Italia, brividi e festa. Delusione USA

di Adelio Pistelli

19/05/2012

Italia, brividi e festa. Delusione USA
Un errore in una serata troppo lunga ma il sorriso è di moda in casa Italia e allora non importa se il match dei più tranquilli finisce per diventare particolarmente ossessivo e pericoloso: Non importa se sono necessari cinque
parziali finiti ai vantaggi. In questo momento a Firenze e dintorni hanno voglia di divertirsi e, alla fine, è festa. A prescindere. Il rischio di un imprevisto capitombolo è stato concreto ma già domani sera non se lo ricorderà più nessuno visto l’amore e l’ affetto che circonda l’Italia che schiaccia. E’ anche vero, però, che simili serate devono far riflettere e insegnare ma non saranno serate perse. Anche da imprevisti e incertezze emergono segnali in prospettiva sui quali costruire ciò che serve per arrivare sempre più in alto. E così, anche il faticoso successo contro i coreani, nasconde soprattutto piacevoli consuntivi rendendo il giusto applauso a chi ha perso. E’ vero il merito di chi emerge spesso è anche figlio del demerito altrui però ai coreani va l’onore delle armi, incondizionato, per come è stato in campo, per come ha saputo scuotere e girare spesso il match. Un solo giocatore di due metri, l’opposto Kim Yo Han, intorno un manipolo di ‘cavallette’ coreane capaci di creare grattacapi senza soluzione di continuità ad una Italia in debito di freschezza mentale e fisica. E allora, per oltre due ore e mezza, girandola di volley, parziali altissimi per un primo match di World League imprevedibilmente reattivo e carico di emozioni. Italvolley al via con le alternative di lusso per almeno due set. Molti di coloro che hanno guadagnato, solo cinque giorni, fa il pass per Londra 2012 è dietro le quinte e sipario fiorentino per Kovar, Buti,Giovi, Sabbi, insieme a Zaytsev e Travica.
La ricezione non funziona, l’attacco balbetta, a muro è vacanza o quasi mentre, dall’altra parte della rete il team di Park Ki Won, vecchia conoscenza dei nostri campionati, indovina la sera delle meraviglie. Guidata da un signor regista (Han Sun Soo), i coreani diventano protagonisti di una serata tutta improvvisazione. Le loro difese, i loro muri, gli attacchi sono fondamentali precisi e concreti e la panchina azzurra deve registrare continui sussulti per arrivare, definitivamente, ad un sestetto vecchia maniera. E così, sono i parenti Savani-Travica, le battute di Lasko, i muri di Birarelli che gradualmente rimettono in linea di navigazione una squadra che sembra avere soprattutto voglia di chiudere in fretta questo fine settimana.
DELUSIONE USA. Pronti via, americani che passano sui francesi come un rullo compressore. Ma è immagine già sfuocata perché succede tutto nel primo set poi è monologo Francia o quasi. Sì, gli uomini di Blain sistemano gradualmente la regia con Toniutti (Pujol ancora in difficoltà), la ricezione, cresce di Exiga (81% positiva) funziona la difesa e davanti, il cambio sottorete di uno schiacciatore (dentro Samica dal terzo set) con centrali più concreti e la Francia prima cambia poi domina la partita. Sorpresa? Forse ma stasera i transalpini hanno decisamente divertito contro avversari che, lentamente ma irreversibilmente hanno perso il bandolo della matassa tattica. I campioni olimpici in carica (quarto set decisamente imbarazzante) sono sembrati solo una
brutta copia del team apprezzato e vincente degli ultimi tempi. Una difesa a carico Usa? Crediamo sia stato difficile per gli americani cancellare le fatiche agonistiche di pochi giorni fa dall’altra parte del mondo e non resta
che aspettare le gare di domani (contro la Corea) e domenica (contro gli azzurri) per vedere se ci saranno segni di naturale miglioramento. A vedere il successo di Exiga e compagni, oltre a Silvano Prandi c’erano anche Laurent Tillie ed Emanuele Zanini, in lista per la Federazione francese nella successione di Blain, da qui a pochi mesi. Ultima cosa proprio su Exiga: ha parlato del suo ‘mercato’. “Sono sottocontratto con Macerata, al momento non ci sono squadre italiane che mi hanno richiesto, vorrà dire che resterò alla Lube. Cannes? Lo so, hanno fatto un pensierino su di me, da loro ho già giocato, però non c’è nulla di concreto”.
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