Biribanti: dall'Iran a Reggio Emilia

12/07/2012

Francesco Biribanti Francesco Biribanti
Francesco Biribanti
Francesco Biribanti è il nuovo opposto di Reggio Emilia. Esperienza, classe, determinazione, carattere e simpatia in solo colpo, anzi colpaccio per il team allenato da Luca Cantagalli. E Biribanti, arriva dopoi il trionfo nel campionato iraniano, dopo una stagione delicata, difficile ma oltre a vincere il Biri nazionale è diventato un idolo anche da quelle parti: Sì, proprio lui, l'uomo che vinse un Europeo con la Nazionale e ha giocato per quasi 15 anni consecutivi in serie A1. E' il 36enne (è nato il 17 gennaio 1976) di Terni il nuovo opposto di Reggio Emilia, dopo gli innesti di Lawson e Groppi e le conferme di Barbareschi e Orduna.
E' un grandissimo colpo quello messo a segno da Paolo Buglione e Paride Lugli, perchè per chi non lo sapesse, il “Biri” ha alle spalle una carriera da grande della pallavolo italiana. Giusto per sintetizzare, parliamo di un giocatore che tra Treviso (dove ha vinto lo scudetto nella stagione 1995-96), Loreto (unico anno in A2), Fano, Ravenna, Palermo, Latina (5 anni splendidi, con il titolo di best scorer del campionato di A1 2002/2003), Verona, Corigliano, Cuneo e Modena (ultima stagione in Italia, nel 2009/2010), ha scritto pagine importantissime sui campi della massima serie. Poi la scelta di emigrare in Iran, per vivere una nuova esaltante esperienza. Nella stagione 2010/2011 diventerà il primo italiano a vincere il campionato iraniano con la maglia del Paykan Teheran, dopo aver giocato per qualche mese in Montenegro. L'anno scorso, altra esperienza in questo paese in grande espansione (la Nazionale è guidata da un certo Julio Velasco...) con la maglia dello Shardary Tabriz, prima di disputare pure la Coppa d'Asia in Libano. Ora, Reggio Emilia, per questo ragazzone di 198 cm amatissimo dai tifosi (in Iran dopo pochi giorni lo chiamavano “Francesco Totti”) per la sua determinazione e una simpatia fuori dal comune. “E io non vedo l'ora di conoscere la mia nuova tifoseria, anche perchè so che le tigri giallonere sono davvero scatenate. Dovranno essere il settimo uomo in campo, io ho sempre cercato di instaurare un ottimo rapporto con i tifosi e sarà così anche con loro. Voglio dire loro che troveranno un giocatore che darà sempre il 100% e che non mollerà mai nulla. Ci saranno momenti difficili, ma loro dovranno sempre essere lì a caricarci e noi in campo con il sangue agli occhi!”. Come a Latina, l'esperienza più bella del “Biri” assieme alla Nazionale. “Latina sarà sempre nel mio cuore perchè mi ha regalato anni stupendi. Tutt'ora la cosa più bella è quando vado a trovare gli amici, il rispetto che mi portano i latinensi è stupendo. Con quella maglia (la numero 12, sua compagna di viaggio fedele) ho conquistato la Nazionale e la vittoria all'Europeo di Berlino (per lui, 49 presenze totali in azzurro). La delusione di non partecipare all'Olimpiade di Atene brucia ancora, ma non ho nulla da recriminare perchè ho sempre dato il massimo”.
Da Ibiza, dov'è attualmente per qualche giorno di vacanza, ci spiega anche la passione per i tatuaggi...
“Ne ho ben 8 sul mio corpo, l'ultimo per la nascita della mia nipotina Margherita. Ho il mio nome sul braccio destro, le iniziali della mia famiglia sulla schiena, gomito sinistro, stinco e il mio numero 12 in alto sulla gamba destra. A parte il numero, tutti gli altri sono Mahory Orche, li adoro!”.
Fidanzato con Serena, ama i bambini e li guiderà al camp organizzato da Gianluca Nuzzo nel Salento.
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