Il libero Bari: "E' la partita della vita"

di Adelio Pistelli

16/09/2011

Andrea BariAndrea Bari
Andrea Bari
La definisce “la partita della vita”. Andrea Bari, libero dell’Italvolley non si nasconde nemmeno un po’ alla vigilia del match contro la Polonia. “E’ gara che può lasciare l’impronta”. Non vorrebbe aggiungere altro anche perchè la semifinale di domani (si gioca dalle 15 con diretta su Rai Sport Uno) è una semifinale particolare per Bari. Sulla panchina dei prossimi avversari c’è Andrea Anastasi, tecnico che solo lo scorso anno allenava l’Itavolley e che riconvocò Bari come alternativa al titolare Marra in occasione del mondiale italiano. E sì, il trentunenne marchigiano in forza a Trento vinci tutto, ha vissuto un periodo delicato dopo una estate delicata. E adesso Anastasi è dall’altra parte della rete… “Bene, piacere rivederlo ma è solo e semplicemente un avversario da battere. Nessun strascico, nessuna polemica per quello che è successo lo scorso anno. Prima del mondiale l’allora tecnico azzurro aveva fatto delle scelte che erano giuste rispettare. Amen”.
Domani si gioca, dunque? “Vero e proprio perché preferisco parlare il meno possibile del passato e di quanto potrà accadere in futuro, guardo solo a quanto succede adesso. E, adesso c’è la Polonia per una sfida delicata ma da vincere. Per farlo dovremo andare sottorete con la massima determinazione e continuità consapevoli della nostra forza”.
Al libero Bari una domanda sul libero dell’Italia: è giusto cambiare ogni volta che arriva un tecnico? “Sarebbe facile rispondere semplicemente: non sono la persona più adatta ma dico la mia, invece. Puntare sempre su un solo libero è sbagliato a meno che non ci sia il fenomeno e Bari non lo è proprio (sorride, ndr). Quindi è giusto che si guardi anche altrove dove ci sono signori giocatori per questo ruolo. Adesso ci sono io e Giovi e insieme facciamo parte di un gruppo che vuole arrivare lontano. E comuque…”.
Comunque? “A proposito del mio ruolo, credo che sia giusto cambiare la regola di un solo libero a referto. Tutti i giocatori hanno una alternativa in panchina, dove il tecnico può pescare per cambiare qualcosa che non va. E se un libero non è in giornata? C’è il rischio che possa minare l’intera partita. Sarebbe giusto averne un secondo sul quale fare affidamento”.
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