Il nuovo volto del campionato femminile

di Luciano Pedullà

07/10/2011

Il nuovo volto del campionato femminile
Durante il vernissage del 67° Campionato Femminile, avvenuto Giovedì a Roma, si discuteva del ricorso di Forlì, presentato avverso l’iscrizione al Torneo di A2 invece della richiesta A1, che la squadra del patron Giuseppe Camorani ha dovuto sopportare in seguito ai ripescaggi. Soprattutto, però, si parlava della World Cup di Novembre, che potrebbe prevedere la convocazione delle giocatrici per la squadra italiana già dal 20 ottobre, nonostante ci siano due giornate da disputare successivamente, e questo non solo per le atlete azzurre ma anche per quelle di altre nazionali! Dispute che hanno distolto l’attenzione dall’inizio del torneo che, pur presentandosi impoverito ulteriormente di alcune delle migliori giocatrici italiane, non tradirà l’interesse degli appassionati per le caratteristiche di equilibrio agonistico che vedrà in campo. Bergamo, scudettata nella stagione passata, avrà molte contendenti da affrontare per potersi confermare: questo nonostante la rivoluzione degli organici di molte formazioni rispetto alla scorsa stagione. Come non mettere nel lotto delle contendenti al titolo Villa Cortese e Pesaro? Le varesine, innanzitutto, hanno cambiato molto quest’estate, cercando di mantenere saldo il governo del gioco confermando giustamente, in cabina di regia, la statunitense Berg (che però non sarà presente alle prime giornate del torneo rimanendo ad allenarsi con la Nazionale americana per la manifestazione pre-olimpica in Giappone). Poi cambio del libero, con l’innesto di Puerari per la ricezione e Carocci per la difesa, al posto di Cardullo; Guiggi e Bosetti più Pavan completano un organico ringiovanito. Anche Pesaro ha mutato fisionomia senza modificare il comando del gioco dove Ferretti farà copia in diagonale con Ortolani. Novara e Busto, che hanno variato meno il proprio gruppo, si presentano come le più valide antagoniste. Soprattutto le piemontesi, che dovranno verificare capacità di rendimento costante, possono avere tutte le carte in regola per competere ad alto livello. Novara ha cambiato pressoché nulla rispetto alla formazione che ha concluso lo scorso torneo, migliorando ulteriormente l’assetto con l’arrivo di giocatrici come Viganò, Frigo e soprattutto Malagurski che rappresentano valide alternative nello scacchiere di Caprara. Per Busto l’incognita è nel palleggio, dove Lloyd potrebbe essere l’asso nella manica qual ora si ambientasse rapidamente. A queste cinque formazioni potrebbe affiancarsi Modena, nel contendere per la vittoria finale, che ha sulla carta una formazione piena di “nomi”, ma che appare con problemi di amalgama e tenuta che Cuccarini dovrà cercare di risolvere. Urbino, Parma e Piacenza, con Chieri a ruota, sembrano attrezzate per un campionato tranquillo nel corso del quale potrebbero togliersi belle soddisfazioni contro le formazioni del primo livello. Più difficile la situazione per Conegliano e Pavia che partono con organici di difficile composizione o di esperienza limitata. Poi potrebbe esserci Forlì … anche se l’attuale situazione porta a pensare che il torneo sarà a dodici squadre. Nella presentazione di Roma è stato interessante l’intervento del presidente federale Carlo Magri che ha giustamente auspicato una maggiore fiducia nei confronti delle giovani atlete italiane: ritengo l’appello molto corretto. Molto meno, però lo sono le norme che la federazione mette in atto, ormai da più anni, per cercare di favorire in tal senso l’inserimento delle under 21 in campo, permettendo cambi illimitati per le atlete che non hanno ancora superato questo limite di età. Nel corso dell’amichevole di giovedì scorso tra Busto e Bergamo ho osservato come, con grande arguzia tattica, il tecnico Campione d’Italia Mazzanti abbia costantemente utilizzato questa regola particolare avvantaggiandosene per alzare il muro di prima linea; nella fase di ricezione veniva utilizzata la giovane palleggiatrice, nella fase battuta al posto della regista entrava l’opposta dalla panchina per migliorare il muro. E' questo il modo attraverso il quale chi dirige la pallavolo crede si possa favorire lo sviluppo delle promesse italiane per affrontare in futuro il livello internazionale?
Sigla.com - Internet Partner