Il cielo è sempre più blu

di Lorenzo Dallari

12/05/2010

Il cielo è sempre più blu
A Cuneo hanno aspettato 21 anni per festeggiare lo scudetto, ma alla fine la gioia collettiva ha assunto un sapore del tutto particolare, particolarmente intensa e coinvolgente. In Piazza Virginio si è data appuntamento un’intera città, anzi l’intera Provincia Granda, per applaudire i propri beniamini, per osannarli, per inneggiare a un tricolore tanto sognato quanto meritato. Sia per quello che ha fatto la squadra di Alberto Giuliani domenica sul campo al V-Day, sia per quello che aveva saputo concretizzare la società in quattro lustri di storia: dal Palatenda al trionfo di Bologna, la società piemontese di strada ne ha fatto davvero tanta, passando da 6 Coppe Europee, 4 Coppe Italia, 3 Supercoppa Italiane e 1 Supercoppa Europea. Un’atmosfera unica ha caratterizzato la notte magica tinta di blu, che ho avuto la fortuna e il privilegio di animare insieme a Roberto Prini, abituale compagno di viaggio a Sky Sport: un tuffo piacevolissimo all’interno del volley maschile, coinvolgente, quasi contagioso per il calore, la simpatia e la partecipazione di tutti, dal primo cittadino cuneese Alberto Valgiggia (che ha ricevuto tutta la squadra in municipio prima della festa) al presidente Valter Lannutti (felice comprensibilmente come non mai…), da Carlo Benigni della BreBanca (sponsor della squadra da 20 anni!) all’allenatore Alberto Giuliani, che alla prima grande occasione delle propria carriera ha centrato subito l’obiettivo più prestigioso. Il tutto senza dimenticare ovviamente loro, i giocatori, i grandi protagonisti di una notte davvero unica, dove anche Giove pluvio è stato clemente (ha piovuto fino a poco prima del ciak): da capitan Wout Wijsmans (“finalmente non ci urleranno più non vincete mai!”) a Nikola Grbic, quasi perfetto nell’apputamento più delicato (4 finali negli ultimi 4 anni, con due scudetti vinti, niente male davvero: sarà un caso? Forse no…); da Vladi Nikolov, l’uomo dell’ultimo punto (“dico solo musica maestro” e via con l’inno di Mameli cantato da tutti a squarciagola) a Hubert Henno, il miglior libero del mondo; da Gigi Mastrangelo (“quando tornavo a Cuneo ero l’unico più fischiato di Martino, adesso la gente mi ama”) a Simone Parodi, mvp domenica (speriamo sappia ripetersi a questi livelli ai Mondiali); da Francesco Fortunato, al secondo scudetto dieci anni dopo Roma, a Giuseppe Patriarca, che sogna un bis tricolore famigliare con la Pinese impegnata in finale con Villa Cortese (i due si sposeranno a fine mese, auguroni di cuore!); a tutti gli altri, tutti importanti, tutti preziosi, tutti magnetizzati da un entusiasmo che raramente ricordo di aver visto. Ho condotto centinaia di presentazioni, di feste, di convegni, ma l’unico momento che può essere equiparato alla festa di Cuneo è stata la festa per lo scudetto della Panini del 1986 al palasport di Modena: anche in quella circostanza il successo era atteso da tantissimo tempo, dieci anni per l’esattezza, a conferma del fatto che la differenza riesce a farla spesso la fame di vittorie. Complimenti a tutti, a Valter Lannutti, che dopo 7 anni di presidenza ha messo a segno l’impresa (dopo aver temuto di dover chiudere i battenti la scorsa estate), al gm Marco Pistolesi, che ha avuto il coraggio fare scommesse azzardate e le ha vinte tutte (Mastrangelo su tutte), allo staff tecnico, al pubblico, degnamente rappresentato l’altra sera da Carmelo Noto, il leader dei Blu Brothers che ha più volte sollevato al cielo il Trofeo Tim riservato ai campioni d’Italia. Un cielo, per una volta, davvero sempre più blu.
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