Brogioni e l'Italvolley: un "gregario" di lusso

di Adelio Pistelli

27/06/2011

Andrea BrogioniAndrea Brogioni
Andrea Brogioni
Auricolare sempre in funzione; durante i time out si preoccupa soprattutto di ascoltare e, qualche volta, di parlare con il palleggiatore. Una volta seduto in panchina, riprende la sua cartellina dove c’è scritto di tutto. E’, se volete, una piccola parte del ‘manuale del secondo allenatore’ che Andrea Brogioni porta avanti da più di quattro anni. “Adesso, però, è il momento più bello” assicura lo stesso ‘Brogio’ come viene da sempre indicato nel mondo del volley di casa nostra.
Adesso, Andrea Brogioni è il ‘secondo’ dell’Italvolley. “Sto portando avanti una esperienza straordinaria e, per tre motivi: lavoro con il team Nazionale, la regina delle squadre; faccio parte di uno staff collaudato e nel momento in cui c’è un vero rinnovamento del gruppo azzurro. E’ tutto meraviglioso e stimolante”.
Adesso è sulla panchina più bella, lì ad un passo dal primo allenatore della ‘regina delle squadre’, con il quale parla e discute di ogni schema. Però, arrivando a casa Italia, Andrea Brogioni ha portato con se una sorta di ‘curriculum vita’ che matura sottorete e, come assistente tecnico. Quarantatre anni, nativo di Firenze (ma emiliano di adozione), più della metà giocati in serie A (anche a Parma dove mercoledì ci tornerà come assistente tecnico dell’Italvolley) come palleggiatore ricco di inventiva e concretezza; Poi, eccolo assistente di Antonio Babini a Bologna, una prima interessante anticamera di tutto ciò che gli sta accadendo da quattro anni a questa parte. “E sì, da luglio 2008 c’è il lavoro fatto con il team finlandese – ribadisce - un punto di partenza internazionale decisamente prezioso e carico di soddisfazioni”. E poi, sempre con lo stesso allenatore (Berruto), ultima stagione con la Lube Macerata, prima di salire sul pullman azzurro.
Il mio è un importante percorso di crescita – racconta Brogioni – anche perché è inutile ripetere quanto sia differente fare il giocatore e l’allenatore. Dunque, quanto mi sta accadendo è semplicemente qualcosa di prezioso e non solo per le persone con le quali lavoro (Berruto, Giani, ndr) ma anche per il modo di stare insieme. C’è condivisione di idee, si parla molto, si discute tanto e guardando a cosa vorrò fare da grande, credo che, l’attuale, sia la palestra migliore”.
Ma il Brogio sa cosa farà da grande: l’allenatore. “Mi piacerebbe molto. Amo questo sport, mi diverto ad andare in campo ogni giorno per la pallavolo e spero davvero, un giorno, di avere una squadra tutta mia”.
E dire che poteva anche cambiare mestiere, perchè mentre ancora giocava, faceva il giornalista televisivo. Per tre anni, infatti, ha partecipato e condotto, insieme a Stefano Locatelli (uno delle attuali ‘voci’ di Sky Sport) una trasmissione ideata dalla Lega Pallavolo. “Si chiamava VolleyTime – è sempre Brogioni che parla -. Ricordo come adesso il divertimento e la spensieratezza nel fare quel programma con Stefano. Bei tempi”. Adesso sono altri tempi. “Belli, carichi di soddisfazioni sportive e professionali” ribadisce ancora una volta questo signore che ha praticamente lasciato gli studi (diploma scientifico) per alzare un pallone e regalare divertimento puro a chi lo ha visto giocare. Adesso sono altri tempi.
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