Il commento alla 12a giornata di A1 femminile

di Maurilio Anfuso

17/11/2020

CONEGLIANO SPAZZA VIA NOVARA, BUIO PESTO A CASALMAGGIORE, SCANDICCI ABBONATA AI TIE-BREAK
Va in archivio anche la dodicesima giornata di campionato, senza grandi sorprese, ma con certezze che vengono cementificate o dissipate, a seconda dei casi, lasciando dei problemi e creandone anche di nuovi.
È il caso di Casalmaggiore che, dopo la scorsa partita contro Monza, sembrava aver ritrovato alcuni punti di riferimento da cui ripartire ma che, contro Firenze, ha fatto riemergere punti interrogativi che vanno avanti ormai da troppe settimane: a partire dalla battuta che, come più volte abbiamo ripetuto, non è competitiva per il livello del campionato e anche contro Firenze (squadra che non fa sicuramente della ricezione il suo fondamentale migliore) è stata infruttuosa sia sotto il punto di vista dell’efficacia che dell’efficienza; il livello della battuta poi non aiuta i problemi della squadra cremasca nelle situazioni di muro-difesa che rappresentano il grande altro problema per coach Parisi; la palleggiatrice brasiliana Marinho sembra ancora troppo indietro sia da un punto di vista fisico, che da un punto di vista di gioco, con la squadra che contro Firenze ha chiuso la partita con il 18% di efficienza in attacco. La nota più nera della giornata, però, è certamente l’infortunio occorso a Partenio nella parte finale del secondo set e che ha sicuramente inciso sul resto della gara anche da un punto di vista psicologico: a Laura (atleta con cui ho avuto la fortuna di lavorare e di poter apprezzare le sue qualità professionali e umane) non posso che fare un grandissimo in bocca al lupo per una pronta guarigione. Firenze ritrova Cambi in regia (ma non Alberti al centro) e sfrutta benissimo le difficoltà di Casalmaggiore nel murare la zona 4 toscana con Van Gestel e Guerra (16 punti di cui 4 a muro con il 42% di positività in attacco e buone percentuali anche in ricezione) sugli scudi. Bene anche Nwakalor, top scorer con 21 punti, e la giovane Kone (4 muri vincenti per lei) chiamata per la seconda volta a sostituire capitan Sara Alberti. Per Casalmaggiore la migliore è stata Vasileva con 14 punti e un lavoro di grande attenzione in ricezione (80% di positiva e 47% di perfetta) nonostante sia stata fortemente cercata dal servizio toscano per tutta la partita (con una media di 10 ricezioni a set), dove invece è mancato il supporto in seconda linea di Sirressi (43% di ricezione positiva e 38% di perfetta).
Sabato sera invece è stato il turno del big match tra Novara e Conegliano. Le venete non hanno lasciato nemmeno le briciole a Novara, imponendosi in terra piemontese con probabilmente la miglior prestazione stagionale (anche se dirlo di una squadra che ha fatto 33 punti in 11 partite sembra quasi riduttivo). Infatti, la squadra di Santarelli ha concesso soltanto 48 punti a Novara, dimostrando anche grande lucidità nella gestione degli errori. Assenze e condizioni non ottimali per Novara ci sono sicuramente state, ma era lecito (e anche le parole dei protagonisti nel post partita lo confermano) aspettarsi una prestazione diversa da parte delle ragazze di coach Lavarini: Herbots malissimo in ricezione e questo ha inciso anche sulla sua prestazione offensiva (3 punti con il 33% di positività in attacco); Smarzek continua a scendere nel rendimento in attacco chiudendo con il 9% di efficienza; distribuzione non ottimale, con le centrali che hanno chiuso con percentuali molto basse, ed un rendimento offensivo di squadra che si è fermato al 32% (ben lontano dal 45,3% di media stagionale). Merito sicuramente di Conegliano che anche senza Sylla, mantiene il suo sistema di gioco e viene trascinata dalle ex della partita: Egonu solita prestazione mostruosa (termine poco elegante, ma che rende assolutamente l’idea) con 21 punti e 65% di positività; Hill 13 punti e il 57% di positività in attacco e Fahr (ex giovanili di Novara prima del passaggio al Club Italia) sempre più protagonista di questo campionato con 10 punti e il 66% di efficienza in attacco.
