Il Club Italia di Massimo Barbolini

a cura di Adelio Pistelli

20/10/2009

Massimo Barbolini Massimo Barbolini
Massimo Barbolini
Lavora con quattordici, a volte sedici ragazze anche se solo una decina sono quelle che formano un team a caccia di… crescita ed esperienza. Massimo Barbolini presenta il ‘suo’ Club Italia, da un paio di settimane al via del campionato di A2 e che praticamente vive e si allena all’Acquacetosa, uno dei centri federali . E si perchè, da questa stagione, la Fipav ha deciso di far giocare (e divertire) le sue ragazze del Club Italia (con Linken come patner tecnologico che sarà presentato insieme alla squadra martedì al Foro Italico) in un vero campionato.
"E sarà la giusta e significativa palestra per continuare il percorso dichiarato del Club Italia da anni basato sulla costante ricerca del gioco a braccetto con la crescita di livello tecnico e agonistico, questo è quello che ci auguriamo". Barbolini è entusiasta.
Nemmeno il tempo di portare a casa l’oro con la nazionale seniores ed eccolo sottorete per allenare e guidare un gruppo che è praticamente la spina dorsale della pre Juniores e dove Manuela De Crescenzo e Monica Ravetta, sono le sole due atlete nate prima degli anni novanta. "Per il ruolo che rivesto in Federazione, credo fosse doveroso prendere per mano anche questo gruppo, dove e a turno, si allenano anche tre sedicenni, per una operazione totalmente diversa dal mio solito incarico. Con la nazionale campione d’Europa, lo sapete, sono fondamentalmente un selezionatore e lavoro esclusivamente per continuare a vincere e restare così il più possibile su gradini internazionali più alti. Con il Club Italia è diverso: faccio più l’allenatore nel vero senso del termine".
E l’obiettivo principale è…?
"Nel giro di un paio di stagioni far maturare almeno tre o quattro ragazze per la nazionale maggiore"
Però, al momento…
"Al momento c’è soprattutto la grande opportunità e preziosa occasione per tante giocatrici. Lo sapete, per molte ragazze che sono in questo team sarebbe decisamente difficile trovare posto in un club. Non giocando con continuità, non facendo la necessaria esperienza, magari si rischia di perdere per la strada un potenziale sul quale poter lavorare concretamente in prospettiva azzurra. Con il Club Italia nel campionato di A2, invece, ecco la concreta possibilità per andare alla ricerca di una naturale crescita tecnica e capire gradualmente quali e quanti miglioramenti individuali potranno emergere". 
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