E' deceduto l'allenatore Gianfranco Astolfi

19/04/2012

Gianfranco AstolfiGianfranco Astolfi
Gianfranco Astolfi
CORREGGIO (Reggio Emilia) - Una terribile beffa. A pochi giorni dalla promozione della sua squadra in A2, è morto questa mattina Gianfranco Astolfi, allenatore del Volley Correggio.
Astolfi, classe 1947, era malato da tempo. Il prof, come tutti lo chiamavano, si è spento questa mattina, alle 12.30, all'ospedale di Modena, la città cui aveva dato tanto anche come allenatore. Lascia la moglie Lara e i figli Massimiliano e Roberto.
Da otto anni era il coach del volley Correggio, la squadra di cui il figlio Max é capitano. Proprio la scorsa domenica, in un match trionfale contro Asti, il team aveva conquistato una storica promozione in serie A2 con tre giornate di anticipo. Il risultato era stato dedicato proprio al coach, che già si trovava in ospedale ma che era comunque riuscito a seguire il match via Skype. A fine partita tutti i giocatori sono volati a fine gara verso il pc collegato con il prof per salutarlo e gridare a squarciagola: "Questa è per te!".

Non ti dimenticheremo mai, Prof.
Gianfranco Astolfi ci ha lasciato, a 65 anni, dopo una lunga malattia che non gli ha impedito di coronare il suo sogno, portare Correggio in serie A2.
Una favola vera e propria che, dopo 8 anni, finisce nel modo più triste e al tempo stesso indimenticabile, tra il dolore della famiglia, della moglie Lara e dei figli Massimiliano e Roberto. Per tutta la giornata di venerdì le camere ardenti al Policlinico di Modena, sabato mattina alle ore 11.00 i funerali alla chiesa di Cittanova, il paese dov’è nata la leggenda del Professore
Quello che state cominciando a leggere, è certamente il pezzo più difficile da scrivere, per chi picchia sulla tastiera e al tempo stesso piange la scomparsa di un amico vero, un amico di tutti quelli che amano la pallavolo.
Coach Gianfranco Astolfi non c’è più, portatoci via da una malattia tremenda che il prof, questa volta, non è riuscito a sconfiggere.
Ha battuto tutti sul campo, prima come giocatore e poi come allenatore, uno dei più grandi della pallavolo italiana degli ultimi 40 anni.
Ha scritto pagine leggendarie tra Modena, Carpi, Mantova, Reggio Emilia e, nelle ultime otto incredibili stagioni, in quella che è diventata la sua seconda casa, Correggio.
La Correggio che gli ha regalato la gioia più grande, solo pochi giorni fa, con la storica promozione in serie A2 che il prof sognava da anni.
Ha lavorato giorno e notte, per far sì che quel sogno diventasse realtà, tra un caffè appoggiato sulla sua scrivania in piena notte dalla moglie Lara, la donna di una vita che non l’ha mai lasciato solo, neppure un istante della sua esistenza, e una carezza ai figli Massimiliano e Roberto, l’orgoglio di una vita.
Max è stato il capitano della squadra che domenica ad Asti ha riscritto la storia, Roberto colui che l’ha accompagnato negli ultimi anni sulla panchina di Correggio e non solo, come vice allenatore o anche solo semplicemente per donargli una pacca sulla spalla e sussurrargli: “Forza, Pa’”.
Per tutti era il Prof.
Un maestro di vita e di sport, con quella sua passione viscerale per la pallavolo, vera ragione di vita.
Non c’era giorno nel quale non pensasse ad un attacco, una battuta o una ricezione sulla quale lavorare, ragionando su come poter far sì che la sua squadra avesse la meglio.
Era un vincente dentro il campo e un buono al di fuori, capace di aprirti le porte della sua casa di Cittanova anche solo per farsi una bella chiacchierata.
Un uomo di grande cultura, amante della musica e della sua Sestola, su quelle montagne modenesi dove amava camminare per raccogliere funghi.
Ha vissuto la sua malattia con grande, grandissimo coraggio, nonostante i medici gli avessero comunicato da tempo che non ci sarebbe stato più nulla da fare.
Anche negli ultimi tempi aveva sempre un sorriso per tutti, nonostante il dolore ce lo stesse già portando via.
L’ultima panchina a Brescia, nella semifinale di Coppa Italia dello scorso 6 aprile, proprio nel giorno del suo 65° compleanno.
Non riuscirono, quel giorno, a regalargli un’altra finale di Coppa, un anno dopo il trionfo di Carpi, per questo quella sera l’amarezza dei ragazzi di Correggio era ancora più grande.
Sapevano, in cuor loro, che sarebbe stata una delle ultime occasioni nella quale potevano regalare una grande gioia al loro allenatore.
Nove giorni più tardi, l’incredibile serata di Asti, la serata della promozione in A2, conquistata sul campo e dedicata attraverso un computer collegato con il Policlinico di Modena, dove il prof era già stato ricoverato da qualche giorno.
Una favola vera e propria, quella tra Correggio e il suo prof, che dopo 8 anni finisce nel modo più triste e al tempo stesso indimenticabile.
Martedì sera, l’ultimo suo post su facebook: “Grazie a tutti per i vostri messaggi, mi hanno fatto molto piacere e mi hanno commosso. Vorrei rispondere a tutti uno ad uno ma adesso non riesco. Lo farò al più presto”.
Non ti dimenticheremo mai, Prof.