Così come protagoniste di questo campionato vogliono esserlo Cuneo e Busto. Torna infatti a vincere dopo il tie-break la squadra di Pistola (che ritorna a sedersi in panchina dopo il Covid) e lo fa contro una Busto ancora in fase di rodaggio. Per entrambe le squadre arrivano segnali di crescita, con una preparazione che è stata ridimensionata e riadattata alla situazione vissuta. Cuneo riparte dalle sue centrali, che tante soddisfazioni in questa stagione stanno dando ai tifosi piemontesi , con Candi che firma 18 punti con il 65% in attacco e Zakchaiou che ne mette a segno 17 di cui ben 5 a muro, fondamentale in cui la cipriota si sta imponendo nel nostro campionato tornando in testa alla classifica di muri individuali. Distribuzione comunque equilibrata quella di Signorile che permette a tutte le sue attaccanti di mettere punti importanti a referto. Per Busto i riferimenti in attacco sono Mingardi (22 punti ma un’efficienza in attacco del 17%) e Gray che, come sempre, non riesce a pareggiare le ottime statistiche in attacco (25 punti con il 45% di positività) con quelle in ricezione (18% di ricezione perfetta) nonostante il buon lavoro di Gennari e Leonardi che cercano di coprirla nel sistema di ricezione. Busto poteva avere di più dalle sue centrali, con Stevanovic e Olivotto meglio a muro che in attacco.
Ennesimo tie-break anche per la Savino del Bene che porta a casa (con molta fatica) la partita contro Brescia. Si impone al quinto set grazie alla prestazione della rientrante Stysiak, che consolida il suo primato di miglior realizzatrice del torneo con 27 punti e il 47% di positività in attacco. Senza l’aiuto di Merlo (al suo posto Carocci), Pietrini diventa un bersaglio per le battute di Brescia chiudendo con un poco incoraggiante 26% di ricezione positiva e 11% di ricezione perfetta; riesce a farsi perdonare parzialmente con una solida prova in attacco con 14 punti e il 52% di positività. Bene anche Popovic con 12 punti di cui 5 a muro. Brescia torna a casa comunque con un punto prezioso e con la buona prova di Jasper (già da un paio di settimana in uno buono stato di forma) e di Cvetnic che registrano buoni numeri sia in attacco che in ricezione (rispettivamente 20 e 17 punti). Anche il dato della ricezione perfetta di squadra è stata sopra la media con il 40%. Per Scandicci è stato il quarto tie-break stagionale con un perfetto pareggio tra vittorie e sconfitte.
Perugia si infrange contro il muro di Monza. Sono infatti ben 20 i muri messi a segno (di cui 6 firmati da Anna Danesi) dalle brianzole nella vittoria casalinga contro le umbre, che permettono alla squadra di Gaspari di ottenere la testa della classifica per muri di squadra a quota 112 ed il secondo posto in classifica generale a pari punti con Novara. Come scritto nella presentazione del match, Orthmann risulta l’arma a partita in corso che spezza l’equilibrio, questa volta al posto di una poco brillante Begic. Perugia soffre un inizio di partita difficile del suo opposto Ortolani che chiude la partita con 18 punti ma con un’efficienza d’attacco del 10%. Peggio di lei fa Carcaces che chiude con 3% di efficienza in attacco e il 25% di ricezioni perfette. A Perugia è mancato solidità a muro, dove a fine partita saranno soltanto 6 i punti fatti registrare in questo fondamentale. Un po’ meglio delle compagne nelle percentuali d’attacco Havelkova che, da ex, torna alla Candy Arena con 15 punti e il 44% di positività.
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