Arbitri contestati: il pensiero del commissario Vito Sante Achille

di Adelio Pistelli

23/12/2011

Vito Sante AchilleVito Sante Achille
Vito Sante Achille
-Da settimane, o quasi, nel mondo delle schiacciate, il leit motiv sottorete non è solo tecnico e agonistico. Fanno notizia anche e soprattutto vicende legate alla prestazione di questa o quella coppia arbitrale protagoniste, ultimamente, di episodi che hanno scatenato pesanti polemiche e, in diversi campi. Partite ‘minate’ dai giudizi arbitrali e come conseguenza diretta, sono state inviate lettere da parte di chi si è sentito danneggiato durante un match. Ultimamente hanno scritto il direttore generale di Belluno (Gravina), il diesse di San Giustino (Sartoretti); a Macerata è stato un coro generale contro la coppia arbitrale che ha diretto Lube-Monza. Alle corte: fischietti forse mai come in questo momento nel mirino delle contestazioni. Il Commissario, ruolo A, Vito Sante Achille, il ‘numero’ degli arbitri nazionali ha voluto fare la sua valutazione che potete leggere sotto. Eccola.
Nel pieno rispetto dei ruoli e delle attività che quotidianamente vengono svolte per il movimento rivolgo a Tutti un invito a riflettere su questa nuova tendenza di pubblicare “lettere aperte”.
Sento il dovere di “aprirne” una anche io al fine di chiarire alcuni aspetti.
Premetto che la classe arbitrale italiana è da un punto di vista tecnico fra le migliori al mondo, anche grazie all’elevata qualità dei nostri campionati. Non è una visione interna, ma un riconoscimento che viene sia da organismi internazionali che da realtà esterne al nostro mondo. Ma ovviamente non è esente dal commettere errori; la tendenza è cercare di ridurli.
Molto probabilmente si può e si deve migliorare l’aspetto gestionale della gara. Tema interessante che è oggetto dei nostri incontri collegiali, ma su cui molto si potrebbe fare se ci fosse una “maggiore collaborazione” da parte di Tutti gli addetti ai lavori.
Per chiarire la precedente affermazione riporto alcuni semplici esempi.
Il comportamento in occasione delle manifestazioni internazionali, da parte degli stessi attori, è molto diverso da quello che si vede in occasione delle gare dei nostri campionati.
Il “fair play” spesso non dura per l’intera gara. Alcuni gesti che sicuramente contribuiscono a migliorare il rapporto arbitri-giocatori, arbitri-allenatori ( mi riferisco all’autoaccusa di tocchi a muro, indicazioni di palle dentro/fuori, …) e l’interazione terreno di gioco-pubblico in alcune fasi degli incontri “svaniscono”.
La tendenza, in alcuni casi, a protestare a priori ( a volte anche quando la palla è stata a loro assegnata).
Evito, volutamente, di inserire nell’analisi altri comportamenti, purtroppo recentemente accaduti, che poco si addicono al nostro mondo ; comportamenti di cui non sentiamo la necessità e su cui Tutti dobbiamo vigilare per salvaguardare quell’elemento distintivo (non violenza) che costituisce il patrimonio indiscutibile del nostro sport.
La mia esperienza nel Settore (31 anni di arbitraggio, di cui 20 in A1 e 12 come Internazionale cui si aggiungono 5 anni di Commissario di A) mi suggerisce di affermare che ci sono diverse soluzioni a queste problematiche.
Soluzioni, sicuramente legate ai diversi contesti, ma che non devono tendere a condizionare i comportamenti, a snaturare gli aspetti di sano agonismo, né tantomeno ad inasprire o intensificare i provvedimenti disciplinari.
Ritengo che una partecipazione più serena e consapevole degli addetti ai lavori aiuterebbe gli arbitri (specie quelli con meno esperienza) ad affrontare con maggior tranquillità la gara con indiscutibili risultati positivi sulla gestione complessiva dell’evento.
A garanzia di Tutti sottolineo , inoltre, che l’operato arbitrale viene settimanalmente monitorato, tramite i rapporti dei Delegati Tecnici, dei Supervisori e l’analisi dei video. Un lavoro che continueremo a fare con particolare attenzione, con consapevole determinazione e con la volontà di incrementare il livello delle prestazioni degli ufficiali di gara.
Come richiamato inizialmente, ovvero nel pieno rispetto dei ruoli, intendo ribadire un concetto già espresso pubblicamente in altre occasione, ovvero che questa Commissione apprezza, tiene conto di suggerimenti ed indicazioni, anche delle “lamentele” giustificate, ed è aperta a tutte le iniziative che possano concorrere alla crescita del Settore e a migliorare la qualità del servizio reso, ma nel contempo non ha alcuna intenzione di prestare il fianco ad attacchi strumentali che servono magari a distogliere l’attenzione da altri problemi che poco hanno a che fare con l’attività arbitrale.
Colgo l’occasione per porgere a Voi Tutti ed a Tutti gli appassionati di questo meraviglioso sport gli auguri di un Sereno Natale.
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