Bernardi, primo titolo in Turchia sognando di nuovo l'Italia

di Lorenzo Dallari

27/04/2016

Lorenzo BernardiLorenzo Bernardi
Lorenzo Bernardi
Squilla il cellulare e rispondo con grande piacere: è Lorenzo Bernardi, di rientro in Italia dopo il fresco titolo turco conquistato con l’Halkbank Ankara. Ci conosciamo da oltre 30 anni e il nostro è un rapporto basato sulla lealtà, sulla considerazione e sul rispetto reciproco, come del resto si costuma tra amici che si conoscono bene e si vogliono bene. Lollo è a dir poco entusiasta dell’impresa che l’ha visto protagonista, e io ne condivido con sincerità la gioia. “Abbiamo davvero fatto qualcosa di importante: non era così scontato vincere, vuoi per la forza dei nostri avversari vuoi per il clima che dopo gli attentati si è respirato in città. Sono davvero molto soddisfatto, non posso nasconderlo”. Parliamo della sua esperienza all’estero, la seconda dopo quella in Polonia. Poi della possibilità di rientrare in Italia. “E’ tanto tempo che giro per l’Europa e non posso nascondere che mi farebbe piacere tornare a casa: al momento però non ho ricevuto offerte per allenare in Superlega, e credo che sarà davvero difficile che questo accada. Non chiedermi il perché. Mi vogliono alcuni club importanti ancora fuori dall’Italia: aspetto però ancora un po’ prima di decidere…”. E poi via ad analizzare il mercato. Parlare con Mister Secolo è davvero un piacere: sa tutto di tutto e di tutti, è informatissimo su ogni manovra e su ogni società. La pallavolo è sempre stata la sua grande passione, e dopo essere stato il numero uno in campo lo sta diventando anche in panchina: questa stagione lo ha senza dubbio consacrato tra i migliori e molti riflettori si sono spostati su di lui. Meticoloso, serio, quasi maniacale. Non so se qualche società italiana sta pensando a lui per la prossima stagione limitandomi ovviamente ai top teams, gli unici che potrebbero pensare a un progetto importante con lui allenatore. So comunque che non passerà molto prima di rivederlo da noi per inseguire traguardi prestigiosi. Anzi, mi spingo oltre: secondo me un giorno non tanto lontano lo vedremo di nuovo d’azzurro vestito. Intanto lo abbraccio e gli faccio i complimenti da parte di tutti quelli che hanno potuto deliziarsi vedendolo giocare e di tutti quelli che hanno imparato ad apprezzarlo. 
La lettera di Lorenzo Bernardi ai suoi tifosi.
Ho aspettato qualche ora per scrivere le emozioni che ho provato ieri proprio perché farlo a caldo poteva portarmi a scrivere di "pancia" invece ho preferito pensarci un po'. Innanzitutto voglio ringraziare tutti gli amici che mi hanno scritto, anche attraverso gli altri social, le loro congratulazioni. E' molto piacevole sentire che hai lasciato e trasmesso qualche cosa di emozionante alle persone che mi seguono da molto tempo.
Voglio ringraziare veramente tutti quelli che hanno fatto questo percorso vicino a me, amici o no che siano, il mio obbiettivo è vincere e sempre sarà quello più importante, d'altronde è stato il fuoco che mi ha permesso di vincere quasi tutto quando ero giocatore.
Un grazie sincero al presidente e a tutti i dirigenti che mi hanno aiutato ad essere nelle migliori condizioni possibili per svolgere al meglio il mio lavoro.
Grazie a tutti i miei giocatori, sono veramente orgoglioso di tutti, qualcuno forse non è molto soddisfatto perché ha giocato poco, ma anche questi sono stati bravi perché alla fine abbiamo vinto anche senza qualche titolare in campo!!!
Grazie ad Alessandro, il mio preparatore, che è stato fondamentale in campo ma anche fuori dalla palestra, GRAZIE ABI!!!
Alla fine, ma sicuramente non perché sono gli ultimi, grazie a mia moglie e a mio figlio perché mi hanno sempre sostenuto ed aiutato anche nei momenti più difficili, anche quando lo sconforto di essere lontano da casa prendeva il sopravvento....ma soprattutto perché so quello che hanno passato emotivamente per la nostra lontananza.
Dicono tutti che la prima volta non si scorda mai, scusatemi ma per me è già una cosa passata, da oggi ci sarà un'altra sfida, un'altro obbiettivo da raggiungere. Vincere è fatica e sacrificio ma senza ombra di dubbio la cosa più emozionante, quella che ti gratifica di tutto.
Grazie a tutti
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