Estate azzurra

di Luciano Pedullà

29/08/2011

L'Italia vincitrice dei Mondiali juniores femminili 2011L'Italia vincitrice dei Mondiali juniores femminili 2011
L'Italia vincitrice dei Mondiali juniores femminili 2011
Con il successo nel Gran Prix 2011 degli Usa, della proclamata MVP Destinee Hooker, sono terminate le manifestazioni intercontinentali che hanno allietato l’estate 2011 regalandoci sorprese e conferme. Per l’Italia femminile un’estate da bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, con tanti spunti per alcune personali considerazioni. La vittoria della Nazionale Italiana Juniores è assolutamente la nota più lieta e squillante di questa calda stagione, una squadra che aveva raccolto solo piazzamenti nei Tornei precedenti ma che è riuscita a brillare di luce propria in quello più importante. Vedremo se alla controprova del campionato qualcuno saprà mostrare fiducia nei confronti di queste campionesse o se Caterina Bosetti, Camera, Zardo, Baggi, Scarabelli, Bertone, Pisani e Diouf assisteranno dalla panchina anche a questo torneo! Appare sempre più difficile dire: largo ai giovani. Quando poi andiamo ad analizzare l’età media delle ragazze in campo nelle finali del Grand Prix verifichiamo che la Nazionale Italiana, senza Del Core e Costagrande, è quella che mostra la maggiore: 29,5 anni, contro i 21,3 della Cina o i 24,6 della Serbia. Ci accorgiamo, così, che nonostante i nostri migliori talenti stanno abbandonando anche in questa stagione il “più bel campionato del mondo”, si fa ancora fatica a trovare posto in campo alle migliori giovani giocatrici continentali. Se a questo aggiungiamo che due delle palleggiatrici prese in considerazione da Barbolini giocheranno in A2, mi chiedo se non ci sia qualche meccanismo nella pallavolo femminile che stia funzionando in modo sbagliato! Giocatrici come Fernanda Rodriguez o Thaisa, protagoniste al GP 2011, sono cresciute, dopo il Mondiale Juniores 2005 vinto dal Brasile, facendosi le ossa in campo nel campionato brasiliano. Pur non figurando nelle classifiche di rendimento di ricezione o di attacco nella manifestazione di sei anni fa in Turchia, hanno avuto l’opportunità di giocare nel “campionato più forte del mondo”, dove il tanto lavoro per primo, e il poter giocare contro i talenti Campioni d’Olimpia, sono alla base della crescita di queste atlete. Anche quest’anno i Mondiali Giovanili hanno visto protagonista la Turchia, come paese organizzatore e come vincitrice nel Torneo Cadette. Ho assistito alla vittoria della formazione della mezzaluna e in quell’occasione anche di fare due chiacchiere con, il troppo presto dimenticato, Marco Aurelio Motta, attuale allenatore e direttore tecnico della Nazionale Turca. Mi raccontava che la generazione futura in Turchia è molto più forte ed equilibrata dell’attuale, di quella, cioè, che ha vinto il Mondiale! Ha aggiunto che la Federazione Turca investe molto sulla crescita dei giovani e che per la prossima stagione si faranno due centri federali a Bursa e Ankara, con due squadre che affronteranno il torneo Turco di massima divisione. Nel frattempo le società e gli allenatori hanno iniziato un lavoro di confronto per migliorare il livello tecnico generale, discussione che può solo portare grande attenzione e crescita, come accadde in Italia dal 1998. Marco è un grande intenditore e appassionato, che ha dato un grande impulso alla pallavolo femminile italiana con il Piano Altezza che ora non riesce più a portare sugli allori giocatrici come Togut, che hanno favorito brillanti prestazioni alle nostre nazionali. L’opposto della Nazionale Italiana è stato probabilmente l’argomento più discusso dell’estate azzurra: non intendo discutere le scelte del Tecnico Azzurro, ma riferendomi al rendimento delle giocatrici di zona 2 quali Gamova, o ancora di più Hooker (classe 87) e Brakocevic (classe 88), riflettere su quanto potrà offrirci il prossimo campionato italiano, oltre al talento Serena Ortolani. Non intendo fare il verso a Gino Bartali, sostenendo che è tutto sbagliato e tutto da rifare, credo però che possiamo avere ottimi spunti di partenza per mantenere la squadra azzurra nell’olimpo del volley, ma dobbiamo iniziare dal Campionato Italiano prossimo alla partenza. La Nazionale Italiana sarà indubbiamente ancora grande protagonista nel panorama internazionale ma non dimentichiamo che nel 2014 ci saranno i Campionati Mondiali in Italia e i prossimi tornei di serie A Italiana potrebbero essere fondamentali per ritornare sul tetto del Mondo. Intanto volevo augurare una pronta guarigione alla grande Paola Cardullo e un buon lavoro: a Barbolini che dovrà sfidare Russia e Serbia grandi protagoniste al Grand Prix, per riconquistare l’oro all’europeo e accedere alla World Cup, primo appuntamento di qualificazione per l’Olimpiade di Londra; al Club Italia che riprenderà a preparare le giovani al Centro Pavesi fiore all’occhiello della nostra pallavolo e del Comitato Federale Lombardo, centro di ottima funzionalità e a Marco Bonitta, giustamente rientrato nella dimensione azzurra, questa volta con il Club Italia maschile: per quello che lui ha dato alla pallavolo italiana, se l’è meritato!
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