Il Progetto Giovani di Berruto

di Adelio Pistelli

02/09/2011

Il Progetto Giovani di Berruto
Prima fa vedere un breve filmato poi via a idee in prospettiva di un progetto votato dell?organizzazione delle attività agonistiche giovanili made in Berruto. "Ho voluto prendere al volo l'occasione della Conferenza al Centro Pavesi - ha detto il tecnico dell'Italvolley - per rendere pubblico il mio modo di vedere la futura attività e la filosofia di lavoro delle nazionali giovanili e dei club Italia. Ho voluto fortemente questo momento che rappresenterà il punto di partenza, nell'ottica della collaborazione, dell'unico interesse comune: far conoscere un progetto chiaro e condivisibile per rilanciare la pallavolo giovanile maschile".
Una frase tutta d'un fiato mentre il presidente federale Carlo Magri quasi immobile non perdeva una sillaba del "suo" allenatore. Un presidente che solo qualche minuto prima aveva pubblicamente ringraziato Berruto , per la sua determinazione nel guardare anche e dettagliatamente oltre l'Italvolley, quando mancano solo pochi giorni al via di un delicato Europeo. Un progetto, quello presentato da Mauro Berruto che - va detto- fondamentalmente è ancora in embrione perchè dovrà essere approvato dal Consiglio Federale e, solo dopo la sua ufficialità, dovrà coinvolgere direttamente (seguendo il Berruto-pensiero) anche società e Lega pallavolo. Organismi questi finiti, infatti e spesso, nel mirino del tecnico azzurro mentre regalava alla platea milanese (e non solo), i primi "schemi" del Pianeta-giovani.
Per esempio, Berruto ha parlato dell Club Italia che giocherà (per il secondo anno consecutivo) il campionato di A2, team allenato stavolta da Marco Bonitta, un coach che sarà anche il "tutor" della nuova nazionale Juniores ricca di giovani nati nel 1993 e 1994.
Però Mauro Berruto, che ha più volte elogiato e ringraziato il nuovo staff che seguirà le giovanili e del quale è prima guida, ha particolarmente focalizzato il discorso sul club Italia di B2 e sulla nazionale Pre-Juniores (con ragazzi nati nel biennio 95-96). Un gruppo del quale Berruto ne sarà "tutor" insieme a Mario Barbiero. "Ma sempre, lo ripeto ancora, in stretta collaborazione con i club, senza entrare in competizione ma lavorando in perfetta comunità di intenti. Ci sono tante cose da fare, c?è da recuperare tanto tempo perduto. Per esempio, è mancato negli ultimi anni l'opportunità per i giovani di confrontarsi con nazionali straniere. Non sono stati fatti stage, non c'è mai stato un vero impatto con i pari età di altri Paesi, esperienze decisive nella crescita di un giovane pallavolista. Vorrei riuscire a concretizzare anche questa idea e, se possibile, partecipare con loro a qualche bel torneo fuori dall'Italia. Una cosa ancora - ha concluso Berruto - e riguarda i tredicenni. E? l'età più critica, quando molti lasciano il volley che magari giocavano già da qualche anno. Lo fanno perché non si divertono, non vengono coinvolti più di tanto e se ne vanno nel momento più critico. Perché non provare a modificare il volley per quell'età? Perché non puntare su partite da tre contro tre invece del solito sei contro sei? Potrebbe, anzi sarebbe sicuramente un toccasana".
Vedremo. Il tempo è galantuomo e presto sapremo, appunto. Per esempio sapremo quando, come e in che modo il Consiglio federale approverà questo progetto e sapremo anche le risposte di società e Lega. Non resta che aspettare...
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