Dieci domande ad Andrea Anastasi

31/10/2009

Andrea AnastasiAndrea Anastasi
Andrea Anastasi
Abbiamo scelto come nostro personaggio della settimana Andrea Anastasi, l’allenatore della nazionale italiana maschile di volley, eccolo rispondere alle nostre 10 domande.

1) Decimo posto agli Europei 2009, cosa non ha funzionato nell’Italia?
"Se dovessi fare un’analisi generale la squadra non ha risposto come volevamo, complici i cambiamenti che abbiamo fatto nel corso dell’estate, non siamo riusciti a diventare competitivi, senza riuscire a far diventare il nostro gruppo in un nucleo compatto, diciamo che si era istaurata una situazione complessa".

2) Mondiali 2010 di volley in Italia. Vietato fallire…sei d’accordo?
"Sono d’accordo. Grande opportunità per la pallavolo italiana, indubbiamente il momento è molto importante, abbiamo un mondiale in casa dopo 32 anni e questa situazione ci mette nelle condizioni di stare ben concentrati fin da ora verso l’obiettivo che non vogliamo fallire".

3) Barbolini oltre alla nazionale allena anche il Club Italia: pensi che ti piacerebbe e potrebbe essere utile anche per te allenare un club d’inverno?
" Ritengo il doppio incarico utile zero, il discorso di lavorare su un progetto federale invece sarebbe interessante".

4) Alcuni cubani potrebbero diventare italiani (vedi Marshall, Poey e Portuondo): pensi che potrebbero trovare posto nella tua nazionale italiana?
"Tanto non sono ancora italiani, devono rinunciare alla federazione di origine e devono passare da quel giorno altri due anni, quindi ne riparliamo eventualmente nel 2012".

5) Quali nomi nuovi potrebbero presto vestire la maglia azzurra?
"Dipende molto dal campionato, che è molto lungo, sarà la capacità dei giocatori dimostrare quanto valgono sia nel corso della regular season che dei play off, spero che ne saltino fuori nuovi interessanti per avere poi la possibilità di inserirli nell’organico dell’Italia".

6) Spagna campione d’Europa 2007 con allenatore Anastasi, cosa ti serve per essere profeta in patria?
"Bella domanda. La prima considerazione è che dobbiamo presentarci più compatti fin dall’inizio della stagione, bisogna partire con un gruppo unito fin da subito, dobbiamo riuscire a creare un bel gruppo sul quale non si debbano fare troppi cambi in corsa, questa potrebbe risultare la mossa vincente per la nazionale italiana".

7) I tanti impegni dei tuoi giocatori con il club pensi che ne condizionino il rendimento in nazionale?
"No, gli impegni con i club potrebbero condizionare solo la condizione fisica dei singoli giocatori, però io a quelli più anziani ho concordato molto riposo perché il prossimo anno partiremo e arriveremo insieme, quindi temo solo gli infortuni e niente altro".

8) Cosa pensi del fatto di essere messo in discussione a meno di un anno dal Mondiale?
"Questa cosa mi lascia indifferente, è un malcostume tipico italiano, siamo poveri dal punto di vista culturale ovvero di cultura sportiva, in Italia siamo soliti giudicare le persone solo dai risultati".

9) Potendo scegliere preferiresti vincere il Mondiale in Italia o le Olimpiadi a Londra?
"100% Mondiale in Italia".

10) Il mitico Paolino Guidetti recentemente al PalaPanini ti dava consigli…il Prof. è sempre il Prof……
"Al Prof. Guidetti sono particolarmente legato, lo stimo sia dal punto di vista tecnico che personale, anche le nostre famiglie sono molto unite, io lo ascolto sempre con grande attenzione quando mi parla".
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