Archivio Attività internazionale

I voti al Mondiale13/10/2010

I voti al Mondiale

di Lorenzo DallariPUBBLICO voto 10 e lode. Tantissimo, bellissimo, correttissimo, appassionatissimo, coloratissimo, disciplinatissimo ovunque. Sono stati in 348.000 supertifosi a seguire le 78 partite della rassegna iridata. Il Mondiale lo hanno vinto loro. BRASILE voto 10 +. La squadra più completa, più determinata, più lunga, più coesa, più diligente tatticamente: semplicemente la più forte. E meritatamente pluricampione. NAPOLITANO voto 10. Le belle parole che il Presidente della Repubblica Italiana che riservato alla nostra nazionale al Quirinale devono essere un vanto per tutti quelli che amano il nostro bellissimo sport. VOLONTARI voto 10. Sono stati tantissimi e tutti bravissimi, in ogni palasport d’Italia. Il loro spirito di sacrificio determinato dal loro amore per questo sport alla fine ha fatto la differenza. CUBA voto 10-. Chi avrebbe mai immaginato che la giovanissima formazione caraibica avrebbe potuto giocare la finale alzi la mano… sempre che ne trovi il coraggio. Un autentico miracolo per un gruppo di giocatori dotati di mezzi fisici straordinari, abbinati alla capacità di interpretare al meglio il volley moderno. ORLANDO SAMUEL voto 9 e mezzo. Il grande maestro cubano ha rivissuto una finale 20 anni dopo quella persa con l’Italia al Maracanazinho di Rio de Janeiro, a conferma di una longevità eccezionale. Fantastico il secondo posto, forgiando praticamente dal nulla un gruppo di giovani chiamati a sostituire la truppa fuggita dall’isola caraibica negli ultimi anni. MURILO voto 9 e mezzo. L’ex modenese è stato giustamente premiato quale miglior giocatore del Mondiale, dove ha saputo essere straordinario protagonista, indiscusso punto di riferimento per la Seleçao. Molto molto cresciuto dai suoi tempi italiani: bravo davvero. SKY SPORT 24 voto 9. Tanto, tantissimo spazio dedicato a questo Mondiale da parte del canale all sport news di Sky, aspetto che assume valore se si considera che i diritti erano della Rai.
Viva la pallavolo e il suo meraviglioso pubblico, abbasso gli idioti13/10/2010

Viva la pallavolo e il suo meraviglioso pubblico, abbasso gli idioti

di Lorenzo DallariMartedì 12 ottobre 2010. Questo giorno non me lo dimenticherò di certo per un bel po’. Sono tantissimi anni che seguo lo sport, tutto lo sport, in ogni sua espressione, ma quello che ci ha regalato Italia-Serbia, match di qualificazione per l’Europeo di calcio del 2012, rimarrà per un bel po’ di tempo impresso nella mia mente. Il gruppo di facinorosi presenti al Marassi di Genova, pseudo-sostenitori della Serbia, ha approfittato della diretta tv per dar vita a una dequalificante manifestazione politica – ambientata per l’occasione in uno stadio – regalando una delle pagine più tristi dello sport di tutti i tempi. Sono stupito e triste, meravigliato e schifato, allucinato e spaventato. Le forze dell’ordine non sono riuscite a domare la rivolta, la partita è stata rinviata di 45 minuti, gli inni nazionali sono stati imbrattati dai fischi, si è giocato per pochi minuti e poi sono rientrati tutti negli spogliatoi perché era impossibile proseguire a causa dei fumogeni lanciati in campo. Una bella schifezza, non c’è che dire. Non trovo altre parole per definire quello cui si è assistito. Nettamente in contrasto con il bellissimo clima regalato poche ore fa dalle finali del Mondiale di pallavolo al Palalottomatica, dove sia sabato contro il Brasile che domenica proprio contro la Serbia il pubblico del volley, il nostro pubblico meraviglioso, ha dimostrato davanti al mondo di essere il migliore in assoluto: partecipando all’inno di Mameli, rispettando gli avversari, stando in piedi impietrito durante il minuto di silenzio in memoria dei quattro militari recentemente deceduti in Afghanistan. Una serata che mi ha fatto sentire ancora una volta orgoglioso di appartenere al fantastico micro-macrocosmo del volley, una serata che ha generato un’amarezza nel mio cuore che ben difficilmente riuscirò a far scomparire. Viva la pallavolo, e abbasso gli idioti. Lo dico indipendentemente dal credo politico e/o religioso. Questa sera siamo andati ben oltre la soglia minima dell’intelligenza. E purtroppo nutro in me la supposizione che non abbiamo ancora visto il peggio. Mi auguro di sbagliarmi, ovviamente. Ma intanto credo che dobbiamo essere tutti molto, molto tristi.
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