Conegliano vince ed è Serena

di Luciano Pedullà

05/03/2017

La gioia di Davide Mazzanti e Serena Ortolani per la Coppa Italia vinta da ConeglianoLa gioia di Davide Mazzanti e Serena Ortolani per la Coppa Italia vinta da Conegliano
La gioia di Davide Mazzanti e Serena Ortolani per la Coppa Italia vinta da Conegliano
Serena Ortolani è la “Woman of the match” della Coppa Italia 2017. Conegliano si porta a casa il secondo trofeo su due disputati in questa stagione grazie a una prestazione di alto livello della schiacciatrice emiliana. Onore e merito alle avversarie che hanno dato vita auna Final Four interessante e impreziosita anche dalla bontà delle iniziative messe in atto quest’anno dalla Lega Pallavolo. Conegliano è apparsa la formazione più capace a reagire e essere pronta nelle situazioni difficili, quando i punti diventavano pesanti e decisivi. Lo ha fatto con Novara in una partita non sempre tecnicamente bella, con tante imprecisioni e errori di ambo le squadre, ma combattuta agonisticamente e battagliata fino al termine. Tre set su quattro terminati ai vantaggi danno la dimensione di quale battaglia sportiva abbiano messo in campo le due squadre anche quando una delle due formazioni sembrava potesse prendere con decisione le redini dell’incontro. Nelle gare disputate Conegliano ha dimostrato anche un ordine difensivo molto migliore rispetto alle avversarie, alcune volte meno spettacolare, ma sempre efficace nelle situazioni di fase break anche in quelle di fase ricezione quando la palla non riusciva a risultare vincente. Molto positiva la prova di Monica Gennaro, premiata giustamente MVP della manifestazione perchè non solo è riuscita a sostenere, insieme a Robinson, tutto il peso della ricezione di Conegliano ma anche e soprattutto per la precisione con la quale è riuscita a mettere sulla testa della sua palleggiatrice palloni attaccati con indubbia potenza dalle schiacciatrici opponenti. Mazzanti spesso le ha affidato il compito di difendere la parallela da zona 2 e lei, con uno spirito gagliardo, non solo si è preoccupata di recuperare fendenti che arrivavano alcune volte anche sui quattro metri del campo ma, alla bisogna, anche di difendere a fondo campo e recuperare in tuffo a due mani pallonetti di inestimabile precisione fatti a meno di due metri dalla rete: memorabile in tal senso una difesa su una palla smorzata di Barun. In questo modo Skorupa non ha dovuto correre più di tanto, vero è anche che quando lo ha dovuto fare si è presentata costantemente fronte al campo di gioco con una visuale perfetta delle scelte tattiche dell’avversario. Ha saputo cambiare le chiamate dei centrali ogni qualvolta la situazione di rendimento di attacco della squadra lo imponeva utilizzando anche le seconde linee pur con meno insistenza rispetto alle partite viste in precedenza durante l’anno. In questo senso la palla corta di seconda linea in zona 1 non sempre è riuscita a dare gli effetti sperati, e la regista polacca ha cambiato il modo di servire l’opposta con una palla più esterna – la 0 – abbinata a una veloce distante del centrale. Questo non ha permesso di utilizzare nel miglior modo possibile Robinson, forse l’unica giocatrice gialloblu al di sotto dello standard della squadra, ma è anche vero che il forte impegno che le avversarie le hanno imposto in ricezione non le hanno permesso la continuità in attacco a cui ci aveva abituato la scorsa stagione. Quando riuscirà a inserirsi a pieno regime nei compiti che le sono stati assegnati quest’anno sarà molto difficile contrastare le Campionesse d’Italia. Partita da incorniciare anche per le due centrali, Follie sabato e la solita De Kruijf domenica e per la eclettica Fawcett che si è messa a disposizione delle scelte di Mazzanti giocando una gara in zona quattro di alto livello internazionale contro la formazione guidata da Fenoglio, per poi ritornare nella posizione di opposta nel set terminale di quella partita quando l’affaticamento muscolare attanagliava Ortolani e disputando una altrettanto buona gara nel suo ruolo naturale in finale. Con un rendimento di questo genere sembra difficile contrastare la formazione veneta eppure le avversarie di Coppa hanno mostrato di poter essere competitive e di rappresentare una minaccia importante per i futuri play-off. Modena ha perso la finale con un risultato tondo ma combattendo tutti i set e trovandosi spesso a condurre i parziali. Ha un rendimento delle attaccanti ancora molto altalenante ma che quando funzionano diventa una batteria di alto rendimento, anche grazie a una Heyrman sicuramente alla sua migliore stagione da quando è in Italia. Gaspari ha preferito schierare una squadra a trazione offensiva e la sua scelta è stata comunque premiata riuscendo a approdare alla finale grazie a una prova molto positiva di Caterina Bosetti contro Scandicci. Novara dal suo canto, detto come ha saputo competere in semifinale ha probabilmente il migliore potenziale di attacco ma deve fare i conti con la poca adattabilità attuale di alcune sue schiacciatrici con le palleggiatrici. Risolto il problema della regista che guiderà la formazione in campo, e con questo la compatibilità con le attaccanti principali, potrebbe diventare l’avversario più ostico per Conegliano. Scandicci, recuperato il sestetto di base, ha migliorato la sua condizione di gioco ma è parsa spesso sulle gambe nei finali di set e nei rally più lunghi, ma ha ancora tempo per affinare il suo meccanismo e diventare pericolosa, anche grazie alla forza a muro e caratteriale che una giocatrice come Adenizia le sta imprimendo. Chiusa la Coppa Italia, con il primo successo in questa manifestazione di Conegliano, adesso arriva il bello perché alla fine quello che conta è chi riesce ad attaccarsi lo scudetto sul petto.
Sigla.com - Internet Partner