Il grande sogno di Tokyo 2020

06/01/2020

Il 2020 pallavolisticamente è e deve essere soprattutto l'anno del Grande Sogno. Parlo di quello Olimpico, ovviamente. Dal 24 luglio al 9 agosto andranno in scena a Tokyo i Giochi numero XXXII della storia, e noi che da amiamo visceralmente il volley nutriamo la speranza che sia finalmente la volta buona per conquistare quella medaglia d'oro che sfugge da sempre all'Italia per una malefica ironia della sorte. Ci proveranno a centrare questo obiettivo gli azzurri di Chicco Blengini, ci proveranno le azzurre di Davide Mazzanti e ci proveranno Daniele Lupo e Paolo Nicolai, i due fantastici beacher che il Grande Sogno l'hanno accarezzato quattro anni fa a Rio de Janeiro. Alla fine sul podio ci sono saliti con l'argento al collo, esattamente come ha fatto la nazionale maschile al Maracanazinho. Questi grandi risultati appartengono però al passato: adesso è il futuro che deve essere scritto. E non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe accadere se il traguardo a Cinque Cerchi di maggior prestigio dovesse finalmente essere tagliato. E' una vita intera che lo aspettiamo tutti: giocatori, dirigenti, allenatori, giornalisti, tifosi. Tante, troppe volte la vittoria pareva scritta nel destino e invece è sfumata: con Velasco in panchina a Barcellona nel 1992 (eliminazione nei quarti ad opera dell'Olanda) e ad Atlanta nel 1996 (finale persa con l'Olanda), con Anastasi a Sydney nel 2000 (bronzo), con Montali ad Atene nel 2004 (altro argento), con Berruto a Londra nel 2012 (altro bronzo, il terzo se consideriamo anche Los Angeles 1984 con Prandi ct). Le donne poi... addirittura mai salite sul podio, nemmeno con Barbolini sia nel 2008 a Pechino(ricordate la faccenda Aguero?) che nel 2012 a Londra (eliminazione nei quarti firmata Corea del Sud). Motivi diversi, avversari diversi, risultati diversi. Nel Paese del Sol Levante l'ennesima occasione con le solite premesse, auguriamoci ovviamente con una conclusione differente. Si parte forse con minor pressione, soprattutto per gli uomini: le donne invece possono contare sulla stratosferica Paola Egonu, oggi la numero uno al mondo. Basterà? L'oro, scegliete voi quello che volete, rappresenterebbe un risultato a dir poco straordinario per un movimento che ha saputo alimentarsi e crescere continuamente a livello tecnico, tattico e pure numerico (soprattutto tra le donne). In Giappone, dove la pallavolo è entrata nel novero delle discipline olimpiche nel 1964, potrebbero essere scritte le pagine più importanti per questo sport in Italia. Passando per un'attesissima finale di Coppa Italia femminile a Busto Arsizio l'1 e il 2 febbraio, per una grande finale di Coppa Italia maschile a Casalecchio di Reno il 23 e il 23 febbraio, per un'entusiasmante finale di Champions League a Berlino il 16 maggio (che deve confermare la leadership dei nostri club in Europa), per play off scudetto che sapranno di certo regalare gioco spettacolare e un'infinità di emozioni e per la finale maschile della Volleyball Nations League di scena a Torino dall'1 al 5 luglio. La nostra mente è però già proiettata a sabato 8 agosto, giorno in cui si concluderà il torneo maschile di volley, e a domenica 9 agosto, quando insieme all'Olimpiade si concluderà anche il torneo femminile: sarebbe fantastico quei giorni vedere Chicco Blengini e Davide Mazzanti commuoversi per l'Inno di Mameli che suona. Con la mano sul cuore e la mente piena di bei pensieri. E in bocca al lupo (!) ai nostri campioni sulla sabbia e alle rappresentative di sitting volley, per le quali facciamo un tifo speciale. 
Buon anno e buona pallavolo a tutti!
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