Fano ed i suoi ambasciatori: quando il volley è storia

di Adelio Pistelli

31/07/2011

Fano ed i suoi ambasciatori: quando il volley è storia
Metti un pomeriggio di fine luglio… insieme. E’ successo, a Fano, in una delle sale più belle del suo bel teatro.
E’ successo e, una iniziale e magari semplice idea (del presidente Fipav provinciale, Franchini), sia poi è diventata certezza: “Una scuola di volley ed i suoi Ambasciatori”. Eccolo il titolo di un lungo pomeriggio dove la storia della pallavolo fanese e quella della provincia di Pesaro è tornata piacevolmente protagonista. Non sul parquet, appunto, ma dentro una sala con protagonisti e amanti del volley che hanno rivisitato, insieme, decenni di passioni, di emozioni, di amarezze, di gioie. “Semplicemente anni di vita sportiva, splendida, indimenticabile”. Eccola la frase che è rimbalzata spesso durante un tambureggiante ‘botta e risposta’ filato via per più di tre ore, coordinato da Lorenzo Dallari, vice direttore Sky e titolare di questo sito.
Fano, scuola di volley: tutto vero. Angelo Lorenzetti, Davide Mazzanti, Lorenzo Micelli, Paolo Tofoli, Giuseppe Cuccarini (“Non sono fanese ma ormai e, da tanto tempo è come se lo fossi”) i protagonisti sui quali si è… appoggiato il conduttore per far decollare e crescere un dibattito spontaneo e coinvolgente. Una scuola di volley che a Fano e nel pesarese ha prodotto risultati eccellenti con alcuni personaggi (quelli già citati) che hanno saputo portare ‘la scuola’ oltre i confini regionali e nazionali. Le vittorie di Lorenzetti, di Micelli, di Tofoli, quella ultima (lo scudetto con Bergamo) di Mazzanti, (amplificata da un filmato che ricordava l’impresa tricolre di inizio giugno) sono state il filo conduttore per entrare di getto in quello che era, ed è, la pallavolo, oggi, in provincia di Pesaro. Dove fanno volley più di 50 società, dove sono tesserati in ben 4.427, dove il ‘seme’ continua a produrre risultati ì, senza soluzione di continuità.
E’ successo e succede anche per merito di Nicola Agricola, Alessandro Brecceschi, Paolo Gabbianelli, Giuseppe Davide Galli, Stefano Gabbianelli, Simone Mencaccini, Daniele Rovinelli, Simone Roscini (tutti presenti in prima fila come era giusto), altri uomini-concretezza di un movimento fanese e provinciale che ha lavorato e lavora, spesso in vero anonimato ma che, giornalmente porta in palestra ragazzi e ragazze per ogni tipo di campionato e torneo.
Fano e la Provincia con i suoi ‘Ambasciatori’ dunque, tutti a raccontare aneddoti, magari a ricordare ‘quel giorno che…’ Ma anche a pensare al domani con la pallavolo, ad un “gioco che non è ripetizione, che nasconde sempre una novità ed emozioni”. Una considerazione delle tante rilanciate nel corso di un confronto, serrato, ma piacevolissimo, perché accompagnato da pensieri e certezze figlie di esperienza e concretezza che tutti i presenti hanno nel proprio borsone. “Ogni volta che vai sottorete, ricordare sempre il battito del cuore della prima partita in assoluto. Aiuta, credetemi”. Angelo Lorenzetti (ex coach azzurro delle giovanili, scudetti a Modena e Piacenza), uno dei grandi punti di riferimento del volley fanese, ha rilanciato una sensazione che fa parte del suo vivere quotidiano, in palestra. “E poi nella pallavolo, al maschile e al femminile è necessario fare e bene, certe cose, sempre. Aiutare e aiutarsi con i compagni quando sei sottorete, mettersi a disposizione degli atleti quando sei il suo allenatore”. Parole di Paolo Tofoli, l’esempio vincente più roboante del volley fanese, il palleggiatore della
‘Generazione dei Fenomeni’ azzurri, da un anno coach alla Scavolini, team al femminile, un mondo che anche altri prodotti del territorio continuano a gestire con maestria. Le esperienze di Micelli in Turchia, per esempio, quelle di Mazzanti a Bergamo, dello stesso Cuccarini (dalla prossima stagione a Modena) e, vale la pena che mancava l’urbinate Mencarelli, impegnato in Perù con la nazionale juniores femminile a caccia dell’oro mondiale.
Il passato ed il presente con contorno di accorgimenti tattici, di considerazioni tecniche (“quando sei più debole, devi provare sempre qualcosa di nuovo”), con qualche (e giustificato quanto condivisibile) commento ‘velenoso’ per parlare, un attimo, di vicende nazionali che meriterebbero un nuovo palcoscenico, un nuovo dibattito perché il dialogo è sempre la medicina migliore per trovare soluzioni.
Stavolta, però, c’era da mirare soprattutto sul quanto è accaduto e accade a Fano e dintorni. E l’idea di ritrovarsi insieme - anche a fine luglio e a due passi dal mare - è stata decisamente geniale per ricordare, come ha detto Lorenzetti che “essere allenatore nel pesarese è un piacere, essere allenatore nelle Marche è un onore”. Chapeau.
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