Andrea Anastasi
Andrea Anastasi
Sabato ritroverà l’Italia. E’ successo agli inizi di luglio durante le fasi finali di World League, con i naturali contorni emotivi. E anche in questa occasione sarà una nuova splendida sensazione, a prescindere. “Assolutamente ma, ormai, il passato anche quello recente, è solo storia. Adesso sono in Polonia, devo provare a crescere e vincere con la Polonia”. Andrea Anastasi ha rimosso. O quasi.
Il tecnico di Poggio Rusco, che ha guidato l’Italvolley sino al mondiale 2010, dall’inizio del 2011 è sulla panchina della nazionale di Varsavia e, chiunque gioca dall’altra parte della rete è, come prevede la legge dello sport, potenzialmente un avversario da battere, ovviamente. Anastasi, allora, ci proverà anche venerdì quando andrà in campo per la seconda giornata del ‘Memorial Wagner’, una tre giorni (26-28 agosto) alla quale oltre alla Polonia e l'Italia, partecipano anche Russia e Repubblica Ceca. “Un appuntamento importante che mi regalerà sicuramente altre preziose indicazioni su una squadra che, comunque, è sempre la stessa che alleno dai miei primi giorni polacchi”. Il torneo, arrivato all’undicesima edizione, per ricordare Jerzy Hubert Wagner, campione olimpico con la Polonia nel 1976 e che sarà organizzato per la prima volta a Katowice, una delle ‘piazze-volley’ più importanti del Paese. “Sicuro e ci sarà il solito, grande, coinvolgente entusiasmo – afferma Anastasi -. Da queste parti la pallavolo è davvero la super disciplina, seguita e ammirata da tifoseria competente e innamorata. Pensate, nei giorni scorsi abbiamo giocato due semplicissime amichevoli con la Francia (una persa e una vinta, ndr) ma abbiamo avuto sempre palasport pieni e festosi. L’ennesima conferma di un ambiente legatissimo a questo sport, alla sua nazionale”.

ESPERIENZA FANTASTICA. Il tecnico italiano non lo nasconde nemmeno un po’: “Mi trovo benissimo. E’ giornalmente un’esperienza sempre nuova e accattivante. Mi rendo conto delle aspettative, capisco le pressioni ma è bellissimo andare in palestra, lavorare per un progetto interessante e ricco di motivazioni. La squadra? Appena arrivato ho dovuto prendere atto di alcune defezioni annunciate. Nessuna polemica da parte di chi, in questo momento, non è in nazionale ma è troppo facile immaginare quali e quante problematiche ho dovuto affrontare. Però, lo sapete, non ho mai usato l’arma degli alibi e guardo avanti con grande ottimismo sapendo che saranno, ancora e comunque, mesi difficili”.

GLI EUROPEI DI SETTEMBRE. Andrea Anastasi ed il suo ‘secondo’, l’amico Andrea Gardini mirano dritti agli impegni continentali ma nessuna pretattica o chissà quali alchimie. “Vado agli Europei con lo stesso gruppo che ha giocato la World League e che ci ha regalato una meravigliosa medaglia di bronzo – racconta il tecnico polacco made in Poggio Rusco -. Anzi, non avrò Bartman, lo schiacciatore che avevo dovuto far giocare per necessità tattiche da opposto, infortunatosi proprio durante la prima partita delle fasi finali della manifestazione. Stessa squadra, nessuna novità dunque, ma porterò a Praga un team motivato e voglioso, provando a rovesciare inevitabili pronostici a noi contrari e dettati dalla situazione che abbiamo. Nessuna scusante, però, lo ripeto. Ci proveremo dalla prima all’ultima palla contro chiunque sapendo che sarà un delicato girone di qualificazione”.

GIA’, A PRAGA. E’ nella Repubblica Ceca che la Polonia di Anastasi cercherà il ‘visto’ per andare a giocarsi poi le chance di finali di un Europeo, inizialmente organizzato in due Paesi (Repubblica Ceca e Austria) con gironi anche a Innsbruk (qui ci sarà l’Italia con Francia, Belgio e Finlandia) e Vienna. “Arrivare nella capitale austriaca per le sfide che contano non sarà compito facile – è ancora Anastasi che parla -. Intanto nelle qualificazioni ai quarti ci aspettano Bulgaria, Germani e la Slovacchia del mio amico Emanuele (Zanini, ndr). Tre avversari potenzialmente difficili e tanto diversi tra loro. Ne passano tre, è vero, ma vorrei evitare la trappola del match come consequenzal del terzo posto nel girone, perchè ci farebbe andare incontro ad uno dei team favoriti. Sarà una manifestazione che comunque onoreremo dal prinmo giorno, sino in fondo. Un Europeo che dovrà rafforzare la nostra immagine guardando anche e soprattutto alle fasi di qualificazioni olimpiche. Londra 2012 fa parte di un grande progetto della Federazione polacca, ma i Giochi Olimpici sono tutti da concretizzare, però. E si, proprio come accadde quando tornai ad allenare l’Italia, ricordate? Alla fine centrammo l’obiettivo, spero di ripetermi anche in questa occasione con la nazionale polacca. Un passo alla volta, comunque, con la consapevolezza, appunto, di avere potenzialità giuste per regalarci qualche bella soddisfazione”.
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