Azzurri, stop indolore, però...

di Adelio Pistelli

02/07/2011

Azzurri, stop indolore, però...
Colpaccio cubano e Pimienta, general manager dei caraibici, con un discreto passato da centrale in Italia, via di corsa a prenotare il volo per Danzica. E sì, Leon e soci hanno centrato la qualificazione alle finali di World League (6-10 luglio) nell’ultima ‘passerella’ valida per concretizzare un sogno. Italvolley? Non pervenuta o quasi. “Mi spiace aver perso in questo modo e, amareggiato per una partita dove non è andato bene praticamente nulla”. Mauro Berruto non si nasconde. Il tecnico azzurro mira dritto su una prestazione dove… “Loro erano motivatissimi, non hanno sbagliato un pallone e gradualmente hanno preso possesso di un match per noi, sempre più difficile”.Sino a qui le parole del coach azzurro che cerca di trovare qualcosa di positivo in prospettiva finali (“bene la risposta di Maruotti, per esempio”) ma è chiaro che la ‘sberla’ rimediata a Modena, nel Tempio del volley non passerà, non deve passare. velocemente in archivio.Vero, l’Italia che schiaccia è arrivata sottorete con in tasca la qualificazione alle finali e primo posto del girone e, se volete, era bilancio altamente positivo dopo undici sfide in giro per il mondo. Però, evidentemente, il passo falso produce considerazioni che faranno parte del bagaglio in partenza per Danzica.
La prima: serataccia di Travica. Ha faticato a tenere in partita i suoi attaccanti, è stato poco preciso anche con i con i centrali e leggibile per lunghi tratti, soprattutto nel secondo set. Magari poteva anche essere sostituito per una manciata di palloni. A volte vedere un po’ la partita da fuori, aiuta.
La seconda: ricezione ballerina che ha contribuito a sbilanciare il gioco azzurro e serata da dimenticare anche per la difesa impacciata e discontinua
La terza: il muro Italvolley praticamente assente per gran parte della sfida due contro Cuba
E qui parte la considerazione più meritevole visto il colpaccio del team di Samuels: l’attacco cubano. Il 62% rende l’dea sino ad un certo punto. Leon, quasi diciottenne capitano con il suo 77% è stato il capo fila di bombardieri cubani senza soluzione di continuità. Vicino al giovane talento un imprendibile Bell che, a dispetto dei suoi 188 centimetri, ha violato con cattiveria (17 volte su trenta) la difesa azzurra, aiutato dall’opposto mancino Hernandez, tornato per una sera preciso e concreto.
Alle corte: Cuba senza pecche o quasi. Gioco limpido, difesa senza sbavature e regia ottimale. E si, anche uno dei lati deboli dei caraibici stavolta è rimasto negli spogliatoi. Diaz, in questa particolare occasione ha saputo gestire i suoi con equilibrio e, gradualmente, ha preso forma la qualificazione alle finali di Danzica. Resta da scoprire l’ultima squadra che farà parte delle migliori otto.
Per adesso ci sono Russia, Bulgaria, Polonia (Paese ospitante), Argentina, Brasile Italia, Cuba e mentre scriviamo, gli Stati Uniti stanno giocando la prima di due sfide ultime contro Portorico. Se gli americani – favoritissimi – vincono entrambe le volte, griglia delle finali completata e sarà la Serbia, peggiore seconda dei quattro gironi a restare a casa.
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