Berruto, tu chiamale se vuoi emozioni

di Adelio Pistelli

17/09/2011

Mauro BerrutoMauro Berruto
Mauro Berruto
Sensazioni? "Splendide". Emozioni? "Tante". Mauro Berruto è emozionato. Ebbene si, anche il filosofo evidenzia un lato nascosto: la sensibilità. Ha appena staccato il biglietto per la finale del Campionato Europeo che si gioca domani contro la Serbia. Sa con certezza che a novembre sarà in Giappone per la Coppa del Mondo dove le prime tre saranno poi qualificate alle Olimpiadi Londra 2012. Due obiettivi prioritari che erano in agenda del tecnico piemontese ma che, segretamente aveva tenuto nascosti, per mesi e mesi, a chiunque non fosse con lui nei ritiri azzurri.
"Sono orgoglioso di questa squadra, ancora una volta straordinaria per come ha archiviato una semifinale delicata e difficile, per tanti motivi. Tecnicamente, tatticamente e mentalmente sono stati bravissimi ed il premio di questa finale è tutto loro. Per quanto mi riguarda sono un po' come un direttore d'orchestra che emerge nelle copertine ma che è solo il titolare di un gruppo che esegue a meraviglia spartiti studiati e provati in lunghe serate".
Sensibile Berruto dopo un match troppo importante e che nascondeva anche trascorsi da dimenticare, una volta per tutte. "A Mosca 2007, Andrea (Anastasi, ndr) con la Spagna fermò la mia ex Finlandia ad un passo dalla finale. Stavolta ci sono riuscito e se volete, mi sento ancor più contento perché raggiungo la partita più importante dell'Europeo con la nazionale italiana e, lo dico ancora, alla guida di un gruppo meraviglioso. Ragazzi che sono cresciuti gara dopo gara ma che hanno ancora grossi margini di miglioramento. Una credenziale significativa alla vigilia di una finalissima che può regalarci la ciliegina sulla torta".
Parla in maniera molto tranquilla, rilancia impressioni centellinando le parole. E' il suo momento, lo sa e lo gestisce con oculatezza, senza tralasciare dettagli che possono inficiare la grande giornata sua e della sua Italia che schiaccia. Rilegge il match con la Polonia e mette i puntini sulla difesa che in alcuni frangenti ha minato definitivamente la semifinale. "Birarelli e Lasko, per esempio, hanno regalato interventi da prima pagina mettendo più sicurezza ad una squadra già molto sicura e attenta. Poi, lasciatemi dire due parole su Parodi: ha giocato con autorevolezza regalandoci e regalandosi una partita da incorniciare. Un premio in più alla sua tenacia incredibile, alla sua volontà di voler tornare quanto prima, doti che Simone ha messo in mostra da quando subì l'infortunio". Chiusura sull'aneddoto a puntate iniziato nei quarti e che (tutti) sperano di raccontare con una positiva finalissima. Ricordate il libro da leggere che un giocatore aveva per la prima volta chiesto a Berruto? Svelato il titolo come prevedeva la promessa del coach al termine di un semifinale vincente: "Il testo si chiama Intelligenza agonistica scritto da un mio carissimo amico. Il giocatore? Spero di svelare il nome domani".
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