L’Olimpiade che sta regalando il numero record di medaglie allo sport italiano sta per assegnare i due titoli del volley purtroppo senza le nostre nazionali in campo, contrariamente a quello che tutti noi avevamo ipotizzato e sperato. Un vero peccato, non c’è che dire, con l’obbligo di fare una costruttiva autocritica per il futuro, già complicato dai problemi economici che hanno condizionato gli ultimi campionati del nostro tanto amato sport.
FINALE MASCHILE. Alzi la mano chi aveva ipotizzato - azzardando oltre il lecito - che la finale maschile di Tokyo 2020 avrebbe visto di fronte Russia e Francia. Io no, lo ammetto pubblicamente. La squadra di Tuomas Sammelvuo (vecchia conoscenza italiana) ha centrato l’obiettivo eliminando in semifinale i campioni in carica del Brasile, che poco più di un mese fa avevano confermato la propria forza conquistando il successo nella NVL. Sì, proprio quella manifestazione che adesso è argomento di discussione: ha fatto bene chi l’ha giocata nella bolla di Rimini? Sono stati condizionati negativamente quelli che - come l’Italia e la Serbia femminile - l’hanno invece snobbata? Ognuno può pensare quello che ritiene opportuno, nella consapevolezza che però nessuno può avere la risposta certa. La Russia ha battuto la Seleçao di Renan per 3-1, e nella sfida che vale la medaglia d’oro se la vedrà sabato con la Francia, che assolutamente contro ogni previsione è arrivata all’epilogo del torneo a Cinque Cerchi: in semifinale la formazione di Philippe Blain (che dopo l’Olimpiade resterà ad allenare in Giappone lasciando la guida dei Blues a Bernardinho) ha piegato per 3-0 l’Argentina, che due giorni prima aveva spezzato i sogni azzurri al tie break. Chi vincerà? Secondo me è favorita a Russia, più potente e forte di un Mikhaylov strepitoso, ma i galletti francesi sanno giocare una grande pallavolo e hanno un Ngapeth in ottime condizioni e molto motivato.
FINALE FEMMINILE. Domenica, giornata conclusiva dei Giochi, verrà invece assegnato l’oro nel torneo femminile: in campo il Brasile del mio vecchio amico Zé Roberto e gli Stati Uniti di sua maestà Karch Kiraly, il mito vivente che dopo aver vinto due medaglie d’oro nell’indoor con la nazionale stelle e strisce a Seul 88 e a Barcellona 92 e un oro nel break volley ad Atlanta 96 cerca il poker di successi personale. Qui stiamo parlando di un autentico mito, non di una persona normale… Dopo aver vinto l’oro mondiale a Milano nel 2014, questa volta punta all’obiettivo più prestigioso forte di una formazione davvero strepitosa, nei singoli e nel collettivo. Sarà una bellissima finale, potete starne certi. Con le nordamericane secondo me favorite nei confronti delle pur forti verdeoro.
FUTURO AZZURRO. Intanto si continua a riflettere su quello che è successo all’Italia dopo che sia la nazionale maschile che quella femminile sono state eliminate nei quarti di finale. L’amarezza e la delusione sono ancora fortissime, sia per le ragazze di Mazzanti che per il ragazzi di Blengini, il cui destino appare diverso assai: Davide prosegue il suo cammino in azzurro e tra poco giocherà l’Europeo più o meno con il medesimo nucleo presente in Giappone, Chicco ha detto addio alla nazionale per dedicarsi full time alla Lube Civitanovalasciando il posto a Fefè De Giorgi, cui sarà affidato il non facile compito di rifondare la nazionale del futuro dopo averla ringiovanita. Juantorena e Colaci hanno già dato l’addio, qualcun altro potrebbe essere sacrificato dal neo ct, che potrebbe gettare nella mischia fin dall’imminente Europeo qualche giovane più che promettente (Davide Gardini?). Bisogna ritrovare la retta via dando un forte impulso a tutto il movimento maschile, e soprattutto bisogna tornare a vincere, visto che l’ultimo successo risale all’Europeo di Roma del 2005. Ben 16 anni fa, avete capito bene. I motivi sono tanti o forse pochi, questo poco conta: quello che conta è che gli azzurri non salgono sul gradino più alto del podio in nessuna manifestazione, dicasi nessuna, da troppo tempo. Questo è innegabile e indiscutibile. E vogliamo vedere presto anche le ragazze con l’oro al collo, non solo con la rappresentative giovanili (pur eccezionali!). Bisogna vincere nel breve periodo, non pensare sempre a programmare il futuro. Lo sport di vertice vive soprattutto di oggi, non di domani. Ne sa qualcosa l’atletica italiana, autentica trionfatrice dell’Olimpiade di Tokyo che resterà nella storia dello sport.
WORK SHOP AL PAVESI. Dopo un anno di assenza torna finalmente in presenza l’attesissimo corso per allenatori organizzato al Centro Pavesi di Milano. Nelle vesti di docenti domenica 19 settembre ci saranno due straordinari tecnici, ovvero i due campioni d’Europa: Nikola Grbic, nuovo allenatore di Perugia, e Daniele Santarelli, confermatissimo a Conegliano dopo un poker straordinario di successi. Per tutte le informazioni bisogna rivolgersi al Comitato Regionale Lombardo. Affrettatevi, perché la capienza sarà limitata a 250 persone.
Buona pallavolo e buona vita a tutti!