Azzurri primo stop: una notte per riflettere

di Adelio Pistelli

17/06/2011

Gli azzurri durante un time outGli azzurri durante un time out
Gli azzurri durante un time out
Semplice incidente di percorso o coperta corta? Domani sera sapremo già qualcosa. Italvolley alle prese con prime vere difficoltà e la gara-due contro la Francia (a Catania) diventa particolarmente interessante. Adesso, diventa importante capire perché è successo e quali equilibri può aver minato. E ben venga l’immediata ‘passerella’ con i transalpini per cercare di riprendere confidenza con la vittoria. 
E’ successo e sarà importante mirare, per esempio, sulle oggettive difficoltà offensive di banda. Maruotti prima, Della Lunga poi, quindi Zaytsev non hanno mai o quasi dato continuità sottorete e intorno, in maniera graduale, il gruppo s’è sfaldato. Sarebbe troppo facile tirare giù dal lettino dell’infermeria Savani e affermare che l’assenza del capitano è troppo pesante. Non è così.Il primo capitombolo di World League, purtroppo davanti a tifosi innamorati come quelli di Messina troppo assenti, però nei momenti più delicati del match. Il primo ‘tonfo’ ha altre colpe, più concrete sulle quali lo staff passerà la notte per riflettere e trovare prime motivazioni, prime risposte. Per esempio, la ricezione, ballerina con una naturale discontinuità di gioco che ha vanificato la difficile rincorsa di una squadra troppo sfilacciata in tutti i reparti. Le sempre più sofisticate statistiche, non servono se una partita viene decisa da un palloni. Stavolta appare evidente che raccontano invece tanta verità guardando, per esempio al 33% di ricezione perfetta, al 39 in attacco, gli otto errori nei momenti topici della sfida- uno contro francesi a caccia del colpaccio.
Alle corte: tanto, troppo non ha girato sottorete. Muri e difesa sono sembrati fondamentali che potevano ‘attenuare’ la serataccia degli azzurri ma è piano piano andato in tilt un fattore sempre e comunque decisivo: la testa. In uno sport che non ammette pause mentali, è mancata la lucidità di restare attaccati alla partita proprio quando c’erano le premesse per dare un seguito al filone di vittorie. Invece paradossalmente quel primo set andato in archivio senza particolari problemi ha contribuito a cristallizzare una prestazione che servirà – deve servire - come interessante lezione sulla quale meditare. “Non siamo stati continui, a volte troppo insicuri – afferma il centrale Birarelli -. Non eravamo l’Italia vera e dire che la Francia ci stava dando anche una grossa mano per uscire dal tunnel. Colpa nostra e sono doppiamente amareggiato considerato che ero all’esordio come capitano. Mi spiace ma si rigioca subito, l’occasione migliore per cancellare questa serataccia”.
Si riparte da Catania domani sera (sabato) contro una squadra che ha rivisto la luce o quasi dopo settimane di oscurantismo. Francia che trova il colpaccio ricercato e indispensabile come affermava Pujol alla vigilia di gara uno; Francia che fa sorridere il suo tecnico Philippe Blain che sul finire del secondo parziale sembrava una sbuffante locomotiva. E sia, la partita di Catania sarà ancora più bella perché va sempre ricercato il lato positivo anche in una serata dove tutto o quasi è andato storto. Ma solo sottorete perché l’Italvolley ha comunque vinto una sua partita, quella della forza del gruppo per chi c’è e chi non è più azzurro. Jack Sintini, che a Roma 2005 vinceva l’Europeo, da qualche giorno ha iniziato a giocare la sua partita più difficile. Un linfoma lo costringe a lasciare momentaneamente (è la speranza generale) il volley attivo. ‘Forza Jack’ era scritto su uno striscione che Lasko e soci hanno portato in campo prima del via: applausi.
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