Italia e World League: divertimento e punti

di Adelio Pistelli

04/06/2010

L'esultanza dei giocatori dell'ItaliaL'esultanza dei giocatori dell'Italia
L'esultanza dei giocatori dell'Italia
Sì, divertiamoci. Erano tre anni che l’Italia non batteva la Francia e allora, divertiamoci. Pronti via, si gioca la World league, manifestazione che l’Italvolley ha vinto e stravinto prima di finire nel Limbo. E allora divertiamoci se gli azzurri ti (e si) regalano qualcosa di prezioso.
Le gente di Parma, seduta sulle gradinate del vecchio ‘PalaRaschi’, s’è divertita seguendo tranquillamente un match che è vissuto su particolarità azzurre che meritano di essere menzionate. Non ingannino, leggendo i parziali, i due primi set finiti ai parziali: casualità azzurre. Nel bel mezzo di una partita senza affanni, gli uomini di Anastasi si sono concessi (si fa per dire) qualche piccola-grande pausa che ha aiutato i ‘cugini’ a restare attaccati alla partita.
Dunque le particolarità, per esempio Maruotti una serata da primo attore. "Speravo in una partita così, da tempo". Sottorete al posto di Cernic, una delle novità azzurre ha ringraziato il suo tecnico partecipando in maniera massiccia nell’opera di demolizione del team francese. Poi il libero, Marra. Reattivo, preciso ha il grande merito di continuare a convincere gradualmente anche i più scettici, cioè coloro che da settimane e
frettolosamente avevano messo il coach azzurro sui carboni ardenti per scelte giudicate troppo rischiose. "Fermi tutti: è solo un piccolo mattoncino per crescere e sappiamo di poterlo fare. Ma dobbiamo restare concentrati e tranquilli". Le parole del nuovo libero azzurro sono una pennellata in più al quadro che Anastasi sta disegnando, giorno dopo giorno mentre si rende conto che il suo team è sempre più il ‘suoi’ team. Una squadra ricca di grande volontà, che si sta sempre più cementando, guardando ad una partita alla volta.
E quella di gara-uno contro la Francia è il chiaro esempio dell’attuale lavoro che l’Itavolley porta avanti senza perdere di vista l’attualità. Sì, divertiamoci quando arriva l’opportunità. A Parma, dicevamo, lo hanno
fatto ma dentro uno degli storici palasport italiani era bello vedere e sentire magari un pochino di calore in più verso una squadra che ha divertito proprio per quel suo modo di stare in campo. Ha ragione Philippe Blain, coach del transalpini: "sono stati bravi e continui. Spero che nella sfida di Modena (da qui a poche ore, ndr) ci riesca di farli divertire molto meno".
E si, è sempre la parola ‘divertimento’ a fare da contorno ad una ‘prima’ di World League che, come Maruotti, tutti nel clan azzurro volevano che finisse come è finita. E così nella serata dei primi e dei ricordi (per la vecchia Parma che vinceva lo scudetto 1968-1969); nella serata del ritorno sottorete di persone che tanto hanno dato a questa sport, il premio di una vittoria che significa soprattutto tranquillità in prospettiva. Domani è già un altro giorno ma come diceva Catalano, intanto…’è sempre meglio vincere che perdere’ e mai
come in questo periodo il… filosofico pensiero assume particolare credibilità.
Sigla.com - Internet Partner