VENERDI’ LE CAMERE ARDENTI, SABATO MATTINA I FUNERALI

Per l’intera giornata di venerdì, dalle ore 7.30 sino alle 18.30, ci sarà la possibilità di donare l’ultimo saluto a Gianfranco Astolfi presso le camere ardenti del Policlinico di Modena.
Sabato mattina, alle ore 10.30, la partenza dalle camere ardenti verso la chiesa di Cittanova di Modena, dove alle ore 11.00 ci saranno i funerali.
L’invito dei giocatori della C.S.C. Correggio per tutti gli ex giocatori del prof che saranno presenti al funerale è quello di presentarsi con la divisa da gioco.
Quella divisa che il prof amava tanto.

I messaggi di cordoglio
La morte di Gianfranco Astolfi ha suscitato grande commozione in tutto il mondo dello sport reggiano.
I primi a ricordare il professore sono stati i “cugini” dell’Edilesse: “Il tecnico della C.S.C. Correggio neo-promossa in serie A2, ci ha lasciato all’età di 65 anni dopo una malattia che non gli ha impedito di coronare il suo sogno, domenica scorsa, con il trionfo di Asti – scrive il team reggiano - Alla moglie Lara, ai figli Massimiliano e Roberto e a tutta la famiglia Astolfi, le più sentite condoglianze da parte di tutta l’Edilesse Conad Reggio Emilia”.
"E' stato un grande insegnante di sport e di vita, che ci ha lasciato dopo aver coronato il sogno di vedere la sua Correggio salire in serie A2 - scrive Walter Crovegli, presidente della Crovegli Cadelbosco - Siamo certi che anche da lassù sarà il solito, grande maestro".

Anche il vicesindaco e assessore allo sport del Comune di Correggio, Emanuela Gobbi, trattiene a stento la commozione nel ricordare il prof. Gianfranco Astolfi, coach del CSC Correggio Volley. “Conoscevo il Prof. Astolfi da otto anni – ricorda - da quando inaugurammo la bella tradizione del ricevimento della squadra in sala consiliare all’inizio della stagione, un’occasione di incontro che nel tempo era diventata anche una forma di augurio, considerati i traguardi sportivi conseguiti. Astolfi, nel tempo, ha modellato a Correggio una squadra a propria immagine: onestà, correttezza, modestia, sacrificio e forza di volontà erano le caratteristiche che ha saputo infondere alla squadra e che ha saputo testimoniare soprattutto come persona, anche durante il suo percorso di sofferenza e malattia. Io credo che questi ragazzi, che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui, porteranno con loro questo patrimonio umano ricevuto, non solo per quel che riguarda la carriera professionale, ma soprattutto nella loro vita personale. Astolfi aveva creato un gruppo davvero unico, riconosciuto tale da amici e avversari, una squadra che spesso riusciva ad affrontare le difficoltà e a superarle proprio in virtù di queste qualità. Il Prof. Astolfi rappresentava dunque al meglio quei principi sportivi e umani che, grazie al lavoro incredibile svolto insieme alla società Correggio Volley, era riuscito anche a trasmettere ai giocatori in campo. Noi come amministrazione siamo dunque molto addolorati e vicini in questo momento durissimo alla moglie e ai figli di Astolfi – uno giocatore e l’altro nello staff tecnico della squadra – e a quella meravigliosa famiglia, e non utilizziamo in questo senso un termine casuale, che è il Correggio Volley”.
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