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Cose già viste...più fenomeni e talenti: l'Italia c'è
Cose già viste...più fenomeni e talenti: l'Italia c'è
di Adelio Pistelli
20/05/2012
Ivan Zaytsev in attacco
Ivan Zaytsev in attacco
Secondo giorno di World League: Italia prima. Basterebbe questo dato per essere già felici e contenti. Ma c’è tanto di più, per esempio, la duttilità di
Ivan Zaytsev.
Ha confermato di avere soprattutto la testa per gestire situazioni particolari e delicate come stasera contro la Francia. Da nuovo opposto azzurro, ha trovato inevitabili iniziali difficoltà ma poi ha lasciato l’impronta. A prescindere.
“Inizialmente volevo spaccare il mondo e sbagliavo
tanto, troppo –
dirà alla fine Ivan –.
Poi ho cambiato mentalità, ho voluto gestire meglio il pallone e le cose sono migliorate anche se potevo sicuramente fare di più”.
Onesta intellettuale da applausi per il russo di Roma in una serata comunque da incorniciare anche e soprattutto per la marea di gente che ha coperto di affetto l’Italia che schiaccia. E magari agli oltre seimila tifosi poco importa dei tanti diversi esperimenti che il coach azzurro ha presentato. Per chi ama e tifa importava solo vincere: accontentati. Però quanto visto al PalaMandela offre spunti di riflessione. Alle corte: c’è chi guarda al campionato per conoscere eventuali crescite tecniche di questo o quel giocatore; c’è chi guarda al nostro maggior torneo per soluzioni tattiche interessanti e produttive. E’ il caso dell’Italvolley che stasera, contro la Francia ha regalato all’euforico pienone, cosa già viste, appunto, nel campionato italiano. Non c’è Lasko in azzurro (problemino fisico, giusto riposo), e Berruto coach azzurro lancia il tridente novità: Zaytsev opposto, Kovar e Savani ricevitori. La variante, se volete, c’è. E’ quella relativa a Kovar, che ha giocato da opposto nel suo team (ricordate la terza semifinale scudetto Macerata-Cuneo?) ma stasera riceveva per garantire più sicurezza al fondamentale. Poi, in campo, visti due liberi: Bari per la ricezione, Giovi per la difesa. Un po’ come Giovi-Colaci anni fa Corigliano; Bari Colaci, da tempo a Trento, Exiga Lampariello proprio a Macerata nell’ultima stagione. A proposito di cose già viste: in un match delicato e difficile, con protagonista un signor Savani, (57% in attacco 4 muri e 1 ace)c’è stato il graduale e definitivo inserimento di Papi (domani, 20 maggio anni trentanove: auguri), ricezione sistemato e Travica fa divertire Zaytsev (sempre più a suo agio) e compagni. Tra errori e tanti degli arbitri ma anche questa non è novità.
L’ALTRA PARTITA.
Gli americani si ritrovano. Giusto il giorno prima di guardare dall’altra parte della rete l’Italvolley, i campioni olimpici in carica scuotono il girone di World League fiorentino. Sconfitti con la Francia, ieri e sotto di due parziali contro la Corea oggi, la formazione di Knipe ha gradualmente cambiato il suo modo di stare in campo, ha cambiato la diagonale palleggiatore-opposto, ha limitato il gioco coreano e portato la sfida sui binari più con geniali.
“Molto bravi, per due parziali hanno dominato. Però siamo stati bravi a tornare in partita. Ci voleva, era necessario per morale e classifica”.
Ryan Millar
, un passato nel nostro campionato ci ha messo molto del suo con muri (3) e 75% in attacco mentre intorno tutta la squadra alzava la qualità della ricezione e della battuta. A proposito di ricezione, fondamentale eccellente in casa coreana che è servita ad impreziosire il già prezioso e geniale gioco del proprio palleggiatore. Il ventisettenne Han Sun-Soo ha deliziato con i suoi primi tempi e con palle spinte alla banda. Per due parziali ha mandato in tilt gli americani, incapaci di mettere un freno all’irruenza coreana, ancora una volta spettacolare nel suo fondamentale principe: la difesa. Un infortunio (sul 3-6 del quarto set) però ha tolto dal palcoscenico il regista asiatico mentre dall’altra parte della rete, soprattutto la pazienza ha aiutato a Millar e soci a rimettere ogni cosa al suo posto. E ancora tie brek fatale per i coreani, come contro l’Italvolley, stavolta però panchina e giocatori arrabbiatissimi per tre, consecutive decisioni del primo arbitro che, intanto, hanno evidenziato l’incapacità del fischietto slovacco Bajci e che hanno influito sul verdetto finale..
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