Anno zero

di Luciano Pedullà

29/11/2010

Anno zero
E’ iniziato sabato, sul campo di gioco delle Campionesse d’Italia di Pesaro, il 66° Torneo di A1, possibile anno zero della pallavolo femminile, che ha subito la fuga all’estero di molte pallavoliste di primo livello. Un campionato ridimensionato, si è detto, un torneo poco interessante, dove il divario tra le prime, Villa Cortese tra tutte, e le altre, potrebbe dare luogo a risultati scontati e poco divertenti. Intanto il campo ha dato i primi verdetti e, alla fine, equilibrio e sorprese ci sono stati. Bergamo e Novara hanno perso, al quinto set, un match combattuto, ma escono dal campo con onore delle armi. Anzi, queste due società stanno sfruttando nel migliore dei modi questa stagione. Le orobiche, impegnate quest’anno su quattro fronti, non dimentichiamo infatti che a metà dicembre sarà protagonista nella Coppa del Mondo per Club, stanno attuando un utilissimo e interessantissimo turn over, concedendo riposo e recupero ad alcune giocatrici che hanno passato l’estate a preparare il Campionato del Mondo, per avere la possibilità di ottenere il miglior risultato da tutte le competizioni. Anche contro Conegliano, vincitore nel finale della partita, Mazzanti ha concesso molto spazio a Signorile, a Fanzini, inizialmente a Zambelli, e a Carrara che sostituisce l’infortunata Merlo. Guardo con simpatia e interesse all’impegno della giovane palleggiatrice Piemontese, Noemi Signorile, che dopo anni di Club Itala e due stagioni in A2 a Cremona e Verona, sta bene impressionando per autorità, sicurezza e capacità tattica, nel corso delle gare giocate. Novara ha resettato la formazione della scorsa stagione costituendo un gruppo di giovani promesse, con la sola pretesa di restituire all’ambiente l’entusiasmo perso la scorsa stagione; tra queste molte italiane, Bechis, Barcellini, le due medaglie d’oro juniores Zardo e Camera e due promesse come Follie e Lombardo, affidate a un tecnico di misurata esperienza come Gianni Caprara. Apprezzo molto le scelte programmatiche che queste due società stanno portando avanti, in una stagione dove molte squadre, soprattutto in A2, ma anche nella massima categoria, riscoprono le potenzialità di giocatrici che, già da tanti anni, calcano i nostri parquet, oppure affidano a esordienti straniere le possibilità di successo delle proprie squadre. Alcune di queste sembrano mancare di equilibrio: Perugia, Pavia, la stessa Pesaro, ad esempio, avranno un gran da fare per sistemare le posizioni di ricezione; altre, Conegliano, Urbino e Castellana dovranno aspettare la crescita del sistema di squadra avendo rinnovato il sestetto. Busto, Modena e Piacenza sono partite con il piede giusto; in particolar modo, le emiliane di Chiappafreddo hanno ben impressionato per la prestazione offerta, nonostante alcune pesanti assenze e la presenza in campo di due giocatrici juniores in ricezione. Mazzocchi ma, soprattutto, Scarabelli hanno offerto una prova positiva; quest’ultima è tornata alla ribalta, dopo una stagione molto difficile, la scorsa, ma anche dopo un grande rientro con la Nazionale giovanile. Chiara è una atleta che ha saputo coniugare impegno, studio, sport e educazione, come tutti i genitori vorrebbero per i propri figli; è un patrimonio della pallavolo Italiana, che dovrà fare di tutto per farle avere le possibilità di successo che ha sempre meritato.
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