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Italia seconda a nessuno
Italia seconda a nessuno
di Luciano Pedullà
06/11/2011
La capitana dell'Italia Leo Lo Bianco scherza con un pallone gigante della World Cup
La capitana dell'Italia Leo Lo Bianco scherza con un pallone gigante della World Cup
La classifica dopo tre giornate ci dice che la
World Cup
ha già diviso le pretendenti alla qualificazione olimpica dalle altre. Escludendo il
Giappone
, ottavo, sconfitto da Italia e Cina, nelle prime sei posizioni della classifica sono rappresentate le possibili candidate al podio del torneo:
Italia e Stati Uniti
uniche squadre imbattute,
Brasile, Germania, Serbia e Cina
che hanno subito una sconfitta negli scontri diretti. E’ un torneo veramente equilibrato che regalerà ancora molte partite combattute e tante emozioni. L’
Italia
ha già iniziato a darcele, uscendo a testa alta dalle prime due gare che avrebbero potuto dare una svolta negativa al torneo ma che imprimono un segnale di grande entusiasmo alla squadra diretta da
Massimo Barbolini
. L’allenatore azzurro è stato molto bravo a rivitalizzare una formazione uscita dall’
Europeo
e dal
Grand Prix
con grossi grattacapi, facendo fronte senza piagnistei agli infortuni, al calendario del torneo e alla mancanza di preparazione specifica. Non dimentichiamo, infatti, che mentre
Usa, Brasile, Cina e Giappone
hanno potuto proseguire uniformemente il lavoro fisico, oltre a quello tecnico, ciò non è stato possibile alle azzurre che, tornate per un mese con i club, non hanno potuto mirare la propria condizione in funzione delle undici gare che le aspettava. Non è una considerazione da sottovalutare perché in passato, invece, gli era stato dato maggiore peso e attenzione da Federazione e Lega. Così preso atto delle rinunce e degli infortuni più o meno conclamati dell’ultima ora le azzurre sono scese in campo per sfidare le agguerrite padrone di casa facendo fronte a 4000 sostenitori del Sol Levante contro una formazione che nelle ultime uscite ci aveva sempre sconfitto. Battendo in modo determinante, cosa invece non riuscita alle nipponiche, l’Italia ha messo in luce un’organizzazione precisa del gioco nonostante l’inedita squadra in campo, dimostrando di aver smaltito la ruggine accumulata nei mesi estivi. Anche contro la
Cina
la squadra ha saputo reagire alle difficoltà, date dal potente servizio delle asiatiche, sconfiggendo un avversario giovane e inesperto ma combattivo e ben organizzato, questo grazie ad una maggiore lucidità nei momenti di imbarazzo della gara. La squadra italiana in questo torneo è messa molto meglio in campo:
Paola Croce
ha saputo prendersi carico degli interventi difensivi e di ricezione dalla partita soprattutto nei momenti più difficili. Si percepisce in campo la grande fiducia che le compagne dimostrano nei confronti della re-entry nel ruolo di libero, cosa che garantisce minore pressione ai ricettori attaccanti e concede loro un’attenzione specifica rispetto le situazioni a rete. Poi c’è il ritorno in zona quattro di
Carolina Costagrande,
inserita nel suo ruolo naturale che le permette una migliore capacità di gestione dei colpi d’attacco. Al posto che era suo, in diagonale con
Leo Lo Bianco
, c’è
Lucia Bosetti
in una posizione non inedita che offre la possibilità alla varesina di mettere in luce le sue grandi caratteristiche tecniche e di velocità in tutte le zone del campo e quando richiesto di assistere la squadra in ricezione. Barbolini ha così ridato equilibrio alla squadra italiana rompendo gli indugi per avere la certezza di affrontare l’ultima parte del torneo con un buon bottino di punti. Quelli guadagnati con le squadre asiatiche sono fondamentali perche queste nazionali hanno le caratteristiche per mettere in difficoltà qualunque delle prime sei formazioni e la partita tra Cina e Giappone lo dimostra. Le azzurre dovranno prendere fiducia dalle prossime tre gare con
Argentina, Algeria e Corea
per affinare ulteriormente quella coralità in campo e fuori che sarebbe determinante nel faticosissimo rush finale. Prossimo avversario sarà l’
Argentina (martedì ore 7:00, diretta Sky Sport 2)
che gioca con un sistema collaudato da anni ma che non le ha garantito una crescita a livello internazionale.
Curatola
in palleggio,
Sosa e Busquets
le centrali che cambiano in seconda linea con il libero
Gaido; Boscacci,
conoscenza italiana di Soverato,
Nizetiche e Fresco
le schiacciatrici, dovrebbero essere le avversarie messe in campo dal tecnico Bastit. Poi sarà il momento dell’Algeria, squadra che ha tra le più interessanti giocatrici della squadra
Tsabet,
migliore scorer algerino, schiacciatrice in diagonale con
Boukhima e Olmou
, centrale dell’Isters unica rappresentante del volley africano in Francia;
Ouzaki
in palleggio,
Mouni
l’altro centrale,
Hennaoui
opposta e
Hammaouch
nel ruolo di libero dovrebbero completare la squadra in campo. Una squadra da scoprire, un’occasione ghiotta per permettere a Barbolini di concedere spazi alle più giovani per maturare la perizia necessaria affinché si possano trovare sempre pronte alla chiamata. Un primo tassello è stato messo, forse il più massiccio, ma spesso la differenza può essere fatta dalla cura dei particolari meno appariscente: abbiamo i numeri per farlo.
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