Claudio Carletti, un marchigiano sulla strada della Lube

di Adelio Pistelli

14/12/2011

Claudio CarlettiClaudio Carletti
Claudio Carletti
Un marchigiano sulla strada della Lube. Non è nemmeno la prima volta che Claudio Carletti, falconarese Doc, di prefessione palleggiatore, si ritrova a giocare contro Macerata. ma appare chiaro che anche in questa occasione il regista di Innsbruck proverà particolari sensazioni. Di più, magari, martedì prossimo per la gara di ritorno in casa Lube. Ma intanto, eccolo sottoreter a guidare gli austriaci, sicuramente a caccia del colpaccio per sovvertire un pronostico che un pò tutti danno a Macerata. Ma domani sera, nella splendida cittadina austriaca, sarà una serata comunque particolare per questo artista del volley e non solo.
Claudio Carletti vive infatti la lavolo con continuità imprevedibile, palleggiando - per esempio - con la stessa improvvisazione con la quale ama fotografare. "Forse, sono più bravo a scattare foto" diceva anni fa, sorridendo, questo falconarese ormai veterano a Innsbruck, ma alla sua prima esperienza all’estero.
E’ il regista, va detto, di un team dove hanno già allenato (e vinto) Pietro Scarduzio e Emanuele Zanini e, dove ha schiacciato (e vinto) l’altro falconarese Andrea Bartoletti . "Sto vivendo esperienze bellissime – racconta Carletti -. Sto bene, ho una squadra forte, mi diverto. La neve, il freddo? Tanto. Ma l' ambiente è meraviglioso". Innsbruck, la città del cristallo Swaroski, dove il regista è arrivato quattro stagioni fa. Però dietro la storia del figlio d’arte (il padre Mario ha giocato in serie A, la madre Lorella è stata una esponente importante del volley femminile marchigiano) è nascosta una escalation anche e soprattutto sotto il marchio Velasco. E’ a Piacenza e per due stagioni (dove appunto ha allenato il grande tecnico italo argentino) che Claudio Carletti - scuola del vivaio Falconara - ha perfezionato il suo modo di andare sottorete. C’era arrivato dopo le esperienze indigene, quella a Schio, ad Asti. Ma mentre palleggiava a Piacenza, Carletti iniziava anche a scattare fotografie. E, prima di iniziarer a palleggiare in Austria, volava in America, per vivere più di due mesi ha a New York e non solo. "Allora parlavo poco l’inglese ma ho lentamente imparato. L’America? Girai tanto scoprendo cose inimmaginabili e, molte, le immortalai".
Pensate: il ventinovenne Claudio Carletti che, da quattro palleggia con Innsbruck, ha alle spalle anche una mostra fotografica fatta a Milano. "Sì e, nemmeno ci credevo quando mi si è presentato l’opportunità anche se, vorrei ricordarlo sempre: il mio resta un semplice passatempo".
In questo momento, del resto, è solo allenamenti e partite, una delle quali domani sera, appunto, contro la Lube per una Champions League che a Claudio, a prescindere dai risultati. Ha sempre riservato belle soddisfazioni. Non lo dirà mai apertamente ma un pensierino a qualcosa di speciale lo starà facendo...
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