Esiste la partita perfetta?

di Giovanni Guidetti

03/11/2010

Giovanni Guidetti, l'allenatore della GermaniaGiovanni Guidetti, l'allenatore della Germania
Giovanni Guidetti, l'allenatore della Germania
Esiste la partita perfetta? Quella che tutti gli allenatori e giocatori sognano? Quella con pochissimi errori, con tutti i fondamentali a mille e con grande energia? E' una domanda difficile a cui rispondere ma sicuro quella della mia squadra (la Germania) contro la Thailandia nell'ultima partita del girone di Matsumoto, se non è stata la partita perfetta ci è andata molto vicino. 16 muri, 4 ace, attacco sopra al 50% e 10 errori totali in 3 set, 3 in battuta, 3 in ricezione e 3 in attacco. Alla fine del match (importantissimo per noi perchè ci consente di iniziare il prossimo girone con 2 vittorie), ho davvero fatto i complimenti alla mia squadra perchè non le ho mai viste giocare cosi concentrate cosi attente e cosi bene in 4 anni. Certo, di belle partite ne abbiamo fatte tante, ma una prestazione al limite della perfezione come oggi non mi era mai capitata ed è ovvio che per un allenatore è una gioia enorme. Quello che stiamo imparando a fare, e credetemi per una squadra giovane come la nostra non è facile, è avere pazienza e imparare a disturbare l'avversario quando non si puo' fare punto. Ieri abbiamo davvero fatto questo molto bene. La Thailandia ha un muro non fortissimo, ma una grande difesa ed un gioco d'attacco organizzatissimo e velocissimo. Ogni qualvolta regali loro una palla libera è già pronto uno schema velocissimo difficile da fermare. Cosa fare quindi in queste occasioni, cioè quando non si ha la palla per chiudere il punto? Bisogna "disturbare". Pallonetto sulla paggiatrice, pallonetto sul posto 4, piazzata al centro del campo per togliere la pipe, e cosi le obblighi a giocare palla alta in 4 o in 2 dove il nostro muro puo' lavorare molto ben organizzato. Bello vedere come le mie ragazze hanno imparato questo e speriamo che se lo ricordino anche nelle prossime partite.
Ora si va a Nagoia, per la seconda fase, dove incontreremo Italia, Brasile, Repubblica Ceca e Olanda. Ancora 4 sfide di fuoco, difficilissime, e poi si vedrà per quale finale giocheremo (1-4, 5-8, 9-12) o se dovremo tornare a casa con un po' di anticipo. Ieri sera, quindi, in vista di due giorni di riposo, ci siamo regalati una piccola serata di libertà. Io ho dovuto pagare il cappuccino da Starbucks a tutte le ragazze per una scommessa relativa alla partita con la Thilandia. In caso di vittoria avevo promesso cappuccino o latte macchiato o caramel macchiato a tutta la squadra e così ho pagato ben volentieri il mio debito. E dopo il caffè ci siamo tolti, con lo staff la voglia di una buona pizza. Oddio, buona è una parola grossa visto che siamo in Giappone, in una cittadina relativamente piccola e non turistica, e quindi con pochi pizzaioli napoletani nei paraggi. Ma è andata. Una birra e un bicchiere di vino rosso hanno aiutato la pizza a sembrare più buona ma quello che ci voleva era semplicemente la prima sera negli ultimi 8 giorni senza guardare un video, o analizzare una partita, o parlare con lo staff o le giocatrici di pallavolo. Anche dentro una maifestazione così intensa come il mondiale serve una serata libera per far riposare la mente e il corpo e bravi gli organizzatori che per il cambio di girone e di sede hanno pensato a 2 giorni di libertà! Dimenticavo una curiosità: io preferisco il rosso fermo ma in questa piccola pizzeria di questa piccola città giapponese mi hanno proposto una bottiglia di lambrusco...incredibile come alla fine è piccolo il mondo!
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