Cuba batte la Serbia e vola in finale dopo 20 anni!

di Lorenzo Dallari

09/10/2010

L'esultanza di Cuba per la conquista della finale dei MondialiL'esultanza di Cuba per la conquista della finale dei Mondiali
L'esultanza di Cuba per la conquista della finale dei Mondiali
La fotografia della bellissima semifinale iridata vinta da Cuba 16-14 al tie break sulla Serbia è il muro del giovane talento Leon sul grande Ivan Milijkovic che ha chiuso un incontro fantastico per contenuti agonistici e tecnico-tattici. Il fenicottero diciassettenne è l’emblema di una squadra incredibile che ha centrato la grande impresa assolutamente contro-pronostico, tornando a giocare la finale al Mondiale come aveva fatto 20 anni al Maracanazinho di Rio de Janeiro: in quella circostanza l’avversaria era stata l’Italia, e la sfida tra gli azzurri e i caraibici potrebbe ripetersi domani al Palalottomatica se le stelle assisteranno questa sera l’Italia contro il Brasile… Cuba oggi ha avuto il grande merito di crederci, virtù essenziale nello sport: e non si è demoralizzata dopo l’ottimo avvio della formazione capitata nata da Nikola Grbic. Ha recuperato dopo aver perso il primo set, si è portata avanti con merito 2-1, poi ha saputo affrontare il quinto e decisivo set con la lucidità di una formazione di veterani. Proprio loro, i più giovani del Mondiale, meravigliosamente allenati e assemblati da quel mostro che corrisponde al nome di Orlando Samuel: è’ stato il tecnico caraibico a rifondare il gruppo praticamente da zero, l’ha plasmato, gli ha infuso tutto il suo credo pallavolistico, e questo incredibile risultato sta ad esaltare uno dei più grandi maestri di tutti i tempi. La supersfida tra Cuba e la Serbia è stata davvero bellissima, giocata in un impianto che ha regalato uno splendido colpo d’occhio (25-22;17-25;29-31;25-22; 14-16 i parziali). Tanta, tantisisma gente, come del resto in gran parte d’Italia per questo Mondiale: siamo già a quota 309.000 spettatori dal primo giorno, e il bello – cioè domani – deve ancora venire…

Orlando Samuel Blackwood (head coach Cuba):  “La pallavolo maschile cubana ha raggiunto nel corso del tempo ottimi risultati, ma manca la ciliegina sulla torta, l’oro mondiale. Questi ragazzi possono fare meglio della nostra generazione. In questo momento non c’è possilità di aprire le nostre frontiere,  ma a Cuba i nostri ragazzi crescono bene, manca solo un campionato nazionale con un più partite. La squadra è compatta, non c’è pericolo che qualcuno scappi”.
Aguirre Hierrezuelo (Cuba): “Siamo scesi in campo molto bene contro una squadra importante. È stata la nostra miglior partita nel mondiale, domani andiamo a vincere”.
Robertlandy Simon (Cuba): “Il Mondiale è come una guerra, ci manca l’ultima battaglia, non c’è pericolo della stanchezza. All’inizio del mondiale non pensavamo di arrivare in fondo. Siamo abituati a pensare giorno per giorno. Sono orgoglioso di giocare a Cuba”.
Yoandi Hidalgo Leal (Cuba): “Siamo in finale, questo è quello che conta. Quale sarà l’avversario non è importante. Questa sera il tifo del pubblico è stato davvero fondamentale”.
Igor Kolakovic (head coach Serbia) - E’ stato un match duro, congratulazioni alla squadra cubana ad essere riuscita a raggiungere la finale. Abbiamo lottato molto specialmente alla fine del 5 set ma Cuba ci ha murato per ben tre volte. Dbbbiamo realmente pensare a come vincere domani, in che modo. Questo è ciò che conta."
Bojan Janic (Serbia): “Abbiamo giocato male. Non so nemmeno come siamo riusciti a vincere due set. Siamo entrati in campo concentrati  e ci siamo rimasti per il primo set. Poi c’è mancata l’energia giusta e abbiamo concesso troppo agli avversari”.
Ivan Miljkovic (Serbia): “Purtroppo abbiamo perso per due punti di differenza. La partita è stata intensa e molto tirata fino all’ultimo punto. Siamo stati bravi a rispondere agli attacchi degli avversari e abbiamo tenuto anche quando loro hanno giocato meglio, però alla fine sono stati più bravi loro.”
Nikola Kovacevic (Serbia): “ Quella di oggi è stata un gran partita, in cui entrambe le squadre hanno dato tutto quello che avevano per vincere. Molte fasi del gioco sono state punto a punto e anche il tie-break è stata una battaglia sul filo di lana; dopo esserci portati in vantaggio,  abbiamo subito la loro reazione, e nel finale non vi è stato nulla da fare”.

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