Germania-Croazia, avanti tutta!

di Giovanni Guidetti

02/11/2010

Giovanni Guidetti, l'allenatore della GermaniaGiovanni Guidetti, l'allenatore della Germania
Giovanni Guidetti, l'allenatore della Germania
Germania - Croazia 3-0. Anche questa è andata, e sono contento. Temevo molto la partita di oggi. Loro sono una squadra che non gioca una gran pallavolo d'insieme ma che possiede ottime individualità che possono sempre fare la partita. Usic, Poljak,Popovic... le principali atlete croate e per noi, specialmente nel primo set, è stata davvero dura, ma alla fine siamo riusciti a portarlo a casa 25-23 e negli altri abbiamo quasi sempre avuto il controllo. A dire il vero non è stato facile per me giocare contro Maja Poljak, mio centrale nel Gunes Sigorta Istanbul l'anno scorso ed il prossimo. Ovvio quando si allena una nazionale ed anche un club questo succede molto spesso, cioè il fatto di giocare contro una giocatrice che si è allenata o si dovrà allenare, ed è sempre particolare. Non credete che ci siano grandi vantaggi, alla fine tutti conoscono tutti e non si vince o si perde una partita perchè si è allenata la tal giocatrice d'inverno. E' pero' sempre una sensazione strana, come se non riuscissi ad essere aggressivo allo stesso modo; ma per fortuna questo è un pensiero che sfiora solo la mente di noi allenatori, per un giocatore non succede questo, anzi, il gran giocatore trova anche maggior stimolo ad affrontare il proprio allenatore, proprio per mostrargli nuovamente il suo valore. E Maja lo ha fatto anche oggi, murando alla grande come sempre. Ma torniamo alla competizione: ora siamo certi di andare a Nagoia per la seconda fase, ma ancora dobbiamo giocare e provare a vincere una partita, quella di domani contro la Thailandia, per iniziare la seconda fase con 2 vittorie all'attivo. Si perchè, come ho già spiegato in precedenza, nel mondiale femminile tutte le partite contano, non si possono fare calcoli, nemmeno dei set visto che in caso di pari vittorie conta il quoziente punti. E ogni squadra si porta dietro nella fase successiva i risultati fatti in precedenza e questo a mio avviso rende questo mondiale davvero difficile ma altamente giusto, sportivo ed interessante, al contrario di quello maschile giocato in Italia che a mio avviso aveva una formula a dir poco balorda. Nel nostro gruppo solo gli stati Uniti, fino ad ora con 4 vittorie, e noi, con 3 vittorie, sono le uniche due squadre certe della qualificazione. Cuba, Thailandia e Croazia sapranno solo domani, nell'ultima giornata della prima fase, se andranno alla seconda fase. Cuba ha vinto 2 partite con Kazhastan e Thailandia. La Thailandia ha vinto contro Croazia e Kazhakistan, e la Croazia ha vinto contro Cuba e domani gioca contro il Kazhakistan. Quindi se domani noi vinciamo con la Thilandia (e giocheremo ovviamente per vincere perchè vogliamo andare alla seconda fase con due vittorie), Cuba perde dagli Usa e la Croazia vince con il Kazhakistan, se ne andrà a casa dal mondiale insieme con il kazhakistan quella delle 3 che avrà il quoziente punti (non set) più basso, e potrebbe essere la Croazia ma risulta difficile dirlo oggi. Bisognerà aspettare domani. Nel girone dell'Italia, quello con cui ci incroceremo, Brasile, Italia, Repubblica ceca e Olanda sono già certe di passare, visto che Kenia e Portorico non hanno fatto proprio nulla, ma resta ancora da stabilire chi passerà con 3 vittorie, chi con 2 e chi con 1 soltanto, ed è per questo che domani la gara tra Brasile e Itaia sarà determinante. Chi perde farà fatica a raggiungere le finali dal primo al quarto posto. Negli altri 2 giorni praticamente lo stesso: nel girone di Tokio il Giappone, la Polonia e la Serbia sono certe di passare, insieme con il Peru', e si incroceranno con la Russia, imbattuta, alla Turchia, alla Cina e alla Korea. Insomma qui ogni partita vale oro, dalla prima all'ultima, e così a mio avviso dev'essere.
In un campionato del mondo non ci deve essere spazio per nessun tipo di calcolo, bisogna giocare per vincere ogni gara, dalla prima all'ultima, questo vuol dire giocarsi un mondiale a mio avviso, e questo dev'essere lo spirito di qualsiasi competizione.
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