Da Belgrado a Doha i km sono tanti

di Giovanni Guidetti

11/10/2011

Giovanni GuidettiGiovanni Guidetti
Giovanni Guidetti
Da Belgrado a Doha i km sono tanti ma il passo alla lunga è stato breve. Ve lo riassumo! Dopo la finale persa all'Europeo (o meglio, giocata alla grande, lottata fino all'ultimo e alla fine abbiamo comunque "vinto" una storica medaglia d'argento per la Germania con il relativo e sempre storico pass per la World Cup) era comunque d'obbligo festeggiare. Ristorante italiano "La Piazza" di Belgrado, pizza al metro e vino rosso e una grande atmosfera con le mie ragazze il mio staff e qualche dirigente federale. E' stata una bellissima cena, con alcune parti commuoventi, altre divertenti, con la consapevolezza di aver comunque fatto qualcosa di grande. Terminata la cena, ormai ampiamente dopo l'una, tutti a ballare. Discoteca carina, sul fiume, dove abbiamo saltato per altre due ore quando purtroppo era già giunta l'ora di prendere l'aereo, ovviamente, senza dormire. Sono arrivato a Modena intorno alle 12,30 del 3 ottobre, con ampie dormite in aereo. La giornata modenese è stata senza soste. Papà, mamma, sorelle, nipoti, cognati,zio zia cugini amici, una capatina in tv,una pizza, una birra e la valigia. Il 4 mattina alle 6,30 ero di nuovo in volo destinazione Francoforte. 3 ore in Federazione per preparare i dettagli della World Cup e di nuovo aereo destinazione Istanbul. Arrivo in serata, sistemazione dei bagagli e a letto. La mattina seguente, il 5, conferenza stampa di presentazione del campionato del mondo di Doha, nel pomeriggio primo ed unico allenamento con la squadra prima di partire e il 6 mattina, tutti in volo per Doha, dove l'8 abbiamo giocato e vinto la prima partita contro la giovane squadra domenicana del Mirador.
Vi risparmio il racconto sui luoghi comuni su Doha e sul Qatar. Tutti gli uomini vestiti uguali con le loro vestaglie bianche, solo macchine grandi, alberghi e ville, caldo soffocante all'esterno, temperatura polare all'interno, e la benzina che costa come una ferrarelle… con 15 euro per 100 litri…. Ma veniamo al volley. Il technical meeting è forse stata la parte più bella fino a questo momento. Nella stessa stanza: Piero Rebaudengo (responsabile dei grandi eventi Fipav, Giovane allenatore del san Paolo, Josè Montanaro (uno dei primi brasiliani a venire in Italia alla corte dell'Edilcuoghi di mio padre quando ero ancora bambino) team manager del San Paolo, Lorenzo Bernardi allenatore in Polonia, Gaijc (allenatore della Serbia campione olimpico) allenatore ora del Baku. Insomma, un parterre mica da ridere. E' una bella sensazione essere qui in mezzo a tutti questi grandi nomi del volley di quando ero ragazzo.
Il torneo? Molto lento. Abbiamo giocato la prima partita l'8 e giocheremo la sconda il 12, per poi disputare le semifinali il 13 e il 14. L'organizzazione è buona, le palestre freddissime, il livello medio alto. Nei maschi ci sarà gran concorrenza anche se credo e spero che alla fine Trento sia sempre la più forte. Nelle donne il nostro gruppo è scadente, con noi una giovane nazionale domenicana e il Prison keniano, mentre nell'altro girone più competitività e squadre di buonissimo livello come il Rabita Baku, la nazionale Thailandese, e il Sollys Osasco brasiliano anche se privo delle nazionali.
In pratica il nostro torneo inizierà con una insidiosissima semifinale alle 10 della mattina contro chi ancora non si sa e poi speriamo di gocarci la finale.
Per ora da Doha, un saluto a tutti e come sempre un abbraccio speciale a Lanfranco e Lorenzo. Un saluto e un ringraziamento particolare a Luciano Pedullà. Per un allenatore di pallavolo ricevere complimenti da Luciano Pedullà è come per un calciatore venire stimato da Maradona. Grazie ancora Luciano, allenatori con la tua conoscenza mancano!
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