Giochi di equilibrio

di Luciano Pedullà

10/01/2011

Giochi di equilibrio
Il campionato di A1, della stagione in corso, continua a stupire nell’”anomalia” dei risultati: ogni settimana ci si prepara a gridare all’impresa dell’una o dell’altra compagine. Questa volta, l'onore della cronaca è toccato a Novara, capace di battere per 3 a 0 la squadra Campione d’Italia, fresca vincitrice della Supercoppa, quel Pesaro che, Novara, a casa propria, non batteva più dallo scorso 22 marzo 2009, anche allora in campo, come regista della squadra, la giovane promessa Marta Bechis. Pare proprio che, in questa stagione, l’equilibrio regni sovrano e, partita dopo partita, la classifica si presenta molto corta, con la possibilità di accedere alle migliori posizioni play-off, come a quello di cadere nel baratro della zona retrocessione, dopo solo una o due partite. Equilibrio: mi sembra la parola più chiarificatrice della sostanza del torneo. E’ quello che accade in ogni gara tra le contendenti: pochi 3 a 0 fino a questo momento, tanti 3 a 2, ma soprattutto la possibilità che ciascuna squadra ha, quest’anno, di portare a casa la vittoria, contro qualsiasi contendente. Dopo l’inizio scoppiettante di Villa Cortese, alle prese ora con qualche malanno malandrino, non è più esistita una formazione leader del torneo, che in questo momento vede al comando Busto Arsizio, per la prima volta solitaria capolista nella sua lunga storia di A1; nessuna squadra imbattuta e costanti risultati a sorpresa, con vittorie … per scommettitori. Forse anche questo è dovuto all’equilibrio, portato dalla migrazione di tanti talenti all’estero, che ha colmato il divario tra le squadre di vertice e quelle che hanno pensato bene, in questa stagione, di resettare organico e programmi, per costruire una squadra giovane capace, magari in più anni, di arrivare a prestigiosi successi. E’ dovuto anche all’equilibrio che, ciascuna formazione, sta mettendo in campo: l’orientamento tecnico principale, per piacere o per dovere, mi sembra sia stato quello di portare a casa giocatrici forti in attacco, per poi occuparsi dell’impianto di ricezione. Ne sono un esempio lampante le formazioni di testa, ne abbiamo già parlato, che hanno rinforzato l’organico inserendo schiacciatori non ricettori, lo confermano formazioni come Busto, che, per permettere ad Havelkova di concentrarsi sul suo fondamentale preferito, l’attacco, sistema Marcon e Carocci a tutto campo ricevendo tutta la gara con maggiori competenze di due giocatrici. Anche Bergamo è ancora alla ricerca della propria armonia di squadra, con l’inserimento, a singhiozzo, di Vasileva e la trasformazione di Fanzini, ma ancora molto dipendente dalle capacità in ricezione di Bosetti e Piccinini. Alla fine, probabilmente, questa situazione darà la possibilità a una grande evoluzione degli schiacciatori, presenti nel nostro campionato, e un livello qualitativo che potrebbe usufruire, della stagione in corso, per aumentare il proprio livello qualitativo. Alla fine quasi mai i mali vengono per nuocere.
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