Europei maschili: argento per l'Italia che viene superata in finale dalla Russia, terzo posto per la Serbia

29/09/2013

Il potente muro russo ferma l'attacco di Ivan ZaytsevIl potente muro russo ferma l'attacco di Ivan Zaytsev
Il potente muro russo ferma l'attacco di Ivan Zaytsev
Nella finalissima dei Campionati Europei 2013 al Parken Arena di Copenaghen l'Italia viene superata dalla Russia col punteggio di 3 a 1 (25-20, 25-22, 22-25, 25-17).
Russi stratosferici, azzurri che non sono riusciti ad esprimersi sui loro soliti eccellenti livelli al servizio e non sono riusciti a mettere in difficoltà la costruzione del gioco del team di Voronkov, trasscinato dagli attacchi dirompenti di Muserskij e Pavolv, ottima la cabina di regia di Grankin, superlativo in difsa e ricezione il libero Verbov.
Il team di Berruto conquista comunque un grandissimo risultato, nonostante i tanti infortuni, e riconferma la medaglia d'argento di Vienna nel 2011. Russia che dopo il successo alle ultime Olimpiadi, all'ultima World League si conferma sul gradino più alto del podio anche in Europa.
Italia che con questo risultato si qualifica ai Campionati Mondiali in programma il prossimo anno in Polonia.
Le statistiche del match segnalano 85 servizi complessivi con 23 errori contro i 16 dei russi, miglior efficienza in attacco dell'Italia, azzurri in difficoltà sulle palle di contrattacco col 47% dei russi e il 23% dell'Italia che esce superata anhe nei muri punto, 6 contro 11 dei nostri avversari.
Premi individuali: Miglior schiacciatore della manifestazione è stato votato Luca Vettori, miglior servizio Ivan Zaytsev.

Copenhagen. L’Italia ha ceduto 3-1 (25-20, 25-22, 22-25, 25-17) alla Russia nella finale dei Campionati Europei Maschili. Probabilmente sarebbe stata necessaria la partita perfetta per battere i campioni olimpici che in questa stagione avevano già conquistato la World League, ma così non è stato e alla fine Savani e compagni dovranno accontentarsi della quarta medaglia d’argento della storia della pallavolo italiana, la seconda consecutiva, che va ad aggiungersi a quelle del 1991, 2001 e appunto 2011.
Quando però il gruppo azzurro domani lascerà la Danimarca lo farà con la consapevolezza di aver disputato un ottimo torneo e un’altra stagione da incorniciare durante la quale aveva già vinto un bronzo nella Final Six di World League. L’Italia tra l’altro si era presentata alla rassegna continentale con una squadra composta da otto esordienti, con un’età media di 25 anni e mezzo, ringiovanita rispetto alla stagione precedente e che ha dovuto affrontare molte difficoltà dovute ai continui cambi di formazione. Il rammarico per la seconda sconfitta consecutiva nella Finale degli Europei rimane, ma c’è anche la consapevolezza che la strada intrapresa è quella giusta e che ancora qualcosa separa il gruppo italiano dalla Russia che in questo momento è la più forte formazione al mondo. Con la vittoria odierna, tra l’altro, la Russia pareggia il conto degli scontri diretti nelle finali degli Europei (prima di oggi: Berlino 1991 - all’epoca URSS - vittoria Russia; Vienna 1999 vittoria Italia; Roma 2005 vittoria Italia). Per quanto riguarda la gara nel primo set chiuso sul 25-20 in favore dei russi per un fischio arbitrale su palla accompagnata di Luca Vettori, l’Italia non ha demeritato giocando abbastanza bene a muro riuscendo a contenere lo strapotere fisico degli avversari che comunque hanno sempre condotto durante il parziale. Nel secondo (caratterizzato da un paio di interruzioni per cali della luce) Berruto ha mandato in campo Savani al posto di Zaytsev, gli Azzurri hanno continuato a giocare a testa alta riuscendo a non far scappare via la formazione di Voronkov grazie soprattutto a una maggiore efficacia al servizio. Proprio forzando in battuta e con Vettori sempre più incisivo, i ragazzi di Berruto si sono riportati sotto di una sola lunghezza (20-21), ma prima una palla out di Savani e poi un muro su Parodi hanno permesso ai russi di allungare nuovamente sul +3 e di chiudere poi sul 25-22.
Il terzo è cominciato con le squadre a contatto (5-5 e 6-6), ma con l’Italia che presa per mano da Savani, Birarelli e Vettori (7 punti per lui nel parziale con il 60%) ha collezionato un minimo vantaggio mantenuto fino alla fine riuscendo a riaprire così la gara in virtù del 25-22 nel parziale.
Nel quarto Zaytsev ha rilevato Vettori, ma a quel punto l’Italia, anziché essere galvanizzata dalla vittoria del set precedente ha dato la sensazione di non aver più molte energie fisiche e nervose e ha ceduto set, partita e medaglia d’oro ai propri avversari.

RUSSIA-ITALIA 3-1 (25-20, 25-22, 22-25, 25-17)
Russia: Apalikov 8, Grankin 1, Sivozhelez 13, Pavlov 16, Spiridonov 4, Muserskiy 15, Verbov (L), Ilinykh 8, Mikhailov. N.e. Makarov, Ashchev, Ermakov (L). All. Voronkov.
Italia: Beretta 4, Parodi 4, Vettori 21, Zaytsev 4, Travica 7, Birarelli 11, Rossini (L), Savani 9, Giovi. N.e. Saitta, Kovar, Piano. All. Berruto.
Arbitri: Labasta (Cze) e Dudek (Pol).
Spettatori: 7000 Durata set: 29’, 37’, 26’, 27’ . Italia: a 4, bs 23, mv 6, et 32. Russia: a 5 , bs 16 , mv 11 et 24.
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