Lacrime. Sono l’emblema della straordinaria vittoria della nazionale maschile meritatamente salita sul gradino più alto del podio del Mondiale alla SM Mall of Asia Arena di Manila tre anni il trionfo di Katowice. Le lacrime di un commosso Simone Anzani, capace di mettere a segno l’ultimo primo tempo che ha chiuso la bella finale vinta dall’Italia per 3-1 su una frizzante Bulgaria, molto interessante peraltro in prospettiva futura. Le lacrime incontenibili del capitano Simone Giannelli al microfono della Rai mentre parlava di Daniele Lavia, costretto a dare forfait causa un infortunio a una mano alla vigilia della rassegna della rassegna iridata. E le lacrime di Lavia nello studio della Rai dettate da un mix fatto di emozione, gioia e rimpianto. Domenica 28 settembre resterà per sempre nella storia della pallavolo italiana e internazionale: non solo perché gli azzurri si sono confermati campioni del mondo collezionando la vittoria numero 5 dopo quelle del 1990 a Rio de Janeiro, del 1994 ad Atene, del 1998 a Tokyo e del 2022 in Polonia (solo l’URSS ha fatto meglio con 6 titoli), ma anche perché il nostro movimento ha festeggiato un doppio successo abbinando quello maschile al titolo conquistato un mese fa dalle azzurre a Bangkok. E’ la prima volta che accade nello sport italiano, è la terza volta che si verifica nel volley, e nelle due precedenti occasioni era stata sempre l’allora Unione Sovietica a centrare la doppia impresa: la prima a Mosca è datata 1952, primo anno del Mondiale femminile, la seconda invece 1960, a Rio de Janeiro. A quei tempi entrambi i tornei si disputavano nella medesima città, mentre questa volta le azzurre hanno trionfato in Thailandia e gli azzurri nelle Filippine, davanti a oltre 16.500 spettatori entusiasti per lo spettacolo offerto, davvero coinvolgente.
GRANDISSIMO FEFE’. L’Italia ha vinto con indubbio merito, giocando una pallavolo spumeggiante e concreta, attaccando con fantasia e buone percentuali, murando in maniera intimidatoria e battendo con continuità in maniera efficacie: questo fondamentale del resto sta risultando sempre più determinante nella pallavolo moderna. In estrema sintesi: se batti bene vinci, se batti male (e non metti in difficoltà la ricezione avversaria con tutto quello che ne consegue) perdi. Bravissimo il ct azzurro nel mettere nelle condizioni ideali il suo gruppo sfruttando alla perfezione le potenzialità di tutti, titolari (che in parte ha cambiato nel corso della manifestazione come ad esempio ha fatto con Galassi e Anzani al centro) e alternative gettate nella mischia risultate spesso decisive (leggasi Luca Porro in attacco e Francesco Sani in battuta, tanto per fare due esempi). Fefè De Giorgi , al successo numero 100 da quando siede sulla panchina azzurra, ha così messo nella propria bacheca personale il quinto oro mondiale, sommando i due da allenatore ai tre conquistati da giocatore. Un record di cui andare fieri.
GRANDISSIMA ITALIA. Dopo la sconfitta patita con il Belgio nella seconda giornata della prima fase, l’Italia ha sempre trovato dentro di sé energie positive, lucidità e determinazione, fondamentali per fare da quel giorno percorso netto: con diverse lezioni impartite ai propri avversari come ad esempio si è verificato negli ottavi con l’Argentina, nei quarti con il Belgio e soprattutto in semifinale con la Polonia, sulla carta la grande favorita per il titolo e invece costretta ad “accontentarsi” del bronzo grazie alla vittoria per 3-1 sulla Repubblica Ceca. Anche la finale con la Bulgaria è stata approcciata in maniera perfetta. Portatisi avanti 2-0, gli azzurri hanno subito l’ultima fiammata dei balcanici trascinati da un superlativo Aleksandar Nikolov e bel ispirati da suo fratello Simeon. Il quarto set è però stato letteralmente dominato: Yuri Romanò ha chiuso il match con 22 punti e 19 li ha totalizzati Mattia Bottolo, l’uomo-sorpresa che ha saputo ben rimpiazzare Lavia. E alla fine la gioia azzurra ha potuto esplodere in maniera incontenibile. Bravi tutti davvero.
LA SCUOLA ITALIA. La finale maschile ha messo di fronte due allenatori italiani: Ferdinando De Giorgi e l’ex ct Chicco Blengini. Esattamente come era accaduto con l’epilogo femminile, con Julio Velasco opposto a Daniele Santarelli, sulla panchina della Turchia. La scuola tecnica italiana è la migliore del mondo: se qualcuno aveva ancora qualche dubbio al riguardo, è stato senza dubbio dissipato.
PREMI INDIVIDUALI. Ecco il sestetto ideale della 21a edizione del Mondiale, in cui svettano ben 4 giocatori italiani: migliori centrali il bulgaro Aleks Grozdanov e il polacco Jakub Kochanowski, miglior libero Fabio Balaso, miglior palleggiatore Simone Giannelli, miglior opposto Yuri Romanò, migliori schiacciatori il bulgaro Aleksandar Nikolov e Alessandro Michieletto, cui è andato il riconoscimento di MVP. Un autentico Dream Team.
TUTTI AL QUIRINALE. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invitato la nazionale maschile di pallavolo al Quirinale mercoledì 8 ottobre: i ragazzi d’oro di De Giorgi si uniscono così alle ragazze d’oro di Velasco, già precedentemente invitate dopo la vittoria ai Mondiali in Thailandia lo scorso 7 settembre. “Complimenti e felicitazioni per la meritata vittoria. Dopo aver visto la semifinale con la Polonia ero ottimista sul successo finale. Vi aspetto al Quirinale per ringraziarvi”. Grazie Presidente, la sua passione per la pallavolo fa onore alla pallavolo.
MONDIALI FUTURI. La Federazione Internazionale ha ufficializzato le sedi dei prossimi Mondiali: l’edizione femminile del 2027 sarà organizzata dagli Stati Uniti e dal Canada e quella del 2029 nelle Filippine, entusiasta di quello che è successo in questo intenso mese con gli uomini. Mentre la Polonia ospiterà la rassegna maschile nel 2027 e il Qatar nel 2029: per la prima volta un Mondiale si svolgerà in Nord America, un anno prima dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Le fasi finali andranno in scena alla OCVIBE di Anaheim e all’Honda Center in California. La storia continua.
Buona pallavolo a tutti gli azzurri e a tutte le azzurre!